L’ assegno sociale 2021 (ex pensione sociale)

Trattiamo dell’ Assegno Sociale, un contributo mensile che l’INPS paga alle persone anziane che versano in condizioni economiche disagiate.

Cos’è l’Assegno Sociale

Dal 1° gennaio 1996, in virtù dell’ art. 3, commi 6 e 7, L. n. 335/1995, l’assegno sociale sostituisce la pensione sociale che era stata introdotta nel nostro Paese con la L. n. 153/1969 (ma questa viene ancora erogata a chi aveva maturato il diritto prima).

Caratteristiche dell’assegno

Requisiti richiesti

  • 67 anni di età;
  • cittadinanza italiana o, per i cittadini extracomunitari: titolarità del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno);
  • mancanza di reddito o redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge. Per il diritto all’assegno si considera anche il reddito del coniuge;
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio nazionale;
  • Dal 1° gennaio 2009, per avere diritto all’assegno sociale, come ulteriore requisito occorre avere soggiornato legalmente ed in via continuativa in Italia per almeno 10 anni.

Importo dell’assegno e redditi

Con un Messaggio dell’ottobre 2017, l’Inps ha spiegato che l’assegno sociale è erogato sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti, al netto delle ritenute (fiscali e contributive). Pertanto, se a fronte di un’entrata reddituale, alla domanda viene allegata una documentazione che provi la mancata erogazione del reddito, quest’ultimo può essere escluso.

In particolare, il diritto alla prestazione è accertato in base al reddito personale per i cittadini non coniugati e in base al cumulo del reddito del coniuge per i cittadini coniugati.

L’importo dell’ assegno sociale può essere riconosciuto in misura intera o in misura ridotta a seconda del reddito del richiedente: l’assegno sociale viene liquidato in misura intera solo se non si possiede alcun reddito; di converso la sua misura viene ridotta in relazione al reddito o del richiedente o del reddito cumulato della coppia. In particolare:

— qualora il beneficiario non sia coniugato l’assegno:

  • compete in misura intera, se il suo reddito è pari a zero;
  • compete in misura ridotta, se il reddito netto nel 2021 è inferiore a 5.983,64 € annui, fino a concorrenza di tale importo;
  • non compete se il reddito è superiore a 5.983,64 € annui.

Se, invece, l’interessato è coniugato, si considera solo il reddito coniugale (sempre netto): non importa se il reddito personale supera 5.983,64 € annui. In tal caso quindi:

  • se il reddito cumulato non supera 11.967,28 € annui, viene corrisposto l’assegno in misura ridotta fino alla concorrenza di questo tetto (nell’ importo massimo mensile di 460,28 €);
  • se il reddito cumulato eccede 11.967,28 € annui, l’ assegno non compete.

Tipi di redditi considerati

  • i redditi assoggettabili all’ IRPEF, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
  • i redditi esenti da imposta;
  • i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva come interessi postali e bancari, interessi dei CCT e di ogni altro titolo di stato, interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e società per azioni, ecc.;
  • i redditi di terreni e fabbricati;
  • le pensioni di guerra;
  • le rendite vitalizie erogate dall’INAIL;
  • le pensioni dirette erogate da stati esteri;
  • le pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi;
  • gli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

Nel calcolo del reddito, ai fini della concessione dell’assegno sociale, non vengono invece considerati:

  • i trattamenti di fine rapporto e loro eventuali anticipazioni;
  • il proprio assegno sociale;
  • la casa di proprietà in cui si abita;
  • la pensione liquidata, secondo il sistema contributivo, per un importo pari ad un terzo della pensione stessa e comunque non oltre un terzo dell’assegno sociale;
  • i trattamenti di famiglia;
  • le indennità di accompagnamento di ogni tipo, gli assegni per l’assistenza personale continuativa erogati dall’INAIL nei casi di invalidità permanente assoluta, gli assegni per l’assistenza personale e continuativa pagati dall’INPS ai pensionati per inabilità;
  • l’indennità di comunicazione per i sordomuti (v. la scheda ciechi e sordomuti).

Decorrenza

Verifica annuale

Sospensione dell’assegno

Riduzione dell’assegno sociale in caso di ricovero presso struttura pubblica

In base al DM 13/01/2003, se la retta è a totale carico dello Stato la riduzione è del 50%. La riduzione è pari al 25% quando la retta versata dall’ interessato o dai familiari è di un importo inferiore alla metà dell’assegno sociale. Se invece la retta comporta una spesa superiore al 50% dell’assegno stesso, questo non subisce diminuzioni.

La legge prevede che l’interessato dovrà produrre idonea documentazione, rilasciata dall’istituto o comunità presso cui è ricoverato, che attesti l’esistenza e l’entità del contributo a carico di enti pubblici e di quello eventualmente a carico dell’interessato o dei suoi familiari.

