Le principali novità del modello 730/2018

Il modello 730 del 2018 contiene poche ma significative novità, proviamo a sintetizzarle.

  • Frontespizio: è stata inserita la casella “Fusione Comuni” al rigo “Domicilio fiscale al 1/1/2017” (che va sempre compilato indicando il domicilio alla data del 1/1/2017) la quale va compilata, inserendo l’apposito codice identificativo dell’ ex Comune (riportato nella tabella denominata “Elenco dei codici identificativi da indicare nella casella “Fusione Comuni” del rigo “Domicilio fiscale al 1° gennaio 2017” presente in Appendice alle istruzioni dell’ Agenzia delle Entrate) se il Comune in cui si risiede è stato istituito per fusione avvenuta nel corso del 2016 fino al 1° gennaio 2017 compreso e se tale Comune ha deliberato aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef differenziate per ciascuno dei territori dei comuni estinti. Se poi il contribuente risiede in un comune fuso che ha deliberato aliquote differenziate per ciascuno dei municipi riferiti ai comuni estinti e il municipio di residenza al 1° gennaio 2017 è diverso da quello di residenza al 1° gennaio 2018, dovrà risultare compilato sia il rigo del domicilio fiscale al 1° gennaio 2017 (riportando nella casella “Fusione Comuni” il codice identificativo del municipio nel quale si risiedeva a tale data), che il rigo del domicilio fiscale al 1° gennaio 2018 (riportando nella casella “Fusione Comuni” il codice identificativo del municipio nel quale si risiede a tale data).
  • Il contributo di solidarietà scompare da quest’anno perchè non trova più applicazione il regime fiscale denominato “Contributo di Solidarietà” .
  • Esenzione Terreni CD e IAP: confermata per i terreni la consueta rivalutazione (operata dal soggetto che presta assistenza fiscale) del reddito dominicale dell’80% e del reddito agrario del 70%, e confermata inoltre l’ulteriore rivalutazione dei redditi dominicale e agrario del 30%. L’importante novità è che, per gli anni 2017, 2018 e 2019, in base all’ ultima legge di bilancio, i redditi dominicali e agrari non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dei coltivatori diretti (CD) e degli imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola. Per fruire della esenzione occorre barrare la casella coltivatore diretto o IAP del Quadro A.
  • Locazioni Brevi: Il D.L. n. 50/2017, cui ha fatto seguito la circ. n. 24/E del 12/10/2017 dell’Agenzia delle Entrate, ha introdotto significative novità a proposito dei contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, situati in Italia, la cui durata non supera i 30 giorni e stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. Il modello 730/2018 e modello Redditi 2018 sono stati a tal fine adeguati in modo da “accogliere” la nuova disciplina riguardante gli affitti brevi. A tal riguardo occorre prestare attenzione al tipo di locazione breve ed alle modalità con le quali è stata effettuata. Il reddito derivante da tali locazioni brevi costituisce reddito fondiario e va indicato nel Quadro B qualora sia realizzato dal proprietario dell’immobile (o titolare di altro diritto reale), mentre costituisce reddito diverso e va indicato nel Quadro D qualora sia realizzato dal sublocatore o dal comodatario (Rigo D4, codice 10, le relative ritenute vanno però indicate nel Rigo F8). La nuova disciplina in oggetto prevede, inoltre, che se i contratti di locazione breve sono stati conclusi con l’intervento di soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali on-line, i canoni di locazione sono assoggettati a una ritenuta del 21% se tali soggetti intervengono anche nel pagamento o incassano i canoni o i corrispettivi derivanti dai contratti di locazione breve (la ritenuta è effettuata nel momento in cui l’intermediario riversa le somme al locatore). La ritenuta è applicata sull’importo del canone o del corrispettivo lordo indicato nel contratto di locazione breve. La ritenuta è a titolo d’imposta se nella dichiarazione dei redditi o all’atto della registrazione del contratto si opta per l’applicazione della cedolare secca, altrimenti la ritenuta è a titolo d’acconto e va indicata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta nel corso del quale è stata effettuata.
  • Art-Bonus: a partire dal 27/12/2017 è possibile godere di un credito d’imposta dell’ Art-Bonus anche per le offerte volontarie (erogazioni liberali) nei confronti delle istituzioni concertistico — orchestrali, di teatri nazionali, di teatri di rilevante interesse culturale, di festival, di imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, e dei circuiti di distribuzione.
