La totalizzazione (D. lgs. 42/2006)

In base a quanto previsto dall’ art. 1, co. 2, L. n. 243/2004, il D. Lgs. n. 42/2006 ha stabilito che, coloro i quali, nel corso della propria vita lavorativa abbiano svolto attività diverse e abbiano quindi versato contributi in più gestioni previdenziali, possono cumulare tutti i periodi assicurativi, non coincidenti, posseduti presso le differenti forme pensionistiche, al fine del conseguimento di un’unica pensione.

La totalizzazione consiste nella possibilità di sommare, ai fini del raggiungimento dei requisiti per il diritto a pensione, i periodi contributivi, esistenti presso due o più enti di previdenza, in modo da poter conseguire quote di pensione, proporzionali ai contributi stessi, a carico delle Gestioni presso cui si trovano i contributi, senza quindi dover effettuare la loro ricongiunzione, spesso onerosa e di difficile accesso.

In pratica, con la totalizzazione non c’è un trasferimento di contributi da un Ente all’altro, come avviene con la ricongiunzione, ma la sommatoria virtuale dei tronconi contributivi non coincidenti per il conseguimento del requisito minimo occorrente per il diritto a pensione.

La totalizzazione può essere utilizzata da tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti ed è completamente gratuita a differenza della ricongiunzione che spesso è onerosa.

Possono, quindi, esercitare la facoltà di cumulare i diversi “spezzoni” di contributi:

  • i lavoratori dipendenti;
  • i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri);
  • i lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata INPS istituita dalla Legge 335/1995;
  • gli iscritti al Fondo per il Clero;
  • i liberi professionisti (avvocati, ingegneri, medici, commercialisti, ecc.) iscritti ad una delle Casse privatizzate e private;
  • gli iscritti alle forme assicurative sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria (INPDAP, ENPALS, IPOST, ecc…).

La totalizzazione è completamente gratuita, a differenza della ricongiunzione che è onerosa.

La totalizzazione riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi, e non è quindi possibile la totalizzazione parziale sia per quanto riguarda le gestioni sia per quanto riguarda i periodi contributivi all’interno di una singola gestione.

Relativamente ai requisiti richiesti per poter esercitare la totalizzazione, questi sono:

  • raggiungimento dei 65 anni di età (più gli scatti relativi alla speranza di vita, dal 2013 in poi) sia per gli uomini sia per le donne;
  • anzianità contributiva almeno pari a 20 anni (non coincidenti);
  • oppure, indipendentemente dall’età anagrafica, una anzianità contributiva non inferiore a 40 anni (più gli scatti per l’aspettativa di vita);
  • sussistenza degli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età ed anzianità contributiva, previsti dai rispettivi ordinamenti per l’accesso alla pensione di vecchiaia (ad esempio, cessazione del rapporto di lavoro, cancellazione dall’albo professionale, ecc.).
da pensionioggi.it

Da precisare che:

  • la totalizzazione è preclusa ai titolari di assegno ordinario di invalidità (art. 1, comma1, D.Lgs. n° 42/06). Qualora le condizioni di salute del titolare di assegno ordinario di invalidità si aggravino e il soggetto venga riconosciuto inabile, lo stesso potrà chiedere la pensione di inabilità in totalizzazione (art. 2, D.Lgs. n° 42/06), in quanto si è in presenza di una revoca del precedente trattamento e della liquidazione del nuovo trattamento di inabilità.
  • La totalizzazione rimane, invece, preclusa in caso di trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità, ovvero della pensione di invalidità, in pensione di vecchiaia. In tale fattispecie, infatti, non si è in presenza di una perdita di titolarità della prima prestazione ma di un mutamento del titolo della stessa.

Differenze con la ricongiunzione: la ricongiunzione è l’unificazione, presso un unico ente, dei periodi di assicurazione maturati dal lavoratore in differenti settori di lavoro.

Le differenze principali tra totalizzazione e ricongiunzione sono due:

  • onerosità: la ricongiunzione è onerosa, mentre la totalizzazione è gratuita
  • utilizzo dei contributi: la ricongiunzione permette il trasferimento materiale dei contributi da una cassa e/o gestione ad altra, quindi tutti i contributi vengono utilizzati secondo le regole della cassa presso la quale sono stati ricongiunti; con la totalizzazione, invece, i contributi restano accreditati presso le originarie casse e/o gestioni e pertanto l’ammontare finale del trattamento pensionistico è dato dalla sommatoria delle singole quote di pensione, calcolate secondo le differenti regole della cassa e/o gestione.

La domanda: la domanda di totalizzazione va presentata all’ente previdenziale di ultima iscrizione.

A seguito della domanda, ogni gestione interessata liquida quota parte di pensione di propria competenza.

La totalizzazione invece non può essere richiesta se il lavoratore:

  • è già titolare di una pensione diretta liquidata in uno dei fondi di previdenza dove ha versato i contributi;
  • ha richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi (leggi 29/1979 e 45/1990) in data successiva al 3 marzo 2006.

La pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione è riconosciuta con una decorrenza differita di 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti anagrafici e contributivi.

Al soggetto che presenta la domanda di pensione di vecchiaia in totalizzazione oltre il decorso dei 18 mesi successivi alla data di maturazione dei requisiti, il trattamento pensionistico è riconosciuto dal 1° giorno del mese successivo al 18° mese.

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