Oneri detraibili ed oneri deducibili nella dichiarazione dei redditi

Gli oneri sono le spese che il contribuente può indicare nella dichiarazione dei redditi al fine di poter usufruire di un risparmio sull’imposta dovuta. tale spese seguono il principio di cassa, ossia per poter usufruire di tali sconti di imposta occorre che tali oneri (deducibili o detraibili) siano stati sostenuti nel corso dell’anno d’imposta a cui si riferisce la dichiarazione dei redditi, anche se le relative prestazioni, sono state eseguite in anni precedenti.

Gli oneri ammessi dall’attuale legislazione possono essere raggruppati in due grandi categorie:

Oneri deducibili (Art. 10 del TUIR)

Gli oneri deducibili concorrono a diminuire il reddito sul quale si calcola l’Irpef e le addizionali. Spese che possono essere sottratte al reddito prima di calcolare l’imposta da pagare.

Si tratta, quindi, di tutte quelle spese che possono essere tolte dal reddito riducendo non direttamente l’importo delle tasse da pagare (come nel caso degli oneri detraibili), ma riducendo l’importo di reddito imponibile (cioè sottoposto ad imposta), dunque l’importo sul quale viene calcolato l’importo delle tasse da pagare.

Il beneficio economico consiste nella riduzione del reddito imponibile, determinandone un importo inferiore.

Alcune delle spese ammesse in deduzione sono soggette a limiti massimi.

Esempio: se un contribuente ha un reddito lordo pari a 20.000 €, e presenti spese deducibili di 3.000 €, il suo reddito imponibile sarà di 17.000 €, e sarà su tale reddito che vengono applicate le percentuali degli scaglioni di reddito IRPEF.

Oneri detraibili (Artt. 15, 16 e 16 bis del TUIR)

Gli oneri detraibili diminuiscono l’imposta dovuta ai fini IRPEF. Si tratta di quelle spese che possono essere sottratte direttamente dal monte imposte da pagare, diminuendo di conseguenza l’importo relativo.

Il beneficio economico consiste nella riduzione dell’imposta netta, in percentuale all’importo della spesa sostenuta (spesa che va decurtata di eventuali franchigie, o considerata entro un limite massimo se previsto dalla norma).

E’ quindi una agevolazione che opera sull’imposta, e non sul reddito imponibile, come avviene invece per gli oneri deducibili. Sono infatti spese che possono essere sottratte direttamente alle imposte da pagare, diminuendone così l’importo.

Elenco dei principali oneri deducibili (dal reddito imponibile Irpef) e detraibili (dall’Irpef da versare)

Per poter dedurre le spese è importante conservare i documenti che attestano i pagamenti fatti per le stesse, cioè ricevute, fatture o scontrini.

Le spese devono essere sostenute dal dichiarante nel “suo interesse”, mentre per alcune tipologie di spese la deduzione è concessa anche quando la spesa è sostenuta nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.

Un familiare è considerato fiscalmente a carico quando questo possiede un reddito inferiore a 2.840,51 € annui, al lordo degli eventuali oneri deducibili.

A) Si possono dedurre dal reddito imponibile Irpef, quali oneri deducibili:

  • gli oneri dei contributi previdenziali e assistenziali;
  • gli oneri dei contributi per i fondi integrativi del servizio sanitario nazionale;
  • gli oneri dei contributi per forme pensionistiche complementari e individuali, per un importo non superiore a 5.164,57 €;
  • gli assegni periodici per il mantenimento del coniuge separato o divorziato;
  • contributo sugli immobili ai consorzi obbligatori per legge (p. es., consorzio bonifica e canone concessione comunale), purchè relativi a immobili il cui reddito concorre alla formazione di quello complessivo (Ad esclusione, quindi, degli immobili locati con la cd. -cedolare secca-);
  • erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose;
  • erogazioni liberali a favore delle organizzazioni non governative;
  • erogazioni liberali a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni riconosciute;
  • erogazioni liberali a favore di università, enti di ricerca ed enti parco;
  • rendite, vitalizi, assegni alimentari ed altri oneri;
  • gli oneri dei contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale o familiare, per un importo non superiore a 1.549,37 €. Non è deducibile il contributo forfettario di 1.000 € versato al fine di regolarizzazione lavoratori dipendenti stranieri;
  • le spese mediche generiche, quali medicinali, prestazioni rese da un medico generico, ecc. nonchè le spese di assistenza specifica* sostenute dai disabili***.

