La pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi utilizzando il cumulo

Per andare in pensione sono necessari almeno 20 anni di contributi, oltre ad un’età pensionabile di 67 anni.

E’ prevista anche la possibilità di andare in pensione con almeno 5 anni di contributi ma in questo caso è necessario avere compiuto i 71 anni di età.

Tuttavia è anche possibile accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni ma non con 20 anni di contributi, come previsto per la generalità dei lavoratori, ma con soli 15 anni.

In alcuni casi è infatti possibile beneficiare di uno “sconto” contributivo di 5 anni per la pensione di vecchiaia; si tratta dei casi descritti da due differenti disposizioni normative: la Legge Amato 503/1992 e la Legge Dini 335/1995.

Entrambe le disposizioni normative prevedono per ottenere la pensione di vecchiaia 5 anni di contributi in meno rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, ma ci sono delle nette differenze tra la Legge Dini e quella Amato:

  • per quest’ultima, infatti, ci sono tre differenti deroghe ognuna delle quali non prevede penalizzazioni per coloro che vi ricorrono;
  • invece, per l’opzione Dini è possibile sì accedere alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, ma solo accettando — al pari di quanto succede per coloro che accedono ad Opzione Donna — un ricalcolo contributivo dell’assegno di pensione che, come noto, è maggiormente penalizzante rispetto a quello retributivo.

Analizziamo entrambe le disposizioni normative.

La pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi secondo la Legge Amato (503/1992)

La Legge Amato 503/1992 prevede 3 diverse deroghe, con ognuna delle quali si può accedere alla pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi.

La prima deroga Amato

La prima deroga Amato prevede la possibilità di andare in pensione con soli 15 anni di contributi nel caso in cui si siano maturati 15 anni di contribuzioni, cioè 780 settimane, entro il 31/12/1992; sono utilizzabili tutti i contributi versati da lavoro, i contributi volontari, quelli figurativi e da riscatto o ricongiunzione.

Tuttavia c’è un ulteriore requisito che questi devono rispettare: il lavoratore deve essere iscritto al Fondo lavoratori dipendenti o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’INPS. Possono richiederlo anche gli ex Enpals e gli ex INPDAP.

La seconda deroga Amato

La seconda deroga riconosciuta dalla Legge Amato, invece, consente di andare in pensione con 15 anni di contributi qualora con un provvedimento antecedente alla suddetta data (31 dicembre 1992) si sia stati autorizzati al versamento dei contributi volontari, anche nel caso in cui non si sia proceduto a farlo.

Anche in questo caso valgono tutti i contributi, ma solo per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’INPS, nonché per gli iscritti ex Enpals.

La terza deroga Amato

La terza deroga Amato prevede, invece, che nel caso di lavoratori dipendenti in possesso dei 15 anni di contribuzione ma in assenza di una delle due condizioni sopra elencate, è possibile accedere alla pensione se hanno maturato 25 anni di anzianità assicurativa e almeno 10 anni lavorati per periodi inferiori alle 52 settimane.

Ciò significa che il primo contributo deve essere stato versato almeno 25 anni dalla data del raggiungimento dei requisiti per la pensione.

E’ necessario avere 15 anni di contributi da lavoro dipendente versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo.

Infine, di questi 15 anni almeno 10 devono essere stati lavorati per periodi non inferiori alle 52 settimane.

E’ importante sottolineare che la terza deroga Amato si applica solamente nei confronti dei lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima.

Una volta raggiunto uno di questi requisiti bisognerà comunque attendere l’età anagrafica di 67 anni della pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi secondo la Legge Dini 335/1995

In aggiunta alle 3 deroghe Amato, il sistema previdenziale italiano prevede anche l’opzione contributiva stabilita dalla Legge Dini 335/1995.
In questo caso però ci sono 2 requisiti da rispettare:

  • innanzitutto è necessario avere almeno 1 contributo accreditato prima del 31 dicembre 1995;
  • inoltre bisogna aver maturato almeno 5 anni di contributi dal 1996 in poi.

Come detto prima però, con questa opzione c’è uno svantaggio notevole per il lavoratore: la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo, particolarmente penalizzante specialmente nel caso in cui la maggior parte dei contributi maturati dal lavoratore siano antecedenti alla data del 31 dicembre 1995 (entro la quale si applica il sistema retributivo).

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