Nozione di “Redditi Diversi”

Rientrano nella categoria dei redditi diversi tutti i redditi che non sono riconducibili a categorie reddituali espressamente definite (cioè non appartengono ai redditi fondiari (terreni e fabbricati), di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e di impresa).

  • plusvalenze per cessioni di partecipazioni qualificate e di attività finanziarie;
  • vincite delle lotterie e concorsi a premio, giochi, scommesse;
  • redditi di natura fondiaria non catastalmente determinabili;
  • redditi per terreni concessi in affitto per usi non agricoli;
  • redditi di beni immobili situati all’estero;
  • utilizzazione economica di opere dell’ingegno, brevetti industriali, processi, formule o informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico, da persone diverse dall’autore o dall’inventore;
  • i proventi da affitto o usufrutto di azienda;
  • redditi derivanti da usufrutto di beni immobili o da sublocazione di beni immobili o concessione in genere di beni mobili;
  • redditi derivanti da attività commerciali occasionali;
  • redditi derivanti da attività occasionali di lavoro autonomo;
  • redditi derivanti dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;
  • indennità di trasferta e rimborsi spese a sportivi dilettanti.

Principio di cassa

I redditi vanno dichiarati con riferimento al momento della percezione, indipendentemente dal momento della maturazione del diritto a percepirli.

Plusvalenze

La plusvalenza immobiliare si ha quando un immobile viene venduto ad un prezzo superiore al prezzo di acquisto.

— Plusvalenze da cessione di beni immobili

Chi vende un bene immobile può richiedere al notaio, all’atto della cessione, l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito pari al 26% (fino al 31 dicembre 2019, l’aliquota è stata del 20%).

  • nell’esercizio di imprese commerciali oppure da società in nome collettivo o in accomandita semplice
  • in relazione alla qualità di lavoratore dipendente.
  • Fabbricato pervenuto per donazione: produce plusvalenza la successiva vendita da parte del donatario, nel caso siano decorsi meno di 5 anni dall’acquisto a titolo oneroso/costruzione effettuata da parte del donante. Eccezione: non si realizza plusvalenza nel caso in cui il fabbricato sia stato utilizzato dal cedente o dai suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) come abitazione principale, per la maggior parte del periodo di possesso che intercorre dall’acquisto da parte del donante alla cessione da parte del donatario.
  • le cessioni di fabbricati avvenute dopo 5 anni dall’acquisto non producono mai plusvalenza.
  • Terreno pervenuto per donazione: se tra la data di acquisto a titolo oneroso da parte del donante e la cessione a titolo oneroso da parte del donatario non sono ancora trascorsi 5 anni.
  • le cessioni di terreni agricoli avvenute dopo 5 anni qualunque sia la provenienza.

— Plusvalenze da cessione di beni mobili

In alcuni casi, alla cessione di beni mobili, come le partecipazioni societarie o altri redditi di natura finanziaria, è applicabile la tassazione “sostitutiva”.

Indennità di esproprio

Rientrano nella categoria delle plusvalenze.

Premi e vincite

Sono di norma redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, pertanto non vanno dichiarati.

Immobili situati all’estero

Si tratta del reddito derivante da terreni e fabbricati situati all’estero di proprietà di un soggetto fiscalmente residente in Italia, il cui valore imponibile è definito secondo le regole vigenti nello Stato estero per lo stesso periodo d’imposta.

Unità immobiliare a disposizione

Per un bene situato all’estero si determina, in Italia, una sostanziale equiparazione dell’IVIE con l’IMU verificandosi di conseguenza la condizione di sostituzione di tale ultima imposta rispetto all’IRPEF e alle relative addizionali dovute sui redditi fondiari per i beni non locati. Per tali immobili potrebbe non essere obbligatoria la compilazione del corrispondente quadro della dichiarazione dei redditi relativo alla indicazione dei redditi degli immobili situati all’estero, laddove in tale Paese l’immobile a disposizione non è tassato.

Unità immobiliare locata

Se l’immobile è locato, il reddito deve essere sempre dichiarato in Italia indipendentemente dal fatto che sia o meno tassato all’estero.

