L’Interdizione Anticipata per Maternità per Lavoratrici Dipendenti — Maternità Anticipata

In determinate situazioni la madre può anticipare la maternità obbligatoria e astenersi dal lavoro durante i primi mesi di gravidanza.

La legge riconosce infatti alla dipendente in gravidanza la possibilità di anticipare l’astensione dal lavoro rispetto ai termini ordinari della astensione per maternità obbligatoria.

Le condizioni necessarie per poter richiedere la Maternità Anticipata

Le condizioni che permettono di poter richiedere la maternità anticipata, ossia quel periodo di congedo durante la gravidanza che precede i 5 mesi obbligatori di fatto sono tre:

1 — gravi complicanze della gravidanza o malattie precedenti della donna che possono peggiorare durante la gestazione;

2 — condizioni di lavoro che possono nuocere alla salute della gestante o del bambino (un esempio: una fabbrica che produce solventi chimici);

3 — attività faticose o insalubri o che espongono la lavoratrice a rischi per la salute e la sicurezza (ad esempio se la futura mamma si occupa del trasporto e del sollevamento di pesi, di lavori pericolosi, faticosi o poco sani) e non può essere trasferita ad altre mansioni.

La donna lavoratrice che nei primi 7 mesi si trova in una di queste situazioni può quindi chiedere l’astensione dal lavoro attraverso appunto la richiesta di Maternità Anticipata.

Quali categorie di lavoratrici possono fare la domanda di Maternità Anticipata

Possono far domanda:

  • le lavoratrici dipendenti

Come fare domanda di Maternità Anticipata

Il provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro può essere disposto, a seconda dei casi, dall’ASL o dall’Ispettorato territoriale del lavoro (ITL). In particolare:

  • se si tratta di un problema di salute (quindi il punto 1 che abbiamo citato sopra), sarà necessario presentare domanda presso l’ Asl competente per residenza, muniti di un certificato di un ginecologo che attesti che c’è una gravidanza in corso e che questa è a rischio o per complicanze (ad esempio una minaccia di aborto spontaneo) o per una precedente patologia. L’ASL ha 7 giorni di tempo dalla presentazione della domanda per pronunciarsi in merito, decorsi i quali vale il silenzio assenso. In caso di diniego invece, è necessario comunicarne i motivi alla lavoratrice, la quale entro i 10 giorni successivi può presentare ulteriori documenti e osservazioni.

Quanto spetta alla mamma lavoratrice

La lavoratrice dipendente che ottiene la maternità Anticipata riceve l’80% della retribuzione media giornaliera dell’ultima busta paga.

Chi ha un reddito inferiore a 25.822,84 € e il nucleo familiare di 3 persone, riceve un’indennità di maternità di base una tantum. Ciò vale per italiane, straniere residenti, comunitarie o extracomunitarie in possesso di permesso di soggiorno.

Le lavoratrici autonome prendono invece l’80% di 1/365 del reddito medio annuo derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa o libero professionale.

Anche alle lavoratrici c.d. atipiche e discontinue spetta una indennità nonchè a chi ha effettuato un versamento contributivo di almeno 3 mesi nei 9 antecedenti il parto.

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