Le imposte dirette e il loro versamento

Nel nostro Sistema Tributario le imposte dirette si distinguono in:

  • Imposte sul reddito
  • Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)

Le imposte che colpiscono il reddito conseguito dalle persone fisiche, giuridiche e dagli enti di qualsiasi natura sono l’IRPEF e l’IRES, la cui fonte normativa è costituita dal Testo Unico delle Imposte sui redditi (TUIR), rappresentato dal DPR 22/12/1986 n. 917 e successive modifiche.

Le imprese, inoltre, sono soggette ad una imposta a carattere regionale, denominata Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP); essa non colpisce il reddito, ma il valore della produzione netta (VPN) derivante dall’attività esercitata nel territorio della Regione. Istituita con il D. Lgs. 446/1997 e successivamente divenuta, con la Legge Finanziaria del 2008, una tassa a tutti gli effetti, con l’obiettivo di finanziare il Fondo Sanitario Nazionale.

IRPEF

La base imponibile è costituita dalla somma dei redditi conseguiti dal soggetto passivo durante l’anno, quali, in particolare:

  • redditi fondiari, derivanti dal possesso di terreni o fabbricati;
  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi d’impresa;
  • redditi diversi.

Determinazione dell’Irpef — L’imposta si determina frazionando innanzitutto il reddito imponibile in fasce che vanno da minimi a massimi determinati (scaglioni di reddito; ogni fascia è quindi colpita da una aliquota, che aumenta progressivamente al crescere del reddito stesso.

Gli scaglioni e le aliquote Irpef sono attualmente così articolati:

Il contribuente obbligato al versamento dell’Irpef è tenuto a versare anche una addizionale regionale ed una addizionale comunale.

IRES

Essa colpisce i redditi conseguiti, in particolare, dalle società di capitali e cooperative residenti nel territorio dello Stato e degli enti pubblici e privati diversi dalle società, residente nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.

IRAP

  • L’aliquota e calcolo dell’imposta

Ad oggi l’aliquota ordinaria è al 3,90%, da applicare al valore della produzione netta (VPN); tale aliquota è ridotta per le imprese agricole.

Alle Regioni è attribuita la facoltà:

— di applicare all’aliquota base una variazione in aumento o in diminuzione;

— di differenziare la variazione per categorie di contribuenti e per settori di attività.

  • Soggetti passivi: chi è tenuto a versare l’Irap

Questa imposta va a colpire le attività produttive (società, enti, imprenditori individuali, esercenti arti e professioni) però, di fatto, colpisce anche le pubbliche amministrazioni ed i lavoratori agricoli, nonostante non svolgano attività commerciali.

In sostanza sono tenuti a versare l’Irap:

— Società di capitali ed Enti commerciali

— Società di persone ed imprese individuali

— persone fisiche, società semplici e quelle ad esse equiparate

— Enti privati non commerciali

— Banche ed altri Enti e Società finanziarie

— Amministrazioni pubbliche

  • La base imponibile

La base imponibile dell’Irap è determinata dalla differenza tra il valore della produzione e costi della produzione e sottraendo a che le deduzioni: avremo in questo modo la base imponibile, ossia il Valore di Produzione Netta su cui andremo ad applicare l’imposta.

Nonostante il calcolo sia abbastanza semplice: valore della produzione — costi della produzione (meno deduzioni), questa base imponibile non è la stessa propria dell’Ires (l’Imposta generale sul reddito delle società), perchè ci sono determinati costi che non sono deducibili ai fini Irap: la mancata deducibilità di questi costi fa sì che la base imponibile dell’Irap sia più alta della base imponibile dell’Ires, e che talvolta, è successo e succede, l’Irap sia dovuta anche in presenza di perdita di esercizio.

Non è deducibile ai fini dell’imposta sui redditi.

  • Pagamento

L’imposta è riscossa tramite autoliquidazione secondo la stessa disciplina applicabile per le imposte sui redditi. Il contribuente attraverso il modello F24, provvede al versamento del tributo attraverso il pagamento:

— di un acconto (da ripartire in due rate nel corso dell’anno: Giugno Novembre) pressoché commisurato alla totalità dell’imposta dovuta per il periodo precedente o a quella che si presume di pagare per l’anno successivo; la misura dell’acconto è pari al 100% dell’imposta a Saldo relativa all’anno precedente (utilizziamo il metodo storico). Nel caso in cui l’ammontare del prima acconto non supera i 103 euro , l’acconto va versato in due rate determinate nelle seguenti misure:

  • 40% a titolo di primo acconto, da effettuarsi entro lo stesso termine di versamento del saldo (16 giugno);
  • 60% a titolo di secondo acconto, da effettuarsi entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione (30 novembre);

— e di un saldo da corrispondere nell’anno successivo a quello di riferimento in seguito alla presentazione della dichiarazione IRAP. Il saldo in particolare deve avvenire entro il giorno 16 del sesto mese successivo alla data di chiusura del Bilancio. Quindi nel caso in cui l’anno solare coincida con l’anno fiscale il saldo deve avvenire entro il 16 giugno.

  • Critiche

Questa imposta è molto discussa in ambito di politica fiscale: spesso si è discusso sulla sua eliminazione, in quanto il fatto che sia dovuta spesso anche in caso di perdita di esercizio sicuramente essa rappresenta un notevole disincentivo per le aziende.

  • La base locale/regionale dell’imposta

L’Irap si applica sul Valore della Produzione Netta (VPN) derivante dall’attività esercitata nel territorio della Regione. Essa è dovuta alla Regione nel cui territorio il valore della produzione netta è realizzato; se l’attività è esercitata in più Regioni, la ripartizione della base imponibile avviene in genere in proporzione all’ammontare delle retribuzioni corrisposte al personale utilizzato operante nel territorio di ciascuna di esse.

  • Modifiche

Regole e piccole modifiche relative a questa imposta vengono comunque inserite ogni anno dalle singole leggi di bilancio.

La liquidazione ed il versamento delle imposte

Le imprese, salvo qualche eccezione, sono tenute all’utilizzo del Modello Redditi (ex Unico), che permette l’unificazione di più dichiarazioni: le dichiarazioni dei redditi, dell’Irap, la dichiarazione annuale Iva e, facoltativamente, quella dei sostituti d’imposta.

Abbiamo così il Mod. Redditi Persone Fisiche, il Mod. Redditi Società di Persone ed equiparate, il Mod. Redditi Società di Capitali, Enti Commerciali ed equiparati, ecc…

I modelli di dichiarazione, le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati sono resi disponibili in formato elettronico dall’Agenzia delle entrate entro il 15 febbraio.

I termini legati alla presentazione della dichiarazione dei redditi sono definiti dall’articolo 2 del DPR n 322/98. Questa norma è stata modificata dall’articolo 4-bis, comma 2 del DL n 34/19.

A seguito di ciò possiamo definire i termini di presentazione del modello Redditi per persone fisiche, società di persone, di capitali ed enti non commerciali.

I termini ordinari di presentazione sono i seguenti:

  • Entro il 30 novembre dell’anno successivo, per i soggetti IRPEF;
  • Entro l’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, per i soggetti IRES.

Questi termini di presentazione hanno carattere strutturale e riguardano indistintamente soggetti privati e soggetti titolari di partita IVA o società ma non hanno, tuttavia, carattere generalizzato prevedendo varie specificità.

Il quadro relativo ai termini di presentazione della dichiarazione dei redditi che ne viene fuori è alquanto disomogeneo, in quanto attualmente non vi è un unica casistica legata ai termini di invio del modello Redditi.

Modalità di versamento delle imposte

  • Quando lo stipendio mensile o la rata di pensione non sono sufficienti ad estinguere il debito, le somme residue vengono trattenute sulle buste paga o rate di pensione successive, con applicazione di interessi.
  • Il contribuente può scegliere di versare in forma rateizzata, indicandolo nell’apposita sezione del 730.

Se il contribuente presenta il 730 in assenza del sostituto, valgono le modalità di versamento previste per il Mod. REDDITI.

Mod. Redditi — Se dalla dichiarazione dei redditi, presentata con modello REDDITI, scaturisce un’imposta da versare (saldo e/o acconti), i relativi versamenti devono essere effettuati in autotassazione utilizzando il modello F24.

Anche in questo caso si può scegliere la rateizzazione: utilizzando tanti modelli F24 quante sono le rate scelte.

I versamenti sono eseguiti:

➜ esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, nel caso in cui, per effetto delle compensazioni effettuate, il saldo finale sia di importo pari a zero.

Non può essere presentato in banca il Modello F24 a zero

➜ esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui siano effettuate delle compensazioni e il saldo finale sia di importo positivo.

Non può essere presentato in banca il Modello F24 che, pur contenendo compensazioni, presenta un saldo finale positivo (indipendentemente dall’importo del debito).

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