La pensione anticipata ordinaria (ex pensione di anzianità)

La pensione anticipata ordinaria è il trattamento pensionistico che si può ottenere prima di conseguire il requisito anagrafico necessario per ottenere la pensione di vecchiaia, e riguarda tutti i lavoratori iscritti a vario titolo alla previdenza obbligatoria.

Introdotta dall’ art. 24 L. n. 214/2011, la cd. legge Fornero, ed entrata in vigore il 1 gennaio 2012, ha sostanzialmente sostituito la pensione di anzianità, che era stata introdotta dalla L. n. 335/1995 (riforma Dini): a differenza della pensione di quest’ultima, che comunque prevedeva un limite di età minima per poter percepire la pensione (di anzianità) attraverso le cd. quote (una somma di età minima anagrafica ed anzianità contributiva), l’attuale regime, invece, prevede soltanto un requisito a livello contributivo, qualsiasi sia l’età del soggetto.

Tale requisito contributivo richiesto per poter usufruire della pensione anticipata era, fino al 31/12/2018, di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne.

A partire dall’ anno 2019, questi limiti erano destinati ad aumentare (fino a raggiungere, nel biennio 2049–2050, i 46 e 3 mesi per gli uomini e 45 e 3 mesi per le donne) in quanto soggetti ai futuri adeguamenti alla speranza di vita, tuttavia con la Legge di Bilancio 2019 e successive disposizioni attuative, gli adeguamenti sono stati sospesi fino al 31 dicembre 2026: ciò significa che non sono entrati in vigore gli adeguamenti originariamente previsti, ed i requisiti per la pensione anticipata si sono mantenuti identici a quelli già previsti per il 2018: sino al 31 dicembre 2026 è necessaria un’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne (pari a 2175 settimane) e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini (pari a 2227 settimane), senza alcun limite relativo all’età anagrafica e con una finestra mobile prevista di 3 mesi.

E’ importante precisare, inoltre che ai fini del raggiungimento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato (obbligatoria, figurativa, volontaria e da riscatto), fermo restando la necessità di far valere almeno 35
anni di contribuzione effettiva in costanza di lavoro, con esclusione, pertanto, della contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia
.

35 di questi anni contributivi devono essere costituiti da contributi esenti da quelli figurativi (che possono derivare da malattia o da indennità di disoccupazione).

Come detto precedentemente, il requisito fondamentale necessario per poter usufruire della pensione anticipata è quello contributivo. In realtà, però, la normativa prevedeva la presenza di un limite di età, fissato in 62 anni: ciò significa che chi non aveva raggiunto questa età, pur avendo raggiunto il requisito contributivo, era soggetto ad una penalizzazione sulle anzianità retributive maturate fino al 2011. La penalità era costituita da una riduzione pari al 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 60 anni di età e all’ 1% per ogni anno prima dei 62.

Occorre precisare, però, che già l’art. 1, co. 113 della L. n. 190/2014 (legge di stabilità del 2015)(vedi anche: Circolare Inps 74/2015) aveva congelato questo sistema per il triennio 2015–2017, e successivamente è stato soppresso in via definitiva, anche dopo il 2017, dall’art. 1, co. 194 della L. n. 232/2016.

Da sottolineare, inoltre, che rimane la finestra mobile di tre mesi fra maturazione del diritto e decorrenza della pensione (durante la quale si può continuare a lavorare). Esempio: un lavoratore che matura i 42 anni e 10 mesi di contributi in luglio, e presenta la relativa domanda di pensione anticipata, potrà iniziare a percepire l’assegno dal primo novembre.

La necessità per i lavoratori dipendenti di cessare la propria attività lavorativa non sussiste per i lavoratori autonomi, per i quali invece, la cessazione dell’attività lavorativa non è richiesta.

Al personale della Scuola continua ad essere applicato l’art. 59, co. 9, della legge 449/1997, per cui la cessazione dal servizio ha effetto dall’inizio dell’anno scolastico o dell’anno accademico.

Ma quando presentare le dimissioni? La domanda di pensione anticipata può essere presentata anche 3 mesi prima della decorrenza del trattamento: è obbligatorio che il rapporto di lavoro subordinato cessi al momento della decorrenza del trattamento pensionistico, ovvero il giorno prima della decorrenza della pensione. Non è quindi necessario presentare le dimissioni prima della presentazione della domanda di pensione: possono essere presentate anche in seguito; è necessario però rispettare il preavviso obbligatorio che si deve al proprio datore di lavoro in caso di dimissioni, al fine di non incorrere in sanzioni che potrebbero andare ad intaccare il TFR spettante. Ed è proprio per questo motivo che è consigliabile informarsi presso il datore di lavoro relativamente al preavviso che si è obbligati a dare in caso di dimissioni e, poi, regolarsi di conseguenza per presentare le stesse.

  • Documento di identità del richiedente
  • Codice fiscale del coniuge e dei familiari a carico
  • Ultima dichiarazione dei redditi del nucleo familiare
  • Codice Iban
  • Autocertificazione stato civile e stato di famiglia
  • Eventuale sentenza di separazione o di divorzio
  • Autocertificazione reddito di impresa per lavoratori autonomi

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