Redditi da pensione e modello RED

La dichiarazione dei dati reddituali

Innanzitutto occorre precisare che l’obbligo che i pensionati hanno di trasmettere la dichiarazione dei propri redditi all’ Inps ha subito alcune modificazioni da parte di alcune norme relativamente recenti.

Relativamente al modello RED, cioè quel modello con cui il pensionato tradizionalmente trasmette i propri dati reddituali all’istituto previdenziale, un modello che inizialmente era di tipo cartaceo che veniva consegnato e poi trasmesso all’Istituto, sono recentemente intervenute due norme, prima la L. n. 122/2010 e successivamente la Circ. Inps n. 195/2015, che hanno recepito una sostanziale modifica di questa trasmissione all’Istituto, cioè dell’obbligo legato alla trasmissione dei dati reddituali:

  • La Legge n. 122/2010 ha modificato sostanzialmente gli obblighi del titolare di prestazione collegata al reddito poiché pone a suo carico l’adempimento della dichiarazione senza avvisi o richiami. Così, mentre precedentemente era l’Inps, mediante l’invio di alcune lettere, a dover informare il cittadino dell’obbligo di trasmettere la comunicazione dei propri redditi, adesso l’Istituto non è tenuto più a mandare alcun tipo di comunicazione, ma deve essere il cittadino stesso a sapere se ha l’obbligo di queste comunicazioni oppure no.

Che cos’è il Modello RED

Il pensionato, titolare di prestazione collegata al reddito, ha per legge l’obbligo di dichiarare all’Inps i redditi propri o, qualora previsto dalla normativa, anche del coniuge o dei componenti del nucleo, rilevanti per la prestazione.

La comunicazione dei dati reddituali avviene attraverso la trasmissione telematica all’ente previdenziale del Modello Red (Modello di trasmissione dei dati reddituali).

Le pensioni collegate al reddito sono tutte quelle prestazioni che, insieme alla parte che deriva dal calcolo puro dei contributi versati, hanno delle parti aggiuntive che derivano da importi che sono stati determinati da norme che via via si sono succedute nel corso degli anni, che sono sottoposte alla conoscenza da parte della pubblica amministrazione dei dati reddituali.

Quindi non tutte le pensioni sono collegate al reddito: una parte delle pensioni non hanno quindi questi vincoli, ed anche una quota delle pensioni, quella relativa al calcolo contributivo non è collegata al reddito, ma alcune pensioni invece possono avere delle integrazioni o delle voci aggiuntive che invece vengono riconosciute solo se in possesso di determinati dati reddituali: i pensionati che godono di prestazioni collegate al reddito sono coloro che devono comunicare i loro dati reddituali alla P.A. mediante il Modello Red.

Tale modello RED è quindi lo strumento con cui il pensionato mette l’Ente previdenziale a conoscenza di tutti propri redditi influenti sulla prestazione di cui gode.

La comunicazione dei propri dati reddituali è un preciso obbligo di legge la cui omissione ha conseguenze concrete sulle prestazioni in pagamento.

Va comunque detto però che il Modello Red non è l’unico strumento di comunicazione tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione, i dati reddituali sono infatti comunicati anche attraverso il Modello 730 o Unico all’Agenzia delle Entrate.

Grazie all’elevato grado di dialogo informatico fra le banche dati delle varie amministrazioni pubbliche, insieme a una sempre più mirata e precisa individuazione del «soggetto pensionato», sono state eliminate le sovrapposizioni di richieste inviate al cittadino il quale però è responsabilizzato sui suoi obblighi.

Sostanzialmente le innovazioni introdotte dalla Legge 122/2010 si muovono su due fronti:

  • Da una parte utilizzando dati reddituali residenti su più banche dati,
    anche di diverse amministrazioni pubbliche, evitano al pensionato la
    duplicazione di dichiarazioni o di trasmissioni dei propri dati, se già in
    possesso della PA con un notevole alleggerimento degli adempimenti
    burocratici.

