Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19% o 26% [La Sez. I del Quadro E Mod. 730/2018]

Nel precedente post abbiamo esaminato il Quadro E in generale, sugli oneri e le spese, ed abbiamo elencato, sia quali detrazioni e quali deduzioni vanno elencate nelle varie Sezioni del Quadro e nei vari Righi, sia quali spese danno diritto ad una detrazione o deduzione.

In questo post quindi inizieremo ad analizzare la prima delle 6 Sezioni di cui è composto il Quadro E: Sezione I che tratta delle spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19% o 26%.

Vanno dichiarati nei Righi E1-E3 una serie di spese sanitarie detraibili, sostenute nel 2017, senza alcun abbattimento.

Invece nel Rigo E4 vanno dichiarate le spese sostenute per l’acquisto di veicoli per disabili.

Le spese sanitarie detraibili da inserire in questi Righi sono molteplici, e le regole per la detrazione variano da caso a caso; una elencazione sintetica delle spese sanitarie detraibili è stata fornita dall’Agenzia delle Entrate.

Volendo sintetizzare, per applicare la detrazione del 19%, occorre distinguere tra:

Documentazione da conservare

Per le spese indicate nei righi E1, E2, E3, ed E25 occorre conservare la seguente documentazione fiscale rilasciata dai percettori delle somme:

  • per le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali gli scontrini fiscali contenenti la natura e quantità dei medicinali acquistati, il codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale e il codice fiscale del destinatario dei medicinali;
  • per le protesi che non rientrano tra i dispositivi medici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, anche la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte, in base alla specifica disciplina, da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente. In questo caso, ove la fattura, ricevuta o quietanza non sia rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, il medesimo attesterà sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione. Anche in questa ipotesi, in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere a richiesta degli uffici, un’autocertificazione, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore, (da conservare unitamente alle predette fatture, ricevute e quietanze e da esibire o trasmettere a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle Entrate), per attestare la necessità per il contribuente o per i familiari a carico, e la causa per la quale è stata acquistata la protesi;
  • per i sussidi tecnici e informatici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, anche una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico e informatico è volto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione del soggetto riconosciuto portatore di handicap ai sensi dell’art. 3 della L. n. 104 del 1992.

Spese mediche all’estero

Le spese mediche sostenute all’estero sono soggette allo stesso regime di quelle analoghe sostenute in Italia; anche per queste deve essere conservata a cura del dichiarante la documentazione debitamente quietanzata.

Si ricorda che le spese relative al trasferimento e al soggiorno all’estero sia pure per motivi di salute non possono essere computate tra quelle che danno diritto alla detrazione in quanto non sono spese sanitarie.

Se la documentazione sanitaria è in lingua originale, va corredata da una traduzione in italiano; in particolare, se la documentazione è redatta in inglese, francese, tedesco o spagnolo, la traduzione può essere eseguita a cura del contribuente e da lui sottoscritta; se è redatta in una lingua diversa da quelle indicate va corredata da una traduzione giurata.

Per i contribuenti aventi domicilio fiscale in Valle d’Aosta e nella provincia di Bolzano non è necessaria la traduzione se la documentazione è scritta, rispettivamente, in francese o in tedesco.

La documentazione sanitaria straniera eventualmente redatta in sloveno può essere corredata da una traduzione italiana non giurata, se il contribuente, residente nella Regione Friuli Venezia Giulia, appartiene alla minoranza slovena.

Spese sanitarie rimborsate

Non possono essere indicate le spese sanitarie sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono state rimborsate, come ad esempio:

  • le spese risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto, nel caso di danni alla persona arrecati da terzi;
  • le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o ente pensionistico o dal contribuente a enti o casse con fine esclusivamente assistenziale, sulla base di contratti, accordi o regolamenti aziendali, e che, fino all’importo complessivo di € 3.615,20, non hanno contribuito a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente. La presenza di questi contributi è segnalata al punto 441 della Certificazione Unica. Se nel punto 442 della Certificazione Unica viene indicata la quota di contributi sanitari che, essendo superiore al limite di € 3.615,20, ha concorso a formare il reddito, le spese sanitarie eventualmente rimborsate possono, invece, essere indicate proporzionalmente a tale quota.