B) Si possono detrarre dall’imposta Irpef, con detrazione dall’imposta del 19%, quali oneri detraibili:

Nell’interesse proprio del contribuente o dei familiari fiscalmente a carico

  • le spese sanitarie per un importo che deve essere superiore a 129,11 , purchè documentate da scontrino fiscale cd. -parlante-, cioè con già impressi, sia il proprio codice fiscale che il codice del farmaco o del dispositivo medico o della quota ticket;
  • le spese sanitarie per disabili, senza limiti di importo;
  • le spese per acquisto e riparazione veicoli per disabili, per un importo non superiore, per ogni veicolo, a 18.075,99 €;
  • le spese per l’istruzione secondaria e universitaria, per un importo non superiore a quello previsto per gli istituti statali;**
  • le spese per attività sportive praticate da ragazzi (minorenni), per un importo non superiore a 210 € per ogni ragazzo;
  • le spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede, per un importo non superiore a 2.633 €;
  • le spese sostenute dai genitori per la frequenza di asili nido da parte dei figli, per un importo non superiore a 632 €;
  • gli oneri dei contributi versati per il riscatto del corso di laurea, il quale non ha iniziato ancora l’attività lavorativa e non è iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza;
  • le spese sanitarie per patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, per un importo superiore a 129,11 €;
  • le spese funebri per ciascun decesso di un familiare, per un importo non superiore a 1.549,37 €;
  • le spese per intermediazione immobiliare, per un importo non superiore a 1.000 €;
  • le spese veterinarie, per un importo superiore a 129,11 €, con un limite max di 387,34 €;
  • interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale, per un importo non superiore a 4.000 €;
  • interessi per mutui ipotecari per l’acquisto di altri immobili stipulati prima del 1993, per un importo non superiore a 2.065,83 €;
  • interessi per mutui contratti dopo il 1997 per recupero edilizio, per un importo non superiore a 2.582,28 €;
  • interessi per mutui ipotecari stipulati per costruire l’abitazione principale, per un importo non superiore a 2.582,28 €;
  • interessi per prestiti o mutui agrari, per un importo che non può essere superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati;
  • premi assicurazioni sulla vita e infortuni, per un importo non superiore a 530 €;
  • le erogazioni liberali a favore di: società sportive ed associazioni sportive dilettantistiche, società di mutuo soccorso, associazioni di promozione sociale, società di cultura “La Biennale di Venezia”, attività culturali ed artistiche, enti operanti nello spettacolo e fondazioni operanti nel settore musicale; le erogazioni liberali a favore di partiti politici e ONLUS sono invece detraibili al 26%;
  • dal 2018 i premi assicurativi contro le calamità naturali degli immobili;
  • dal 2018 le spese sostenute per abbonamenti ferroviari e trasporto pubblico locale con un max di 250 €.

Bonus ristrutturazione: Spese per recupero edilizio con detrazione fiscale del 50%. (L. n. 205–2017, recuperabili in 10 anni)

La Legge di Bilancio 2018, L. n. 205/2017, ha disposto la proroga al 31/12/2018 della detrazione del 50% delle spese sostenute nell’anno 2018 per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (ex art. 16-bis, comma 1, del Tuir) nel limite massimo di 96.000 € per unità immobiliare.

In particolare: per le spese effettuate fino al 25/06/2012 la detrazione fiscale è del 36% per un limite massimo di spesa di 48.000 €, mentre per quelle effettuate dal 26/06/2012 fino al 31/12/2018 la detrazione fiscale sale al 50% per un limite massimo di spesa di 96.000 €, mentre per le spese effettuate dal 2019 in poi la detrazione ritornerà al 36% ed il limite massimo di spesa torna a 48.000 €.

In generale, la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Alle medesime condizioni è stata confermata anche la detrazione per l’acquisto di box e posti auto pertinenziali e l’acquisto di unità immobiliari facenti parte di edifici completamente ristrutturati da imprese di costruzione e cooperative edilizie.

— Bonus Mobili

Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per le spese sostenute nell’anno 2018 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo e spetta su un importo massimo non superiore a 10.000 €.

Le spese per mobili ed elettrodomestici sostenute nel 2018 risultano agevolabili solo in presenza di spese per recupero edilizio relative ad interventi iniziati dal 1° gennaio 2017.

Nel mod. 730 si dovrà procedere alla compilazione del rigo E57 del Quadro E.

