Regime sperimentale donna (Opzione Donna) 2021

Il regime sperimentale donna, cosiddetta opzione donna, è un beneficio, introdotto dalla Legge Maroni (co. 9 art. 1 L.n. 243), ripreso successivamente con la Riforma delle Pensioni Fornero del 2011 (L. n. 214/2011), prorogato più volte.

L’art. 1 co. 336, L. n° 278/2020 — Legge di Bilancio 2021 ha
prorogato fino al 31/12/2021 la possibilità di accesso alla pensione di anzianità con “opzione donna”, consentendo alle lavoratrici del settore pubblico e privato di andare in pensione in anticipo a 58 anni (59 se autonome) con 35 anni di contributi se raggiunti entro il 31/12/2020 a patto di accettare una pensione calcolata interamente su sistema contributivo.

Al momento della decorrenza del trattamento, inoltre, la lavoratrice deve cessare l’attività di lavoro dipendente.

Possono dunque accedere alla misura dell’Opzione Donna:

✅ Coloro che al 31/12/2020 hanno compiuto 58 anni di età se lavoratrici private e del pubblico impiego (donne nate entro il 31/12/1962) e 59 anni di età se autonome (donne nate entro il 31/12/1961).

✅ Coloro che hanno maturato entro il 31/12/2020 35 anni di contribuzione, precisamente 34 anni 11 mesi e 16 giorni ovvero 1820 settimane effettive cioè al netto dei contributi figurativi (quelli per malattia e disoccupazione non contano) mentre contano quelli da mobilità o cassa integrazione, nonché quelli relativi al periodo di maternità.

✅ Si devono attendere ulteriori 12 e 18 mesi rispettivamente per le lavoratrici del settore privato/pubblico e per le autonome, a partire dal raggiungimento dei requisiti suddetti, per ricevere la prima erogazione dell’assegno pensionistico.

✅ Durante il periodo di attesa (12/18 mesi) comunemente chiamato finestra, è consentito continuare a lavorare.

✅ La finestra si chiude al raggiungimento dei requisiti e si riapre dopo 12/18 mesi.

✅ Il metodo di calcolo dell’assegno mensile di pensione applicato é quello contributivo che determina, rispetto al calcolo retributivo e/o misto vigenti per altre forme pensionistiche, una differenza media attestata intorno al 35%.

✅ È negata la facoltà di cumulo gratuito dei contributi versati in casse previdenziali diverse da Ago che ne liquida la prestazione tuttavia, é possibile cumulare quanto versato a mezzo di ricongiunzione onerosa.

✅ Le lavoratrici che hanno perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2020 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile.

✅ Una volta ottenuto il beneficio della quiescenza con OD, tale beneficio non si esaurisce poiché il diritto alla pensione è un diritto soggettivo pubblico riconosciuto a tutti i lavoratori e garantito dalla Costituzione secondo la formula contenuta nell’art. 38, secondo comma.

Destinatari della misura sono quindi le lavoratrici che entro il 31 Dicembre 2020 hanno maturato almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età per le dipendenti, 59 per le autonome.

L’assegno viene ricalcolato interamente con il metodo contributivo e decorrenza posticipata di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome.

Il beneficio più importante della misura è la possibilità di ottenere un anticipo fino a 9 anni rispetto alla pensione di vecchiaia.

La nota dolente invece è rappresentata dal rischio di un taglio dell’assegno fino al 40% per chi ha maturato contributi maturati con metodo retributivo e misto.

Tale possibilità consente quindi di anticipare la pensione di vecchiaia con un notevole anticipo rispetto a quanto previsto dalle regole ordinarie, le quali richiedono in alternativa o il perfezionamento di almeno 41 anni e 10 mesi di contributi (2175 settimane) indipendentemente dall’età anagrafica (per ottenere la pensione anticipata) o il raggiungimento di un’età anagrafica pari a 67 anni unitamente a 20 anni di contributi (per ottenere la pensione di vecchiaia): a patto però di accettare un assegno interamente calcolato con il sistema contributivo.

