Le spese mediche detraibili nell’ambito del 730 — Parte 1: Aspetti generali

Le spese sanitarie detraibili dall’imposta sono tra le voci più significative presenti nei modelli dichiarativi compilati ed inviati dai contribuenti; esse vanno indicate nel quadro E (Oneri e spese) del 730, ossia quel quadro in cui vanno indicate le spese sostenute nell’anno precedente che danno diritto a una detrazione d’imposta o a una deduzione dal reddito.

La misura della detrazione

Ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR, è possibile portare in detrazione dall’Irpef il 19% delle spese sanitarie di qualunque tipo (medico/generiche, specialistiche, chirurgiche, farmaceutiche, eccetera) sostenute a nome proprio e dei familiari a carico, per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro.

In sostanza, la detrazione spettante è pari al 19% della differenza tra il totale della somma spesa e la franchigia di 129,11 euro.

Ad esempio, su 200 € di spese sostenute, il 19% si calcolerà su 70,89 € (200 € — 129,11 €), e pertanto l’importo delle detrazioni fiscali sarà pari al 19% di 70,89 €, ossia 13,47 €. Questa è la cifra che si recupera: nella colonna 2 del rigo E1 verrà però inserito l’importo di 200 €.

Alcune spese sostenute per le persone con disabilità sono invece ammesse integralmente alla detrazione del 19%, senza applicare la franchigia di 129,11 euro (per esempio, le somme pagate per il trasporto in ambulanza del disabile, per l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione, eccetera).

Detraibilità delle imposte di bollo emesse sulle fatture

L’Agenzia delle Entrate con la R. M. del 18/11/2008 n. 444 ha stabilito
che è detraibile l’imposta di bollo applicata sulle fatture delle spese
mediche se la stessa imposta è traslata sul cliente ed evidenziata a
parte in fattura.

Quindi, nel caso in cui dovesse essere emessa dal rivenditore del medicinale una fattura cartacea che contiene anche l’imposta di bollo, tale imposta sarà detraibile.

Tracciabilità dei pagamenti

Per le spese sostenute a partire dal 2020, per ottenere la detrazione occorre pagare con esclusivamente con mezzi di pagamento tracciabile (non sono ammessi i contanti).

L’obbligo di eseguire il pagamento tramite metodi tracciabili, tuttavia, non riguarda tutte le spese sanitarie sono escluse da quest’obbligo solo le spese per farmaci, dispositivi medici e per prestazioni sanitarie rese da enti pubblici o convenzionati col SSN.

Qui un prospetto sintetizzato delle spese mediche da pagare con metodi tracciabili.

Esiste un limite massimo di spesa da poter portare in detrazione?

Come detto esiste una franchigia ma invece non sussiste alcun limite massimo di detraibilità.

Dove vanno indicate le spese sanitarie nel 730?

Ai fini della detrazione, le spese sanitarie devono essere indicate dal contribuente che presenta il modello 730 nei righi compresi tra E1 ed E5.

E’ possibile ripartire la detrazione in più anni?

Se le spese sanitarie indicate nei righi E1, E2 ed E3 (o righi RP1, RP2 ed RP3 del modello Redditi PF) superano complessivamente € 15.493,71, la detrazione può essere ripartita in 4 quote annuali costanti e di pari importo (il superamento del limite deve essere verificato considerando l’ammontare complessivo delle spese sostenute nell’anno, senza togliere la franchigia di 129,11 €): a questo scopo è sufficiente barrare l’apposita casella RATEAZIONE comune ai tre righi. I contribuenti che nelle precedenti dichiarazioni hanno richiesto la rateizzazione delle spese sanitariedevono compilare il rigo E6.

Ovviamente, se l’insieme delle spese sostenute nell’anno non supera l’importo della franchigia, non si ha diritto ad alcuna detrazione (ad es. un contribuente che nel corso dell’anno ha sostenuto una spesa pari a 400,00 € per l’acquisto di farmaci e/o visite specialistiche, può detrarre dall’imposta dovuta una somma pari al 19% di 270,89 €, che è la differenza tra 400,00 € e 129,11 €, ossia 51,47 €).

Quali sono le spese sanitarie detraibili da indicare nella Casella E1 del 730?

Le spese sanitarie da indicare nella casella E1, per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef (19%), sono quelle relative a:

  • prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle di medicina omeopatica)
  • acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco o con ricetta medica
  • acquisto (fino al 2018) di alimenti a fini medici speciali, con esclusione di quelli destinati ai lattanti
  • prestazioni specialistiche
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie
  • prestazioni chirurgiche
  • ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici
  • trapianto di organi
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno)
  • acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese le protesi sanitarie).