Possono, invece, essere indicate le spese rimaste a carico del contribuente, come per esempio:

  • le spese sanitarie rimborsate per effetto di premi di assicurazioni sanitarie da lui versati (per i quali non spetta la detrazione d’imposta del 19%);
  • le spese sanitarie rimborsate sulla base di assicurazioni sanitarie stipulate dal datore di lavoro o ente pensionistico o pagate direttamente dallo stesso con o senza trattenuta a carico del dipendente. L’esistenza di premi versati dal datore di lavoro o dal dipendente per queste assicurazioni è segnalata al punto 444 della Certificazione Unica.

Spese che possono essere rateizzate

Se le spese sanitarie indicate nei righi E1, E2 ed E3 superano complessivamente i € 15.493,71 la detrazione può essere ripartita in 4 quote annuali costanti e di pari importo.

A questo scopo è sufficiente barrare l’apposita casella nel Rigo E2, dato che il calcolo della rateizzazione e, quindi, della detrazione spettante verrà eseguito da chi presta l’assistenza fiscale (Caf, professionista o sostituto).

I contribuenti che nelle precedenti dichiarazioni hanno richiesto la rateizzazione delle spese sanitarie devono compilare il rigo E6.

Franchigia di € 129,11

Le spese sanitarie indicate nei Righi E1, E2 ed E3 del Mod. 730/2018 concorrono alla determinazione della detrazione del 19% solo per l’importo che eccede € 129,11.

Questo significa che il contribuente deve:

  1. sommare tutte le spese sostenute,
  2. sottrarre la franchigia,
  3. calcolare il 19% sul risultato ottenuto.

Se le spese sostenute nell’anno non superano l’importo della franchigia non si ha diritto alla detrazione.

Rigo E1

E1 Casella 1 — SPESE PATOLOGIE ESENTI: nella Casella 1 di questo Rigo (E1) indicare le spese sanitarie, relative a patologie esenti dalla spesa sanitaria pubblica. Si tratta di alcune malattie e condizioni patologiche per le quali il servizio sanitario nazionale ha riconosciuto l’esenzione dal ticket in relazione a particolari prestazioni sanitarie.

Dette spese, se indicate in questa colonna, non possono essere comprese tra quelle indicate in Casella 2.

Nel prospetto di liquidazione un messaggio indicherà la parte di spesa che non ha trovato capienza nell’imposta dovuta dal contribuente e tale parte potrà essere portata in detrazione nel rigo E2 del mod. 730.

Per un elenco completo si può consultare la banca dati del Ministero della Salute disponibile sul sito www.salute.gov.it.

L’agevolazione consiste nel non perdere la parte di detrazione che non abbia trovato capienza nell’imposta dovuta. L’eccedenza verrà indicata da chi presta l’assistenza fiscale nello spazio riservato ai messaggi del 730/3 del contribuente per consentire al familiare che le ha sostenute di fruire della restante quota di detrazione nel Rigo E2.

Le spese sanitarie relative a patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, possono essere state sostenute da familiari del contribuente, anche se quest’ultimo non è fiscalmente a loro carico.

E1 Casella 2 — SPESE SANITARIE: indicare nella casella 2 le spese sanitarie sostenute nell’interesse proprio e dei familiari a carico:

Le spese sanitarie vere e proprie con detrazione del 19% delle spese sostenute nel 2017, per importi di spesa superiori alla franchigia di € 129,11 vanno indicate nei Righi E1 — E3.

In particolare si potrà indicare l’ammontare complessivo delle spese sostenute per:

  • prestazioni rese da un medico generico (comprese quelle di medicina omeopatica);
  • acquisto di medicinali da banco e/o con ricetta medica (anche omeopatici);
  • prestazioni specialistiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;
  • prestazioni chirurgiche;
  • ricoveri per degenze o collegati ad interventi chirurgici;
  • trapianto di organi;
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno);
  • acquisto o affitto di dispositivi medici/attrezzature sanitarie, comprese le protesi sanitarie;
  • assistenza infermieristica e riabilitativa (es: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, ecc.);
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;
  • prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.

Una elencazione più esaustiva la si può trovare in questo post.

Le suddette spese mediche sono detraibili anche se sostenute per i familiari fiscalmente a carico.

N.B.: Indicare l’intero importo delle spese mediche: il Caf o il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale calcoleranno la detrazione spettante riducendo l’intero importo (comprensivo delle spese sanitarie eventualmente inserite in E2) di € 129,11 (franchigia).

