L’introduzione della Quota 100 e del Reddito di Cittadinanza

Emanato il decreto legge contenente sia il tanto atteso “pacchetto pensioni” che il c.d. Reddito di Cittadinanza; provvedimenti questi che non erano stati inseriti nella legge di bilancio.

Ecco in sintesi le novità (in attesa degli opportuni approfondimenti):

  • Quota 100, che ai vigenti canali di pensionamento (pensione anticipata e pensione di vecchiaia) aggiunge la possibilità di anticipare l’uscita a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di contributi. Una misura, la Quota 100, con una durata limitata (sarà valevole per il triennio 2019–2021): nel 2022 potrebbe essere sostituita dalla quota 41, la misura ad oggi riservata ai lavoratori precoci. Da segnalare che la riforma pensionistica in oggetto prevede la sospensione dell’adeguamento alla speranza di vita per le pensioni anticipate (inclusa Quota 100) e l’introduzione di finestre trimestrali mobili di uscita per i privati e finestre semestrali di uscita per gli statali.
  • proroga di Opzione Donna, molto attesa da tante donne, una attesa che ha visto fiorire anche alcuni seguitissimi comitati. Tale meccanismo prevede l’uscita delle lavoratrici che al 31/12/2018 hanno i seguenti requisiti: almeno 35 anni di contributi, ed una età di 58 anni (per le dipendenti) o di 59 anni (per le autonome). L’ assegno di pensione sarà ridotto per il ricalcolo con il meccanismo contributivo. L’uscita con Opzione Donna prevede la finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome a partire dal momento in cui si presenta la domanda di pensione anticipata.
  • L’ estensione fino a fine 2019 dell’Ape Sociale per le categorie disagiate, che prevede l’uscita a partire dai 63 anni, con 30 o 36 anni di contributi, ma occorrerà o rientrare nelle categorie previste (malati, disoccupati o con parenti invalidi) oppure svolgere la propria attività nelle mansioni gravose.
  • il blocco retroattivo e definitivo agli adeguamenti alla speranza di vita delle pensioni anticipate (con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne; 41 anni per i precoci) e la contestuale introduzione delle finestre mobili, trimestrali per i privati (dipendenti ed autonomi) e semestrali per i lavoratori del pubblico. Nel privato, per chi ha già raggiunto i requisiti entro il 31 Dicembre 2018 la prima finestra si aprirà il 1° aprile del 2019.
  • Reddito di Cittadinanza: si tratta della misura unica di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Per i nuclei familiari composti da uno o più componenti di età pari o superiore ai 65 anni, il reddito di Cittadinanza viene invece denominato Pensione di Cittadinanza con identici requisiti e gli importi del Reddito di Cittadinanza. Il reddito di cittadinanza non ha un importo fisso, in quanto varia in base alla situazione economica della famiglia che lo richiede. Non può avere una durata superiore ai 18 mesi, ma vi è la possibilità di rinnovarlo; in tal caso, però, il beneficio viene comunque sospeso per un mese.

Già presenti nella legge di bilancio, invece, altre importanti misure previdenziali, come:

  • la stretta all’indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo Inps per il triennio 2019–2021; relativamente a questi assegni, previdenziali ed assistenziali, per la perequazione (adeguamento dell’importo con la variazione dell’inflazione che per il 2019 ha previsto un +1,1% rivalutazione delle pensioni, che porterà il trattamento minimo dagli attuali 507,42€ a 513,01€) si utilizzerà un tasso ridotto secondo dellle aliquote previste in base all’importo dell’assegno;
  • l’introduzione di un contributo di solidarietà sugli assegni superiori a 100.000 euro lordi annui (c.d. taglio delle pensioni d’oro); un prelievo di solidarietà sulle pensioni elevate che prevede in pratica un taglio del 15% sulla parte di assegno superiore a 100.000 euro e fino al 130.000, del 25% sulla parte compresa tra 130.000 e 200.000, del 30% tra 200.000 e 350.000, 35% tra 350.000 e 500.000 euro, del 40% oltre i 500.000 euro;
  • il ripristino dell’indennizzo per i commercianti che chiudono la propria attività; costoro, rispettando determinati requisiti anagrafici e contributivi, potranno beneficiare di un assegno mensile pari al trattamento pensionistico minimo previsto per gli iscritti alla gestione speciale commercianti, che per il 2019 è pari a 513,01 euro lordi.
  • la flat tax al 7% per i pensionati che dall’estero decidono di trasferirsi in una delle regioni del Mezzogiorno d’Italia (Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia): tale agevolazione comporterà che i redditi saranno tassati solo al 7% per 5 anni. Ciò vale comunque sia per i pensionati stranieri che per quelli italiani che da almeno 5 anni si siano trasferiti all’estero. Per poter beneficiare di questa misura è comunque richiesto che i pensionati esteri spostino la residenza in uno dei Comuni del Mezzogiorno con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti.

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