Isee 2021: Documenti necessari

Dal primo gennaio 2021 è possibile rinnovare il Mod. ISEE presentando la nuova Dichiarazione sostitutiva unica — DSU ai fini del calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente.

Grazie al Modello ISEE i cittadini possono accedere ad una serie di agevolazioni e prestazioni a supporto del Reddito e soprattutto è possibile richiedere il Reddito di cittadinanza o la Pensione di cittadinanza oltre ad altri Bonus sociali previsti per le famiglie, tra cui il Bonus Gas, Luce ed Acqua. Inoltre in questo periodo di emergenza sanitaria si può accedere al godimento di determinati e specifici indennizzi legati COVID.

Nella DSU — Dichiarazione unica sostitutiva, dovranno essere indicata la situazione reddituale e patrimoniale relativa all’anno di imposta 2019. Pertanto andranno indicati i saldi e le giacenze medie dei conti correnti al 31 dicembre 2019. Per il Modello ISEE 2020 era invece prevista l’indicazione dei dati al 31/12/2018.

I documenti necessari da portare al CAF per ottenere l’Isee 2021

(*) Nel caso di prestazioni per minori e studenti universitari, in presenza di genitori non coniugati e non conviventi occorre presentare l’ISEE anche per l’altro genitore se non già in possesso di protocollo della DSU in corso di validità.

  • Copia del Documento d’identità valido e del Codice Fiscale del dichiarante;
  • Codice Fiscale e/o Tessera Sanitaria di tutti i componenti il nucleo familiare; eventualmente anche del coniuge non residente e del figlio a carico non convivente (se il figlio non è coniugato o se non ha figli o se di età inferiore a 26 anni);
  • Permesso di soggiorno per i cittadini stranieri;
  • Certificazioni di invalidità o inabilità
  • Dichiarazione redditi anno 2020 relativa all’anno 2019;
  • Modelli CU 2020 per i redditi del 2019 anche per eventuali somme esenti o soggette a tassazione a titolo d’imposta o sostitutiva. Per i pensionati e lavoratori che percepiscono: mobilità, indennità di disoccupazione, il modello CU 2020 dell’INPS verrà fornito dal Caf;
  • Altre certificazioni reddituali relative all’anno 2019;
  • Redditi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva percepiti nel 2019 (es. venditore porta a porta, ecc.);
  • Redditi esenti da imposta (es. voucher, retribuzioni corrisposte da Enti o organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, borse di studio, quota esente compensi attività sportiva dilettantistica, ecc.);
  • Redditi di lavoro dipendente e assimilati prodotti all’estero e non tassati in Italia (es. pensione AVS Svizzera, reddito prodotto in Svizzera da lavoratore frontaliere residente nel raggio di 20 km dal confine con la Svizzera, ecc.);
  • Assegni effettivamente percepiti per il mantenimento dei figli e del coniuge;
  • Trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari (es. contributi comunali diversi da quelli erogati a fronte di spese rendicontate, contributo fondo regionale affitti, ecc.);
  • Redditi fondiari assistenziali, previdenziali e indennitari (es. contributi comunali diversi da quelli erogati a fronte di spese rendicontate, contributo fondo regionale affitti, ecc.);
  • Redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti all’IMU o all’IVIE se ubicati all’estero e non imponibili ai fini IRPEF;
  • Reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel Paese di residenza dei componenti iscritti all’AIRE;
  • Contratti di locazione degli immobili in caso di canoni di locazioni non risultanti dalla dichiarazione dei redditi;
  • Proventi agrari da dichiarazione IRAP al netto del costo del personale a qualsiasi titolo utilizzato.

— SI RICORDA CHE PER COLORO CHE HANNO PRESENTATO LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, NELLA DSU NON SI INSERISCE QUANTO DICHIARATO AI FINI FISCALI POICHÉ SARÀ L’AGENZIA DELLE ENTRATE A FORNIRE IL DATO ALL’INPS;
— SI RICORDA ANCHE CHE TUTTI I
TRATTAMENTI ASSISTENZIALI PERCEPITI DALL’INPS NON DEVONO ESSERE DICHIARATI POICHÉ SARÀ LA STESSA INPS A INSERIRLI NELLA DICHIARAZIONE ISEE (Es.: Assegno Sociale, Pensione Sociale, ecc.).