In particolare, l’art. 1, co. 40, della L. N. 335/1995 [Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare], al quale fa riferimento l’art. 16 del DL, così detta:

Per i trattamenti pensionistici determinati esclusivamente
secondo il sistema contributivo, sono riconosciuti i seguenti periodi di accredito figurativo:
a) per assenza dal lavoro per periodi di educazione e assistenza dei figli fino al sesto anno di eta’ in ragione di centosettanta giorni per ciascun figlio;
b) per assenza dal lavoro per assistenza a figli dal sesto anno di eta’, al coniuge e al genitore purche’ conviventi, nel caso ricorrano le condizioni previste dall’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per la durata di venticinque giorni complessivi l’anno, nel limite massimo complessivo di ventiquattro mesi;
c) a prescindere dall’assenza o meno dal lavoro al momento del verificarsi dell’evento maternita’, e’ riconosciuto alla lavoratrice un anticipo di eta’ rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia di cui al comma 19 pari a quattro mesi per ogni figlio e nel limite massimo di dodici mesi. In alternativa al detto anticipo la lavoratrice puo’ optare per la determinazione del trattamento pensionistico con applicazione del moltiplicatore di cui all’allegata tabella A, relativo all’eta’ di accesso al trattamento pensionistico,maggiorato di un anno in caso di uno o due figli, e maggiorato di due anni in caso di tre o piu’ figli.

Si calcola che le lavoratrici che optano per tale opzione subiscano mediamente una decurtazione sull’assegno che oscilla intorno 25–35% rispetto all’ultimo stipendio percepito, anche se comunque si tratta di un taglio dagli effetti concreti molto variabili a seconda di molteplici fattori: età della lavoratrice, caratteristiche di carriera, retribuzione, anzianità contributiva maturata alla data di accesso al regime.

Quali contributi sono utili per il raggiungimento dei 35 anni di contribuzione (1820 settimane)

Possono aderire all’ opzione donna tutte le lavoratrici iscritte all’ assicurazione generale obbligatoria (AGO), a fondi sostitutivi o esclusivi che siano in possesso di contributi alla data del 31 Dicembre 1995.

Non possono invece esercitare questa opzione coloro che sono iscritte alla Gestione Separata, o che comunque intendano utilizzare la contribuzione presente in tale gestione per perfezionare il requisito contributivo dei 35 anni.

A tal riguardo, il punto 3 della Circolare Inps 53/2011 recita:

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Sono esclusi quindi i contributi figurativi per:

  • Disoccupazione indennizzata 
  • Malattia senza l’integrazione da parte del datore di lavoro 
  • Non è possibile utilizzare il cumulo contributivo (possibilità di cumulare spezzoni di contributi versati in gestioni diverse dall’INPS o nella Gestione Separata) e la totalizzazione. In altri termini, è vietato sommare i contributi accreditati in gestioni previdenziali diverse, in quanto è consentita la sola totalizzazione dei contributi esteri e dunque il raggiungimento delle 1820 settimane necessarie all’accesso, deve essere conteggiato al netto di queste contribuzioni. In caso di carriere miste occorre quindi necessariamente effettuare una ricongiunzione ai sensi della legge n. 29/79 o n. 45/90).

Le finestre mobili

Da sottolineare che per questo tipo di pensionamento è rimasta in vigore la finestra che non permette immediatamente l’erogazione della pensione alla maturazione dei contributi ma viene erogato

  • dopo 12 mesi per le lavoratrici dipendenti (lavoratrici del FPLD) e
  • dopo 18 mesi per lavoratrici con contribuzione da lavoro autonomo (Circolare Inps 53/2011).

Tali finestre sono determinate dalla data di maturazione di tutti i requisiti di età e contribuzione.

Il requisito contributivo (35 anni di Contributi), come già detto, deve essere tassativamente maturato entro il 31/12/2020.

Per il requisito dell’età è sufficiente maturare i 58 anni o 59 entro il 31/12/2020 senza aggiungere l’aspettativa di vita.

Relativamente alla classificazione delle lavoratrici in dipendenti e autonome è bene tener presente che sarebbe più corretto fare riferimento alla gestione che liquida la pensione, rispettivamente il F.P.L.D. (Fondo pensione lavoratori dipendenti) o le varie gestioni del lavoro autonomo: ART (Artigiani) COMM (Commercianti) CDCM (Coltivatori diretti e Mezzadri).

Come regola generale, basta anche un solo contributo in una delle gestioni dei lavoratori autonomi, perché la pensione venga liquidata dalla gestione interessata.

