La dichiarazione dei redditi dei terreni nel modello 730/2017 [Guida alla compilazione del Mod. 730/2017 — Quadro A]

Compilazione mod. 730

Deve compilare il Quadro “A” “Redditi dei Terreni” del modello 730 il contribuente proprietario di terreni, o che su di essi gode di un diritto reale, situati nel territorio italiano per cui è prevista l’iscrizione in catasto con attribuzione di rendita.

Ai fini della compilazione del modello 730, il reddito dei terreni va distinto in reddito dominicale e reddito agrario.

Il reddito dominicale è quello che spetta al proprietario o al titolare del diritto reale sul terreno, mentre il reddito agrario è quello che spetta a chi esercita l’attività agricola sul terreno, il quale può coincidere con il proprietario stesso, con il titolare di un diritto reale sul terreno ma può anche essere altra persona (es.: affittuario che esercita attività agricola sul fondo condotto in affitto).

Quindi, chi è proprietario del terreno, o è titolare di un altro diritto reale sullo stesso, deve compilare la Colonna 1 che riguarda il reddito dominicale, mentre chi svolge un’attività agricola sul terreno deve riportare i dati relativi al reddito agrario, che va indicato nella Colonna 3. Ovviamente se il proprietario è anche produttore di un reddito agrario, dovrà compilare sia la colonna 1 che la colonna 3 del quadro A del modello 730 2016, nei suoi vari righi A1, A2, A3, ecc.

Nel caso di terreni non affittati (Titolo 1 Colonna 2), l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sul reddito dominicale, mentre il reddito agrario continua ad essere assoggettato alle ordinarie imposte sui redditi. Chi presta l’assistenza fiscale calcolerà quindi il reddito dei terreni non affittati tenendo conto del solo reddito agrario. Per i terreni affittati, risultano dovute sia l’Imu che l’Irpef.

Per i terreni affittati invece, saranno dovute sia IMU che Irpef e addizionali.

Restano assoggettati ad Irpef, anche se non affittati, i terreni per i quali è prevista l’esenzione dall’Imu:

  • i terreni agricoli e quelli non coltivati ubicati nei comuni classificati come totalmente montani sulla base dell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’ISTAT;

In quasti casi va compilata la casella “Imu non dovuta”.

Il Reddito dominicale e il Reddito agrario possono essere solitamente ricavati dagli atti catastali. In caso di conduzione associata deve essere indicata la quota di reddito agrario calcolata in proporzione alla durata del contratto ed alla percentuale di partecipazione.

La visura catastale è composta da griglie nelle quali troviamo nella parte in alto a destra la data e l’ora della richiesta, l’ufficio del territorio e il numero della visura.

Nella prima griglia si trovano i dati del richiedente e il Comune censuario a cui si riferisce la visura.

Nella seconda griglia, per i terreni, troviamo i dati identificativi dell’immobile cioè il foglio, il numero o mappale e il subalterno, poi i dati di classamento e cioè la superficie, il tipo di coltura la classe ed eventuali deduzioni ed infine il reddito dominicale ed agrario relativo ad ogni particella.

Nella terza griglia i dati relativi agli intestatari degli immobili.

Sottolineato, quindi, chi deve compilare il quadro “A” del modello 730, adesso stabiliamo chi, invece, non deve compilare il Quadro “A” “Redditi dei Terreni”:

  • i nudi proprietari (cioè coloro che hanno dato il terreno in usufrutto, uso o enfiteusi ad altra persona: in tal caso non si dovrà dichiarare nulla su quel terreno in quanto i redditi relativi ad esso rientrano nel reddito complessivo del titolare del diritto reale di godimento),

Il reddito dominicale è rivalutato dell’ 80%, mentre il reddito agrario è rivalutato del 70%.

I redditi dominicale e agrario sono ulteriormente rivalutati del 30%.

Tale ulteriore rivalutazione sarà pari solo al 10% nel caso di terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Nel Quadro A del modello 730 tuttavia deve essere indicato il reddito dominicale non rivalutato. La rivalutazione è effettuata direttamente dal soggetto che presta l’assistenza fiscale e viene evidenziata solamente nel prospetto di liquidazione (modello 730/3).

Mod. 730–3 Prospetto di liquidazione

Attenzione: se si rileva il reddito dominicale dalla precedente dichiarazione dei redditi

· se è stato presentato il modello 730 va considerato il valore indicato nella colonna “reddito dominicale” del quadro A;

· se è stato presentato il modello UNICO va considerato il valore indicato nella colonna “reddito domenicale” del quadro RA del modello UNICO, diminuito della rivalutazione dell’80%.