Va però tenuto presente che la Legge 122/2010 affida al pensionato la responsabilità della comunicazione dei dati reddituali, liberando l’Ente Previdenziale dall’invio di richieste o comunicazioni.

A differenza di quanto avveniva nel passato, dunque, il pensionato non riceverà più nessuna richiesta di dati reddituali ma dovrà autonomamente provvedere alla comunicazione nei casi in cui la norma lo prevede.

In caso di omessa o tardiva dichiarazione di dati obbligatori entro i termini stabiliti dall’Istituto Previdenziale la norma prevede importanti penalizzazioni.

Chi deve presentare il Modello Red

— Pensionati titolari di prestazioni legate al reddito

L’ordinamento previdenziale italiano prevede la concessione, insieme alla prestazione che viene chiamata al calcolo (ossia prestazioni che derivano dal calcolo effettivo dei contributi versati) di alcune altre prestazioni aggiuntive, sia di carattere assistenziale (assegno sociale, trattamenti erogati in favore degli invalidi civili, maggiorazioni sociali) sia di carattere integrativo alla pensione (tra cui l’integrazione al trattamento minimo, l’assegno ordinario di invalidità e la pensione ai superstiti): il riconoscimento di questo tipo di importo che si va ad aggiungere alla prestazione principale calcolata con i contributi versati è subordinato all’importo dei redditi del titolare della prestazione e, in taluni casi, del coniuge e dei familiari componenti il nucleo reddituale rilevante.

L’ obbligo di dichiarazione dei dati reddituali all’ Ente Previdenziale deve essere assolto:

  • da coloro che hanno altri redditi oltre a quello da pensione, ma anche

La titolarità di una o più prestazioni collegate al reddito è indicata nel
prospetto riepilogativo della pensione contenuto nel modello OBIS,
messo a disposizione on line dall’Istituto previdenziale nei Servizi al
Cittadino all’inizio di ciascun anno.

— Modello Red — Modello 730 o UNICO

L’onere di dichiarazione all’Istituto della situazione reddituale rilevante sulla prestazione collegata non si assolve soltanto ed unicamente con la compilazione del Modello RED, ma, in primo luogo, attraverso la presentazione del modello 730 o del modello UNICO all’Amministrazione finanziaria, quindi all’ Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui il beneficiario delle prestazioni in esame abbia dichiarato
all’Amministrazione finanziaria tutti i redditi propri e dei familiari laddove rilevanti incidenti sulle prestazioni collegate al reddito, non è tenuto a rendere un’ulteriore dichiarazione all’Inps, in quanto, come accennato precedentemente, l’elevato livello di sofisticazione e il dialogo fra le varioe banche dati consente alle varie pubbliche amministrazioni di prelevare i dati reddituali e di processarli nell’ambito della propria competenza.

Vi sono, però, alcune tipologie reddituali le quali anche se sono fiscalmente rilevanti e quindi sono comunicate all’ Amministrazione Finanziaria, hanno una rappresentazione ai fini previdenziali diversa rispetto a quanto previsto dalla normativa fiscale.
In tale ipotesi, i percettori delle prestazioni in esame sono tenuti, comunque, ad effettuare la comunicazione delle suddette tipologie reddituali all’Inps mediante modello RED, anche se in precedenza hanno effettuato dichiarazione dei redditi mediante 730 o Unico.

La Circ. Inps n. 195/2015 elenca le prestazioni collegate al reddito per le quali l’Istituto effettua la verifica reddituale, con l’evidenza dei casi in cui rilevano non solo i redditi del titolare della prestazione, ma anche quelli del proprio coniuge o dei familiari:

Perché presentare il Modello Red

— Modello Red o Modello 730?

Sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei dati reddituali all’Inps mediante Modello RED i titolari di prestazioni collegate al reddito che:

  • non comunicano integralmente all’Amministrazione finanziaria la situazione reddituale incidente sulle prestazioni in godimento perché hanno redditi influenti sulle prestazioni non inclusi tra quelli che devono essere comunicati all’Amministrazione finanziaria in sede di dichiarazione dei redditi (esempio redditi assoggettati ad imposta sostitutiva): ci sono infatti una serie di redditi che non sono sottoposti all’ Irpef, o sono di importo inferiore agli obblighi di comunicazione all’ Agenzia delle Entrate, e quindi non vengono comunicati all’ Agenzia delle Entrate ma che sono comunque influenti per il possesso di quella parte di pensione che è collegata al possesso di redditi e quindi devono essere dichiarati all’ Inps; ovvero, come specificato precedentemente, devono dichiarare redditi in modo difforme da quanto effettuato ai fini fiscali. L’obbligo di presentare il Modello Red deriva dal fatto che i redditi già dichiarati al Fisco possono non avere la stessa rilevanza dal punto di
    vista previdenziale;

— Redditi non dichiarati nei modelli 730 o UNICO

  • Reddito di lavoro dipendente prestato all’estero. L’obbligo di comunicazione mediante RED sussiste quando tale reddito in toto (es. le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica) o in parte (es i redditi di lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all’estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi, imponibili ai fini IRPEF, per la parte eccedente 7.500 euro) non deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi (nei modelli 730 o UNICO). Oltre all’importo prodotto deve essere indicato anche il periodo di produzione del reddito.

Come già anticipato, ed è bene riaffermarlo, sono, inoltre, tenuti a dichiarare la propria situazione reddituale attraverso il modello RED non solo il possesso di redditi, ma anche l’assenza di reddito, il reddito zero, quando questo rappresenta un cambiamento rispetto all’anno precedente.

Quali redditi dichiarare con il modello RED

— Il dialogo tra Casellario Centrale delle pensioni e Agenzia delle Entrate

Alcuni redditi, pur se presenti nel Modello 730 o Unico, devono essere
dichiarati anche all’Inps
.

I dati reddituali del pensionato, infatti, ad eccezione dei redditi provenienti o prodotti da stato estero, sono residenti negli archivi dell’Agenzia delle Entrate e nel Casellario centrale delle pensioni. Tra i due archivi non c’è una assoluta sovrapposizione poiché alcuni redditi sono rilevanti ai fini pensionistici, ma non ai fini fiscali, oppure sono diversamente influenti per le due amministrazioni pubbliche.

Fra i redditi che hanno modalità peculiari di rappresentazione dal punto di vista previdenziale rispetto al Fisco e che devono, quindi, essere dichiarati all’Inps, anche se già presenti nei modelli 730 o UNICO, vi sono:

  • Reddito da collaborazione coordinata e continuativa o assimilato. Tale reddito ai fini fiscali rileva come lavoro dipendente, mentre ai fini previdenziali assume natura di lavoro autonomo A tal proposito, si rammenta che, a far data dal 1 gennaio 2016 in base all’art. 52 del
    D. lgs n. 81/2015
    si applica la disciplina del rapporto di lavoro
    subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in
    prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui
    modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con
    riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

Quindi chi deve presentare il Modello RED?

Da quanto detto sopra ne consegue che devono obbligatoriamente presentare il Modello RED all’INPS:

  • i pensionati che non hanno altri redditi oltre a quello da pensione (propri e se previsto dei familiari) se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;

Chi non deve presentare il Modello RED?

Viceversa non devono presentare il Modello RED i residenti in Italia beneficiari delle prestazioni collegate al reddito che abbiano già dichiarato integralmente all’Agenzia delle Entrate (tramite Modello 730 o Modello REDDITI) tutti i propri redditi, e, se previsto, anche quelli dei familiari, che rilevano ai fini delle prestazioni di sostegno al reddito. In questi casi infatti l’INPS acquisirà le informazioni reddituali rilevanti direttamente dalla banca dati dell’Agenzia delle Entrate o da altre banche dati delle pubbliche amministrazioni.

Modalità di acquisizione delle dichiarazioni reddituali

I cittadini che, secondo quanto fin qui precisato, sono tenuti a rendere le
dichiarazioni reddituali all’Istituto, possono comunicare i redditi rilevanti
per le prestazioni collegate in godimento, secondo varie modalità:

a) — direttamente accedendo ai Servizi on line del Cittadino mediante SPID;
b) — tramite il Contact Center;
c) — tramite le Strutture territoriali INPS;
d) — avvalendosi dell’intermediazione dei CAF o degli altri soggetti abilitati
convenzionati, di cui al D. lgs. n. 241/97.