Inoltre, sono detraibili, nella stessa misura del 19%, le seguenti spese di assistenza specifica:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, eccetera)
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale
  • prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Tutte queste spese possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi per l’importo eccedente 129,11 euro.

Se sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale la detrazione spetta per l’importo del ticket pagato.

Dal 1° gennaio 2019 non è più possibile portare in detrazione le spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001.

Quali sono i documenti giustificativi ammessi?

Per la verifica del sostenimento della spesa, i documenti rilevanti sono costituiti unicamente dalle fatture, dalle ricevute fiscali e dagli scontrini “parlanti” che indichino la natura (“farmaco” o “medicinale”), la qualità (denominazione del farmaco), la quantità dei beni acquistati e l’indicazione del codice fiscale del destinatario del medicinale.

Il contribuente, invece, non è tenuto a esibire la prova del pagamento.

Per quanto tempo vanno conservati i documenti giustificativi delle spese?

Per usufruire delle detrazioni è necessario, anzitutto, indicare le spese nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono state sostenute e documentarle adeguatamente.

I giustificativi delle spese devono essere conservati per tutto il tempo in cui l’Agenzia delle entrate può effettuare un accertamento (31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione).

A carico di chi devono essere effettuate le spese per poter essere detraibili?

Le spese sanitarie sono detraibili se sostenute dal contribuente per sé stesso o per i propri familiari a carico, e nel limite dell’imposta lorda annua. L’eventuale eccedenza non può essere chiesta a rimborso né utilizzata nel periodo d’imposta successivo.

In alcuni casi sono detraibili anche le spese sanitarie effettuate nell’interesse di familiari non a carico (spese sanitarie per patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario).

Un familiare è considerato fiscalmente a carico se possiede un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Solo per i figli di età non superiore a 24 anni, dal 1° gennaio 2019 questo limite è aumentato a 4.000 euro.

ATTENZIONE: Le spese mediche intestate al genitore e sostenute per il figlio, che nel corso dell’anno ha percepito redditi superiori al limite previsto per essere considerato a carico, non danno diritto alla detrazione né alla persona che ha sostenuto l’onere, né alla persona che ha beneficiato della prestazione (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.2.4).

Le spese mediche per patologie esenti, sostenute per sè stessi o per i familiari a carico (E1) o nell’interesse di familiari non a carico (E2)

Nella colonna 1 del Rigo E1 vanno indicate le spese (sostenute per sé e per i familiari a carico) relative a patologie esenti dalla spesa sanitaria pubblica per le quali il servizio sanitario ha riconosciuto l’esenzione dal pagamento del ticket, ma che sono invece state sostenute presso strutture che hanno richiesto il pagamento della prestazione effettuata.

Nel Rigo E2 vanno invece indicate le spese sanitarie relative a patologie esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, sostenute nell’interesse di familiari non fiscalmente a carico.

Tali spese possono essere portate in detrazione per l’importo che non trova capienza nell’imposta da questi ultimi dovuta (desumibile dalle annotazioni del prospetto di liquidazione).

Se il familiare, affetto dalla patologia esente, non presenta la dichiarazione perché non possiede redditi o possiede redditi tali da non determinare un’imposta dovuta, il contribuente che ha sostenuto la spesa potrà indicare l’intero onere sostenuto.

Per il riconoscimento della detrazione occorre possedere apposita dichiarazione circa la natura di tali spese e l’indicazione del soggetto per cui sono state sostenute.

L’ammontare massimo delle spese sanitarie indicate in tale rigo non può superare € 6.197,48.

Le spese sanitarie già rimborsate

Le detrazioni e le deduzioni fiscali non spettano se le spese mediche sono state rimborsate al contribuente, salvo che il rimborso derivi da polizze assicurative i cui premi non siano stati detratti o, se pagati da altri, siano stati tassati in capo al contribuente.

Nel compilare il modello 730 sarà necessario quindi prestare molta attenzione ai rimborsi ricevuti (ad esempio per spese sanitarie), per evitare di commettere errori.

Sono detraibili le spese sanitarie effettuate relative ad una persona deceduta e sostenute dagli eredi?

Tra le spese sanitarie detraibili rientrano anche quelle relative a una persona deceduta, se sostenute dagli eredi dopo il suo decesso, anche se non era un familiare a carico.

Se le spese sono state effettuate da più eredi, ognuno di essi beneficerà della detrazione sulla quota di spesa effettivamente sostenuta (Circolare 01.06.1999 n.122, risposta 1.1.4).

Hanno rilevanza ai fini della detraibilità luogo e fine della spesa sanitaria effettuata?

Le spese sanitarie danno diritto alla detrazione d’imposta a prescindere dal luogo o dal fine per il quale vengono effettuate (Circolare 03.05.1996, n. 108, risposta 2.4.2).

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