Il contribuente può decidere di ripartire le detrazioni per le spese mediche in quattro quote annuali di pari importo. Questa scelta è consentita se l’ammontare complessivo delle spese sostenute nell’anno, indicate nei righi E1, E2 ed E3 supera i € 15.493,71. A tal fine è necessario barrare l’apposita casella; sarà poi il soggetto che presta l’assistenza fiscale ad operare la rateizzazione e conseguentemente la detrazione spettante.

I contribuenti che nella precedente dichiarazione hanno chiesto la rateizzazione delle spese sanitarie, dovranno compilare il rigo E6.

Rigo E2

Il contribuente può usufruire delle detrazioni per le spese sostenute per sé stesso o per i propri familiari a carico (art. 15, comma 2, del Tuir).

Ci sono però due casi in cui un soggetto può portare in detrazione spese sanitarie sostenute per familiari non a carico.

Si tratta delle :

  • spese pagate da un erede per una persona deceduta e sostenute dopo il suo decesso (Circolare 01/06/1999 n.122);
  • spese sanitarie sostenute nell’interesse di familiari affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario (Circolare 20/04/2005 n.15), rigo E2 del quadro E. Tale beneficio spetta con riferimento alle sole spese correlate alle suddette patologie, limitatamente all’importo massimo annuo di € 6.197,48 e per la sola parte di spesa che non trova capienza nell’Irpef dovuta dal soggetto malato

E2 Casella 2 — E2 — SPESE SANITARIE PATOLOGIE ESENTI PER FAMILIARI NON A CARICO: i contribuenti possono portare in detrazione con il mod. 730/2018 anche le spese mediche e sanitarie sostenute per conto di familiari non a carico affetti da patologie esenti.

La detrazione con mod. 730/2018 sarà in questo caso ammessa soltanto per la parte di spesa non detraibile dal familiare affetto dalla patologia, se obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi, e nel limite massimo di € 6.197,48 per l’anno d’imposta 2017.

Le spese sanitarie detraibili in riferimento a familiari esenti per patologia dovranno essere indicate nel rigo E2 del modello 730/2108 e dovranno essere accompagnate dai documenti necessari a certificare il diritto all’esenzione per patologia, l’eventuale detrazione concessa con la presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del beneficiario, e l’indicazione del familiare a favore del quale la spesa è stata sostenuta.

Indicare l’intero importo delle spese mediche: il Caf o il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale calcoleranno la detrazione spettante riducendo l’importo derivante dalla somma delle spese indicate nei righi E1 ed E2 di € 129,11 (franchigia).

Il contribuente può decidere di ripartire le detrazioni per le spese mediche in quattro quote annuali costanti e di pari importo. Questa scelta è consentita se l’ammontare complessivo delle spese sostenute nell’anno, indicate nei righi E1, E2 ed E3 supera i € 15.493,71.

A tal fine è necessario barrare l’apposita casella. Sarà poi il soggetto che presta l’assistenza fiscale ad operare la rateizzazione e conseguentemente la detrazione spettante.

Rigo E3

E3 — SPESE SANITARIE PER PERSONE CON DISABILITÀ:

spese sanitarie sostenute per disabili, per le quali è possibile ottenere una detrazione del 19% delle spese sostenute, senza limiti di importo, tra cui anche quelle per l’acquisto di auto e cani guida (Rigo E4 — E5).

vanno indicate le spese sostenute per persone con disabilità:

· per i mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento;

· per i sussidi tecnici informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione

Sono considerate persone con disabilità coloro i quali sono stati riconosciuti tali in base alla L. 104/92 o quelli riconosciuti invalidi da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc.

Le persone con disabilità possono attestare le loro condizioni anche con autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di atto notorio corredata da un documento d’identità).

Per queste spese la detrazione del 19% spetta sull’intero importo.

Rigo E4

E4 — SPESE VEICOLI PER PERSONE CON DISABILITÀ: la detrazione spetta a tutti i disabili di cui all’art. 3 della L. 104/92 con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, prescindendo dal possesso di una qualsiasi patente di guida, e può essere goduta in una sola volta o ripartita in quattro quote annuali di uguale importo (va comunque sempre indicato l’intero importo della spesa).

