Prestazioni per sordi preverbali [2020]

L’INPS prevede, a favore dei sordi, due indennità economiche: la pensione e l’indennità di comunicazione.

Si considera sordomuto (ora per legge “Sordo preverbale”) il minorato sensoriale dell’udito, affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato, purchè la sordità non sia di natura esclusivamente psichica, oppure di tipo trasmissivo o dipendente da cause di guerra, di lavoro o di servizio.

Secondo la scienza medica l’età evolutiva si completa al compimento del 12° anno di età, pertanto, se il deficit uditivo si instaura dopo i 12 anni si ritiene che esso non impedisce un normale apprendimento del linguaggio.

In linea generale chi viene riconosciuto Sordomuto civile (Sordo preverbale) ha diritto al collocamento privilegiato. In presenza di determinate condizioni di bisogno, espressamente previste e stabilite dalla legge, spetta loro:

  • una Pensione Mensile, istituita dalla L. n. 381/1970, non reversibile, per 13 mensilità, compatibile con tutti i trattamenti pensionistici per invalidità a qualsiasi titolo erogati, che al compimento di 66 anni e 7 mesi si trasformerà in Assegno Sociale;
  • una Indennità di Comunicazione, istituita con la L. n. 508/1988, non reversibile, per 12 mensilità, cumulabile con le altre prestazioni pensionistiche di invalidità e non (salvo le indennità di frequenza, nei confronti della quale c’è la facoltà di opzione per il trattamento più favorevole). Indipendente dallo svolgimento di attività lavorativa e dall’età.

La domanda per ottenere tali prestazioni segue le stesse modalità di invio telematico previste per gli invalidi civili ed i ciechi civili.

Beneficiari di entrambe le prestazioni possono essere i cittadini italiani o dell’Unione europea o cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornati di lungo periodo, e residenti in Italia.

La Pensione non reversibile per sordi (L. n. 381/1970)

La pensione non reversibile è una prestazione economica rilasciata su richiesta a chi è stata riconosciuta una sordità congenita o acquisita durante la crescita.

Requisito Anagrafico: tale prestazione spetta a persone di età tra compresa tra i 18 anni ed i 67 anni. Al compimento dei 67 anni di età l’importo della pensione per sordi viene adeguato a quello dell’assegno sociale.

Requisito Sanitario: spetta a persone con sordità congenita o acquisita durante la crescita (fino a 12 anni) con ipoacusia (pari o superiore a 75 decibel di Hearing Threshold Level di media tra le frequenze 500, 1000, 2000 Hz nell’orecchio migliore) che rende o ha reso difficile l’apprendimento del linguaggio parlato.

Requisito Reddituale: spetta a persone che versano in stato di bisogno economico, con un limite di reddito personale per l’anno 2020 di 16.982,49 €. Il reddito da considerare è quello individuale ovvero posseduto dal solo richiedente anche se coniugato ed è riferito allo stesso anno se si tratta di prima liquidazione e all’anno precedente negli altri casi. In ogni caso i redditi da pensione vengono valutati nell’anno in corso (I redditi da considerare e da escludere dal computo sono gli stessi previsti per le altre prestazioni di invalidità e cecità civile).

L’importo della somma erogata per l’anno 2020 è di 286,81 €, per 13 mensilità.

Decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda salvo diversa decorrenza indicata nel verbale medico.

La pensione concessa ai sordi civili, di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi di età è cumulabile con:

  • le pensioni erogate a qualsiasi titolo dall’INPS, dalle gestioni pensionistiche per i lavoratori autonomi e da ogni altra gestione pensionistica per i lavoratori dipendenti (art. 12 Legge 412/1991)
  • qualsiasi prestazione a carattere diretto concessa a seguito di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro (INAIL) o di servizio. Quindi, anche con la rendita INAIL e l’indennità di accompagnamento erogata dall’INAIL o da altri enti
  • indennità di accompagnamento concessa dall’INPS (Assegno mensile per assistenza personale e continuativa)
  • l’indennità di comunicazione

