L’infortunio sul lavoro

Ex art. 2 DPR n. 1124/1965 si considera infortunio sul lavoro l’evento occorso al lavoratore per causa violenta e in occasione di lavoro, da cui sia derivata:

  • la morte del lavoratore
  • o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale,
  • oppure un’inabilità temporanea, assoluta, che comporti l’astensione dal lavoro per più di 3 giorni.

Da precisare che per inabilità permanente assoluta si intende la conseguenza di un infortunio che tolga completamente e per tutta la vita l’attitudine al lavoro; per inabilità permanente parziale si intende la conseguenza di un infortunio che diminuisca in misura superiore al 15% e per tutta la vita l’attitudine al lavoro; per inabilità temporanea assoluta si intende, infine, la conseguenza di un infortunio che impedisca totalmente e di fatto per più di tre giorni di attendere al lavoro.

La causa violenta rappresenta il primo requisito della nozione giuridica dell’infortunio sul lavoro. Essa può definirsi come l’evento lesivo che arrechi un danno all’organismo del lavoratore, mediante un’azione determinata e concentrata nel tempo.

Caratteri essenziali della causa violenta sono, pertanto, l’esteriorità e la rapidità del suo manifestarsi.

Può essere provocata da sostanze tossiche, sforzi muscolari, microrganismi, virus o parassiti e da condizioni climatiche e microclimatiche. In sintesi, una causa violenta è ogni aggressione che dall’esterno danneggia l’integrità psico-fisica del lavoratore.

Ed è proprio il requisito della causa violenta che sostanzialmente differenzia l’infortunio sul lavoro dalla malattia professionale (detta anche tecnopatia) poiché, nel primo caso l’evento scatenante è improvviso e violento, mentre nel caso della malattia professionale le cause sono lente e diluite nel tempo: manca appunto il requisito della causa violenta, essendo presente invece una cd. causa lenta, ossia un fattore di rischio al quale il lavoratore resta esposto per un lungo periodo di tempo).

Il secondo elemento costitutivo della figura giuridica dell’infortunio sul lavoro è l’occasione di lavoro, il quale si ha quando l’infortunio sul lavoro è derivato da:

  • un rischio specifico: un rischio al quale è sottoposto solo il lavoratore a causa della specifica attività che svolge
  • un rischio generico aggravato: un rischio al quale sono sottoposti tutti, ma che viene aggravato dallo svolgimento dell’attività lavorativa.

Il requisito della occasione di lavoro sussiste ogni qualvolta l’infortunio è collegato, anche indirettamente, con l’attività lavorativa, ad esempio sono infortuni sul lavoro quelli occorsi: — all’autista di autocarro che, trasportando il proprio datore di lavoro, sia rimasto ferito in un agguato diretto contro il datore stesso; — all’artigiano, durante le ispezioni presso un immobile per il quale doveva eseguire dei lavori; — al lavoratore rimasto ucciso nel corso di una rapina commessa in occasione dell’acquisto di materiale necessario per la produzione.

In caso di infortunio sul lavoro e di malattia professionale discendono a carico del datore di lavoro e/o del personale medico una serie di adempimenti amministrativi.

Innanzitutto vi è da precisare che l’infortunato è obbligato a dare immediata notizia di qualsiasi infortunio che gli accada, anche se di lieve entità (art. 52, d.p.r. n.1124/1965 e s.m.i.), al proprio datore (o al dirigente o preposto).

Il lavoratore inadempiente a tale obbligo perde il diritto alla indennità economica temporanea per i giorni antecedenti a quelli in cui il datore di lavoro ha avuto conoscenza dell’infortunio.

Per assolvere a tale obbligo il lavoratore deve fornire al datore di lavoro il numero identificativo del certificato medico, la data di rilascio e i giorni di prognosi indicati nel certificato stesso.

Nel caso in cui il lavoratore non disponga del numero identificativo del
certificato, dovrà fornire al datore di lavoro il certificato medico in forma
cartacea (v. circ. n. 10 del 21 marzo 2016 relativa anche alle nuove modalità di assolvimento dell’obbligo previsto a carico del lavoratore ai sensi dell’ art. 52 del DPR n. 1124/1965).

La comunicazione per i c.d. Infortuni Brevi (art. 18, co. 1, lettera r) del Dlgs 81/2008): — Come stabilito dal D.M. n. 183/2016 (istitutivo del del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro — Sinp) i datori di lavoro, a partire dal 12 ottobre 2017, saranno tenuti a segnalare per via telematica all’INAIL, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, esclusivamente a fini statistici e informativi, gli infortuni occorsi ai dipendenti che abbiano riportato una prognosi superiore ad un giorno (c.d. infortuni brevi).

Ciò avviene mediante la “Comunicazione di infortunio”, che ha ad oggetto i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento (circolare Inail n. 42 del 12 ottobre 2017).

