Quali sono i Redditi da Dichiarare nel 730 e nel Mod. Redditi

Tutti i contribuenti che nell’anno precedente hanno percepito redditi assoggettabili ad imposta devono dichiararli attraverso o il Mod. 730 o il Mod. REDDITI.

Ma la legge prevede specifiche eccezioni.

REDDITI ASSOGGETTABILI ALL’IRPEF — Essi formano il reddito complessivo (ad esclusione di quelli assoggettati ad imposta sostitutiva e degli immobili non locati assoggettati ad IMU con una eccezione).

Si tratta dei redditi derivanti da: terreni e fabbricati, lavoro dipendente, pensione e assimilati, lavoro autonomo anche occasionale, attività d’impresa, partecipazione in società commerciali, impiego di capitali monetari, oppure da altre circostanze o attività alle quali la legge ricollega un aumento della capacità contributiva e un obbligo di pagamento (operazioni speculative su titoli o immobili, vendita di partecipazioni sociali, ecc.).

Non tutti i redditi e le rendite percepite costituiscono reddito ai fini della dichiarazione.

Generalmente non si tratta di veri e propri “redditi” ma di indennità a carattere risarcitorio o assistenziale.

Sono considerati REDDITI ESENTI:

  • Le pensioni, gli assegni, le indennità di accompagnamento e assegni erogati ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili;
  • Sussidi a favore degli hanseniani;
  • Pensioni sociali;
  • Le rendite Inail, esclusa l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta;
  • Compensi per un importo complessivamente non superiore a 7.500,00 € derivanti da attività sportive dilettantistiche;

Inoltre sono esenti anche i seguenti redditi:

  • Le pensioni tabellari spettanti per menomazioni subite durante il servizio di leva prestato in qualità di allievo ufficiale e/o di ufficiale di complemento nonché di sottufficiali (militari di leva promossi sergenti nella fase terminale del servizio);
  • Le pensioni tabellari corrisposte ai Carabinieri ausiliari (militari di leva presso l’Arma dei Carabinieri) e a coloro che assolvono il servizio di leva nella Polizia di Stato, nel corpo della Guardia di Finanza, nel corpo dei Vigili del Fuoco e ai militari volontari semprechè la menomazione che ha dato luogo alla pensione sia stata contratta durante e in dipendenza del servizio di leva o del periodo corrispondente al servizio di leva obbligatorio;
  • La maggiorazione sociale dei trattamenti pensionistici prevista dall’articolo 1 della L. 29 dicembre 1988, n. 544;
  • L’indennità di mobilità di cui all’art. 7, comma 5, della L. 23 luglio 1991, n. 223, per la parte reinvestita nella costituzione di società cooperative;
  • L’assegno di maternità, previsto dalla L. n. 448 del 1998, per la donna non lavoratrice;
  • Le pensioni corrisposte ai cittadini italiani divenuti invalidi e ai congiunti di cittadini italiani deceduti a seguito di scoppio di armi e ordigni esplosivi lasciati incustoditi o abbandonati dalle Forze armate in tempo di pace in occasione di esercitazioni combinate o isolate;
  • Le pensioni corrisposte ai cittadini italiani, agli stranieri e agli apolidi divenuti invalidi nell’adempimento del loro dovere o a seguito di atti terroristici o di criminalità organizzata ed il trattamento speciale di reversibilità corrisposto ai superstiti delle vittime del dovere, del terrorismo o della criminalità organizzata;
  • Gli assegni per la collaborazione ad attività di ricerca conferiti dalle università, dagli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, dagli enti pubblici e dalle istituzioni di ricerca di cui all’art. 8 del DPCM 30 dicembre 1993, n. 593, e successive modificazioni e integrazioni, dall’Enea e dall’ASI.
  • Borse di studio esenti da tassazione, ed in particolare:

— le borse di studio corrisposte dalle Regioni a statuto ordinario, in base al D. Lgs n. 68/2012, agli studenti universitari e quelle corrisposte dalle Regioni a statuto speciale e dalle Province autonome di Trento e Bolzano allo stesso titolo;

— le borse di studio corrisposte dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria e dalla Provincia autonoma di Bolzano, in base alla L. n. 398/1989, per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per l’attività di ricerca post-dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero;

— le borse di studio bandite dal 1 gennaio 2000 nell’ambito del programma “Socrates” istituito con decisione n. 819/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 marzo 1995, come modificata dalla decisione n. 576/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, nonché le somme aggiuntive corrisposte dall’università, a condizione che l’importo complessivo annuo non
sia superiore a euro 7.746,85;

— le borse di studio corrisposte ai sensi del D. Lgs. 257/1991 per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia;

— le borse di studio a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata nonché agli orfani ed ai figli di quest’ultimi;

— per l’intera durata del programma “Erasmus +”, le borse di studio per la mobilità internazionale erogate a favore degli studenti delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica ai sensi dell’art.6, § 1, e dell’art.7, § 1, lettera a), del regolamento UE n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013.

Da sottolineare, infine, che non vanno inserite in dichiarazione anche alcune tipologie di redditi che sono comunque certificati da CU e che scontano già un’imposta.

Infatti i redditi assoggettati ad una ritenuta alla fonte, sono già stati tassati, quindi nulla più è dovuto, poichè la ritenuta ha già colpito il reddito in modo definitivo.

Di conseguenza i compensi percepiti non vanno inseriti nella dichiarazione dei redditi.

Sono REDDITI SOGGETTI A RITENUTA ALLA FONTE A TITOLO DI IMPOSTA O A IMPOSTA SOSTITUTIVA:

– gli interessi sul conto corrente postale o bancario;
– gli interessi sui titoli di Stato (Bot, Cct, Ctz, Btp, etc.)
– gli interessi su obbligazioni emesse da società quotate;
– i proventi di polizze vita;
– i dividendi qualora sia stata richiesta l’applicazione della ritenuta a titolo definitivo;
– le plusvalenze che scaturiscono da cessioni di partecipazioni;
– premi di lotterie, tombole a favore di enti di beneficenza;
– i premi derivanti da concorsi, scommesse, d’abilità e rischio;
– le rendite erogate in Italia dalla Avs svizzera;
– le provvigioni riscosse dagli incaricati alle vendite a domicilio, alla consegna a domicilio dei giornali, per prestazioni fino a 3 ore al giorno;
– i compensi guadagnati da stranieri per lavoro autonomo in Italia, per brevetti, diritti d’autore;
– i redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche, quando la cifra é compresa tra 7.500,00 e 28.158,28 €.

La parte dell’imponibile assoggettata a ritenuta a titolo d’imposta concorre alla formazione del reddito complessivo ai soli fini della determinazione delle aliquote per scaglioni di reddito.

Sono esclusi dall’imposizione i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio ed al trasporto, sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.

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