[ Vediamo insieme, tramite un esempio pratico, quali calcoli effettua il CAF per determinare l’importo da riportare nel prospetto di liquidazione.

Il Sig. Rossi il 4 ottobre ha acquistato in comproprietà con il coniuge, perciò al 50%, un terreno agricolo, (situato in un Comune montano e quindi esente IMU) il cui Reddito Dominicale è di 85,00 Euro.

Il primo calcolo da effettuare riguarda la rivalutazione del reddito dominicale

85,00 x 1,80 x 1,15 = 175,95

successivamente si deve rapportare il reddito dominicale al periodo di possesso di 89 giorni

175,95 x 89/365 = 42,90

infine tale risultato dovrà essere rapportato alla quota di possesso

42,90 x 50% = 21,45

Nel prospetto di liquidazione sarà riportato un importo pari a 21,00 euro (21,45 arrotondato)].

Relativamente alle Agroenergie, si considerano produttive di reddito agrario, la produzione e cessione effettuate dagli imprenditori agricoli di:

· energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400.000kWh anno,

· da fonti fotovoltaiche, sino a 260.000 kWh anno,

· i carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo,

· i prodotti chimici derivanti da prodotti agricoli provenienti prevalentemente dal fondo.

Di conseguenza il reddito da esse derivante deve essere indicato nel quadro A del mod. 730.

Nel caso in cui, la produzione di energia oltrepassi i limiti sopra riportati, in luogo del mod. 730 va presentato il modello REDDITI 2017 PERSONE FISICHE.

Particolare importanza riveste la casella “Titolo” nella Colonna 2: trattasi di un dato obbligatorio. L’omissione del titolo non consente di liquidare l’imposta.

Si deve indicare uno dei codici corrispondenti ai seguenti casi:

— COD. 1. proprietario del terreno;

Il codice “1” individua il caso di proprietario del terreno (o titolare di altro diritto reale) non concesso in affitto (l’IMU sostituisce l’ Irpef): qui il proprietario/titolare del diritto reale di godimento nel modello 730 andrà a dichiarare sia il reddito dominicale che quello agrario, ma per la determinazione del reddito complessivo del contribuente dichiarante, sul quale si calcola l’imposta Irpef dovuta, si tiene conto solo del reddito agrario.

In caso di terreni esenti IMU, la tassazione Irpef avverrà ordinariamente.

Il reddito imponibile è pari al reddito agrario rivalutato, eventualmente rapportato ai giorni ed alla percentuale di possesso.

Specularmente, il nudo proprietario non deve dichiarare alcun reddito del terreno.

— COD. 2. proprietario del terreno concesso in affitto in regime legale di determinazione del canone (regime vincolistico);

Il codice “2” individua il caso del proprietario del terreno affittato in regime vincolistico o legale del canone, ai sensi della L.N. 203/1982.

Qui per determinare il reddito imponibile è necessario effettuare il confronto tra il canone d’affitto risultante dal contratto (da indicare nella colonna 6) e l’80% del reddito dominicale rivalutato (considerando l’eventuale rapporto ai giorni ed alla percentuale del possesso).

Viene portato a tassazione il canone di affitto solo se inferiore all’80% del reddito dominicale rivalutato. In caso contrario vale il reddito dominicale rivalutato.

Per il terreno concesso in affitto, il reddito dominicale è tassato in capo al proprietario, mentre il reddito agrario viene tassato in capo all’ affittuario del terreno.

— COD. 3. proprietario del terreno concesso in affitto in assenza di regime legale di determinazione del canone (regime di libero mercato);

Il codice “3” individua il caso del proprietario del terreno affittato in regime di libero mercato (regime non vincolistico del canone), in tal caso, risultano dovute sia l’Imu che l’Irpef. E quindi il reddito dominicale per il proprietario e il reddito agrario (per il conduttore che ha affittato il terreno) i rispettivi valori sono da inserire nella determinazione dei rispettivi redditi complessivi per il calcolo dell’Irpef dovuta in sede di presentazione del modello 730. Non rileva l’ammontare del canone di affitto (che non viene neppure esposto in sede di compilazione del modello).

— COD. 4. conduttore del fondo (diverso dal proprietario) o affittuaro, indipendentemente dal tipo di contratto, a regime legale o di libero mercato. In questo caso si dovrà compilare soltanto la colonna 3 reddito agrario.

