Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA)

Cos’è

L’art. 1, commi 188/192, L. n. 232/2016 (Finanziaria 2017), ha previsto la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA), un sostegno finanziario agli iscritti ad un fondo di previdenza complementare che hanno cessato l’attività lavorativa e non hanno ancora maturato l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia.

Chi può chiedere la RITA

La Rita può essere richiesta da lavoratori dipendenti privati e pubblici che abbiano cessato l’attività o siano inoccupati. Deve, quindi, trattarsi di titolari di reddito da lavoro.

Requisiti necessari per richiedere la RITA

Al momento della presentazione al fondo pensione della domanda di Rita il richiedente deve possedere i seguenti requisiti:

  • Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i successivi 5 anni dalla cessazione dell’attività
  • Almeno 20 anni di contributi nei regimi obbligatori di appartenenza
  • Maturazione di almeno 5 anni di partecipazione alle forme di previdenza complementare
  • Inoccupazione per un periodo superiore a 24 mesi
  • Maturazione del requisito di età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i successivi 10 anni
  • Maturazione di almeno 5 anni di partecipazione a forme di previdenza complementare

Importo della Rita

Come detto, la Rita consiste nella erogazione frazionata di un capitale, per il periodo considerato, pari al montante accumulato richiesto. Quindi è l’interessato, iscritto al fondo pensione, in presenza delle condizioni previste, che decide l’ammontare delle somme da impegnare a titolo di Rita e quindi potrà destinarne il 100% o una parte inferiore. I fondi pensione non possono imporre tetti.

Quanto costa

La COVIP ha chiarito che è possibile addebitare costi per l’erogazione della Rita ma nel caso in cui siano previsti dovranno essere indicati esplicitamente nella documentazione del fondo.

Premorienza del richiedente RITA

In caso di morte dell’iscritto in fase di erogazione della Rita , il montante non utilizzato potrà essere riscattato dagli eredi o dai diversi beneficiari indicati secondo l’art. 14 comma 3 d.lgs. 252/2005 e oppure secondo i criteri dell’art. 10 commi 3-ter e 3-quater d.lgs. 124/1993 laddove applicabile.

La tassazione della Rita

La Rita gode di significativi vantaggi fiscali.

Compatibilità con altri redditi

La RITA è compatibile con eventuale pensione anticipata, con tutte le forme di APE (sociale, volontario e aziendale), con l’isopensione e la NASPI nonché con redditi da lavoro che dovessero intervenire successivamente alla sua erogazione.

NOTE

art. 11, co. 4, dlgs 252/2005

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