La spesa massima detraibile è pari ad € 18.075,99 e spetta una sola volta e per un solo veicolo (auto o moto) in un periodo di 4 anni, salvo che nel pubblico registro automobilistico tale veicolo risulti cancellato successivamente all’acquisto, e a patto che il veicolo sia utilizzato in via esclusiva o prevalente a beneficio della persona con disabilità.

Se il veicolo è stato rubato e non ritrovato, dal limite di € 18.075,99 va detratto l’eventuale rimborso dell’assicurazione.

In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito del veicolo prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto, è dovuta la differenza tra l’imposta che sarebbe stata determinata in assenza dell’agevolazione e quella agevolata, a meno che la cessione non sia avvenuta in seguito a un mutamento dell’handicap che comporta per la persona con disabilità la necessità di acquistare un altro veicolo sul quale effettuare nuovi e diversi adattamenti.

La detrazione può essere ripartita in 4 quote annuali di pari importo: in questo caso indicare nel rigo E4 l’intero importo della spesa sostenuta e, nell’apposita casella, il numero 1 per segnalare che si vuol fruire della prima rata.

Se, invece, la spesa è stata sostenuta nel 2014, nel 2015 o nel 2016 e nella relativa dichiarazione si è scelto di ripartire la detrazione in quattro rate annuali di pari importo, indicare:

— l’intero importo della spesa (identico a quello indicato nel Mod. 730 relativo agli anni , 2014, 2015 o 2016);

— il numero della rata che si utilizza per il 2017 (4, 3 o 2) nell’apposita casella.

La detrazione spetta anche per le spese di riparazione che non rientrano nell’ordinaria manutenzione, con esclusione, quindi, dei costi di esercizio (come, ad esempio, il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante). Queste spese devono essere sostenute entro 4 anni dall’acquisto e concorrono, insieme al costo di acquisto del veicolo, al raggiungimento del limite massimo consentito di € 18.075,99.

Se vengono compilati due righi E4, uno per l’acquisto dell’autoveicolo e l’altro per la manutenzione straordinaria la detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali solo per l’acquisto e non per la manutenzione straordinaria.

L’importo da indicare nel rigo E4 deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 4.

Rigo E5

Rigo E5 — Spese per l’acquisto di cani guida: indicare la spesa sostenuta dai non vedenti per l’acquisto del cane guida.

La detrazione spetta per l’intero ammontare del costo sostenuto ma con riferimento all’acquisto di un solo cane e una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale.

La detrazione può essere ripartita in quattro rate annuali di pari importo, indicando nell’apposita casella del rigo il numero corrispondente alla rata di cui si vuole fruire e l’intero importo della spesa sostenuta.

L’importo da indicare nel rigo E5 deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 5.

Rigo E6

Rigo E6 — Spese sanitarie rateizzate in precedenza: questo rigo è riservato ai contribuenti che negli anni 2014 e/o 2015 e/o 2016 hanno sostenuto spese sanitarie superiori a € 15.493,71 ed hanno scelto la rateizzazione nelle precedenti dichiarazioni dei redditi. Se in più di una delle precedenti dichiarazioni è stata scelta la rateizzazione, è necessario compilare più righi E6 utilizzando distinti modelli.

Nella Casella 1 “Numero di rata” indicare il numero della rata di cui si intende fruire.

Nella Casella 2 indicare l’importo delle spese di cui è stata chiesta la rateizzazione.

In particolare se nelle precedenti dichiarazioni è stato utilizzato il mod. 730:

  • per le spese sostenute nel 2016 l’importo da indicare nella Casella 2 è desumibile dal rigo 136 del prospetto 730–3/2016, mentre nella casella delle rate va indicato il numero 2;
  • per le spese sostenute nel 2012 e/o nel 2013 e/o nel 2014 l’importo da indicare nella Casella 2 è desumibile dal rigo E6 del quadro E del Mod. 730/2016.

Se, invece, è stato utilizzato il modello UNICO Persone Fisiche, l’importo da indicare nella Casella 2 è quello derivante dalla somma dei righi RP1, colonna 1 e colonna 2, RP2 e RP3 del quadro RP.

L’importo da indicare nel rigo E6 deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 6.

Rigo E7

INTERESSI PASSIVI (RIGO E7 E RIGHI DA E8 A E10 CON CODICI DA 8 A 11): In questi righi vanno indicati gli importi degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione pagati nel 2016 per i mutui, a prescindere dalla scadenza della rata.

