L’assunzione dei lavoratori domestici

I lavoratori domestici sono coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro come ad esempio colf, assistenti familiari o baby sitter, governanti, camerieri, cuochi ecc..
Rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano tali attività presso comunità religiose (conventi, seminari), presso caserme e comandi militari, nonché presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale.

Prima dell’assunzione, sia il datore di lavoro che il lavoratore devono adempiere a diversi obblighi a seconda della provenienza e della cittadinanza del lavoratore e quindi reperire la documentazione necessaria per instaurare il rapporto di lavoro.

Cosa deve fare il datore di lavoro

Il lavoratore può essere assunto anche senza essere iscritto nelle liste di collocamento. Deve, in ogni caso, essere in possesso del codice fiscale, di un documento di identità e della tessera sanitaria aggiornata e rilasciata dall’ASL.

Nel caso in cui il lavoratore fosse minorenne oltre ai documenti sopra elencati, dovrà presentare anche:

  • il certificato di idoneità al lavoro, rilasciato dall’Ufficiale sanitario dell’ASL di zona dopo visita medica a cura e carico del datore di lavoro;
  • la dichiarazione dei genitori o di chi esercita la potestà familiare, vidimata dal Sindaco del Comune di residenza, con cui si acconsente che il lavoratore minorenne viva presso la famiglia del datore di lavoro o, in alternativa, per i minori ad ore, l’autorizzazione scritta di chi esercita la patria potestà.

— Nel caso di lavoratore extracomunitario ma già residente in Italia per l’assunzione, oltre ai documenti di norma, è richiesto solo il permesso di soggiorno valido per lo svolgimento di attività lavorative. I datori di lavoro domestico non dovranno più (dal 15 novembre 2011) compilare il “modello Q” per stipulare il contratto di soggiorno. Infatti, le obbligazioni contenute nel modello Q sono state recepite nell’ultima versione (legge 2/2009) delle Comunicazioni obbligatorie di assunzione, variazione e cessazione che i datori di lavoro domestico devono trasmettere all’Inps utilizzando le procedure online dell’Istituto (circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.4773 del 28 novembre).

Il permesso di soggiorno deve essere stato rilasciato per:

  • motivi di lavoro non stagionale
  • motivi familiari
  • motivi di studio
  • asilo politico, motivi umanitari, protezione sociale

L’assunzione di un lavoratore italiano o già in Italia, con regolare permesso di soggiorno, può essere a tempo indeterminato o determinato. L’assunzione a tempo determinato però è ammesso solo per specifiche causali quali la sostituzione, anche parziale, di lavoratori malati, infortunati, in maternità o in ferie.

Il titolare di un permesso di soggiorno per studio può però essere assunto solo part-time, con un orario di lavoro non superiore alle 20 ore settimanali, anche cumulabili, per 52 settimane, fermo restando il limite annuale di 1.040 ore.

I cittadini non-UE, ovvero extra comunitari, devono essere in regola con il permesso di soggiorno per poter essere assunti. È obbligatorio verificare il diritto a lavorare in Italia.

Assumere un cittadino straniero senza aver preso visione del permesso di soggiorno non libera dalla responsabilità il datore di lavoro.

Per non incorre in problemi penali, oltre a chiedere la consegna dei documenti richiesti dalla normativa, il datore di lavoro dovrà chiedere al lavoratore di visionare il permesso di soggiorno e verificarne la motivazione (vedi sopra). Ad esempio, un cittadino straniero con permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale non può essere assunto come lavoratore domestico.

Se il lavoratore è sprovvisto di un permesso idoneo all’assunzione, quale ad esempio un permesso di soggiorno per turismo, il datore di lavoro non può procedere all’assunzione regolare, ma dovrà seguire la procedura della richiesta nominativa.

E’ consigliabile, inoltre, che il datore richieda copia della ricevuta attestante il rinnovo del permesso, qualora il permesso di soggiorno esibito al momento dell’assunzione scada nel corso del rapporto di lavoro.

— Nel caso in cui, invece, un datore di lavoro italiano o straniero, regolarmente soggiornante in Italia, che intenda instaurare un rapporto di lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato), stagionale o domestico, con uno straniero extracomunitario residente all’estero, deve inviare la domanda di nulla osta al lavoro allo Sportello Unico per l’immigrazione della provincia di residenza ( ovvero quella in cui ha sede legale l’impresa, o quella in cui avrà luogo la prestazione lavorativa), nell’ambito delle quote previste dal Decreto flussi.

Ogni anno in Italia viene programmato attraverso il cosiddetto “Decreto Flussi” il numero massimo di lavoratori extracomunitari ai quali sarà concesso il permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Il Decreto entra in vigore quando viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Pertanto, il datore di lavoro che vuole instaurare un rapporto di lavoro domestico con un cittadino extracomunitario residente all’estero, deve attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto flussi dell’anno in corso e, a partire dalle scadenze indicate, presentare la domanda di nulla osta al lavoro.

Per ulteriori informazioni consultare il sito del Ministero dell’Interno.

