L’ Assegno Mensile per invalidi civili parziali (ex art. 13, L. n. 118/1971) [ 2021 ]

Cos’è

Innanzitutto, non bisogna confondere la pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza, e la pensione per invalidi civili totali, con le altre prestazioni collegate all’invalidità: la pensione d’invalidità civile, infatti, è una prestazione di assistenza non collegata ai contributi versati all’Inps o a diverse gestioni previdenziali dall’interessato.

L’ Assegno Mensile di Assistenza per Invalidi Civili con Ridotta Capacità Lavorativa in Stato di Bisogno Economico è una prestazione economica a carattere assistenziale, prevista dall’ art. 13 L. n. 118/1971 sostituito dall’ art. 1, co 35, L. n. 247/2007) concessa agli invalidi civili di età compresa tra i 18 ed i 67 anni di età, che abbiano una riduzione parziale della capacità lavorativa, con percentuale d’invalidità riconosciuta tra il 74% e il 99% (precedentemente era necessaria una invalidità superiore ai 2/3) e con un reddito inferiore alle soglie previste annualmente dalla legge (che per l’anno 2021 è di € 4.931,29).

Altro peculiare requisito previsto è quello della inoccupazione lavorativa.
Per la prova di questo requisito è sufficiente un’autodichiarazione, senza necessità di iscrizione nelle liste (ordinaria o speciale dei disabili) del collocamento (Inps msg. n. 3043/2008), ma l’interessato deve produrre all’Inps, annualmente, una dichiarazione sostitutiva (dichiarazione sostitutiva ai sensi del Dpr. n. 445/2000) che attesti di prestare o non prestare attività lavorativa.

Tale prescrizione non impedisce che il soggetto vada lo stesso ad iscriversi nelle liste di collocamento.

Allo stesso modo deve essere data immediata comunicazione all’INPS dell’eventuale ripresa dell’attivita’ lavorativa.

Requisiti richiesti

  1. Oltre il requisito medico-legale, per cui, in sede di visita medica presso la commissione sanitaria, deve essere stata riconosciuta una riduzione permanente della capacità lavorativa pari o superiore al 74% fino al 99% ex art. 9, D.Lgs. 509/1988,
  2. il requisito dell’età, per cui è necessario avere un’età compresa tra i 18 e i 67 anni (al compimento del 67esimo anno di eta’ cessa la corresponsione dell’assegno mensile, ed in sostituzione è concesso automaticamente l’assegno sociale ex art. 19, L. n. 118/71art. 3, L. n. 335/95),
  3. ed al requisito sociale di non svolgimento di alcuna attività lavorativa, salvo casi particolari (bisogna quindi trovarsi in stato di disoccupazione, il quale però si mantiene, anche se si lavora, se non si superano 8.145 € di reddito su base annua, se l’attività esercitata è di lavoro dipendente o di collaborazione, oppure se non si superano 4.800 € su base annua, se l’attività è di lavoro autonomo; non è più necessario, per ottenere l’assegno dall’Inps, l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali)
  4. la legge prevede anche un requisito economico, per cui non deve essere superato un determinato tetto di reddito personale. Per il 2021 il tetto è di € 4.931,29. Tale condizione viene accertata con riferimento ai soli redditi personali della persona disabile, senza considerare quelli del nucleo familiare di cui fa parte (art. 14-septies, L. 33/1980). Vengono valutati i redditi di qualsiasi natura, calcolati agli effetti IRPEF, al lordo degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali. La giurisprudenza di legittimità è ormai costante nell’affermare che per la concessione delle provvidenze economiche di cui alla L. n. 118/1971 “ai fini del requisito reddituale non va calcolato il reddito della casa di abitazione”.

Incompatibilità

Ex art. 3, L. 407/1990, art. 12, L. 412/1991, D.M. 553/92, L’assegno è incompatibile con l’erogazione di altre pensioni di invalidità erogate da altri organismi (es.: INPS, INPDAP ecc.). E’ inoltre incompatibile con pensioni di invalidità di guerra, lavoro e servizio.

L’interessato può optare per il trattamento economico più favorevole, tenendo presente che la rinuncia all’uno o all’altro è irrevocabile per l’INPS.

Caratteristiche

  • Norma: art. 13, L. n. 118/1971;
  • Requisito medico-legale: Riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore al 74%;
  • Limiti per ricovero: No;
  • Limiti per attività lavorativa: Richiesta inoccupazione lavorativa;
  • Limiti di reddito personale per l’anno 2021: 4.931,29 € annui;
  • Incompatibilità: Incompatibile con ogni altra pensione di invalidità;
  • Mensilità: 13.

Importo

L’assegno mensile è corrisposto per 13 mensilità con un importo mensile di € 287,09 per l’anno 2021.

Come le altre prestazioni agli invalidi civili, ciechi e sordomuti, l’assegno non è soggetto ad IRPEF.

La maggiorazione sociale di 10,33 € al mese

L’art. 70, co. 6, L. n. 388/2000 ha previsto che a decorrere dal 01/01/2001 l’importo base dell’assegno di invalidità civile può subire una maggiorazione di 10,33 € al mese (per 13 mensilità) qualora il titolare ed il coniuge possiedano redditi superiori ad un determinato importo.

In particolare la suddetta maggiorazione spetta:

  • al singolo pensionato se costui non possieda redditi propri per un importo pari o superiore all’ammontare annuo complessivo dell’assegno sociale e della predetta maggiorazione;
  • al pensionato coniugato se, oltre a non possedere redditi propri per un importo pari o superiore alla suddetta somma, non possegga inoltre redditi, cumulati con quelli del coniuge, per un importo pari o superiore al limite costituito dalla somma dell’ammontare annuo dell’ Assegno Sociale comprensivo della predetta maggiorazione e dell’ammontare annuo del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fpld (Fondo pensioni lavoratori dipendenti).

La Trasformazione in Assegno Sociale

Al compimento dei 67 anni i sussidi assistenziali erogati per gli invalidi civili (totali e parziali) sono trasformati in assegno sociale, in base all’ art. 19 della L. n. 118/71, la quale definisce tale trasformazione come automatica: l’assegno mensile e pensione di inabilità diventano assegno sociale per tutti i soggetti che erano titolari precedentemente della provvidenza economica assistenziale.

In modo analogo fa lo stesso l’art. 10 della legge 381/70 per i sordomuti titolari di pensione non reversibile.

In questo modo si unificano in un’unica forma (l’assegno sociale appunto) le diverse forme di sussidio previste dal welfare.

E’ bene tener presente però che nel caso degli invalidi civili e degli inabili i requisiti per l’assegno sociale sono un po’ diversi da quelli fissati per gli altri aventi diritto. In particolare:

  • ai fini dell’erogazione dell’assegno sociale viene considerato solo il reddito personale del richiedente, anche se è sposato.
  • Anche i limiti di reddito sono diversi e corrispondono a quelli previsti per la richiesta dell’invalidità o dell’inabilità civile.
  • Infine, l’assegno sociale per gli inabili e per gli invalidi è erogato sempre per intero e il suo importo per il 2021 è di 374,85 € al mese (maggiorabile), con un limite di reddito personale annuo pari a 4.931,29 € per gli invalidi civili parziali e a 16.982,49 € per gli invalidi civili totali.

La Dichiarazione di Responsabilità Annuale

Entro il 31 marzo di ogni anno i titolari di assegno mensile di assistenza devono inviare a INPS una dichiarazione di responsabilità relativa alla sussistenza dei requisiti di legge.

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