Nelle col. 1 e 3 dovrà essere indicata, per ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione, il numero di rata, mentre nelle col. 2 e 4 si dovrà indicare la spesa sostenuta entro il limite di 10.000 €.

— Ecobonus: spese per risparmio energetico con detrazione fiscale del 65%. (L. 205–2017, recuperabili in 10 anni)

La Legge di Bilancio 2018 ha ridisegnato gli incentivi dell’ecobonus per agevolare maggiormente i lavori che migliorano la prestazione globale degli edifici. Nel 2018 ci sarà quindi la possibilità di detrarre gli interventi di efficienza energetica con aliquote diverse a seconda dell’intervento.

La detrazione, pari al 65% per le spese sostenute dal 06/06/2013 al 31/12/2020, è riconosciuta per:

  • interventi che migliorano almeno del 20% il fabbisogno annuo di energia primaria rispetto ai requisiti del DM 11 marzo 2008
  • interventi di coibentazioni di strutture opache verticali e orizzontali che rispettano i requisiti del DM 11 marzo 2008
  • installazione di pannelli solari per produrre acqua calda
  • sostituzione degli scaldacqua tradizionali con quelli a pompa di calore
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e installazione contestuale di sistemi di termoregolazione evoluti
  • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 €(l’intervento deve portare a un risparmio energetico almeno del al 20%)
  • acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, acqua calda e climatizzazione.

La detrazione è, invece, ridotta del 50% per le spese sostenute per

  • l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (sono esclusi dalla detrazione gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A di prodotto)
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione. Se il rinnovamento dell’impianto non rispetta tale requisito non si ha accesso all’agevolazione. Se, però, all’impianto dotato di caldaia a condensazione, di efficienza pari almeno alla classe A, si uniscono sistemi di termoregolazione evoluti, allora la detrazione sale al 65 per cento
  • l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 €.

Interventi condominiali

La detrazione del 65% si applica anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021.

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 la detrazione sale al 70% per gli interventi sull’involucro con un’incidenza superiore al 25% della superficie dell’edificio ed è del 75% nel caso di miglioramento della prestazione energetica invernale e estiva.

L’importo complessivo della spesa non deve essere superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. La sussistenza di tali condizioni deve essere asseverata da professionisti abilitati.

Interventi condominiali nelle zone sismiche

Se le spese sono sostenute per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica spetta una detrazione maggiorata all’80%, se i lavori determinano il passaggio a 1 classe di rischio inferiore, ovvero dell’85%, se gli interventi determinano il passaggio a 2 classi di rischio inferiori.

La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

— Detrazione del 36% per il cd. -Bonus Verde-. (L. 205–2017)

Prorogato fino a tutto il 2020 il cd. -bonus verde-, una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi,
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione spetta per le spese sostenute:

  • nella misura del 36%. La detrazione massima è di 1.800 € per immobile (36% di 5.000 €);
  • su un ammontare di spesa complessiva non superiore ad 5.000 € per unità immobiliare;
  • deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi;
  • è fruibile a condizione che i pagamenti siano effettuati tramite strumenti idonei a consentire la tracciabilità dell’operazione.

Gli interventi sono agevolabili se effettuati:

  • su unità immobiliari ad uso abitativo;
  • su parti comuni esterne degli edifici condominiali.

— Bonus cultura per i cd. -18enni-. (L. 205–2017)

Prorogato anche per il 2020 il bonus dei nati nel 2002, i cd. -18enni-, pari a un buono di 300,00 € all’anno da spendere in cultura, musei, libri ecc., presso gli operatori convenzionati.

— Detrazione del 65% per il cd. -Art Bonus- (L. 106–2014) e per il cd. -Social Bonus-. (D. Lgs. 117–2017)

Dal 2014, è prevista la detrazione Irpef/Ires del 65% recuperabile in tre anni, sulle erogazioni liberali (a certe condizioni e con il limite del 15% del reddito imponibile per le persone fisiche, enti e coloro che non esercitano attività di impresa o del 5 per mille dei ricavi annui per i titolari di reddito di impresa) in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo;

Dal 2018, lo stesso meccanismo si applica anche alle donazioni di persone fisiche e imprese a favore degli enti no profit intenzionati a recuperare immobili storici o confiscati.

— Detrazione del 50%/70%/80% per il cd. -Sisma Bonus-. (LL. 232–2016 e 205–2017)

La Legge di Bilancio 2018 stabilisce che per il periodo compreso tra il 01/01/2017 e il 31/12/2021 è prevista una detrazione di imposta del 50%, fruibile in 5 rate annuali di pari importo, per le spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3). La detrazione va calcolata su un importo complessivo massimo di 96.000 € annuale per unità immobiliare.

La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a 1 classe di rischio inferiore.

Aumenta all’80% se dall’intervento deriva il passaggio a 2 classi di rischio inferiori.

Qualora tali interventi siano realizzati su parti comuni condominiali la detrazione è ulteriormente aumentata al 75% (1 classe di rischio inferiore) e all’85% (2 classi di rischio inferiori), su una spesa massima pari a 96.000 € per il numero di unità immobiliari che compongono il condominio.

— Detrazione sull’acquisto dell’abitazione principale in leasing immobiliare. (L. 208–2015)

Dal 1° Gen. 2016 al 31 Dic. 2020, per l’acquisto dell’abitazione principale in leasing immobiliare, a favore dei giovani di età inferiore a 35 anni e con un reddito complessivo annuo non superiore a 55.000,00 €, viene introdotta una detrazione del 19% dall’Irpef delle spese sostenute per i canoni di leasing con un max di 8.000,00 € annue e per le spese sostenute sul riscatto finale con un max di 20.000,00 € annue, mentre per gli oltre i 35 anni di età i limiti max annui scendono, rispettivamente, a 4.000,00 € e a 10.000,00 €.

— Detrazione sull’acquisto dell’abitazione principale dall’impresa costruttrice. (LL. 208–2015 e 19–2017)

Per il biennio 2016–2017, è prevista la detrazione Irpef del 50% sull’Iva pagata, spalmata in 10 anni, per l’acquisto dalle imprese costruttrici di abitazioni di nuova costruzione, purchè di classe energetica A o B.

— Agevolazioni sulle erogazioni liberali delle persone fisiche. (LL. 80–2005, 172–2017 e D. Lgs. 117–2017)

Fino al 2017, è prevista la deducibilità (dal reddito imponibile Irpef/Ires), calcolata sul limite max del 10% del reddito complessivo all’anno e, comunque, con il limite max di 70.000 €. Dal 2018, invece, viene eliminato il limite max di 70.000 €;

Fino al 2017, è prevista la detrazione Irpef del 26%, calcolata sul limite max di 30.000 € all’anno. Dal 2018, invece, la detrazione sale al 30% (al 35% se il beneficiario della donazione è una Odv, le Organizzazioni di Volontariato), sempre con il limite max di 30.000 €.

Detrazione sulle spese di affitto

La normativa prevede cinque diverse casistiche che variano in funzione dei soggetti richiedenti ed in particolare a seconda del reddito percepito durante l’anno.

*Costituiscono spese di assistenza specifica quelle rese da personale paramedico in possesso di una qualifica professionale specialistica (ad esempio, infermieri professionali o personale autorizzato ad effettuare prestazioni sanitarie specialistiche, come i prelievi ai fini di analisi e le applicazioni con apparecchiature elettromedicali).

Sono inoltre interamente deducibili dal reddito complessivo:

  • le spese sostenute per le prestazioni rese dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, se dedicato esclusivamente all’assistenza diretta della persona
  • le spese per le prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, dal personale con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Le spese mediche generiche e di assistenza specifica sono interamente deducibili dal reddito complessivo, anche se sostenute dai familiari dei disabili e anche se questi non risultano fiscalmente a carico.

Se il documento di spesa è intestato solo alla persona disabile, il familiare che ha sostenuto il costo, per fruire della deduzione, dovrà integrarlo, annotandovi l’importo da lui pagato. Lo stesso familiare sarà tenuto a fornire la documentazione comprovante la spesa in sede di controllo della dichiarazione dei redditi.

In caso di ricovero di un portatore di handicap in un istituto di assistenza e ricovero, non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e di assistenza specifica, anche se sono state determinate sulla base della percentuale forfettaria stabilita da una delibera regionale. A tal fine, è necessario che le spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza.