Non danno diritto alla detrazione gli interessi derivanti da:

· mutui stipulati nel 1991 o 1992 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione (es. ristrutturazione);

· mutui stipulati a partire dal 1993 per motivi diversi dall’acquisto dell’abitazione principale (es. residenza secondaria). Sono esclusi da questa limitazione i mutui stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili e quelli stipulati dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale.

In caso di mutuo ipotecario sovvenzionato con contributi statali, non erogati in conto capitale, gli interessi passivi danno diritto alla detrazione solo per l’importo effettivamente rimasto a carico del contribuente.

E7 — INTERESSI PER MUTUI IPOTECARI PER L’ACQUISTO DELL’ABITAZIONE PRINCIPALE: la detrazione compete per l’immobile che venga adibito ad abitazione principale.

Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Nel caso di separazione legale anche il coniuge separato rientra tra i familiari sino all’avvenuta annotazione della sentenza di divorzio. In caso di divorzio, al coniuge che abbia trasferito la propria dimora abituale spetta la detrazione se nell’abitazione dimorano i suoi familiari (es. figli).

La detrazione spetta su un importo massimo di € 4.000.

In caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo, il suddetto limite è riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti (es. coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro che abbiano acquistato in comproprietà l’immobile possono indicare un importo massimo di € 2.000 ciascuno).

Nell’ipotesi invece di mutuo cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, può usufruire della detrazione il coniuge che sostiene per intero la spesa nella misura prevista per entrambe le quote di interessi.

Sono detraibili gli oneri accessori, ovvero le spese necessarie alla stipula del contratto di mutuo. Tra questi sono compresi l’importo delle maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni di cambio, la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione, gli oneri fiscali (compresa l’imposta per l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato), la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato, le spese di istruttoria, notarili e di perizia tecnica, la penalità per anticipata estinzione del mutuo ecc. Tra le spese notarili sono incluse l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo (con esclusione di quelle sostenute per il contratto di compravendita) e le spese sostenute dal notaio per conto del cliente (es. iscrizione e cancellazione dell’ipoteca). Gli oneri accessori e le spese notarili, relativamente all’anno in cui sono stati sostenuti, dovranno essere sommati agli interessi pagati, tenendo comunque conto del limite massimo detraibile.

Se il valore del mutuo eccede il valore dell’immobile dichiarato nell’atto di compra vendita, possono essere portati in detrazione solamente gli interessi che coprono il valore d’acquisto, aumentato delle spese notarili e degli oneri accessori relativi all’acquisto.

Al fine di calcolare la quota di interessi che deve essere indicata è necessario utilizzare la seguente formula:

La detrazione spetta a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo. Non si tiene conto delle variazioni dell’abitazione principale derivanti da ricoveri permanenti in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l’immobile non sia locato.

Per i mutui stipulati prima del 1° gennaio 2001 la detrazione è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale entro sei mesi dall’acquisto, a meno che al 1° gennaio 2001 non fosse già decorso il termine semestrale previsto dalla disciplina previgente. Per i soli mutui stipulati nel corso dell’anno 1993 la detrazione spetta purché l’unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale entro l’8 giugno 1994.

Non si tiene conto del periodo intercorrente tra la data di acquisto e quella del mutuo, se l’originario contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale viene estinto e ne viene stipulato uno nuovo, anche con una banca diversa, compresa l’ipotesi di surrogazione per volontà del debitore (art. 8 del decreto legge n. 7 del 31/01/2007). In questa ipotesi, come pure in caso di rinegoziazione del mutuo il diritto alla detrazione spetta per un importo non superiore a quello che risulterebbe con riferimento alla quota residua di capitale del vecchio mutuo, maggiorata delle spese e degli oneri accessori correlati con l’estinzione del vecchio mutuo e l’accensione del nuovo.

Se l’immobile acquistato è sottoposto a ristrutturazione edilizia, la detrazione spetta dalla data in cui viene adibito ad abitazione principale, purché questo avvenga sempre entro due anni dall’acquisto.

Se è stato acquistato un immobile locato, la detrazione spetta, a partire dalla prima rata di mutuo corrisposta, a condizione che entro tre mesi dall’acquisto, l’acquirente notifichi al locatario l’intimazione di sfratto per finita locazione e che entro un anno dal rilascio l’immobile sia adibito ad abitazione principale.