  • Quadro C — Premi di Risultato: novità anche relativamente alla disciplina sulla tassazione agevolata dei premi di risultato e del welfare aziendale, illustrate in particolare dalla circ. n. 5/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate: la disciplina in oggetto ha in particolare previsto un innalzamento sia dei limiti di reddito dei lavoratori dipendenti che possono beneficiare dell’agevolazione e sia degli importi dei premi agevolabili. Nello specifico sono stati innalzati i limiti dei premi di risultato assoggettati a tassazione agevolata del 10% da 2.000 € a 3.000 €, (4.000 €, invece dei vecchi 2.5000 €, se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nella organizzazione del lavoro e se i contratti collettivi aziendali o territoriali sono stati stipulati fino al 24/04/2017. Per i contratti stipulati successivamente al 24/04/2017, il limite è fissato a 3.000 € anche in caso di imprese che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, ex art. 55, D.L. n. 50/2017) per i soggetti che nell’anno d’imposta 2016 hanno percepito redditi da lavoro dipendente d’importo non superiore a 80.000 € (precedentemente il limite era di 50.000 €). Se presenti, i premi di risultato vanno obbligatoriamente indicati nel Rigo C4 del 730/2018 per: — confermare la tassazione operata — modificare la tassazione operata (es. il datore di lavoro ha applicato la tassazione agevolata in mancanza dei requisiti per fruirne) — consentire la corretta determinazione del Bonus IRPEF.
  • Quadro C — Rientro Lavoratori: passa al 50% la tassazione per i lavoratori inpatriati e si riduce a 3 anni la permanenza in Italia per i ricercatori rientrati.
  • Quadro E — Detrazioni: — Rigo E1: sono detraibili le spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, (elencati nella Sezione A1 del Registro nazionale); la detrazione non spetta per gli alimenti per lattanti. — Righi da E8 a E10, Cod. 12: aumenta da 564 € a 717 € il limite massimo per la detrazione del 19% delle spese di istruzione. — Righi da E8 a E10, Cod. 18: la detrazione al 19% per gli affitti degli studenti fuori sede spetta anche nella stessa provincia: la distanza minima passa da 100 a 50 km nella zone montuose.
  • Quadro E — Sisma Bonus: oltre alla proroga del bonus del 50% per le ristrutturazioni e del 65% per il risparmio energetico debutta il Sisma Bonus: a partire dal 01/01/2017 al 31/12/2021, i proprietari di
    costruzioni adibite a civile abitazione o ad attività produttive (famiglie o imprese)
    che effettuano interventi di riduzione di rischio sismico di immobili (unità immobiliari) ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (di cui all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20/03/2003) hanno diritto ad una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute, sino ad una massimo, per ciascun anno, di 96.000 € per ogni unità immobiliare. La detrazione deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei quattro anni successivi. — Nel caso in cui gli interventi di cui al punto precedente siano tali da determinare il passaggio della costruzione (unità immobiliare) ad una classe inferiore di rischio sismico, i proprietari delle stesse costruzioni hanno diritto a una detrazione fiscale del 70%; detrazione che cresce sino all’80% se i lavori determinano la riduzione di due o più classi di rischio (ad esempio, per una costruzione classificata in fascia D che, a seguito dei lavori progettati ed eseguiti, transita nella fascia C, la detrazione è pari al 70%, mentre se la stessa transita nella fascia B, la detrazione è pari all’80%). — Per gli interventi che interessino le parti condominiali, la detrazione, che comporta il passaggio a una classe inferiore, è pari al 75%, mentre per gli interventi che producono il passaggio a due o più classi inferiori, è pari all’85%. Ad esempio, nel caso di lavori che interessano un intero edificio condominiale di dieci unità immobiliari, la detrazione complessiva (dal 70% all’80%) sarà relativa ad un importo pari a 96.000 € per ciascuna unità immobiliare (per complessivi 960.000 €) più la detrazione (dal 75% all’85%) delle spese sostenute per interventi nelle parti condominiali, come copertura, corpo scala o altri parti comuni, per un ulteriore importo di 96.000 €. — Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 € moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio. A tal riguardo sono previsti nuovi codici da inserire nelle Sez. 3 e 4 del Quadro E per fruire delle maggiori detrazioni per interventi antisismici.
  • Quadro E — Ecobonus: viene introdotta, con la L. n. 205 del 27/12/2017 in tema di agevolazioni per l’efficienza energetica, una detrazione pari al 70% per le spese sostenute dal 01/01/2017 al 31/12/2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo; tale percentuale è elevata al 75% se le spese sono sostenute per interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del MISE del 26 giugno 2015 (Legge n. 232/2016).
  • Le Date di Presentazione: la presentazione diretta o tramite CAF va fatta entro il 23 Luglio 2018; la scadenza è il 9 Luglio 2018 se si rivolge al sostituto.
  • 5 per mille: da quest’anno è possibile destinare una quota pari al 5 per mille della propria imposta sul reddito a sostegno degli enti gestori aree protette.

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