Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA)

Cos’è

La Rita, introdotta come detto dalla legge di bilancio per il 2017, successivamente è stata profondamente rivista dalla legge di bilancio per il 2018, che è intervenuta modificando l’art. 11, co. 4, del dlgs 252/2005 e inserendo i successivi commi 4bis, 4ter e 4 quater1.

Chi può chiedere la RITA

Ciò significa che non è ammessa per altri soggetti, come, ad esempio, i famigliari a carico non titolari di reddito da lavoro o titolari di PIP che non siano lavoratori.

Per i dipendenti pubblici che accedono alla Rita la legge precisa che l’attribuzione del TFS/TFR e indennità assimilate viene differita al momento in cui gli stessi raggiungono il diritto alla pensione di vecchiaia secondo le scadenze previste dalla legge.

Requisiti necessari per richiedere la RITA

  • Cessazione dell’attività lavorativa
  • Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i successivi 5 anni dalla cessazione dell’attività
  • Almeno 20 anni di contributi nei regimi obbligatori di appartenenza
  • Maturazione di almeno 5 anni di partecipazione alle forme di previdenza complementare

Oppure in alternativa può essere richiesta in presenza di:

  • Cessazione dell’attività lavorativa
  • Inoccupazione per un periodo superiore a 24 mesi
  • Maturazione del requisito di età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i successivi 10 anni
  • Maturazione di almeno 5 anni di partecipazione a forme di previdenza complementare

Il requisito dei 20 anni di contribuzione deve essere attestato dall’estratto conto integrato (ECI) dell’INPS che si può reperire spesso (ma non sempre) sul sito dell’INPS, oppure dagli estratti conto rilasciati dagli enti di previdenza.

Gli estratti contributivi possono essere richiesti anche tramite gli istituti di patronato.

La COVIP ha segnalato che, laddove le forme di previdenza complementare lo consentano, è possibile anche produrre la dichiarazione sostitutiva ma in questi casi il fondo pensione dovrà fare verifiche a campione sulla veridicità delle dichiarazioni e numerosi fondi pensione paiono contrari ad ammettere questa possibilità.

Importo della Rita

E’ il fondo pensione stesso ad erogare l’importo, senza la mediazione dell’istituto assicuratore.

Per quanto riguarda la periodicità del pagamento, secondo la COVIP i fondi possono definire intervalli non superiori a 3 mesi dal momento che si tratta di una misura diretta al sostegno dl reddito.

Peraltro, il pagamento periodico potrebbe essere sottoposto a costi amministrativi, che devono essere dettagliati secondo le indicazioni della COVIP e potrebbero quindi aumentare in presenza di aumento della frequenza.

La porzione di montante di cui si chiede il frazionamento deve continuare ad essere mantenuta in gestione in modo tale da poter godere dei rendimenti della stessa.

Secondo le indicazioni COVIP “le rate verranno pertanto calcolate tempo per tempo e terranno quindi conto dell’incremento o della diminuzione del montante derivante dalla gestione dello stesso”.

L’iscritto al momento della richiesta potrà indicare il comparto nel quale riversare il montante, nel caso di silenzio il montante dovrà essere attribuito al comparto più prudente della forma pensionistica complementare da questa individuato.

Durante l’erogazione della Rita l’iscritto può decidere di cambiare comparto per il montante residuo secondo quanto sarà stabilito dalla forma di previdenza complementare.

A parere della COVIP il richiedente può anche chiedere di revocare la Rita secondo le modalità stabilite dalla forma pensionistica. Saranno, quindi, i fondi pensione a dare indicazioni a tale riguardo negli statuti.

Sulla parte non impegnata con la Rita l’interessato può chiedere anticipazioni e riscatti secondo le regole ordinarie così come usufruire al momento della maturazione dei requisiti pensionistici ordinari delle prestazioni in rendita o capitale.

Inoltre, resta ferma la possibilità di trasferimento della posizione individuale che, però, deve riguardare l’intero montante Rita compresa, con la conseguenza che questa viene revocata.