Si ha diritto alla detrazione anche se l’unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale entro un anno a causa di un trasferimento per motivi di lavoro avvenuto dopo l’acquisto.

Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale (ad eccezione del trasferimento per motivi di lavoro o del ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari). Tuttavia, se il contribuente torna ad adibire l’immobile ad abitazione principale, può fruire nuovamente della detrazione in relazione alle rate pagate a decorrere da quel momento.

La detrazione non compete nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato autonomamente per acquistare una pertinenza dell’abitazione principale.

La detrazione è anche riconosciuta per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia a ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia a ordinamento civile, per i mutui ipotecari relativi all’acquisto dell’unica abitazione di proprietà, a prescindere dal requisito della dimora abituale.

Per i contratti di mutuo stipulati prima del 1993, la detrazione spetta su un importo massimo di € 4.000,00 per ciascun intestatario del mutuo ed è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale alla data dell’8 dicembre 1993 e che, nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro.

Se nel corso dell’anno l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale (per motivi diversi da quelli di lavoro), a partire dallo stesso anno, la detrazione spetta solo sull’importo massimo di € 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo.

Anche in questo caso permane il diritto alla detrazione nel caso di rinegoziazione del contratto di mutuo e si continua ad applicare la disciplina fiscale relativa al mutuo che viene estinto.

Righi E8, E9, E10

ALTRE SPESE (RIGHI DA E8 A E10)

Indicare le spese contraddistinte dai codici da 8 a 39 e 99, per le quali spetta la detrazione del 19%, e le spese contraddistinte dai codici 41 e 42, per le quali spetta la detrazione del 26%.

Come già esplicitato per le spese mediche, si ricorda che non possono essere portate in detrazione le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono già state rimborsate dal datore di lavoro, ad esempio sotto forma di benefit (es. spese di istruzione, spese per asili nido).

In generale possono essere portate in detrazione solo le spese effettivamente sostenute dal contribuente e, qualora parzialmente rimborsate, la sola parte rimasta a carico del contribuente.

Di seguito vengono riportati i codici più frequentemente utilizzati.

CODICE 8 — INTERESSI PER MUTUI IPOTECARI PER ACQUISTO ALTRI IMMOBILI: l’importo non può essere superiore ad € 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo. La detrazione riguarda gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione per mutui ipotecari su immobili diversi da quelli utilizzati come abitazione principale stipulati prima del 1993. Per i mutui stipulati nel 1991 e nel 1992 la detrazione spetta solo per l’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione diversa da quella principale (per la quale valgono invece le istruzioni relative al rigo E7) e per i quali non sia variata tale condizione (es. se l’immobile viene dato in locazione).

CODICE 9 — INTERESSI PER MUTUI CONTRATTI NEL 1997 PER RECUPERO EDILIZIO: la detrazione riguarda gli interessi passivi, gli oneri e le quote di rivalutazione per mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici. La detrazione spetta su un importo massimo di € 2.582,28. In caso di contitolarità del mutuo, questo limite si riferisce all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti.

CODICE 10 — INTERESSI PER MUTUI IPOTECARI PER COSTRUZIONE O RISTRUTTURAZIONE ABITAZIONE PRINCIPALE CONTRATTI A PARTIRE DAL 1998: la detrazione del 19% riguarda gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione per mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale. La detrazione è ammessa a condizione che la stipula del contratto di mutuo da parte del possessore a titolo di proprietà o di altro diritto reale dell’unità immobiliare avvenga nei sei mesi antecedenti, o nei diciotto mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzione. La detrazione spetta su un importo massimo di € 2.582,28.

CODICE 11 — INTERESSI RELATIVI A PRESTITI O MUTUI AGRARI: la detrazione riguarda gli interessi passivi corrisposti nel 2016 in dipendenza di prestiti o mutui agrari. L’importo massimo che può essere indicato, comunque, non può superare la somma dei redditi dominicale e agrario (rivalutati) dei relativi terreni.

CODICE 12 — SPESE DI ISTRUZIONE DIVERSE DA QUELLE UNIVERSITARIE: la detrazione riguarda le spese sostenute nel 2016 per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione, per un importo annuo non superiore ad € 564 per alunno o studente.