  • Spese sanitarie per disabili, spese per l’acquisto di cani guida, spese per il servizio di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordi, spese mediche e di assistenza specifica indicate in dichiarazione dei redditi (anno d’imposta 2019);
  • Assegni effettivamente corrisposti per il mantenimento del coniuge e/o dei figli (anno 2019);
  • Per tutti coloro che risiedono in locazione: copia contratto di locazione vigente e relativi estremi di registrazione; ricevute di pagamento del canone; prospetto canone in corso Aler.
  • Valore IMU di fabbricati, aree fabbricabili e terreni: visure, rogiti, atti di successione;
  • Per gli immobili detenuti all’estero si fa riferimento ai valori IVIE (dato catastale rivalutato oppure rogito acquisto oppure valore di mercato);
  • Documentazione attestante la quota di capitale residuo per eventuali mutui contratti per l’acquisto o costruzione dei fabbricati dichiarati (sia casa di abitazione che altri fabbricati).

DETENUTO NELL’ANNO 2019 ANCHE SE ESTINTO AL 31 DICEMBRE 2019

  • Depositi, C/C bancari/postali, carte prepagate con IBAN, documentazione attestante il saldo al 31/12/2019 e la giacenza media annua;

AL 31 DICEMBRE 2019:

  • Titoli di stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, certificati di deposito, ecc.: valore nominale;
  • Azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (Oicr): quotazione;
  • Partecipazioni in società non azionarie e imprese individuali: patrimonio netto riferito all’ultimo bilancio approvato o, in caso di esonero, somma delle rimanenze finali, del costo dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti degli stessi più altri cespiti o beni patrimoniali (compilare l’appo sito prospetto di bilancio);
  • Masse patrimoniali costituite da somme di denaro o beni in gestione a soggetti abilitati di cui al D.lgs 415/96;
  • Contratti assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita e di capitalizzazione: ammontare premi versati.

LA TIPOLOGIA DEL RAPPORTO (CONTO CORRENTE, CONTO DEPOSITO, CONTO TERZI; IDENTIFICATIVO DEL RAPPORTO (IBAN, ECC.); CODICE FISCALE DELL’OPERATORE FINANZIARIO; DATA INIZIO DEL RAPPORTO FINANZIARIO (SE APERTO IN CORSO D’ANNO); DATA DI CHIUSURA DEL RAPPORTO FINANZIARIO (SE CHIUSO IN CORSO D’ANNO).

  • Per ogni veicolo (autoveicolo, motoveicolo di cilindrata 500 cc o superiore, nave, imbarcazioni da diporto) posseduto alla data di presentazione della DSU: targa o estremi di registrazione presso competente registro (P.R.A. oppure R.I.D.

ELENCO DOCUMENTI ISEE CORRENTE

Ordinariamente l’ISEE fa riferimento ai redditi percepiti nel secondo anno solare precedente la DSU.

In alcune situazioni, in presenza di eventi avversi (ad esempio, la perdita del posto di lavoro, l’interruzione di un trattamento previdenziale, assistenziale e indennitario) oppure di una rilevante variazione del reddito del nucleo familiare (superiore al 25%), tali redditi non riflettono la reale situazione economica del nucleo familiare.

Viene pertanto data la possibilità di calcolare un ISEE CORRENTE basato sui redditi degli ultimi dodici mesi (anche solo degli ultimi due mesi — da rapportare all’intero anno — in caso di lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta la perdita, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa ovvero in caso di componente del nucleo per il quale si è verificata un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF).

Prima di chiedere il calcolo dell’ISEE CORRENTE deve essere già essere stata sottoscritta l’Attestazione ISEE ordinaria.

L’ISEE CORRENTE ha validità sei mesi dal momento della presentazione, a meno di variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’ISEE CORRENTE deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Per poter richiedere l’ISEE corrente è quindi necessario:

— 1. il possesso di un ISEE in corso di validità;

— 2. il verificarsi ALTERNATIVAMENTE di una delle due situazioni di seguito indicate (lett. A oppure lett. B):

A. — una variazione della situazione lavorativa ovvero un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF per uno o più componenti il nucleo. Tali variazioni devono essersi verificate posteriormente al 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’ISEE calcolato in via ordinaria di cui si chiede la sostituzione con ISEE corrente (ad esempio per le DSU presentate nel 2021 la variazione deve essere intervenuta dopo il 1° gennaio 2019).

