La pensione ai superstiti (Pensione di reversibilità e pensione indiretta) [2021]

Cos’è la pensione ai superstiti

Si tratta di uno strumento importante che tende a tutelare i familiari del pensionato o lavoratore nel caso in cui questi venga a mancare.

Come abbiamo anticipato, è importante notare che, lo strumento della pensione ai superstiti prevede sostanzialmente due diversi tipi di prestazioni che differiscono a seconda se il de cuius fosse già un pensionato oppure un lavoratore assicurato dipendente o autonomo. Nel primo caso parliamo di pensione di reversibilità, mentre nel secondo caso parliamo di pensione indiretta.

La distinzione è prettamente teorica, in quanto in pratica non vi è differenza tra pensione di reversibilità e pensione indiretta: si equivalgono sia per l’importo, sia per la normativa.

Relativamente alla pensione di reversibilità, essa discende dalla titolarità di pensione già acquisita dal de cuius: costui era già titolare di una prestazione previdenziale (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di inabilità), con esclusione dell’assegno ordinario di invalidità, che ex L. n. 222/1984, non è reversibile. Essa quindi non è subordinata ad alcun requisito contributivo da parte del beneficiario superstite.

La pensione indiretta si differisce dalla pensione di reversibilità sostanzialmente per il fatto che spetta ai familiari di un lavoratore deceduto (non un pensionato, quindi): in tal caso, però, sono richiesti alcuni specifici requisiti per ottenere tale prestazione, ossia

  • a) — 780 contributi settimanali, qualunque sia il momento in cui sono stati realizzati (15 anni di assicurazione e contribuzione),

oppure, in alternativa,

  • b) — 260 contributi settimanali di cui almeno 156 nel quinquennio antecedente la data del decesso (5 anni di assicurazione e contribuzione di cui 3 anni versati nei 5 anni precedenti il decesso del lavoratore).

Per il raggiungimento dei suddetti requisiti si considerano utili anche i periodi di godimento dell’ assegno ordinario di invalidità nei quali non risulti sia stata svolta alcuna attività lavorativa.

Il sistema di calcolo è esclusivamente contributivo (pensione = montante contributivo x coefficiente di trasformazione in rendita).

E’ evidente che le prestazione essendo calcolata in regime di calcolo contributivo (regime in vigore per chi ha iniziato a contribuire dopo il 1996) , specie se in giovane età, risulta nella maggior parte dei casi del tutto inadeguata per garantire lo stesso tenore di vita ai familiari superstiti. Per garantire un apporto economico adeguato una soluzione per tutelare i congiunti è la stipula di una polizza di assicurazione caso morte calcolata con un capitale sul reddito mancante.

L’Indennità per Morte ai superstiti

L’indennità è pari a 45 volte i contributi versati e può essere richiesta a condizione che nei 5 anni precedenti il decesso sia stato versato almeno 1 anno di contributi.
In assenza del coniuge, l’indennità spetta ai figli, purché non abbiano superato l’età di 18 anni ovvero siano riconosciuti inabili al lavoro e risultino a carico del genitore al momento del decesso di questi. Per i figli superstiti che risultino a carico del genitore al momento del decesso e non prestino lavoro retribuito, il limite di età è elevato a 21 anni qualora frequentino una scuola media professionale e per tutta la durata del corso legale, ma non oltre il 26° anno di età, qualora frequentino l’Università.

La domanda per ottenere l’indennità per morte deve essere presentata all’INPS, a pena di decadenza, entro un anno dalla data del decesso del lavoratore assicurato.

Indennità “una tantum”

  • non possiedano i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione ai superstiti (articolo 1, comma 20, legge 8 agosto 1995, n. 335);
  • non abbiano diritto a rendite per infortunio sul lavoro o malattia professionale in conseguenza della morte del lavoratore assicurato;
  • si trovino nelle condizioni reddituali richieste dalla legge per la corresponsione dell’assegno sociale.

La misura dell’indennità “una tantum” è pari all’ammontare mensile dell’assegno sociale moltiplicato per il numero delle annualità di contribuzione accreditata.

La Pensione Supplementare Indiretta

Presuppone che il deceduto abbia, nel corso della sua vita lavorativa, contribuito presso più gestioni previdenziali senza raggiungere in una di esse i requisiti per conferire ai superstiti il diritto autonomo ad una pensione indiretta.

La Pensione Privilegiata Indiretta

Compatibilità

Il beneficiario dell’assegno mensile di invalidità, quindi, non può cumulare il trattamento con tali prestazioni e al soggetto non viene riconosciuta neanche la possibilità di poter scegliere la prestazione più favorevole.

Per quanto riguarda, invece, il riconoscimento di altre prestazioni di tipo previdenziale non di invalidità, come ad esempio pensione di vecchiaia, anticipata o di reversibilità, non vi sono ostacoli al riconoscimento fermo restando il limite di reddito che non deve essere superato: per l’anno 2021 il limite di reddito personale annuo per percepire l’assegno mensile di invalidità civile è pari a 4.931,29 €.

A chi spetta la pensione ai superstiti

a) — il coniuge superstite, anche se separato; se il coniuge superstite è separato con addebito, la pensione ai superstiti spetta a condizione che gli sia stato riconosciuto dal Tribunale il diritto agli alimenti.

b) — il coniuge divorziato, se però il coniuge defunto non si era risposato, e alla condizione che anch’esso non si sia risposato e sia titolare di un assegno di divorzio.

Da precisare, che se il coniuge superstite si sposa con un altro individuo, perde il diritto a questo tipo di pensione ma resta fermo il diritto ad un assegno una tantum pari a due annualità (art 3 d.lgs 18 gennaio n. 39/1945) della quota di pensione in pagamento compresa la tredicesima mensilità nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio.

Se invece il coniuge defunto, dopo il divorzio si era risposato, e, quindi, oltre ad un ex coniuge abbia lasciato anche un coniuge superstite, in tal caso, i commi 2 e 3 dell’ art. 9 L. n. 898/1970 attribuiscono un autonomo diritto alla pensione ai superstiti sia all’ ex coniuge che al coniuge superstite, qualora entrambi posseggano i requisiti richiesti dalla legge per l’attribuzione della stessa. La pensione sarà ripartita dal Tribunale (come precisato anche nella Circolare Inps 132/2001).

c) — i figli del lavoratore o del pensionato deceduto (ex art. 38 DPR n. 818/1957 sono a questi equiparati anche i figli legittimi, naturali, adottivi, affiliati, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge), ma solo in presenza di determinate condizioni:

  • figli minori di anni 18;
  • figli studenti di scuola media secondaria fino a 21 anni, a carico del genitore deceduto e a condizione che non svolgano attività lavorativa;
  • figli studenti universitari, per tutta la durata del corso di laurea e non oltre i 26 anni di età, a carico del genitore deceduto e a condizione che non svolgano attività lavorativa;
  • figli inabili ex art. 8 L. n. 222/1984 (in base alla circolare Inps 15/2009 non viene meno il diritto alla pensione ai superstiti per i figli maggiorenni inabili nonostante l’eventuale svolgimento di particolari attività lavorative con finalità terapeutiche e presso determinati datori di lavoro), a prescindere dall’età, purchè a carico del de cuius al momento del decesso.

N.B.:

I figli (o equiparati) maggiorenni e studenti sono considerati “a carico” se il loro reddito annuo non supera il trattamento minimo inps maggiorato del 30%.
Il figlio studente universitario perde il diritto alla pensione indiretta e di reversibilità se inizia un’attività lavorativa anche a carattere precario o saltuario (cfr. Corte-Cost n. 42 del 25/02/1999).
Un figlio inabile al lavoro è considerato “a carico” del genitore se ha un reddito inferiore a quello consentito per la pensione di invalidità civile totale.
Un figlio inabile al lavoro, che sia anche titolare dell’indennità di accompagnamento, è considerato “a carico” del genitore se ha un reddito inferiore a quello per gli invalidi civili totali, aumentato dell’indennità di accompagnamento.
L’inabilità al lavoro deve essere certificata dal medico INPS.

d) — ai figli sono equiparati i nipoti: costoro hanno diritto alla pensione ai superstiti quando siano minorenni e a carico del de cuius (nonno o nonna) al momento del decesso.

e) — la pensione ai superstiti in alcuni casi può spettare anche ai genitori del defunto: ciò avviene in mancanza di coniuge, figli e nipoti, e quando i genitori abbiano una età non inferiore ai 65 anni, non titolari di pensione diretta o indiretta e siano a carico del de cuius al momento del decesso.

f) — la pensione ai superstiti può spettare anche ai fratelli e alle sorelle del de cuius, quando mancano o non hanno diritto il coniuge, i figli, i nipoti o i genitori e sono:

  • celibi o nubili,
  • inabili al lavoro, anche se di età inferiore ai 18 anni, ex art. 8 L. n. 222/1984
  • non titolari di pensione diretta o indiretta
  • a carico del fratello alla data del decesso
  • titolari di nessun reddito o di un reddito non superiore all’importo del trattamento minimo maggiorato del 30%.

Il Requisito della Vivenza a carico

Nel caso della pensione ai superstiti la definizione è più ampia.
La normativa vigente prevede che “ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, i figli di età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro … si considerano a carico dell’assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa”.

