Interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati prima e dopo l’entrata in vigore del d.l. n.70 del 13 maggio 2011

In merito agli adempimenti da osservarsi per ottenere le detrazioni relative agli interventi di ristrutturazione degli immobili, occorre fare una distinzione fra i lavori iniziati prima o dopo il 14 maggio 2011:

Interventi iniziati prima dell’entrata in vigore del d.l. n.70 del 13 maggio 2011

Occorreva trasmettere all’Agenzia delle Entrate, Centro Operativo di Pescara, via Rio Sparto, 21–65100 Pescara, prima dell’inizio dei lavori, mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, l’apposito modulo predisposto dal Ministero delle Finanze concernente la data di inizio lavori.

Si precisa che la trasmissione del modulo di comunicazione al Centro Operativo di Pescara doveva essere effettuata prima di iniziare i lavori ma non necessariamente prima di aver effettuato tutti i pagamenti delle relative spese di ristrutturazione. Infatti, alcuni pagamenti possono essere precedenti all’invio del modulo come, per esempio, quelli relativi alle pratiche di abilitazione amministrativa all’esecuzione dei lavori.

In caso di lavori di ristrutturazione e/o pagamenti a cavallo di due anni non era necessario inviare una nuova comunicazione; rimane comunque sempre valido il principio secondo cui, al fine della detrazione le spese vanno imputate secondo il criterio di cassa, che determinerà per altro la percentuale di detrazione spettante.

Al modulo andavano allegate in fotocopia:

  • le abilitazioni amministrative richieste dalla legislazione edilizia per l’esecuzione dei lavori;
  • la domanda di accatastamento se l’immobile non è censito in catasto;
  • le ricevute di pagamento dell’ICI, soltanto dal soggetto che era tenuto al pagamento dell’imposta;
  • la delibera dell’assemblea condominiale che ha approvato l’esecuzione dei lavori (solo in caso di lavori condominiali);
  • le tabelle millesimali relative alle ripartizioni delle spese (solo in caso di lavori condominiali);
  • la dichiarazione di consenso del proprietario all’effettuazione dei lavori (solo nel caso di lavori eseguiti da chi detiene l’unità immobiliare in locazione o in comodato).

Nel caso di condominio, l’obbligo di trasmissione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate, Centro Operativo di Pescara, poteva essere assolto dall’amministratore o da uno qualunque dei condomini.

N.B.: I documenti da allegare al modulo “comunicazione inizio lavori” potevano essere completamente sostituiti da un’unica dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, o da un’autocertificazione attestante il possesso della documentazione stessa.

Interventi iniziati dopo l’entrata in vigore del d.l. n.70 del 13 maggio 2011

In luogo della comunicazione di inizio lavori, il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile oggetto di ristrutturazione richiesti nella Sezione III B.

Inoltre occorre conservare ed esibire, a richiesta dell’Ufficio, i documenti individuati dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011:

1. abilitazioni amministrative richieste in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se non è previsto alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui sia indicata la data di inizio lavori ed attestata la circostanza che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili;

2. domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;

3. ricevute di pagamento dell’ICI/IMU, se dovuta;

4. dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori, in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi.

ADEMPIMENTI NECESSARI PER TUTTI GLI INTERVENTI, A PRESCINDERE DALLA DATA INIZIO LAVORI

♦ la trasmissione, se necessaria, prima dell’inizio dei lavori, all’Azienda Sanitaria Locale (ASL), competente nel territorio in cui si svolgono i lavori, di una comunicazione, mediante raccomandata A.R. contenente le seguenti informazioni:

— ubicazione dei lavori da effettuare;

— dati del committente;

— natura delle opere oggetto dell’intervento;

— data di inizio dei lavori;

— impresa esecutrice delle opere;

— assunzione di responsabilità da parte dell’impresa esecutrice, di essere in regola con tutti gli obblighi imposti dalla normativa in materia di sicurezza del lavoro e in materia di contribuzione del lavoro.

♦ l’effettuazione del pagamento delle spese sostenute esclusivamente mediante bonifico bancario da cui risulti:

— la causale del versamento (dal 1° gennaio 2012 va indicato l’art.16 bis del TUIR);

— il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e beneficia della detrazione;

— il numero di partita IVA o il codice fiscale dell’impresa esecutrice dei lavori a cui viene fatto il bonifico.

Si ricorda che non è necessario attestare l’avvenuto pagamento tramite bonifico bancario per:

  • le spese relative agli oneri di urbanizzazione;
  • le ritenute di acconto operate sui compensi;
  • l’imposta di bollo;
  • i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori.

E’ necessario conservare la seguente documentazione:

  • fatture e ricevute fiscali documentanti la spesa sostenuta e riportanti l’intestazione e il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione;
  • la ricevuta del bonifico bancario attraverso il quale è stato eseguito il pagamento a favore dell’esecutore dei lavori.

In luogo di tale documentazione, per gli interventi realizzati sulle parti comuni la detrazione è ammessa anche nelle ipotesi in cui il contribuente utilizzi una certificazione dell’amministratore del condominio che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tener conto ai fini della detrazione.

Nel caso in cui il contribuente per pagare le spese stipuli un finanziamento, è comunque possibile usufruire della detrazione fiscale a condizione che il pagamento, da parte della società finanziaria in favore della ditta cedente i beni, sia effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale, il codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento e sempre che l’importo indicato corrisponda a quello della fattura emessa nei confronti del cliente.

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