Benché i canali siano i medesimi delle precedenti campagne RED, le modalità di acquisizione delle informazioni relative ai redditi 2018, sono profondamente innovate e semplificate, tranne che nei casi di intermediazione da parte dei CAF e degli altri soggetti abilitati convenzionati In tali casi l’acquisizione delle dichiarazioni sarà effettuata secondo le modalità disciplinate dalla Convenzione stipulata con l’Istituto (vedi Circolare n. 91/2015, recante lo schema convenzionale approvato con determinazione del Presidente n. 12 del 2 aprile 2015).

— Conseguenze sull’omessa dichiarazione

  • La raccolta dei dati reddituali avviene con l’emanazione di una apposita Campagna RED da parte dell’Istituto previdenziale per la segnalazione dei redditi relativi all’anno precedente quella dell’avvio della Campagna RED.

In caso di mancata comunicazione nei tempi e nelle modalità stabilite dagli Enti stessi, si procede alla sospensione delle prestazioni collegate al reddito nel corso dell’anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa. Qualora entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione, si procede alla revoca in via definitiva delle prestazioni collegate al reddito ed al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell’anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa.
— Circ. INPS n. 195/2015

Nel caso in cui la comunicazione dei redditi sia presentata entro il
suddetto termine di 60 giorni, gli Enti procedono al ripristino della
prestazione sospesa dal mese successivo alla comunicazione, previo
accertamento del relativo diritto anche per l’anno in corso.

— Modalità operative

Come anticipato in premessa, la norma attualmente in vigore consente una sostanziale semplificazione delle procedure e degli obblighi legati alla comunicazione dei dati reddituali, limitando il dialogo tra cittadino e PA solo ai casi effettivamente necessari.

Da ciò ne deriva che gran parte dei soggetti che nel passato erano chiamati ad assolvere a tale obbligo, oggi ne sono esentati perché i dati necessari sono già in possesso della PA.

Tale semplificazione si è realizzata anche sul versante informatico limitando i campi esposti al cittadino e/o all’operatore intermediario.

Una stringa alfanumerica, presente nella comunicazione annuale al pensionato, o ottenuta direttamente dal CAF, consente l’individuazione esatta dei dati reddituali necessari per ogni pensionato tenuto a tale comunicazione in base alla prestazione di cui gode.

In alternativa, l’individuazione del soggetto può avvenire anche tramite
inserimento del Codice Fiscale.

A seconda dei software utilizzati dagli intermediari e/o CAF la procedura telematica recupera i dati del soggetto, se già presenti nel data base, e propone solo le voci soggette all’obbligo di dichiarazione.

I relativi campi vanno compilati con i dati dichiarati dal pensionato e
quindi trasmessi all’INPS.

La trasmissione genera un’operazione di ricalcolo automatica con la
conferma o variazione dell’importo di pensione.

Documenti necessari per la compilazione MODELLI INPS RED E DICHIARAZIONI DI RESPONSABILITA’ 

  • Documento d’identità del titolare della pensione, del delegato in caso di consegna del modello precompilato, del tutore, curatore o amministratore in caso di soggetto tutelato 

(anche per il coniuge e per gli altri familiari se richiesto nel RED) 

  • Modello CU Pensione (o altra certificazione) dalla quale sia rilevabile: Sede INPS, Categoria e Numero Certificato di pensione 

La stessa documentazione deve essere presentata, se l’INPS ne richiede i redditi, per il coniuge e per gli altri familiari.

Il modello RED ed i documenti di supporto alla dichiarazione devono essere conservati dal cittadino per 10 anni.

Per appuntamenti collegati con la pagina Facebook facebook.com/CircoloFenapiAGServizi ed utilizza l’apposito pulsante, oppure manda una email a caf.agservizi@gmail.com.

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