Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio — (detrazione del 36%, 50% o 65%) [La Sez. III A del Quadro E Mod. 730/2017]

Il bonus ristrutturazioni permette di ottenere una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa di € 96.000 per interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su parti comuni di edifici residenziali e su singole unità immobiliari di qualunque categoria catastale e sulle relative pertinenze.

COSA VA INDICATO IN QUESTA SEZIONE

In questa sezione vanno indicate le spese sostenute nell’anno 2016 o negli anni precedenti per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, ed in particolare:

· per la ristrutturazione di immobili;

· per l’acquisto o l’assegnazione di immobili facenti parte di edifici ristrutturati;

· per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica.

Elenco completo degli interventi che permettono di accedere alla detrazione.

I SOGGETTI CHE POSSONO USUFRUIRE DELLA DETRAZIONE:

Possono fruire dell’agevolazione i soggetti IRPEF residenti e non, che dell’immobile residenziale sito in Italia oggetto dell’intervento e in relazione al quale hanno sostenuto le relative spese, ne abbiano:

· Piena proprietà

· Nuda proprietà

· Altri diritti reali, quali l’usufrutto (art. 1021 C.c.), l’abitazione (art. 1022 C.c.), o la superficie (art. 952 C.c.)

Ovvero lo detengono in:

· Locazione (art. 1571 C.c.)

· Comodato (art. 1803 C.c.)

Ovvero siano:

· un familiare convivente con il possessore intestatario dell’immobile;

· il futuro acquirente dell’immobile.

La Circolare Ministeriale 24.02.1998 nr.57/E ha chiarito che la detrazione spetta:

· Al possessore

· Al detentore

È possessore colui che vanta sull’immobile un diritto di proprietà o un altro diritto reale quale usufrutto, uso, abitazione. A titolo esemplificativo sono possessori l’usufruttuario di un appartamento o, limitatamente alle parti comuni, il condomino.

Sono detentori il familiare del possessore, il conduttore, il comodatario, il socio della cooperativa a proprietà indivisa, il socio di società di persone, il promissario acquirente.

La detrazione spetta ai suddetti soggetti che abbiano sostenuto le spese, nella misura in cui le stesse siano effettivamente rimaste a loro carico.

PERCENTUALE DI DETRAZIONE:

· 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2016;

· 36% per le spese sostenute:

- dal 2007 al 2011

- dal 1° gennaio al 25 giugno 2012.

· 65% per le spese sostenute dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016 per l’adozione di misure antisismiche e la messa in sicurezza statica

La detrazione viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

LIMITI DI SPESA:

La spesa su cui applicare la percentuale non può superare il limite di:

  • € 48.000 per le spese sostenute negli anni dal 2005 al 25 giugno 2012;
  • € 96.000 per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016

Il limite è riferito alla singola unità immobiliare sulla quale sono stati effettuati i lavori. Quindi se più persone hanno diritto alla detrazione (es. comproprietari), il limite va ripartito tra loro.

Per l’anno 2012, la detrazione del 50% spetta per le spese sostenute dal 26 giugno al 31 dicembre nel limite di € 96.000, al netto delle spese sostenute fino al 25 giugno nel limite di € 48.000.

Se gli interventi consistono nella prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti sulla stessa unità immobiliare, per determinare il limite massimo delle spese detraibili occorre tenere conto di quelle già sostenute negli anni passati.

In particolare, nel caso di interventi iniziati prima del 26 giugno 2012 e proseguiti negli anni successivi, la detrazione del 50% spetta per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016 nel limite di € 96.000, al netto delle spese sostenute fino al 25 giugno 2012 nel limite di € 48.000.

In caso di vendita o di donazione dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi prima che sia trascorso il periodo di godimento della detrazione, le quote di detrazione non utilizzate sono trasferite all’acquirente persona fisica o al donatario, salvo diverso accordo delle parti.

In caso di morte del titolare, il diritto alla detrazione si trasmette esclusivamente all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

L’inquilino o il comodatario che hanno sostenuto le spese conservano il diritto alla detrazione anche quando la locazione o il comodato terminano (In caso di cessazione del contratto di locazione o comodato, l’inquilino o comodatario proseguono con la detrazione delle rate residue).

Interventi antisismici in zone ad alta pericolosità

DOCUMENTI DA CONSERVARE:

La documentazione necessaria per usufruire della detrazione per le spese per il recupero del patrimonio edilizio è costituita da

Per le spese di ristrutturazione:

  • comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda Sanitaria Locale quando obbligatoria;
  • abilitazioni amministrative dalle quali si evince la tipologia dei lavori e la data di inizio dei lavori o, in assenza, di autocertificazione che attesti la data di inizio e la detraibilità delle spese sostenute;
  • copia delle fatture dei lavori;
  • copia dei bonifici bancari o postali da cui risulti il codice fiscale dell’ordinante, il numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato e la causale del pagamento;
  • altra documentazione relativa alle spese il cui pagamento è previsto possa essere effettuato non tramite bonifico bancario (ad esempio oneri di urbanizzazione, ritenute d’acconto operate sui compensi, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori)
  • eventuale certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio attestante l’avvenuto adempimento degli obblighi previsti e la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione;
  • atto di cessione dell’immobile nell’ipotesi che lo stesso contenga la previsione del mantenimento del diritto alla detrazione in capo al cedente.