Maggiorazione

  • maggiorazione base di 12,92 € mensili (167,96 € annui, che porterà l’assegno sociale ad un importo di 6.151,60 € annui) per coloro che hanno un età superiore a 65 anni, ex art. 1 della legge 544/1988 integrato e modificato poi dall’ art. 70, co. 1, L. n. 388/2000: si tratta di una quota fissa non soggetta a perequazione che spetta, a partire dal 2001, a tutti i percettori di assegno sociale aventi un reddito inferiore a 6.151,60 € se non sposati, o inferiore a 12.854,14 €, invece, se i beneficiari sono coniugati; tale maggiorazione spetta in misura intera a condizione che il reddito personale/coniugale non risulti superiore gli importi indicati; altrimenti spetta in misura parziale sino al raggiungimento del limite di reddito aumentato dell’importo della maggiorazione;
  • incremento di 191,74 € (mensili): dal momento in cui si compiono 70 anni (60 per gli invalidi civili), ex art. 38, L. 448/2001, si ha diritto ad un incremento dell’assegno sociale pari a 191,74 €. La prestazione spetta, dal 01/01/2002, ai pensionati con almeno 70 anni di età se non sono coniugati e possiedono un reddito sino a 8.476,26 €; oppure sino a 14.459,80 € se i beneficiari sono coniugati. — Tale incremento è stato previsto in modo da consentire il raggiungimento del cd. milione delle vecchie lire (art. 38, L. 448/2001). Si tratta del cd. incremento al milione. — La maggiorazione può spettare anche ai minori di 70 anni (fino a 65 anni) che hanno versato un determinato numero di contributi: in particolare, la riduzione di età è pari a 1 anno ogni 5 anni di contribuzione versata (ad esempio, se si possiedono 10 anni di contributi, si può accedere alla maggiorazione a 68 anni di età).

Da sottolineare che l’importo dell’ Assegno Sociale è pari al reddito annuo per l’attribuzione della misura meno il reddito personale o coniugale diviso 13 mensilità. Pertanto il valore pieno dell’assegno (e dell’incremento) può essere conseguito solo in presenza di un reddito pari a zero. La maggiorazione e l’incremento infatti possono essere concessi in misura ridotta fino a concorrenza dei limiti di reddito.

Le regole per il calcolo dell’aumento sulle pensioni spettante a partire dal 1° gennaio 2021 sono state riepilogate dall’ampia Circolare-numero-148-del-18–12–2020.

L’Assegno Sociale derivante o sostitutivo dell’Invalidità Civile

In tali casi si prenderà in considerazione sempre e solo il reddito personale dell’invalido (e non anche quello dell’eventuale coniuge) dell’anno precedente.

Inoltre, i limiti di reddito presi in considerazione saranno quelli vigenti per l’assegno mensile di invalidità o per la pensione di inabilita’ civile, che risultano più favorevoli rispetto a quelli previsti per l’assegno sociale per i normodotati.

Ancora, l’assegno sociale sostitutivo viene sempre erogato in misura piena, come accade per le prestazioni di InvCiv, quindi l’importo dell’assegno sociale sostitutivo delle provvidenze stabilite in favore degli invalidi non sarà mai ridotto in funzione dell’importo del reddito dell’invalido, come invece avviene di regola per l’assegno sociale ordinario.

L’ importo per il 2021 è di 374,85 € al mese (4.873,05 € annui).

L’importo dell’assegno sostitutivo è, come detto, erogato sempre in misura piena, ma è però, più basso dell’assegno normale perché non spettano gli
aumenti previsti dall’art. 67 L. n. 448/98 e dall’art. 52 L. n. 488/99).

Tale importo è comunque maggiorabile fino a 460,20 € mensili (con un aumento fino a 85,35 € mensile): per ottenere tale cifra l’invalido deve però soddisfare i medesimi requisiti di reddito e le condizioni previste per il conseguimento dell’assegno sociale per i normodotati. Il titolare coniugato dell’assegno sociale sostitutivo, per godere della maggiorazione deve rispettare anche il limite di reddito personale oltre quello coniugale.

Domanda

Per procedere con la presentazione della domanda dell’ Assegno Sociale INPS (in passato si compilava il Mod. AP61), oltre che compilare il modulo telematico specifico occorre allegare anche una serie di documenti:

  • Certificato di stato di famiglia o autocertificazione
  • Codice fiscale di marito e moglie
  • Carta d’identità del richiedente e coniuge
  • Data di matrimonio
  • Copia eventuale provvedimento giudiziale di separazione o divorzio
  • Modello 730-UnicoPF di entrambi i coniugi
  • Dichiarazione di responsabilità riguardo eventuale ricovero presso Istituti a carico dello Stato o di enti pubblici
  • Numero di c/c o numero del libretto dove verrà effettuato l’accredito e Dati dell’istituto di credito o Ufficio postale dove si trova il c/c o libretto (modello AP03 o AP04)

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