Cosa deve fare il lavoratore

  • il certificato di idoneità al lavoro, rilasciato dall’Ufficiale sanitario dell’ASL di zona dopo visita medica a cura e carico del datore di lavoro;
  • la dichiarazione dei genitori o di chi esercita la potestà familiare, vidimata dal Sindaco del Comune di residenza, con cui si acconsente che il lavoratore minorenne viva presso la famiglia del datore di lavoro o, in alternativa, per i minori ad ore, l’autorizzazione scritta di chi esercita la patria potestà.

— Nel caso di lavoratore extracomunitario ma già residente in Italia:

  • il lavoratore straniero deve essere in possesso di un permesso di soggiorno valido per lo svolgimento di un’attività lavorativa;
  • al momento del rinnovo del permesso di soggiorno, lo straniero dovrà esibire in Questura la copia della Comunicazione Obbligatoria di Assunzione.

Nel caso di lavoratore straniero non ancora entrato in Italia è necessario che attenda il nulla osta (vedi sotto) richiesto dal datore di lavoro. Una volta concesso il nulla osta, lo Sportello Unico per l’immigrazione lo trasmette per via telematica insieme alla proposta di contratto di soggiorno alla competente rappresentanza diplomatico-consolare italiana all’estero, che rilascerà al lavoratore il visto d’ingresso da lui precedentemente richiesto.
Il cittadino extracomunitario, ottenuto il visto d’ingresso presso la rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’estero, deve:

  • recarsi entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, presso lo Sportello Unico per firmare sia il contratto sia la richiesta di permesso di soggiorno, da spedire alla prefettura con raccomandata A/R postale.

La Questura, infine, convocherà il cittadino extracomunitario per la consegna del permesso di soggiorno.

Lo Sportello Unico consegnerà al lavoratore, oltre al contratto di soggiorno, una copia della Carta dei Valori ed una guida alle leggi sull’immigrazione predisposta dal Ministero dell’Interno (“In Italia in regola”), tradotta nella lingua meglio conosciuta dal cittadino straniero.

Come presentare la domanda di nulla osta

Il Ministero dell’Interno, infatti, ha messo a punto una procedura di invio delle domande che elimina l’obbligo della spedizione postale e richiede, da parte del datore di lavoro, la disponibilità di un computer e di un collegamento internet. Di seguito si elencano i passaggi della procedura telematica.

a) L’utente deve collegarsi al sito www.interno.it e registrarsi all’interno di una ‘sezione dedicata’, inserendo nome, cognome, data di nascita, un indirizzo di posta elettronica e una password di accesso;
b) Riceve una e-mail di conferma e di perfezionamento della registrazione all’indirizzo di posta elettronica da lui indicato;

c) L’utente deve scegliere, da un apposito elenco, la tipologia di domanda che vuole presentare ed inserire i dati anagrafici propri, del lavoratore e il luogo d’impiego. La procedura genera un modulo che l’utente deve salvare sul proprio computer, per poi compilarlo senza dover rimanere connesso ad internet.
N.B. E’ possibile richiedere anche ulteriori moduli per altre domande, fino ad un massimo di cinque.
d) Per compilare il modulo così salvato, occorre scaricare un apposito programma seguendo le istruzioni contenute nel sito.
e) Terminata la compilazione di tutti i campi richiesti, la domanda è pronta per l’invio.

Il datore di lavoro potrà seguire l’iter della domanda attraverso il sito nullaostalavoro.dlci.interno.it.

Procedura per il rilascio del nulla osta al lavoro

La domanda, inviata allo Sportello unico per l’immigrazione, viene resa disponibile anche alla Direzione Territoriale del Lavoro, e alle Questure. Lo Sportello Unico convoca il datore di lavoro per la consegna del nullaosta — che ha una validità di 6 mesi — e la sottoscrizione del contratto di soggiorno, predisposto dallo stesso Sportello. In questa occasione, inoltre, il datore di lavoro deve esibire la documentazione relativa al reddito e la ricevuta dell’avvenuta richiesta del certificato di idoneità alloggiativa (rilasciato dal Comune o dalla ASL competenti per territorio). Lo Sportello Unico trasmette per via telematica il nulla osta e la proposta di contratto di soggiorno alla competente rappresentanza diplomatico-consolare italiana all’estero, la quale rilascia allo straniero il visto d’ingresso, da lui precedentemente richiesto.

Delega per il ritiro del nulla osta

Se il datore di lavoro, per motivi di salute, non può recarsi allo Sportello Unico per ritirare il nulla osta al lavoro e firmare il contratto di soggiorno, può delegare il coniuge, i figli o altro parente in linea diretta o collaterale fino al 3° grado.
Il delegato deve esibire un proprio documento di riconoscimento e presentare al funzionario dello Sportello Unico una dichiarazione contenente l’esatta indicazione del motivo dell’ impedimento.