In altre parole per:

  • lavoratrici dipendenti si intendono quelle lavoratrici che accedono al pensionamento con la sola contribuzione da lavoro dipendente;
  • lavoratrici autonome si intendono quelle lavoratrici che accedono al pensionamento con contribuzione in tutto o in parte da lavoro autonomo;

E’ da precisare che non è considerata contribuzione autonoma utile al perfezionamento del requisito, la contribuzione versata nella Gestione separata (Co.Co.Co, Co.Co Pro. ecc.).

La pensione derivante da opzione donna è integrabile al minimo pur essendo calcolata con il sistema contributivo che escluderebbe tale possibilità

Questa possibilità è stata specificamente chiarita dall’INPS nel messaggio N° 219 del 4 gennaio 2013 che al punto 10.1 recita: “10.1 Regime sperimentale di cui all’art. 1, comma 9, L. n. 243/2004: precisazioni. Tenuto conto che nei confronti delle donne che accedono al regime sperimentale di cui all’articolo 1, comma 9, della legge n. 243/2004 si applicano le sole regole di calcolo del sistema contributivo, nei confronti delle medesime continuano a trovare applicazione gli istituti della pensione retributiva o mista. Pertanto, sul trattamento pensionistico liquidato alla lavoratrice che accede al regime sperimentale, si applicano le disposizioni sul trattamento minimo e non è richiesto il requisito dell’importo minimo previsto per coloro che accedono al trattamento pensionistico in base alla disciplina del sistema contributivo.”

Conoscere in anticipo l’importo della pensione

Come tutti sanno l’esercizio dell’opzione donna comporta la scelta irrevocabile del sistema di calcolo contributivo della pensione.

Importante è quindi conoscere in anticipo l’importo della pensione calcolata con il sistema contributivo per paragonarlo a quello calcolato con il sistema retributivo o misto , generalmente più favorevole.

Le possibilità sono due: 

  • Rivolgendosi ad un Patronato, il quale eseguirà i due calcoli. Ovviamente il calcolo del Patronato è presuntivo ed indicativo; 
  • Rivolgendosi direttamente all’INPS. Questa facoltà è poco conosciuta e quindi poco praticata ma esiste una disposizione di legge che obbliga l’INPS a effettuare , a richiesta, i due calcoli . La norma è contenuta nella L. n. 388/2000, art. 69 co. 6, che recita testualmente: “Ai fini dell’esercizio del diritto di opzione di cui all’articolo 1, comma 23, della legge 8 agosto 1995, n. 335, l’ente previdenziale erogatore rilascia a richiesta due schemi di calcolo della liquidazione del trattamento pensionistico rispettivamente con il sistema contributivo e con il sistema retributivo”. A onor del vero, la legge cita l’art. 1 comma 23 della legge n° 335/1995 (opzione per il sistema contributivo); ma, per analogia, la norma è applicabile anche all’opzione donna in quanto in ogni caso si tratta di conoscere i due importi di pensione per poter decidere a ragion veduta.

Decorrenze dell’Opzione Donna 2021

All’Opzione Donna si applicano le finestre mobili previste dall’art. 12, co. 2, del D. L. n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 122 del 2010.

Una volta maturato il requisito, il diritto si cristallizza e può essere esercitato anche successivamente alla prima decorrenza utile, magari per incrementare l’importo dell’assegno facendo crescere il contante contributivo. In tutti i casi, le regole di calcolo sono quelle di cui decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180, che prevede la quantificazione dell’assegno interamente con sistema contributivo.

Vediamo le varie decorrenze nel dettaglio.

— Personale del comparto scuola e AFAM

Le lavoratrici del comparto scuola e AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale), al ricorrere dei prescritti requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre 2021.

Conseguentemente, la norma in questione posticipa al 28 febbraio 2021 la data entro cui il personale a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio, rispettivamente, dell’anno scolastico o accademico.

Per il personale del comparto scuola si applica la speciale disciplina delle decorrenze dei trattamenti pensionistici di cui all’art. 59, c. 9, della L. 559/1997).

In base a quest’ultima, per i soggetti che maturino i requisiti entro il 31 dicembre di un determinato anno, la decorrenza è posta all’inizio dell’anno scolastico dello stesso anno.