Il termine “sostentamento” implica sia la non autosufficienza economica dell’interessato, sia il mantenimento abituale da parte del lavoratore o pensionato deceduto.

a) — La “non autosufficienza economica” si verifica con modalità diverse; sono considerati non autosufficienti economicamente:
• i figli maggiorenni (con le precisazioni esposte sopra) che hanno un reddito che non supera l’importo del trattamento minimo maggiorato del 30%;
• i figli maggiorenni inabili che hanno un reddito non superiore a fissato annualmente per il diritto alla pensione di invalido civile totale;
• i figli maggiorenni inabili, titolari dell’indennità di accompagnamento, che hanno un reddito non superiore a quello fissato annualmente per la concessione della pensione di invalido civile totale aumentato dell’importo dell’indennità di accompagnamento.

b) — Il “mantenimento abituale” è desunto dai comportamenti tenuti dal lavoratore o dal pensionato deceduto nei confronti del familiare superstite. Nel caso di figlio inabile le verifiche sono diverse a seconda che questi sia convivente o non convivente. Nel primo caso è sufficiente lo stato di autosufficienza economica, dando per scontato che il sostentamento fosse assicurato dal lavoratore o pensionato deceduto. Nel secondo caso — non convivenza — è necessario dimostrare anche il “mantenimento abituale” ed in questo caso viene effettuato un esame comparativo dei redditi del lavoratore/pensionato e del superstite per appurare se il primo concorreva effettivamente, in maniera rilevante e continuativa, al mantenimento del figlio non convivente.

c) — Ai fini della concessione della pensione ai superstiti nel caso di figli inabili, è da precisare che si considerano inabili “le persone che si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.” (art. 8, comma 1, Legge 222/1984).

Relativamente alla documentazione sanitaria, gli Enti previdenziali solitamente fanno riferimento al certificato di invalidità al 100% con o senza indennità di accompagnamento.

L’importo della pensione ai superstiti

  • se a beneficiare della pensione ai superstiti è solo il coniuge, a questo spetta il 60% della pensione del de cuius;
  • se a beneficiare della pensione ai superstiti è solo un figlio, a costui spetta il 70% della pensione del de cuius;
  • se a beneficiare della pensione ai superstiti sono sia il coniuge che un figlio o due figli senza coniuge, a loro spetterà l’ 80% della pensione;
  • se a beneficiare della pensione ai superstiti saranno il coniuge e due o più figli, oppure tre o più figli, a questi spetterà il 100% della pensione che spettava al defunto titolare di essa.
  • Per ogni altro familiare avente diritto, diverso da questi soggetti e dai nipoti (coniuge, figli e nipoti) si applicherà una maggiorazione del 15% (- un genitore: 15%; - due genitori: 30%; - un fratello o sorella: 15%; - due fratelli o sorelle: 30%; - tre fratelli o sorelle: 45%; - quattro fratelli o sorelle: 60%; - cinque fratelli o sorelle: 75%; - sei fratelli o sorelle: 90%; - sette o più fratelli o sorelle: 100%).
  • C’è da sottolineare, infine, che è prevista una riduzione della pensione ai superstiti se il reddito del beneficiario è superiore al trattamento minimo del Fondo Pensioni Lavoratori. Vedi paragrafo successivo.

In presenza di altri redditi del beneficiario

  • riduzione del 25% per redditi superiori a 3 volte il trattamento minimo annuo per lavoratori dipendenti;
  • riduzione del 40% per redditi superiori a 4 volte il trattamento minimo annuo per lavoratori dipendenti;
  • riduzione del 50% per redditi superiori a 5 volte il trattamento minimo annuo per lavoratori dipendenti.

La circolare Inps n. 234 del 25 agosto 1995 stabilisce che la riduzione per cumulo trova applicazione nei casi di pensione ai superstiti spettante al solo coniuge o ai genitori ovvero ai fratelli e sorelle; non trova invece applicazione nei casi in cui siano titolari della pensione figli minori, studenti o inabili, da soli o in concorso con il coniuge (Sentenza Corte Cost. n. 446/2002).

Qui le tabelle INPS con i limiti di reddito per il 2021 (vedi tabella “F”)

Per il calcolo del reddito ai fini della riduzione si considerano:

  • i redditi da lavoro autonomo da cui devono essere detratti i contributi previdenziali obbligatori,
  • i redditi conseguiti all’estero,
  • le pensioni estere dirette.
  • Attenzione: per chi riscuote affitti, se sceglie la cedolare secca, il canone fa reddito, a questi fini, al 100%, senza le deduzioni forfetarie che si applicano per l’Irpef.