***Elenco delle spese detraibili/deducibili per disabili (art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR):

Sono ammesse alla detrazione le spese sostenute per:

  1. il trasporto in autoambulanza del disabile in quanto spesa di accompagnamento (le prestazioni specialistiche effettuate durante il trasporto rientrano, invece, tra le spese sanitarie e possono essere detratte solo per la parte eccedente l’importo di 129,11 €);
  2. il trasporto del disabile effettuato dalla Onlus che ha rilasciato regolare fattura per il servizio di trasporto prestato;
  3. l’acquisto di poltrone e carrozzelle per inabili e minorati non deambulanti;
  4. l’acquisto di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
  5. l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
  6. la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni;
  7. l’adattamento dell’ascensore per renderlo idoneo a contenere la carrozzella;
  8. l’installazione e manutenzione della pedana di sollevamento installata nell’abitazione del soggetto con disabilità;
  9. l’installazione della pedana sollevatrice su un veicolo acquistato con le agevolazioni spettanti alle persone con grave disabilità;
  10. l’acquisto di telefonini per sordomuti;
  11. l’acquisto di fax, modem, computer, telefono a viva voce, schermo a tocco, tastiera espansa e i costi di abbonamento al servizio di soccorso rapido telefonico;
  12. l’acquisto di cucine, limitatamente alle componenti dotate di dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, preposte a facilitare il controllo dell’ambiente da parte dei soggetti disabili, specificamente descritte in fattura con l’indicazione di dette caratteristiche.

Attenzione: per le spese indicate ai punti 6, 7 e 8 si può fruire della detrazione solo per la parte che eccede quella per la quale si fruisce della detrazione del 36 per cento o del 50 per cento relativa alle spese sostenute per interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche.

Per le spese indicate ai punti 10, 11 e 12, si può fruire della detrazione soltanto se sussiste il collegamento funzionale tra il sussidio tecnico informatico e lo specifico handicap. Tale collegamento può risultare dalla certificazione rilasciata dal medico curante o dalla prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista della azienda sanitaria locale di appartenenza, richiesta dal DM 14 marzo 1998 per l’aliquota IVA agevolata.

L’agevolazione può essere riconosciuta anche per l’acquisto di bicicletta elettrica a pedalata assistita, anche se non ricompresa tra gli ausili tecnici per la mobilità personale individuati dal nomenclatore tariffario delle protesi, da parte di soggetti con ridotte o impedite capacità motorie permanenti a condizione che il disabile produca, oltre alla certificazione di invalidità o di handicap rilasciata dalla commissione medica pubblica competente da cui risulti la menomazione funzionale permanente sofferta, la certificazione del medico specialista della Asl che attesti il collegamento funzionale tra la bicicletta con motore elettrico ausiliario e la menomazione.

Sono agevolabili anche le spese mediche relative all’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento delle persone con disabilità sostenute all’estero da soggetti fiscalmente residenti in Italia, che sono soggette allo stesso regime applicabile delle spese sostenute in Italia.

** Spese detraibili per istruzione non universitaria

Sono detraibili, sempre nella misura del 19%, le spese per l’istruzione di scuola primaria, secondaria e dell’infanzia, svolta presso scuole statali o paritarie private. La detrazione spetta quindi sui costi di frequenza di scuole materne (infanzia), scuole elementari e medie (primarie e secondarie di primo grado) e scuole superiori (secondarie di secondo grado). Vanno comprese in questa voce anche le spese per i corsi istituiti secondo il vecchio ordinamento presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.
In questa voce rientrano le tasse scolastiche e i contributi, compresi i servizi di mensa, i servizi di pre e post scuola e i costi di gita scolastica. Non rientrano invece le spese di cancelleria, i costi dei testi per scuola secondaria di primo e secondo grado e il servizio di trasporto scolastico. La detrazione può essere operata fino ad un importo massimo annuale per studente di 564 €.

** Spese detraibili per istruzione universitaria

La detrazione opera nella misura del 19% e riguarda i costi sostenuti per la frequentazione di corsi universitari. Rientrano quindi in questa categoria di spese le tasse di immatricolazione e iscrizione, anche per gli studenti fuori corso, ulteriori tasse per esami di profitto e di laurea, il costo per partecipare ai test di accesso ai corsi di laurea. Non sono invece detraibili i costi di cancelleria, dei testi di studio e dei trasporti. I corsi di istruzione che danno diritto a questa detrazione sono:

  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi universitari di specializzazione;
  • corsi di perfezionamento;
  • master universitari;
  • corsi di dottorato di ricerca;
  • Istituti tecnici superiori (ITS) in quanto equiparati alle spese universitarie;
  • nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati. Non sono, invece, detraibili le spese di iscrizione presso istituti musicali privati.

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