Altri redditi di natura fondiaria

Si tratta di redditi di natura fondiaria che non possono essere determinati con criteri catastali:

  • redditi di immobili che non sono e non devono essere iscritti in catasto con attribuzione di rendita,
  • indennità per il rilascio del fondo,
  • terreni dati in affitto per uso non agricolo (cabine Enel, collocazione ripetitori e lastrici solari affittati per collocare tabelloni pubblicitari, antenne, ecc.)

Utilizzazione economica di opere dell’ingegno

Redditi percepiti da persone diverse dall’autore o inventore

Nel caso in cui un soggetto, diverso dall’autore o inventore, sfrutti economicamente un’opera della quale ha acquisito i diritti, i proventi che ne ricava costituiscono un “reddito diverso”.

  • del 20% sul 100% dei compensi, se i diritti sono stati acquisiti a titolo gratuito (es.: successione).

Affitto ed usufrutto di azienda

Si tratta dei proventi derivanti dall’affitto o dalla concessione in usufrutto dell’unica azienda posseduta.

Usufrutto e sublocazione di beni mobili ed immobili

Si tratta di redditi derivanti dalla concessione in usufrutto e dalla sublocazione di beni immobili, dall’affitto, locazione, noleggio o concessione in uso di beni mobili.

  • Per i beni mobili si tratta dei redditi derivanti dall’affitto, locazione, noleggio o concessione in uso di beni quali ad esempio veicoli e macchine.

Attività commerciali non esercitate abitualmente

I redditi derivanti da attività commerciali non abituali sono quelli prodotti nell’ambito di tipiche attività di impresa, quando esse sono svolte in maniera sporadica e senza l’organizzazione propria di un’attività aziendale. Rientrano tra esse quindi anche le attività di vendita a carattere occasionale.

  • nella colonna 2 va indicato il reddito lordo percepito nell’anno di riferimento;
  • nella colonna 3, invece, vanno riportate le spese inerenti la produzione dei redditi;
  • nella colonna 4 deve essere inserito l’importo delle ritenute d’acconto subìte.
  • i compensi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente devono essere indicati nel rigo RL15 (le relative ritenute vanno nel rigo RL20);
  • i corrispettivi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere vanno nel rigo RL16.

Assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere

Per assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere, sono intese attività autonome senza contenuti di carattere professionale. Rientrano in questo ambito, ad esempio:

  • Il permesso o concessione di collocare sul proprio immobile tabelloni pubblicitari, antenne, ripetitori, cabine, ecc..

Venditori porta a porta o a domicilio

L’attività di venditore porta a porta o a domicilio non è inquadrata tra i “redditi diversi” ma è inquadrata tra i redditi “di lavoro autonomo”.

  • non può presentare il modello 730;
  • ha un particolare trattamento fiscale: — la “provvigione” che gli viene corrisposta è assoggettata a ritenuta alla fonte a titolo definitivo con l’aliquota prevista per il primo scaglione di reddito (23%) sul 78% dei compensi.

Compensi agli sportivi dilettanti

Sono i compensi percepiti in dipendenza di attività sportive dilettantistiche nonché i compensi per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale, erogati dal CONI, dalle federazioni sportive nazionali, dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo che persegua finalità dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto.

  • Allenatori e preparatori atletici
  • Accompagnatori
  • Arbitri, commissari di gara, cronometristi e addetti ai controlli in genere
  • Medici sportivi
  • Personale che si occupa della gestione delle società sportive con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, etc.
  • i compensi eccedenti € 10.000 e fino a € 28.158,28 sono tassati a titolo d’imposta, con applicazione dell’aliquota IRPEF corrispondente al primo scaglione: 23%; sugli stessi importi vengono trattenute anche le addizionali regionale e comunale all’IRPEF;
  • la quota di compenso superiore ad € 28.158,28 è tassata con l’aliquota IRPEF del 23% a titolo d’acconto; sugli stessi importi vengono trattenute anche le addizionali regionale e comunale all’IRPEF.

La certificazione dei redditi diversi

Per i redditi diversi corrisposti da un committente che riveste la qualifica di “sostituto d’imposta”, lo stesso deve rilasciare, entro il 31 marzo dell’anno successivo l’erogazione del reddito, la certificazione attestante:

  • l’ammontare lordo corrisposto,
  • le somme non soggette a ritenuta,
  • le ritenute effettuate,
  • le spese rimborsate

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