L’Isee corrente: come funziona e quando usarlo

Come sappiamo l’Isee ordinario fa riferimento ai reddito ed ai patrimoni dei 2 anni precedenti quello della dichiarazione, quindi, in sostanza, per l’Isee 2021 si farà riferimento ai redditi prodotti ed ai patrimoni posseduti nel 2019.

Tuttavia, proprio per il fatto che si tratta di 2 anni fa, le cose potrebbero essere cambiate, in un verso o nell’altro. Per questa ragione nasce l’Isee corrente, e cioè un modello che serve per andare a modificare il valore dei redditi che si trova nell’ Isee ordinario con uno più recente e, probabilmente, più preciso e corrispondente alla nostra situazione reale; ma attenzione, con l’Isee corrente è possibile modificare solo ed esclusivamente il valore dei redditi, non quello dei patrimoni.

A differenza dell’Isee ordinario, infatti, l’Isee corrente va a prendere come riferimento i redditi dei 2 o dei 12 mesi, in base ai casi, precedenti al momento della dichiarazione.

Tuttavia non è sempre possibile presentare l’Isee corrente, ma per farlo è necessari che nel nostro nucleo familiare ci sia stata una di queste 3 condizioni:

  • la variazione della situazione lavorativa, come può essere un licenziamento o la scadenza di un contratto di lavoro;

Inoltre, per poter presentare un Isee corrente è necessario che una delle suddette 3 condizioni sia accaduta nel corso dei 2 anni precedenti, e cioè, per l’Isee corrente 2021, ad esempio, si possono prendere in considerazione le variazioni che sono capitate a partire dal 1° gennaio 2019.

Inoltre, è sempre bene tener presente e ribadire che per poter presentare l’Isee corrente 2021 è necessario avere già un Isee ordinario 2021.

Vediamo adesso, in sintesi, come agisce l’Isee corrente 2021, cercando anche di sfatare alcuni dei falsi miti che si sono creati intorno a questo indicatore, soprattutto in relazione al reddito e alla pensione di cittadinanza.

Come detto in precedenza, l’Isee corrente va a modificare, sostanzialmente, il valore dei redditi, che si trova all’interno del nostro Isee ordinario, con uno più recente, ed in questo caso si intendono sia i redditi propriamente detti, come quelli da lavoro, sia quelli esenti Irpef, come appunto il Reddito di Cittadinanza.

Esempi di casi in cui è possibile richiedere l’Isee corrente

Per fare qualche esempio, si può richiedere un Isee corrente se un lavoratore dipendente a tempo indeterminato ha perso l’occupazione oppure ha subito una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa. In questo caso, l’Isee corrente 2021 andrà a modificare i redditi dell’Isee ordinario 2021, sostituendo i redditi percepiti nel 2019 con quelli percepiti negli ultimi 12, oppure 2 mesi e poi moltiplicati per 6.

E’ poi possibile utilizzare l’Isee corrente nel caso in cui un membro del nostro nucleo familiare smette di percepire trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari esenti Irpef, come ad esempio, il reddito di cittadinanza o l’assegno sociale. Anche in questo caso si applica la stessa operazione del caso precedente.

Ancora è possibile richiedere un Isee corrente nel caso in cui un lavoratore a tempo determinato o secondo altre tipologie flessibili di lavoro che non è occupato alla data di presentazione della DSU a causa della conclusione del rapporto di lavoro e che può dimostrare di essere stato occupato per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro.

Poi è possibile presentare un Isee corrente nel caso in cui un lavoratore autonomo che non è occupato alla data di presentazione della DSU abbia cessato la propria attività dopo averla svolta in via continuativa per almeno 12 mesi.

In questi casi, l’Isee corrente andrà ad aggiornare l’importo dei redditi del nostro Isee ordinario 2021con i redditi percepiti nel corso dei 12 mesi precedenti la dichiarazione, rispettivamente con i redditi da lavoro dipendente o autonomo.

Durata della validità di un isee corrente

Attenzione, è di fondamentale importanza ricordare 2 cose:

  • a differenza dell’Isee ordinario che ha durata fino al 31 Dicembre dell’anno in cui è stato prodotto, l’Isee corrente ha durata 6 mesi e deve essere aggiornato PRIMA della scadenza, per non trovarsi nella condizione di non avere nessun indicatore in corso di validità.

In definitiva possiamo quindi dire che l’Isee corrente ha una validità di 6 mesi. Nel caso in cui subentrino ulteriori variazioniad esempio, se un componente trova un’occupazione o fruisce di nuovi trattamenti previdenziali — l’Isee corrente va aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Documenti necessari per richiedere l’Isee corrente:

— Attestazione Isee in corso di validità con relativo protocollo;

— Documentazione attestante la variazione della condizione lavorativa di uno dei componenti il nucleo familiare nei seguenti casi:

  • Lavoratore dipendente a tempo indeterminato per il quale sia intervenuta la risoluzione/sospensione/riduzione dell’attività lavorativa (es. lettera di licenziamento, ecc.) o abbia trovato occupazione nel corso di validità dell’Isee Corrente o si verifichi una interruzione oppure abbiano inizio trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito Complessivo ai fini IRPEF;

— Documentazione attestante l’importo dei redditi di lavoro dipendente, di impresa o di lavoro autonomo e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari conseguiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione:

  • buste paga degli ultimi 12 mesi;

— Documentazione idonea ad indicare quanto percepito nei 12 mesi precedenti alla presentazione dell’Isee corrente (buste paga,certificazione lavoro autonomo) compresi i trattamenti assistenziali previdenziali e indennitari a qualunque titolo, percepiti da amministrazioni pubbliche, incluse le carte di debito assistenziali (es: Bonus percepiti, Reddito di cittadinanza, Assegni Familiari, etc)

Relativamente alla documentazione da allegare all’ Isee corrente, in particola l’Inps ha specificato che come previsto dal DPCM 159/2013 il soggetto dovrà presentare obbligatoriamente la documentazione attestante la variazione della condizione lavorativa (ad esempio la lettera di licenziamento, la cessazione della partita IVA ecc.), e le componenti reddituali aggiornate (ad esempio la busta paga, ecc).

Occorre indicare il codice fiscale del componente il nucleo per il quale è intervenuta una variazione e la descrizione della documentazione e/o certificazione allegata.

Inoltre, la documentazione attestante la variazione lavorativa e/o le componenti reddituali deve essere conservata dal CAF per un periodo di 2 anni dalla data di trasmissione della dichiarazione ISEE corrente.

Esiste quindi l’obbligo di acquisizione e conservazione della documentazione attestante i requisiti per poter richiedere l’ISEE corrente; seppur la medesima documentazione non debba essere trasmessa all’INPS in via preventiva, ciò non esclude la facoltà dell’ente di richiederla in fase di eventuale controllo sulla DSU effettuato a posteriori.

Il CAF dovrà quindi acquisire la documentazione suddetta ed eventualmente ad archiviarla sull’applicativo, unitamente alla DSU.

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