Nona salvaguardia pensionistica ai sensi della Legge di Bilancio 2021

Con la Circolare n. 39 del 2 marzo 2021, l’INPS illustra le nuove disposizioni della Legge di Bilancio 2021 (L. 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, commi 346–348) in materia di salvaguardia pensionistica (c.d. nona salvaguardia), fornendo le indicazioni per l’applicazione di tali previsioni.

Sulla scia del precedente Messaggio n. 195 del 18 gennaio 2021, nel provvedimento sono specificatamente individuate le categorie di lavoratori e i rispettivi criteri di ammissione alla salvaguardia mediante dettagliate tabelle.

Quanto alle modalità e termini di presentazione delle domande, la Circolare conferma che i lavoratori interessati erano tenuti a presentare, a pena di decadenza, istanza di accesso al beneficio entro il 2 marzo 2021, ovvero entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021.

In particolare, ai fini della presentazione delle istanze, l’Istituto chiarisce che trovano applicazione per ciascuna categoria di lavoratori c.d. esodati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia, da ultimo stabilite con il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, del 14 febbraio 2014.

Da ultimo, si evidenzia che i trattamenti pensionistici da liquidare in favore dei soggetti beneficiari della salvaguardia non possono avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2021.

La nona salvaguardia in breve

  • lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria prima del 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche qualora abbiano svolto attività lavorativa non riconducibile a lavoro dipendente a tempo indeterminato dopo il 4 dicembre 2011; 
  • lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria prima del 4 dicembre 2011, senza alcun contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, a condizione che abbiano un contributo derivante da effettiva attività lavorativa tra il 2007 e il 30 novembre 2013 e che, a tale ultima data, non abbiano svolto attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato; 
  • sempre con la condizione di non aver svolto attività quali dipendenti a tempo indeterminato dopo la cessazione, i lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali stipulati entro il 31 dicembre 2011, e i lavoratori il cui rapporto sia cessato per risoluzione unilaterale nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011; 
  • lavoratori che, nel corso del 2011, risultavano in congedo per assistere figli con disabilità; 
  • lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e in somministrazione cessato tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato.

Le domande dovranno essere presentate, a pena di decadenza, entro il 2 marzo 2021 e i requisiti, comprensivi di finestra, dovranno essere perfezionati entro il 6 gennaio 2022.

Per completezza di informazione, riepiloghiamo i requisiti in vigore prima della Riforma Fornero: per la vecchiaia, 66 anni di età e 20 di anzianità contributiva; per la quota, una sommatoria tra età anagrafica e contributiva non inferiore a 98 con almeno 62 anni di età e 35 anni di contributi.

Per entrambe le prestazioni (vecchiaia e quota) era prevista una finestra mobile di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi. Per la pensione di anzianità, indipendentemente dall’età, con 40 anni di contributi, la finestra mobile è di 15 mesi per i dipendenti e di 21 mesi per gli autonomi.

Nona salvaguardia pensionistica ai sensi della Legge di Bilancio 2021

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