Per il calcolo del reddito non si considerano invece:

  • i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi,
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata,
  • le indennità di accompagnamento di ogni tipo,
  • le pensioni e gli assegni per invalidi civili, ciechi civili e sordomuti,
  • la pensione sociale e l’assegno sociale,
  • le pensioni di guerra e indennità accessorie,
  • le pensioni privilegiate ordinarie tabellari per infermità contratte in servizio di leva,
  • le rendite vitalizie Inail,
  • gli interessi dei BOT, CCT e di ogni altro titolo di Stato.

Pensione ai superstiti riferita a titolari di assegno sociale e pensione sociale

Vanno, invece, solo ricostituite se derivano da invalidità civile, essendo il reddito dell’anno precedente, in base alla normativa di riferimento, il requisito per la loro concessione o revoca.

Domanda

Documentazione necessaria per la domanda di pensione ai superstiti di lavoratore defunto (Pensione Indiretta)

  • CODICE FISCALE E ESTREMI PENSIONE DEL DECEDUTO
  • DATA E LUOGO DECESSO
  • REDDITI ANNO PRECEDENTE E PRESUNTI ANNO IN CORSO (richiedente e defunto)
  • ULTIMA BUSTA PAGA DEL DEFUNTO
  • EVENTUALE FOGLIO MATRICOLARE O CONGEDO DEL DEFUNTO (solo se non è stato accreditato sulla posizione assicurativa)
  • DATI SULLA SITUAZIONE ASSICURATIVA CHE SONO INFLUENTI PER IL DIRITTO E ALLA MISURA DELLA PENSIONE CHE NON SONO PRESENTI NELL’ESTRATTO CONTRIBUTIVO
  • IBAN (conto corrente o libretto postale o carta prepagata)

CONIUGE:

  • DATA E LUOGO MATRIMONIO
  • EVENTUALE SENTENZA SEPARAZIONE LEGALE (diritto all’ assegno mantenimento)
  • EVENTUALE SENTENZA DIVORZIO (diritto all’assegno divorzile)
  • ESTREMI PENSIONE (se titolare di pensione/i)

FIGLI (minori — inabili):

  • CARTA D’IDENTITA’ DEL TUTORE /AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
  • CODICE FISCALE DEL TUTORE /AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
  • COPIA ATTO DI NOMINA A TUTORE / AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

FIGLI (maggiorenni studenti o universitari):

  • CERTIFICATO FREQUENZA SCUOLA /UNIVERSITA’

Documentazione necessaria per la domanda di pensione ai superstiti di pensionato defunto (Pensione di reversibilità)

  • CODICE FISCALE
  • CODICE FISCALE E ESTREMI PENSIONE DEL DECEDUTO
  • DATA E LUOGO DECESSO
  • REDDITI ANNO PRECEDENTE E PRESUNTI ANNO IN CORSO (richiedente e defunto)
  • IBAN (conto corrente o libretto postale o carta prepagata)

CONIUGE:

  • DATA E LUOGO MATRIMONIO
  • EVENTUALE SENTENZA SEPARAZIONE LEGALE (diritto all’ assegno mantenimento)
  • EVENTUALE SENTENZA DIVORZIO (diritto all’assegno divorzile)
  • ESTREMI PENSIONE ( se titolare di pensione/i)

FIGLI (minori — inabili):

  • CARTA D’IDENTITA’ DEL TUTORE /AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
  • CODICE FISCALE DEL TUTORE /AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
  • COPIA ATTO DI NOMINA A TUTORE / AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

FIGLI (maggiorenni studenti o universitari):

  • CERTIFICATO FREQUENZA SCUOLA /UNIVERSITA’

PS — Ulteriore documentazione o informazione potrà essere necessaria per richieste / agevolazioni / situazioni particolari che risulteranno al momento della domanda

Decorrenza

Cause di cessazione

a) — per il coniuge, qualora egli contragga un nuovo matrimonio, con diritto, tuttavia, a due annualità della quota di pensione nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio, una tantum e compresa la treedicesima;

b) — per i figli minori, al compimento del diciottesimo anno di età;

c) — per i figli studenti di scuola media secondaria, al compimento del ventunesimo anno di età;

d) — per i figli studenti universitari, al compimento del ventiseiesimo anno di età;

e) — per i figli inabili, al venir meno del loro stato di inabilità;

f) — lo stesso discorso fatto per i figli è valevole anche per i nipoti;

g) — per i genitori, qualora conseguano un’altra pensione;

h) — per i fratelli e le sorelle, qualora conseguano altra pensione o contraggano matrimonio o cessino di essere inabili.

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