La denuncia degli infortuni (art. 53 del Dpr 1124/65 e successive modificazioni, apportate, da ultimo con d. lgs. n. 151/2014 ):— Qualora l’inabilità per un infortunio prognosticato guaribile entro 3 giorni si prolunghi al quarto, il datore di lavoro deve inoltrare la denuncia entro 2 giorni dalla ricezione dei riferimenti del nuovo certificato medico (numero identificativo del certificato, data di rilascio e periodo di prognosi) già trasmesso per via telematica all’Istituto direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio.

L’obbligo della comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportano
un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni, si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui al richiamato art. 53 del Dpr 1124/65.

Infatti, dal 22 marzo 2016 (data di decorrenza delle modifiche di cui all’art. 21 c. 1, lettera b), c), del d.lgs. 151/2015) il datore di lavoro ha l’obbligo di inoltrare, entro 2 giorni da quello in cui ne ha avuto notizia, denuncia degli infortuni da cui siano colpiti i lavoratori dipendenti o assimilati e che abbiano una prognosi non guaribile entro 3 giorni (escluso quello in cui si è verificato l’evento), indipendentemente da ogni valutazione circa la ricorrenza degli estremi di legge per la indennizzabilità.

La denuncia deve essere inviata esclusivamente per via telematica mediante la nuova procedura on line, salvo che per i lavoratori dell’agricoltura, i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari e di riassetto e pulizia locali, i lavoratori occasionali di tipo accessorio dell’agricoltura e i datori di lavoro privati cittadini per i quali non è attivo il servizio di trasmissione telematica.

Cade inoltre il precedente obbligo per il datore di lavoro di inviare contestualmente alla trasmissione della denuncia, il certificato medico. La certificazione medica, infatti, è acquisita telematicamente dall’Inail direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia e viene resa disponibile a tutti i datori di lavoro, e loro delegati e intermediari, attraverso il servizio online “Ricerca certificati medici”.

La procedura prevede che il lavoratore, in seguito all’infortunio, debba far certificare dal medico aziendale, dal pronto soccorso o dal proprio medico curante, la diagnosi e i giorni di presunta inabilità. Il medico stesso è poi tenuto a inviare all’Inail il certificato.

Da quel momento, i dati della certificazione sono resi disponibili dalla stessa Inail a tutti i soggetti obbligati a effettuare la denuncia di infortunio e, pertanto, anche al datore di lavoro.

Per il settore marittimo l’onere della denuncia di infortunio spetta al comandante della nave oppure, in caso di sua impossibilità, all’armatore o al datore di lavoro.

Al primo certificato medico possono seguire uno o più certificati di continuazione e, comunque, a guarigione avvenuta, il certificato medico definitivo.

Sia sulla denuncia che sul certificato debbono essere indicate le generalità dell’infortunato, il giorno e l’ora in cui è avvenuto l’infortunio, le cause e le circostanze di esso, anche in riferimento ad eventuali deficienze di misure d’igiene e di prevenzione, la natura e la precisa sede anatomica della lesione, il rapporto con le cause denunciate, le eventuali alterazioni preesistenti.

In caso di infortunio mortale o con pericolo di morte, il datore di lavoro deve segnalare l’evento entro 24 ore dall’evento (e non entro 2 giorni dalla ricezione del certificato medico, come avviene normalmente in caso di infortunio) e con qualunque mezzo che consenta di comprovarne l’invio, fermo restando comunque l’obbligo di inoltro della denuncia nei termini e con le modalità di legge (art. 53, c. 2, d.p.r. n.1124/1965 e s.m.i.).

Dal 22 marzo 2016 il datore di lavoro che invia all’Inail le denunce di infortunio con modalità telematica è esonerato dall’obbligo di trasmettere le informazioni relative alle predette denunce all’autorità di pubblica sicurezza (artt. 53 e 54 del d.p.r. n.1124/1965).

Per i datori di lavoro che non sono tenuti per legge a dotarsi di PEC (mezzadri, piccoli coloni compartecipanti familiari, privati cittadini datori di lavoro domestico e di lavoro accessorio) e che inviano le denunce di infortunio con modalità non telematiche, permane l’obbligo di dare notizia all’autorità locale di pubblica sicurezza dei dati relativi alle denunce degli infortuni mortali o con prognosi superiore a 30 giorni.

Il datore di lavoro deve indicare il codice fiscale del lavoratore. In caso di indicazione mancata oppure inesatta, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa (art. 16, legge n. 251/1982).

Per gli infortuni occorsi ai lavoratori del settore artigianato, deve provvedere all’inoltro il titolare o uno dei titolari dell’azienda artigiana (art. 203, c. 1, d.p.r. n.1124/1965).

