Legge di Bilancio 2021: arriva l’ISCRO, un aiuto importante per i professionisti iscritti alla Gestione Separata

La Legge di Bilancio 2021 istituisce in via sperimentale, per il triennio 2021–2023, l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO), riconosciuta per 6 mensilità in favore dei soggetti iscritti alla Gestione Separata INPS che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo diverse dall’esercizio di imprese commerciali, compreso l’esercizio in forma associata di arti e professioni (ex art. 53, c. 1, del D.P.R. 917/1986) (commi 1 e 2).

Si ricorda che in tale Gestione (di cui all’ art. 2, co. 26, L. n. 335/1995) sono iscritti (tra gli altri) i lavoratori autonomi ed i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che non rientrino in altri regimi pensionistici obbligatori di base (facenti capo ad altre gestioni dell’INPS o ad altri enti, pubblici o privati).

L’indennità è erogata, previa apposita domanda, dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).

La suddetta indennità è riconosciuta in favore dei soggetti di cui sopra che presentano i seguenti requisiti:

  • a) non sono titolari di trattamento pensionistico diretto e non sono assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;

La domanda è presentata dal lavoratore all’INPS in via telematica entro il 31 Ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

Nella domanda sono autocertificati i redditi prodotti per gli anni di interesse.

L’INPS comunica all’Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato domanda per la verifica dei requisiti.

L’Agenzia delle entrate comunica all’INPS l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti reddituali con le modalità e nei termini definiti mediante accordi di cooperazione tra le parti.

I requisiti di cui al comma precedente, lettere a) e b), devono essere mantenuti anche durante la percezione dell’indennità.

L’indennità è erogata per 6 mensilità ed è pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito liquidato dall’Agenzia delle entrate e non può in ogni caso superare il limite di 800 euro mensili e non può essere inferiore a 250 euro mensili.

I limiti di importo sono annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente.

La prestazione può essere richiesta una sola volta nel triennio.

La cessazione della partita IVA nel corso dell’erogazione dell’indennità determina l’immediata cessazione della stessa, con recupero delle mensilità eventualmente erogate dopo la data in cui è cessata l’attività.

L’indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Per far fronte ai costi legati alla nuova prestazione, è disposto un aumento dell’aliquota aggiuntiva dovuta alla Gestione separata di cui all’articolo 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 pari a 0,26 punti percentuali nel 2021 e a 0,51 per il 2022 e 2023..

Il contributo è applicato sul reddito da lavoro autonomo (di cui all’art. 53, c. 1, del D.P.R 917/1986), in base agli stessi criteri stabiliti ai fini IRPEF e come risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi e dagli accertamenti definitivi.

L’erogazione dell’indennità è accompagnata dalla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale, la cui definizione è demandata ad apposito decreto del Ministro del lavoro.

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