Se la spesa riguarda più studenti, occorre compilare più righi con codice 12, indicando in ognuno la spesa sostenuta per ciascuno di essi (non devono essere sommate le spese di studenti diversi).

Questa detrazione non è cumulabile con quella prevista per le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per l’ampliamento dell’offerta formativa indicate con il codice 31.

CODICE 13 — SPESE DI ISTRUZIONE UNIVERSITARIE: la detrazione riguarda le spese sostenute nel 2017 per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri. Le spese possono riferirsi anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso, e per le università non statali italiane e straniere non devono essere superiori a quelle stabilite annualmente per ciascuna facoltà universitaria, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.

CODICE 14 — SPESE FUNEBRI: la detrazione riguarda le spese funebri sostenute per la morte di persone, indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela con esse. L’importo, riferito a ciascun decesso, non può essere superiore ad € 1.550, anche se più soggetti sostengono la spesa. Nel caso di più eventi, occorre compilare più righi con codice 14, indicando in ognuno la spesa relativa a ciascun decesso (non devono essere sommate le spese funebri di eventi diversi).

CODICE 15 — SPESE PER ADDETTI ALL’ASSISTENZA PERSONALE: la detrazione riguarda le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (es. impossibilità di assumere alimenti, espletare le funzioni fisiologiche, deambulare, necessità di sorveglianza continuativa). Tale stato deve risultare da certificazione medica e la detrazione spetta anche per le spese sostenute per i familiari non a carico.

È possibile fruire della detrazione fino a un importo massimo di € 2.100, solo se il reddito complessivo non supera gli € 40.000.

Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta debitamente firmata, rilasciata dall’addetto all’assistenza, e deve contenere gli estremi anagrafici ed il codice fiscale di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza.

Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

CODICE 16 — SPESE PER ATTIVITÀ SPORTIVE PER RAGAZZI: la detrazione riguarda le spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni (anche se compiuti nel corso del 2017 la detrazione spetta per l’intero anno d’imposta), ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture e impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica. L’importo da considerare non può essere superiore ad € 210 per ciascun ragazzo.

La detrazione può essere ripartita tra gli aventi diritto (es. i genitori) ed in tal caso sul documento di spesa va indicata la quota detratta da ciascuno di essi.

Se la spesa riguarda più ragazzi, occorre compilare più righi con codice 16, indicando in ognuno la spesa relativa a ciascuno di essi (non devono essere sommate le spese sportive di riversi ragazzi).

Per fruire della detrazione il contribuente deve acquisire e conservare il bollettino bancario o postale o la fattura, ricevuta o quietanza di pagamento da cui risultino:

· denominazione o ragione sociale, sede legale e codice fiscale del soggetto che ha reso la prestazione;

· se persona fisica, nome, cognome, residenza e codice fiscale del soggetto che ha reso la prestazione;

· causale del pagamento;

· attività sportiva esercitata;

· importo pagato;

· dati anagrafici di chi pratica l’attività e codice fiscale di chi effettua il pagamento.

CODICE 17 — SPESE DI INTERMEDIAZIONE IMMOBILIARE SOSTENUTE PER L’ACQUISTO DELL’ABITAZIONE PRINCIPALE: la detrazione del 19% riguarda i compensi, comunque denominati, pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’immobile da adibire ad abitazione principale.

L’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a € 1.000.

Se l’unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione, nel limite di € 1.000, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà.

L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 17.

CODICE 29 — SPESE VETERINARIE: la detrazione riguarda le spese sostenute per la cura di animali legalmente detenuti per compagnia o pratica sportiva. L’importo non può essere superiore a € 387,34 e la detrazione sarà calcolata sulla parte che supera l’importo di € 129,11.

CODICE 30 — PER LE SPESE SOSTENUTE DAI SORDI PER I SERVIZI DI INTERPRETARIATO: Si considerano sordi (in base alla legge 26 maggio 1970, n. 381) i minorati sensoriali dell’udito affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento
del linguaggio parlato, purché la patologia non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio (legge n. 95 del 20 febbraio 2006).

L’importo deve comprendere le erogazioni indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 30. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione — art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 30.

CODICE 33 — SPESE PER ASILI NIDO: la detrazione riguarda le spese sostenute dai genitori per le rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici o privati, per un importo non superiore ad € 632 annui per ogni figlio fiscalmente a carico. La detrazione va divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Se il documento di spesa è intestato al bambino o ad uno solo dei coniugi è possibile annotare sullo stesso la percentuale di ripartizione.

Se la spesa riguarda più figli, occorre compilare più righi con codice 33, indicando in ognuno la spesa sostenuta per ciascuno di essi (non devono essere sommate le spese di figli diversi).

CODICE 35 — PER LE EROGAZIONI LIBERALI IN DENARO AL FONDO PER L’AMMORTAMENTO DEI TITOLI DI STATO: la detrazione è ammessa se le erogazioni liberali in denaro derivano da donazioni o da disposizioni testamentarie destinate al conseguimento delle finalità del fondo. Il Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, istituito presso la Banca d’Italia, ha lo scopo di ridurre la consistenza dei titoli di Stato in circolazione.

Per avvalersi della detrazione è necessario che tali erogazioni siano effettuate mediante versamento bancario o postale. Con apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere previste ulteriori modalità di effettuazione di tali erogazioni

CODICE 36 — PREMI PER ASSICURAZIONI SULLA VITA E CONTRO GLI INFORTUNI: la detrazione riguarda i premi:

· per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, anche se versati all’estero o a compagnie estere, per i contratti stipulati o rinnovati fino al 31/12/2000. La detrazione è ammessa a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a 5 anni e non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima;

· per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5% (derivante da qualunque causa), per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 01/01/2001.

L’importo dei premi non deve complessivamente superare € 530.

CODICE 38 — PREMI PER ASSICURAZIONI A TUTELA DI PERSONE CON DISABILITÀ GRAVE: la detrazione riguarda i premi per le assicurazioni a tutela di persone con disabilità grave, come definita dall’art. 3, c. 3, della Legge 104/1992, accertata dalle unità sanitarie locali mediante le commissioni mediche di cui all’art. 1 della Legge 295/1990, integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso le unità sanitarie locali.

L’importo dei premi non deve complessivamente superare € 750, al netto di eventuali premi già indicati in dichiarazione con codice 36.

CODICE 39 — PREMI PER ASSICURAZIONI PER RISCHIO DI NON AUTOSUFFICIENZA: la detrazione riguarda i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. La detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non possa recedere dal contratto.

L’importo dei premi non deve complessivamente superare € 1.291,14, al netto di eventuali premi già indicati in dichiarazione con codice 36 e/o codice 38.

CODICE 99 — Per le altre spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%: l’importo deve comprendere le somme indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 99.

Per gli ulteriori codici meno frequenti si rimanda alle istruzioni ministeriali del modello 730.

Rigo E14

E14 — SPESE PER CANONI DI LEASING (Acquisto prima casa in leasing)

Si tratta di una detrazione Irpef del 19% dei canoni e del costo di riscatto per i contratti di leasing immobiliare relativi all’abitazione principale da parte di soggetti con reddito non superiore a € 55.000 all’atto della stipula del contratto e non titolari di diritti di proprietà su altri immobili ad uso abitativo. Gli importi annui massimi variano in base all’età:

  • Per gli under 35: la detrazione viene riconosciuta su massimo € 8.000 di canoni e € 20.000 di riscatto
  • Per chi ha più di 35 anni: a detrazione viene riconosciuta su massimo € 4.000 di canoni e € 10.000 di riscatto

La detrazione spetta alle medesime condizioni previste per gli interessi passivi sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale di cui al rigo E7.

DATA STIPULA LEASING: indicare la data di stipula del contratto di leasing immobiliare.

NUMERO ANNO: indicare il numero dell’anno per cui si fruisce della detrazione (es. nel 2017 indicare 1).

IMPORTO CANONE DI LEASING: indicare il totale dei canoni versati nel 2017, con massimale annuo pari a:

  • € 8.000 per i contribuenti con meno di 35 anni alla data di stipula del contratto
  • € 4.000 per i contribuenti con 35 anni o più alla data di stipula del contratto

PREZZO DI RISCATTO: indicare il prezzo di riscatto pagato nel 2017 per l’acquisto della proprietà dell’immobile oggetto del contratto di leasing, con massimale pari a:

  • € 20.000 per i contribuenti con meno di 35 anni alla data di stipula del contratto
  • €10.000 per i contribuenti con 35 anni o più alla data di stipula del contratto.

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