Solo nel caso di pluriminorazioni, la pensione è cumulabile con:

  • Pensione di invalidità per gli invalidi civili totali (100%)
  • l’assegno mensile di assistenza per gli invalidi civili parziali (dal 74% fino al 99%)
  • l’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili (art. 2, Legge 429/1991)
  • la pensione e l’indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti
  • la pensione e l’indennità speciale per i ciechi parziali

Indennità di Comunicazione (L. n. 508/1988)

L’indennità di comunicazione è una prestazione economica rilasciata, su richiesta, a chi è stata riconosciuta una sordità congenita o acquisita durante la crescita, istituita dal 01/01/1988.

Viene concessa semplicemente solo sulla base del riconoscimento della invalidità, indipendentemente dalla situazione economica, dall’età o dal ricovero dell’interessato.

Requisiti Sanitari: è necessario che i richiedenti siano stati riconosciuti dalla competente commissione medica della Asl integrata dal medico Inps affetti da ipoacusia pari o superiore a 60 decibel htl nell’orecchio migliore (se di età fino a 12 anni) oppure superiore a 75 decibel htl nell’orecchio migliore (dopo il 12° anno di età).

Nessun altro requisito richiesto: come detto tale prestazione è concessa a tutti i non udenti indipendentemente dall’età e dal reddito.

L’importo stabilito per l’anno 2020 è di 258,00 €, senza nessun limite di reddito previsto, come detto.

L’indennità è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa e contrariamente a quanto previsto per gli invalidi civili spetta per intero anche se chi la richiede è ricoverato in un istituto pubblico.

È cumulabile con le prestazioni concesse a titolo di invalidità civile totale o di cieco civile (soggetti pluriminorati).

Per i minori di 12 anni l’indennità di comunicazione è incompatibile con l’indennità di frequenza scolastica, ma è ammessa la facoltà di scegliere la prestazione più favorevole.

Sordocecità

Attraverso la L. n. 107/2010 si è avuto il riconoscimento della sordocecità come disabilità specifica unica.

L’ art. 2 della suddetta Legge definisce “sordocieche le persone cui siano distintamente riconosciute entrambe le minorazioni, sulla base della legislazione vigente, in materia di sordità civile e di cecità civile.”

Il seguente art. 3 precisa che “la condizione di sordocieco viene riconosciuta al soggetto che dall’accertamento risulti in possesso dei requisiti già previsti dalla legislazione vigente rispettivamente in materia di sordità civile e di cecità civile ai fini dell’ottenimento delle indennità già definite in base alle vigenti normative relative alle due distinte minorazioni.”

Così, coloro che alla data di entrata in vigore della predetta L. n. 107/2010 risultano già titolari di distinte pensioni e indennità per entrambe le condizioni di cecità e sordità, hanno diritto all’unificazione dei trattamenti in godimento, così come previsto dall’ art. 3, co. 3, della L. n. 107/2010.

Ai ciechi totali viene riconosciuta l’indennità di accompagnamento, mentre ai ciechi parziali l’indennità speciale per i ciechi ventesimisti. Alle persone sorde prelinguali è riconosciuta l’indennità di comunicazione.

Il sordocieco è chi ha entrambe le minorazioni, con una connotazione così grave da poter ottenere entrambe le indennità: quella per cieco e quella per sordo.

La L. n. 107/2010 prevede il cumulo e l’erogazione, in forma unificata, delle indennità derivati da cecità e sordità, che era già previsto comunque dall’ art. 2. co.1, L. n. 429/1991; la novità prevista dalla legge suddetta è costituita dal fatto che viene previsto anche il cumulo delle altre provvidenze e cioè delle pensioni, oltre che delle indennità.

Quindi, in definitiva, il sordocieco percepisce non solo le due indennità (di comunicazione e di accompagnamento) ma anche le due pensioni di cieco, parziale o totale, e per sordità prelinguale.

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