Altri obblighi del datore di lavoro
Il datore di lavoro dovrà in ogni caso garantire quanto stabilito dal “Decreto Flussi” in vigore al momento della richiesta in merito all’ orario di lavoro settimanale ed al reddito annuo . Il datore di lavoro che assume un lavoratore straniero in qualità di assistente familiare, perché affetto lui stesso da patologie o gravi handicap che ne limitano l’autosufficienza, non ha l’obbligo dell’autocertificazione relativa alla sua capacità economica.
Inoltre, come previsto nel contratto di soggiorno, il datore di lavoro dovrà

  • impegnarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza;
  • impegnarsi a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro;
  • assicurare la disponibilità di un alloggio adeguato e, al momento della convocazione presso lo Sportello Unico per la consegna del nulla osta, esibire la ricevuta dell’avvenuta richiesta del certificato di idoneità alloggiativa rilasciato dal Comune o dall’ASL di competenza (il certificato va richiesto anche nel caso in cui il lavoratore alloggerà presso l’assistito per svolgere le mansioni di assistente alla persona).

Come formalizzare l’assunzione del lavoratore domestico

All’atto dell’assunzione, che può avvenire a tempo determinato o indeterminato, full time o part-time, le parti stipulano in forma scritta il contratto di lavoro contenente:

  • data di assunzione,
  • livello,
  • periodo di prova,
  • retribuzione concordata,
  • durata dell’orario di lavoro e sua distribuzione,
  • collocazione della eventuale mezza giornata di riposo settimanale in aggiunta alla domenica,
  • ferie ed indicazione dell’eventuale fruizione del vitto e dell’alloggio.

Nessun problema se l’assunzione avviene a tempo indeterminato mentre le disposizioni in vigore, da ultimo dettate dal D.L. n. 87/2018 — convertito in legge 96/2018 — hanno posto, per le assunzioni effettuate dal 1/11/2018, dei rigidi limiti al tempo determinato, concedendo la libertà di porre in essere un contratto con un termine di 12 mesi ed inserendo particolari causali in caso di rinnovi o proroghe fino a 24 mesi (comprese eventuali 4 proroghe nel periodo), quali:

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, o esigenze che derivino dalla necessità di sostituzione di altri lavoratori;
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria,

causali che, ad eccezione della sostituzione di altri lavoratori, risultano difficilmente individuabili.

L’assunzione in servizio dei lavoratori domestici, normalmente a tempo indeterminato, può essere fatta direttamente, ossia senza il tramite del centro per l’impiego.

Se il lavoratore è comunitario, non è nemmeno necessaria l’iscrizione nelle liste di collocamento.

Dal 29 gennaio 2009 la comunicazione di assunzione si presenta all’INPS entro le ore 24 del giorno precedente (anche se festivo) a quello di instaurazione del rapporto di lavoro. La comunicazione ha efficacia anche nei confronti dei servizi competenti, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero della Salute, dell’INAIL e della prefettura/ufficio territoriale del Governo.

Dal 1° aprile 2011 è previsto l’obbligo di comunicazione all’ INPS esclusivamente per via telematica.

La comunicazione di assunzione di un lavoratore domestico deve essere effettuata dal datore di lavoro.

Qualunque sia la durata del lavoro, la comunicazione all’INPS è obbligatoria anche per il periodo di prova e se:

  • il lavoro è saltuario o discontinuo;
  • il lavoratore è già assicurato presso un altro datore di lavoro;
  • il lavoratore è già assicurato per un’altra attività;
  • il lavoratore è di nazionalità straniera;
  • il lavoratore è titolare di pensione.

Si precisa che l’annullamento di una comunicazione di assunzione è consentito entro cinque giorni dalla data indicata quale inizio del rapporto di lavoro. Superato questo termine, sarà possibile comunicare solo la cessazione.

In base alle norme vigenti, la procedura informatica non accetta comunicazioni di rapporto di lavoro tra coniugi, salvo il caso di invalidità riconosciuta con indennità di accompagnamento al coniuge datore di lavoro. In caso di rapporto di lavoro tra parenti e affini entro il 3° grado, la comunicazione andrà nello stato “sospeso” e verrà definita dalla sede INPS competente solo dopo aver effettuato i controlli previsti a convalida di quanto dichiarato dal datore di lavoro sotto la propria responsabilità.

Non è necessario procedere alla comunicazione di assunzione secondo le modalità qui indicate nel caso in cui il datore di lavoro domestico intenda fare ricorso a prestazioni di lavoro di tipo occasionale

Possono fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionale, attraverso il Libretto famiglia, soltanto le persone fisiche esclusivamente per:

  1. Lavori domestici, inclusi lavori di giardinaggio, di pulizia o manutenzione;
  2. Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  3. Insegnamento supplementare.

Il Libretto famiglia è un libretto nominativo prefinanziato, composto da titoli di pagamento il cui valore nominale è fissato in € 10,00, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore ad un’ora.

Per usufruire del Libretto famiglia sia l’utilizzatore che il prestatore devono accedere e registrarsi alla piattaforma tramite: il servizio online dedicato, Contact Center Inps, Patronati e intermediari muniti di apposita delega. (Circolare INPS n. 107 del 5/7/2017).

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