— COD. 5. socio di società semplice, per il reddito dominicale e agrario imponibile ai fini Irpef. In questo caso si dovrà riportare nella colonna 3 reddito agrario la quota di spettanza, rilevabile dal Mod. Unico Società di persone presentato dalla Società. Soltanto qualora i terreni siano anche in proprietà, nella colonna 1 reddito dominicale, si dovrà riportare la quota di competenza.

— COD. 6. partecipante dell’impresa familiare agricola diverso dal titolare.

In questo caso si dovrà riportare nella colonna 3 reddito agrario la quota di spettanza, in base a quanto risulta dall’atto di costituzione dell’impresa familiare.

Soltanto qualora i terreni siano anche in proprietà, nella colonna 1 reddito dominicale, si dovrà riportare la quota di competenza.

— COD. 7. titolare dell’impresa agricola individuale non in forma di impresa familiare. In questo caso si dovrà compilare soltanto la colonna 3 reddito agrario e, qualora i terreni siano anche in proprietà, anche la colonna 1 reddito dominicale.

COD. 10. socio di società semplice, in relazione al reddito dominicale non imponibile ai fini Irpef attribuito alla società. L’importo va indicato nella colonna 1.

Se il proprietario del terreno è anche il titolare dell’impresa agricola individuale non in forma di impresa familiare, può essere indicato indifferentemente il codice 1 o 7, ovvero 4 o 7.

Nella Colonna 3 va indicato il valore del reddito agrario calcolato risultante dagli atti catastali.

Deve essere indicato il reddito agrario per intero (al 100%) anche se il terreno è posseduto per una percentuale inferiore (per esempio per il 50%).

Il reperimento dei valori del reddito agrario è possibile mediante visura catastale se la coltura praticata corrisponde a quella risultante dal catasto. Altrimenti bisogna applicare la tariffa d’estimo media attribuibile alla qualità di coltura praticata nonché le deduzioni fuori tariffa.

Per i terreni censiti i valori del reddito agrario sono desumibili anche dal rogito (atto notarile) relativo all’ acquisto.

Devono dichiarare il reddito agrario coloro che esercitano attività agricola, e cioè:

· in molti casi lo stesso proprietario o titolare del diritto reale: dichiarerà sia il reddito dominicale che il reddito agrario;

· l’affittuario, dalla data in cui produce effetto il contratto di affitto; nel caso di più persone, se il contratto non prevede nulla, il reddito agrario sarà diviso in parti uguali tra gli affittuari;

· il mezzadro.

Non devono dichiarare il reddito agrario il proprietario o titolare di altro diritto reale:

· del terreno che costituisce pertinenza di fabbricati urbani;

· del terreno dato in affitto per uso agricolo e non agricolo.

Nel quadro A del Mod. 730 tuttavia deve essere indicato il reddito agrario non rivalutato: nel Mod. 730 la rivalutazione è calcolata in sede di calcolo delle imposte dovute dal soggetto che presta assistenza fiscale; per la compilazione del Quadro “A” non va considerata.

[ Vediamo insieme, tramite un esempio pratico, quali calcoli effettua il CAF per determinare l’importo da riportare nel prospetto di liquidazione.

Il Sig. Rossi il 25 settembre ha acquistato in comproprietà con il coniuge, perciò al 50%, un terreno il cui Reddito Agrario è di 120,00 Euro.

Il primo calcolo da effettuare riguarda la rivalutazione del reddito agrario

120,00 x 1,70 x 1.15 = 234,60

successivamente si deve rapportare il reddito agrario al periodo di possesso di 98 giorni

234,60 x 98/365 = 62,99

infine tale risultato dovrà essere rapportato alla quota di possesso

62,99 x 50% = 31,49

Nel prospetto di liquidazione sarà riportato un importo pari a 31,00 euro (31,49 arrotondato) ].

Le Colonne 4 e 5 relative al possesso accolgono gli elementi utili ai fini del calcolo in quanto andranno indicati i giorni di possesso (365 per l’intero anno, anche se bisestile) e la quota di possesso espressa in percentuale (100% se il terreno è posseduto per intero). La percentuale di possesso è un dato obbligatorio la cui omissione non consente di liquidare l’imposta.

La Colonna 6 accoglie il canone di affitto quando il contratto è stato realizzato in regime vincolistico (vale a dire con contratto stipulato e regolamentato dalla L.N. 203/1982): In questo caso si dovrà indicare, oltre il reddito dominicale (colonna 1) e il reddito agrario (colonna 3), anche l’ammontare del canone di affitto risultante dal contratto (colonna 6), a prescindere da quanto effettivamente incassato, rapportato al periodo indicato nella colonna 4, casella “Giorni di possesso”.

Nella Colonna 7 si trattano i casi particolari.

Mediante l’indicazione di uno dei codici numerici previsti in questa colonna il contribuente può dichiarare un valore dei terreni inferiore a quello ordinariamente previsto.

Chi presta l’assistenza fiscale:

- riconosce le agevolazioni previste

- ne dà comunicazione nei messaggi del 730–3.

I codici 1 e 5 sono stati abrogati a partire dal 2014: restano quindi disponibili i codici 2, 3, 4,6.

Cod. 2) perdita per eventi naturali di almeno il 30% del prodotto ordinario del fondo nell’anno, se il possessore danneggiato ha denunciato all’Ufficio del Territorio (ex ufficio tecnico erariale) l’evento dannoso entro tre mesi dalla data in cui si è verificato o, se la data non sia esattamente determinabile, almeno 15 giorni prima dell’inizio del raccolto.

In questa situazione i redditi dominicale e agrario sono esclusi dall’IRPEF.

L’agevolazione compete sia al proprietario sia all’affittuario del fondo.

Cod. 3) terreno in conduzione associata: in caso di conduzione associata (caso particolare 3) il reddito dominicale va dichiarato dall’associato solo se proprietario del terreno, mentre il reddito agrario va dichiarato, con rapporto alla propria quota di spettanza e al numero di giorni di possesso.

La quota del reddito agrario si presume in parti uguali tra gli associati, salvo diversa ripartizione risultante da atto sottoscritto e conservato da tutti gli associati, da esibire all’Agenzia in caso di richiesta.

L’importo del reddito agrario va indicato nella colonna 3 del Quadro “A” già ragguagliato alla percentuale e ai giorni di possesso del contribuente.

Il soggetto che presta l’assistenza fiscale dovrà, pertanto, applicare nel calcolo solamente la rivalutazione.

Vediamo l’esempio del caso di terreno posseduto al 50% dal soggetto A, condotto dallo stesso in misura del 70%, come risulta da atto sottoscritto. Reddito dominicale € 20; reddito agrario € 15.

In tal caso il reddito agrario da indicare a colonna 3 è pari a 15 x 70/100 = € 10.50 arrotondato a € 11.00.

Andremo ad inserire: colonna 1 Reddito dominicale: 20.00 € || colonna 2 Titolo: 1 || colonna 3 Reddito agrario: 11.00 € || colonna 4 Giorni: 365 || colonna 5 %: 50 || colonna 7 Casi particolari: 3

Cod. 4) terreno concesso in affitto nel 2016 per usi agricoli a giovani che non hanno ancora compiuto i quaranta anni aventi la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale o che acquisiscano tali qualifiche entro due anni dalla stipulazione del contratto di affitto, purché la durata del contratto stesso non sia inferiore a cinque anni.

Per le specifiche si rimanda al paragrafo “Agevolazioni imprenditoria giovanile in agricoltura”.

Cod. 6) se ricorrono contemporaneamente le condizioni di cui al codice 2 e al codice 4.

Relativamente alla colonna 8Continuazione” se nel corso del 2016 si sono verificate diverse situazioni per uno stesso terreno (variazioni di quote di possesso, terreno dato in affitto, acquisto o perdita della qualifica di coltivatore diretto o IAP, ecc.), occorre compilare un rigo per ogni situazione, indicando nella colonna 4 il relativo periodo. In questi casi, va barrata la casella di colonna 8 per indicare che si tratta dello stesso terreno del rigo precedente.

Per quanto riguarda la Colonna 9 (IMU non dovuta): barrare la casella se il terreno rientra tra le ipotesi di esenzione relative ai Terreni esenti Imu.

In tali casi sul reddito dominicale del terreno sono dovute l’Irpef e le relative addizionali anche se il terreno non è affittato.

Se i dati del singolo terreno sono esposti su più righi la casella di questa colonna va barrata solo sul primo dei righi compilati, in quanto si riferisce all’intero periodo d’imposta.

La Colonna 10 (Coltivatore diretto o IAP): va barrata nel caso di terreno agricolo o non coltivato, posseduto e condotto da un coltivatore diretto o da imprenditore agricolo professionale.

Se tale condizione è riferita solo ad una parte d’anno è necessario compilare due distinti righi (barrando la casella “Continuazione”). Va barrata la casella “Coltivatore diretto o IAP” solo nel rigo relativo al periodo nel quale si è verificata tale condizione.

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