— Decorrenza Opzione Donna autonome classe 1961

Per le autonome nate nel ’61, le prime decorrenze utile per andare in pensione con Opzione Donna diventano:

  • agosto 2021 per le nate a gennaio;
  • settembre 2021 per le nate a febbraio;
  • ottobre 2021 per le nate a marzo;
  • novembre 2021 per le nate a aprile;
  • dicembre 2021 per le nate a maggio;
  • gennaio 2022 per le nate a giugno;
  • febbraio 2022 per le nate a luglio;
  • marzo 2022 per le nate a agosto;
  • aprile 2022 per le nate a settembre;
  • maggio 2022 per le nate ad ottobre;
  • giugno 2022 per le nate a novembre;
  • luglio 2022 per le nate a dicembre.

— Decorrenza Opzione Donna autonome classe 1960

Per le autonome nate nel ’60, le finestre diventano:

  • agosto 2020 per le nate a gennaio;
  • settembre 2020 per le nate a febbraio;
  • ottobre 2020 per le nate a marzo;
  • novembre 2020 per le nate a aprile;
  • dicembre 2020 per le nate a maggio;
  • gennaio 2021 per le nate a giugno;
  • febbraio 2021 per le nate a luglio;
  • marzo 2021 per le nate a agosto;
  • aprile 2021 per le nate a settembre;
  • maggio 2021 per le nate ad ottobre;
  • giugno 2021 per le nate a novembre;
  • luglio 2021 per le nate a dicembre.

— Decorrenza Opzione Donna autonome classe 1959

Per le autonome nate nel ’59 la prima decorrenza utile è:

  • agosto 2019 per le nate a gennaio;
  • settembre 2019 per le nate a febbraio;
  • ottobre 2019 per le nate a marzo;
  • novembre 2019 per le nate a aprile;
  • dicembre 2019 per le nate a maggio;
  • gennaio 2020 per le nate a giugno;
  • febbraio 2020 per le nate a luglio;
  • marzo 2020 per le nate a agosto;
  • aprile 2020 per le nate a settembre;
  • maggio 2020 per le nate ad ottobre;
  • giugno 2020 per le nate a novembre;
  • luglio 2020 per le nate a dicembre.

— Decorrenza Opzione Donna dipendenti classe 1962

Per le dipendenti nate nel ’62, la prima decorrenza utile scatta a:

  • febbraio 2021 per le nate a gennaio;
  • marzo 2021 per le nate a febbraio;
  • aprile 2021 per le nate a marzo;
  • maggio 2021 per le nate ad aprile;
  • giugno 2021 per le nate a maggio;
  • luglio 2021 per le nate a giugno;
  • agosto 2021 per le nate a luglio;
  • settembre 2021 per le nate in agosto;
  • ottobre 2021 per le nate a settembre;
  • novembre 2021 per le nate a ottobre;
  • dicembre 2021 per le nate a novembre;
  • gennaio 2022 per le nate a dicembre.

— Decorrenza Opzione Donna dipendenti classe 1961

Per le dipendenti nate nel ’61, la prima decorrenza utile scatta a:

  • febbraio 2020 per le nate a gennaio;
  • marzo 2020 per le nate a febbraio;
  • aprile 2020 per le nate a marzo;
  • maggio 2020 per le nate ad aprile;
  • giugno 2020 per le nate a maggio;
  • luglio 2020 per le nate a giugno;
  • agosto 2020 per le nate a luglio;
  • settembre 2020 per le nate in agosto;
  • ottobre 2020 per le nate a settembre;
  • novembre 2020 per le nate a ottobre;
  • dicembre 2020 per le nate a novembre;
  • gennaio 2021 per le nate a dicembre.

— Decorrenza Opzione Donna dipendenti classe 1960

Per le dipendenti nate nel ’60, la prima decorrenza utile è partita da:

  • febbraio 2019 per le nate a gennaio;
  • marzo 2019 per le nate a febbraio;
  • aprile 2019 per le nate a marzo;
  • maggio 2019 per le nate ad aprile;
  • giugno 2019 per le nate a maggio;
  • luglio 2019 per le nate a giugno;
  • agosto 2019 per le nate a luglio;
  • settembre 2019 per le nate in agosto;
  • ottobre 2019 per le nate a settembre;
  • novembre 2019 per le nate a ottobre;
  • dicembre 2019 per le nate a novembre;
  • gennaio 2020 per le nate a dicembre.

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