Quanto costa

Gli importi sono ammessi solo in cifra fissa, di livello contenuto e strettamente limitati alle spese amministrative effettivamente sostenute.

Premorienza del richiedente RITA

La tassazione della Rita

La legge ha infatti previsto che sulla parte imponibile venga applicata una ritenuta a titolo di imposta con aliquota sostitutiva del 15%. Tale percentuale viene ridotta dello 0,30% per ogni anno di iscrizione alle forme pensionistiche complementari che eccede il quindicesimo con il massimo di riduzione pari 6 punti percentuali.

Quindi l’aliquota non potrà essere inferiore al 9%. Se la data di iscrizione al fondo è antecedente il 1/1/2007, gli anni di iscrizione prima di questa data sono computati fino ad un massimo di 15.

Le somme erogate a titolo di Rita per la determinazione dell’imponibile vengono imputate in primo luogo agli importi maturati fino al 31/12/2000, per la parte eccedente prima a quelle maturate dal 1/1/2001 al 31/12/2006 e successivamente a quelle maturate dal 1/1/2017.

Quindi, semplificando, ciò significa che il principio del pro-rata si applica solo all’imponibile (che è differente per i tre periodi a causa delle norme vigenti all’epoca, cosiddetto M1 M2 M3) e non anche all’imposta, come invece avviene per le prestazioni ordinarie in capitale e in rendita di previdenza complementare.

L’interessato può decidere di non avvalersi della aliquota sostitutiva, in questo caso dovrà segnalarlo nella dichiarazione dei redditi e quindi sarà applicata la tassazione ordinaria.

Queste disposizioni fiscali si applicano anche ai dipendenti pubblici che chiedano la Rita. La precisazione è importante perché fino a tutto il 2017 le norme fiscali applicate ai dipendenti pubblici iscritti di fondi pensione fanno capo al d.lgs. 124/1993 e sono diverse da quelle applicate ai dipendenti del settore privato che fanno riferimento al d.lgs. 252/2005.

Compatibilità con altri redditi

NOTE

Ai lavoratori che cessino l’attività lavorativa e maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi, e che abbiano maturato alla data di presentazione della domanda di accesso alla rendita integrativa di cui al presente comma un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza, le prestazioni delle forme pensionistiche complementari, con esclusione di quelle in regime di prestazione definita, possono essere erogate, in tutto o in parte, su richiesta dell’aderente, in forma di rendita temporanea, denominata “Rendita integrativa temporanea anticipata” (RITA), decorrente dal momento dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia e consistente nell’erogazione frazionata di un capitale, per il periodo considerato, pari al montante accumulato richiesto. Ai fini della richiesta in rendita e in capitale del montante residuo non rileva la parte di prestazione richiesta a titolo di rendita integrativa temporanea anticipata.

art. 11, co. 4-bis, dlgs 252/2005

La rendita anticipata di cui al comma 4 è riconosciuta altresì ai lavoratori che risultino inoccupati per un periodo di tempo superiore a ventiquattro mesi e che maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi.

art. 11, co. 4-ter, dlgs 252/2005

La parte imponibile della rendita anticipata di cui al comma 4, determinata secondo le disposizioni vigenti nei periodi di maturazione della prestazione pensionistica complementare, è assoggettata alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15 per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. A tal fine, se la data di iscrizione alla forma di previdenza complementare è anteriore al 1° gennaio 2007, gli anni di iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di quindici. Il percettore della rendita anticipata ha facoltà di non avvalersi della tassazione sostitutiva di cui al presente comma facendolo constare espressamente nella dichiarazione dei redditi; in tal caso la rendita anticipata è assoggettata a tassazione ordinaria.

art. 11, co. 4-quater, dlgs 252/2005

Le somme erogate a titolo di RITA sono imputate, ai fini della determinazione del relativo imponibile, prioritariamente agli importi della prestazione medesima maturati fino al 31 dicembre 2000 e, per la parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 e successivamente a quelli maturati dal 1° gennaio 2007.

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