Nei casi di infortunio occorsi al titolare o a uno dei titolari dell’azienda artigiana, ove questi si trovino nella impossibilità di provvedervi direttamente, l’obbligo di denuncia nei termini di legge si ritiene assolto con l’invio telematico del certificato medico da parte del medico o della struttura sanitaria competente al rilascio, ferma restando la necessità di inoltrare comunque la denuncia/comunicazione per le relative finalità assicurative.

Per gli infortuni occorsi ai lavoratori autonomi del settore agricoltura, provvede il lavoratore autonomo sia per sé che per gli appartenenti al nucleo familiare costituenti la forza lavoro (art. 25, d.lgs. n. 38/2000 e art. 1, comma 7, d. m. 29/5/2001). Ove questi si trovi nella impossibilità di provvedervi direttamente, l’obbligo di denuncia nei termini di legge si ritiene assolto con l’invio telematico del certificato medico da parte del medico o della struttura sanitaria competente al rilascio, ferma restando la necessità di inoltrare comunque la denuncia/comunicazione per le relative finalità assicurative.

L’art. 55, co. 5, lett. h) del d. lgs n. 81/2008 per il mancato rispetto dei termini previsti della comunicazione d’infortunio breve a fini statistici e informativi, determina una sanzione modulabile che va da 548,00 € a 1.972,80 €; mentre la lett. g) del medesimo comma in riferimento agli infortuni superiori a 3 giorni, contempla l’applicazione di una somma che va da 1.096,00 € a 4.932, 00 € (circolare Inail n. 42 del 12 ottobre 2017).

Se l’infortunio è occorso ad un lavoratore autonomo del settore artigianato (art. 203, c. 1 e 2, d.p.r. n. 1124/1965) e del settore agricoltura (artt. 1, c. 8, e 2, d. m. 29/05/2001) non è prevista alcuna sanzione amministrativa, ferma restando la perdita del diritto all’indennità di temporanea per i giorni antecedenti l’inoltro della denuncia.

L’infortunio in itinere è l’infortunio occorso al lavoratore nel raggiungere o rientrare dal posto di lavoro.

A tal riguardo, la giurisprudenza della Corte di cassazione ha ritenuto che l’infortunio in itinere possa considerarsi infortunio sul lavoro purché:

  • sussista un nesso tra l’itinerario seguito e l’attività lavorativa nel senso che il primo non sia stato percorso per ragioni meramente personali;
  • in caso di infortunio occorso durante l’uso di veicolo privato, l’uso di tale mezzo sia stato imposto dalla inadeguatezza di altri mezzi di locomozione.

Se il tragitto è percorso con ordinarie modalità di spostamento (mezzi pubblici, a piedi ecc.), l’infortunio in itinere è coperto laddove siano verificate le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la compatibilità degli orari.

Restano esclusi dalla tutela gli infortuni riconducibili a rischio elettivo volontariamente assunto dal lavoratore e, come tale, non assicurativamente protetto.

Le interruzioni e deviazioni dal normale percorso non rientrano nella copertura assicurativa, a meno che non ricorrano specifi che condizioni di necessità.

A chi spetta pagare l’indennità: — La retribuzione dell’infortunio sul lavoro spetta al datore di lavoro a partire dal giorno dell’evento che ha causato il danno al lavoratore e all’INAIL oltre il quarto giorno di astensione dal lavoro.

A quanto ammonta la retribuzione: — La retribuzione che viene erogata al lavoratore in caso di infortunio sul lavoro ammonta:

  • al 100% della retribuzione giornaliera, a carico del datore di lavoro, per il giorno in cui è avvenuto l’infortunio, considerato giornata di lavoro completa;
  • al 60% della retribuzione giornaliera, a carico del datore di lavoro, per i 3 giorni successivi, salvo miglior trattamento previsto da CCNL e regolamenti.

Come sottolineato sopra, la retribuzione a partire dal quinto giorno in poi è erogata dall’INAIL (con una eventuale integrazione a carico del datore di lavoro se prevista da CCNL, fino anche al 100% della retribuzione giornaliera) e al lavoratore spetta in questo caso:

  • il 60% della retribuzione giornaliera, fino al 90° giorno di infortunio;
  • il 75% della retribuzione giornaliera dal 91° giorno e fino alla completa guarigione del lavoratore.

Al fine di calcolare la retribuzione media giornaliera, si considera quella che è stata effettivamente erogata nei 15 giorni precedenti l’infortunio.

I CCNL in genere prevedono una integrazione rispetto al trattamento INAIL a carico del datore di lavoro sulle giornate lavorative, fino al 100%.

Importante sottolineare che nella maggior parte dei CCNL è previsto un limite temporale per l’infortunio di lavoro: dopo 180 giorni di astensione dal lavoro il lavoratore non ha diritto a conservare il posto di lavoro.

L’indennità erogata dall’INAIL in caso di infortunio sul lavoro spetta al lavoratore anche per i festivi ed è anticipata dal datore di lavoro ed erogata nella prima busta paga utile.

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX