Successione ereditaria: rilevanza delle donazioni fatte in vita dal defunto — La Collazione e l’Azione di Riduzione

Un problema che si può verificare in tema di Successioni Ereditarie è quello di stabilire cosa accade nel momento in cui chi ha effettuato donazioni in vita muore e si apre la Successione Ereditaria.

La donazione in vita ha delle conseguenze giuridicamente importanti al momento della successione ereditaria.

Infatti, se il de cuius (cioè la persona deceduta che lascia un’eredità, in questo caso il donante) ha donato beni ai suoi parenti prossimi (coniuge, figli legittimi, naturali o adottivi ed i loro discendenti) e questi ultimi decidono di accettare l’eredità, sono obbligati alla Collazione, a meno che non si verifichino circostanze particolari.

La Collazione

La collazione è l’atto con cui i figli, i loro discendenti e il coniuge del defunto, conferiscono alla massa ereditaria, intesa come l’insieme dei beni che saranno oggetto di eredità, tutti i beni mobili e immobili ricevuti a titolo di donazione dal defunto quando questi era in vita.

Le donazioni fatte dal defunto quando era in vita possono infatti incidere anche significativamente sia sul complesso dei beni lasciati dal defunto, sia, di conseguenza, sull’entità delle porzioni di beni spettanti a ciascuno degli eredi.

Con la collazione, la legge intende pertanto ripristinare, a favore dei parenti più stretti del defunto, l’uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario.

La collazione serve a risolvere le disuguaglianze che possono essersi create all’apertura della successione e che riguardano solo gli eredi legittimi, nel caso in cui tra essi ci siano dei donatari (cioè i beneficiari di una donazione in vita).

Esiste però anche un altro istituto simile alla collazione, che serve a rendere inefficaci le scelte compiute dal de cuius se hanno leso la quota di legittima degli eredi: l’Azione di Riduzione.

L’Azione di Riduzione

Tale azione può essere usata anche nei confronti delle donazioni effettuate in vita dal defunto; in sostanza, quindi, se tali donazioni superano la quota, della quale il defunto poteva disporre, vengono soggette a riduzione, come se fossero beni entrati in successione.

Abbiamo compreso che le donazioni vengono considerate come se fossero una anticipazione di eredità.

E’ chiaro, anche, che le donazioni vengono ridotte solo dopo che è stato esaurito il valore dei beni dei quali il “de cuius” ha disposto nel testamento.

Importante è l’articolo 563 del codice civile, che permette al legittimario di chiedere ai successivi acquirenti la restituzione degli immobili donati dal testatore quando era in vita; però il terzo acquirente si può liberare dall’obbligazione restituendo l’equivalente in denaro delle cose donate.

Anche il legittimario, comunque, in virtù di quanto disposto dall’articolo 553 del codice civile, deve imputare alla propria quota di legittima quanto ha ricevuto dal defunto per donazioni o per legati.

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