Per acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati:

  • atto notarile di acquisto;
  • preliminare di compravendita registrato e documentazione di eventuali acconti versati;
  • nel caso in cui l’atto di acquisto, di assegnazione o il preliminare non contengano le indicazioni riferite ai termini di ultimazione della ristrutturazione e che si tratti di immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato, dichiarazione rilasciata dall’impresa di costruzione o dalla compravendita edilizia che attesti le condizioni sopracitate.

Per l’acquisto del box pertinenziale:

  • copia della dichiarazione dell’impresa costruttrice attestante il costo di realizzo della costruzione (non rilevano ai fini della detrazione i costi sostenuti per l’acquisto dell’area e l’utile ritraibile dal costruttore-venditore dei posti auto o autorimesse);
  • fattura di vendita;
  • copia dei bonifici bancari specifici della normativa (attenzione: solo pagamenti effettuati tramite bonifico bancario), da cui risulti il codice fiscale dell’ordinante, il numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato e la causale del pagamento;
  • preliminare di acquisto registrato in caso di acconti effettuati prima dell’atto notarile, pena la perdita della detrazione in quanto non dimostrabile il vincolo pertinenziale;
  • verbale di assegnazione se acquisto da cooperativa.

IL PAGAMENTO - CRITERIO DI CASSA:

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa (bonifici effettuati), e va suddivisa fra i soggetti che hanno sostenuto la spesa e hanno diritto alla detrazione.

Se la fattura è intestata ad un solo comproprietario ma la spesa è sostenute da entrambi indicare nella fattura la % di spesa sostenuta del soggetto che non risulta in fattura.

Se interventi su parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministratore del condominio, a condizione che il condomino versi la sua quota entro i termini di presentazione della dichiarazione di redditi.

CONDIZIONI PER FRUIRE DELLA DETRAZIONE:

Il pagamento deve avvenire mediante bonifico bancario o postale, da cui risultino:

- Causale del versamento, con riferimento art. 16-bis del Dpr 917/1986

- Codice fiscale soggetto/i che intendono fruire della detrazione. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

- Codice fiscale o numero partita IVA del beneficiario del pagamento.

Sono valide altre modalità di pagamento solo per quelle spese che non si possono pagare con bonifico.

Riconosciuto valido è anche il pagamento tramite finanziamento a condizione che la società finanziaria paghi l’impresa che ha eseguito i lavori rispettando le condizioni del bonifico per ristrutturazione e il contribuente sia in possesso della ricevuta del bonifico stesso. L’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del bonifico da parte della finanziaria.

Nella Colonna 1 “ANNO”: si dovrà indicare l’anno di sostenimento delle spese (tra 2007 e 2016).

Nella Colonna 2 “2012 (2013–2016) ANTISISMICO”: questa casella va compilata solo se le spese sono state sostenute nell’anno 2012 oppure nel 2013, 2014, 2015 o 2016 nel caso di interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e va indicato uno dei seguenti codici:

COD. 2 spese sostenute dal 01/01/2012 al 25/06/2012 (detrazione del 36%);

COD. 3 spese sostenute dal 26/06/2012 al 31/12/2012 (detrazione del 50%);

COD. 4 spese sostenute dal 04/08/2013 al 31/12/ 2016 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità, riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive (detrazione del 65%).

Nella Colonna 3 “CODICE FISCALE”: compilare solo nei seguenti casi:

  • Lavori su parti comuni condominiali: indicare il codice fiscale del condominio e barrare la casella di Colonna 2 CONDOMINIO di uno dei righi da E51 a E53 nella successiva SEZIONE III B del Quadro E, senza riportare i dati catastali identificativi dell’immobile.
  • Condominio minimo per cui non è stato richiesto il codice fiscale: indicare il codice fiscale del condomino che ha effettuato il bonifico.
  • Interventi da parte di soggetti di cui all’art. 5 del TUIR (es. società di persone).
  • Comunicazione al Centro Operativo di Pescara: per gli interventi iniziati prima del 14 maggio 2011, indicare il codice fiscale del soggetto che ha inviato, eventualmente anche per conto del dichiarante, la comunicazione al Centro Operativo di Pescara (es. il comproprietario o contitolare di diritti reali sull’immobile). La colonna non va compilata se la comunicazione è stata effettuata dal dichiarante.
  • Acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati: indicare il codice fiscale dell’impresa di costruzione o ristrutturazione o della cooperativa che ha effettuato i lavori.

Nella Colonna 4 “INTERVENTI PARTICOLARI”: compilare solo in presenza dei seguenti interventi particolari con codice:

COD. 1 per spese relative ad un singolo intervento che siano state sostenute in più anni;

COD. 4 per spese relative all’acquisto o assegnazione di immobili che fanno parte di edifici ristrutturati.

Il contribuente che non rientra nei casi precedenti non dovrà indicare alcun codice.

Nella Colonna 5 “ACQUISTO, EREDITÀ O DONAZIONE”: indicare il COD 4 esclusivamente se il contribuente nel 2016 ha ereditato, acquistato o ricevuto in donazione l’immobile oggetto di ristrutturazione.

Nella Colonna 8 “NUMERO RATA”: indicare il numero della rata che il contribuente utilizza per il 2016.

Per le spese sostenute nel 2016 indicare ‘1’; — ‘2’ se le spese sono del 2015, — ‘3’ se le spese sono del 2014, — ‘4’ se sono del 2013, — ‘5’ se sono del 2012, — ‘6’ se sono del 2011, — ‘7’ se sono del 2010, — ‘8’ se sono del 2009, — ‘9’ se sono del 2008 e — ‘10’ se sono del 2007.

Ad esempio, per le spese sostenute nel 2016 va indicato il numero 1.

Nella Colonna 9 “IMPORTO SPESA”: indicare l’intero importo delle spese sostenute nell’anno riportato in Colonna 1.

Per acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati, indicare il 25% del prezzo di acquisto, risultante dal rogito. Per acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati e per realizzazione di box o posti auto pertinenziali effettuati nel 2016, se si intende fruire anche della detrazione del 50% dell’IVA pagata al costruttore (rigo E59 — vedi oltre), dalle spese sostenute va sottratto l’importo del 50% dell’IVA.

Qualora siano stati erogati contributi, sovvenzioni, ecc. per l’esecuzione degli interventi agevolabili, tali somme devono essere sottratte dalle spese sostenute prima di effettuare il calcolo della detrazione, in quanto le spese detraibili sono quelle rimaste effettivamente a carico.

Ai fini della detrazione occorre fare riferimento al momento dell’effettivo pagamento della spesa (secondo il principio di cassa) che può anche cadere in un periodo d’imposta diverso da quello in cui sono stati completati i lavori o è stata emessa la fattura. Ne consegue che saranno detraibili con il 730/2017 solamente le spese sostenute nel 2016 (principio generale in tema di oneri).

Nel caso in cui l’importo delle spese sostenute nel 2016 sia relativo alla prosecuzione di un intervento iniziato in anni precedenti, su una singola unità immobiliare posseduta da un unico proprietario, l’importo da indicare in questa colonna non può essere superiore alla differenza tra € 96.000,00 e quanto speso dal contribuente, in relazione al medesimo intervento, negli anni pregressi.

Nella Colonna 10 “NUMERO D’ORDINE IMMOBILE”: per le spese sostenute nel 2016 devono essere compilate questa colonna e la successiva SEZIONE III B del Quadro E, relativa ai dati identificativi dell’immobile oggetto dei lavori.

Va semplicemente indicato un numero progressivo per identificare l’immobile oggetto degli interventi di ristrutturazione e il medesimo numero va riportato nella Colonna 1 della seguente SEZIONE III B, anch’essa denominata appunto NUMERO D’ORDINE IMMOBILE.

Se sono stati effettuati più interventi sullo stesso immobile e sono quindi stati compilati più righi, va riportato lo stesso numero d’ordine in tutti i righi compilati per il medesimo immobile, ma va compilato un unico rigo nella SEZIONE III B.

Esempio 1

  • Immobile A: intervento effettuato nel 2012 fino al 25/06, spese sostenute: € 6.000.
  • Immobile A: intervento effettuato nel 2012 dopo il 25 giugno spese sostenute: € 7.000.
  • Immobile B: intervento effettuato nel 2015 spese sostenute: € 4.000.

Esempio 2

Spese di ristrutturazione sostenute nel 2015 € 30.000,00.

Spese di ristrutturazione sostenute nel 2016, in prosecuzione del medesimo intervento € 10.000,00.

L’importo da indicare in colonna 9 è di € 10.000,00.

Esempio 3

Spese di ristrutturazione sostenute nel 2014: € 30.000,00.

Spese di ristrutturazione sostenute nel 2015, in prosecuzione del medesimo intervento: € 10.000,00.

Spese di ristrutturazione sostenute nel 2016, in prosecuzione del medesimo intervento: € 60.000,00.

In questo caso, essendo stato superato il limite massimo di € 96.000,00, l’importo da indicare in colonna 9 è di € 56.000,00, dato dalla seguente operazione: 96.000,00 (tetto max) — 40.000,00 (somma complessiva sostenuta negli anni 2014 e 2015).

Argomenti Correlati

Art. 16 -bis — Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici. (Tuir 917/86)

Per quali lavori spettano le agevolazioni relative agli interventi di recupero edilizio

Acquisto box: quando spetta l’agevolazione

Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (Bonus Mobili)

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store