Le variazioni prese in considerazione ai fini della richiesta dell’ISEE corrente sono le seguenti:

  • 1. Lavoro a tempo indeterminato e/o trattamenti esenti: è possibile richiedere l’ISEE corrente nel caso di lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro o una sospensione dell’attività lavorativa o una riduzione della stessa; è necessario aggiornare l’ISEE corrente nel caso di componente che abbia trovato occupazione, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore dipendente a tempo indeterminato; è possibile richiedere l’ISEE corrente nel caso di componente per il quale si è verificata un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF; è necessario aggiornare l’ISEE corrente nel caso di componente per il quale è iniziata, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, la fruizione di trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
  • 2. Lavoro a tempo determinato o autonomo: è possibile richiedere l’ISEE corrente nel caso di lavoratore dipendente a tempo determinato ovvero impiegato con tipologie contrattuali flessibili, che risulti non occupato alla data di presentazione della DSU, essendosi concluso il rapporto di lavoro, e che possa dimostrare di essere stato occupato nelle forme di cui al presente punto per almeno 120 giorni nei dodici mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro; è necessario aggiornare l’ISEE corrente nel caso di componente che abbia trovato occupazione, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore dipendente a tempo determinato ovvero impiegato con tipologie contrattuali flessibili; è possibile richiedere l’ISEE corrente nel caso di lavoratore autonomo, non occupato alla data di presentazione della DSU, che abbia cessato la propria attività, dopo aver svolto l’attività medesima in via continuativa per almeno dodici mesi; è necessario aggiornare l’ISEE corrente nel caso di componente che abbia iniziato una propria attività, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore autonomo;

B. — una variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente.

Documenti necessari per richiedere l’Isee corrente:

  • Attestazione Isee in corso di validità con relativo protocollo;
  • Documentazione attestante la variazione della condizione lavorativa di uno dei componenti il nucleo familiare nei seguenti casi:
    o — Lavoratore dipendente a tempo indeterminato per il quale sia intervenuta la risoluzione/sospensione/riduzione dell’attività lavorativa (es. lettera di licenziamento, ecc.) o abbia trovato occupazione nel corso di validità dell’Isee Corrente o si verifichi una interruzione oppure abbiano inizio trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non
    rientranti nel reddito Complessivo ai fini IRPEF;
    o — Lavoratore dipendente a tempo determinato o con altre forme flessibili non occupato alla data di presentazione della DSU che ha lavorato per almeno 120 giorni con le medesime forme flessibili nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro (es. contratti di lavoro, iscrizione al centro per l’impiego, ecc.) o abbia trovato occupazione nel corso di validità dell’Isee Corrente;
    o — Lavoratore autonomo non occupato alla data di presentazione della DSU che ha interrotto la propria attività dopo averla esercitata per almeno 12 mesi (es. apertura e cessazione partita IVA, ecc.) o abbia iniziato una propria attività, durante il periodo di validità di un ISEE corrente;
    o — Rilevanti variazioni del reddito complessivo (riduzione superiore al 25%)
  • Documentazione attestante l’importo dei redditi di lavoro dipendente, di impresa o di lavoro autonomo e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari conseguiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione:
    o — buste paga degli ultimi 12 mesi;
    o — ricavi e costi individuati con il principio di cassa negli ultimi 12 mesi di attività relativi al reddito da lavoro autonomo o di impresa.

Isee 2021 come si calcola

Il calcolo dell’Isee si ottiene dal rapporto tra l’Indicatore della Situazione Economica (la somma dei redditi sulla base dell’indicatore della situazione patrimoniale mobiliare ed immobiliare) e la scala di equivalenza che permette di comparare i redditi delle famiglie con una struttura diversa tenendo conto anche delle maggiorazioni previste.

In casi di situazioni di maggior bisogno ed in situazioni specifiche alla scala di equivalenza viene applicata una maggiorazione che di seguito indichiamo:

  • 0,35 per ogni ulteriore componente
  • 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente
  • 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli
  • 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati. La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da un solo genitore non lavoratore e da figli minorenni. Solo per quanto riguarda la maggiorazione, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente, non coniugato con l’altro genitore che abbia riconosciuto i figli, a meno che non ricorrano casi specifici.

Per determinare il parametro della scala di equivalenza, il componente del nucleo beneficiario di prestazioni sociosanitarie residenziali a ciclo continuativo o che si trovi in convivenza anagrafica e non sia considerato nucleo familiare a sé stante, incrementa la scala di equivalenza calcolata in sua assenza di un valore pari a 1.

Se ti siamo stati d’aiuto, supportaci!

Basta una piccola donazione per permetterci di continuare a darvi informazioni, rispondervi ed aiutarvi:

Grazie!

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX