Importo aggiuntivo delle pensioni al minimo (cd. “tredicesima pesante”) ex art. 70, cc. 7/10, L. n. 288/2000 (legge Finanziaria del 2001) [ 2020 ]

Oltre alle c.d maggiorazioni sociali, al sistema delle integrazioni al minimo si aggiunge, con la rata di pensione di Dicembre, l’erogazione di un bonus sulla tredicesima per i pensionati con basso reddito. Si tratta di un’erogazione supplementare dell’Inps, pari a 154,94 € per tutti coloro che hanno un reddito annuale non superiore, previsto dalla Legge Finanziaria del 2001, che rappresenta uno dei meno conosciuti tra i c.d “Diritti Inespressi”, e che generalmente viene erogato ai titolari di trattamento minimo (c.d. “incapienti”).

In sostanza, il pensionato singolo, per poter ottenere l’importo di cui stiamo trattando, non deve godere di redditi assoggettabili ad Irpef d’importo superiore ad 1,5 volte il trattamento minimo. Se invece il titolare della pensione è coniugato, allora occorre tener conto anche dei redditi del coniuge.

Mentre la tredicesima spetta a tutti i pensionati, l’attribuzione dell’importo aggiuntivo è prevista per le tutte le pensioni, ad eccezione:

• pensione invalidità civile;

• pensione sociale;

• assegno sociale;

• rendita facoltativa di vecchiaia;

• rendita facoltativa d’inabilità;

• pensioni di vecchiaia e di invalidità della mutualità pensioni a favore delle casalinghe;

• assegni di esodo;

• isopensione.

Il beneficio viene attribuito coi seguenti criteri:

  1. Importo complessivo della pensione comprensivo delle eventuali maggiorazioni sociali
  • se l’importo complessivo delle pensioni per l’anno 2020 (comprensivo delle maggiorazioni sociali e dell’incremento) risulta maggiore di euro 6.850,85 € (T. M. + importo aggiuntivo), la somma non spetta e non viene attribuita;
  • se l’importo complessivo delle pensioni per l’anno 2020 risulta minore o uguale a 6.695,91 € (T. M. anno 2020) al pensionato spetta l’intero importo aggiuntivo, se risultano soddisfatti i limiti reddituali suoi e del coniuge, di cui al punto 2;
  • se l’importo complessivo delle pensioni per l’anno 2020 risulta compreso tra 6.695,91 € e 6.850,85 €, al pensionato spetta la differenza tra 6.850,85 € e l’importo delle pensioni, sempre che risultino soddisfatte le condizioni reddituali proprie e del coniuge di cui al punto 2.

2. Limiti di reddito

L’importo aggiuntivo viene attribuito se i redditi personali non superano l’importo di 10.043,87 € (anno 2020).

Qualora il pensionato sia coniugato è considerato anche il requisito reddituale coniugale; il limite di reddito cumulato è di 20.087,73 € (anno 2020). Non deve comunque essere superato il limite personale di 10.043,87 € (anno 2020).

In definitiva

Per il 2020 il bonus in questione i criteri da tener presente per la sua applicazione sono:

  • Importo massimo del bonus: 154,94 €
  • Importo massimo di pensione per avere diritto : 6.695,91 €, (trattamento minimo pensionistico)
  • Reddito individuale massimo: 10.043,87 €
  • Reddito totale con quello del coniuge: 20.087,73 €.
  • Chi ha un assegno inferiore a 6.850,85 € (somma tra pensione minima e bonus massimo), riceverà un importo aggiuntivo tale da raggiungere tale cifra

Generalmente non c’è da inoltrare alcuna domanda: infatti l’Inps, attraverso la campagna RED dovrebbe essere già in possesso di tutti i dati necessari per procedere alla corresponsione di questo importo aggiuntivo.

Tuttavia, ricorrendone i requisiti, è anche possibile fare una domanda (esclusivamente in via telematica), sul modello di una richiesta di ricostituzione pensionistica, allegando un modello RED compilato a mano.

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