Il Sostituto d’Imposta

Chi è il sostituto d’imposta

Quindi opera trattenendo le imposte dovute direttamente dai compensi o altre fonti di reddito versandole poi alle casse dello Stato.

Al fine delle imposte dirette il sostituto è il datore di lavoro, l’ente pensionistico o il committente, il quale paga le tasse per conto dei dipendenti/pensionati/contribuente (sostituito) — agli enti spettanti — trattenendo le imposte dovute sui compensi, salari, pensioni o altri redditi erogati e successivamente versandole allo Stato, in base alle scadenze fiscali.

Così, quindi, nella dichiarazione dei redditi modello 730: il saldo a debito, o a credito delle singole imposte, viene comunicato da chi ha elaborato il 730 (es. dal CAF), nella generalità dei casi per il tramite dell’Agenzia delle Entrate, al Sostituto d’imposta, il quale provvede a trattenere o rimborsare le imposte, nella busta paga o pensione, di competenza del mese di luglio (agosto per i pensionati).

Tale compito può avvenire in due distinte maniere:

  • a titolo d’imposta: in tal caso il sostituto trattiene l’intero valore dell’imposta e provvede a versarla. In tal modo modo il soggetto passivo viene sollevato da ogni obbligo,
  • oppure a titolo d’acconto. Normalmente interessa i redditi da lavoro dipendente o autonomo e simili. In pratica il sostituto d’imposta ha l’obbligo di effettuare, al momento del pagamento della retribuzione o della pensione, le ritenute a titolo di acconto con obbligo di rivalsa delle imposte: Irpef, addizionale regionale e addizionale comunale (se dovute), nonchè di versare mensilmente all’erario, in nome del sostituito (lavoratore o pensionato), le ritenute effettuate. Queste ritenute saranno poi indicate, insieme ai redditi corrisposti, nella certificazione che deve essere consegnata al sostituito entro il 31 marzo dell’anno successivo: la Certificazione Unica (CU) per i redditi di lavoro dipendente, pensione, collaborazioni coordinate e continuative, lavoro a progetto, lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.
    Le ritenute d’acconto subite e certificate vanno sempre indicate nella dichiarazione dei redditi. In questo caso il pagamento dell’imposta è solo parziale e il soggetto passivo IVA rimane obbligato a pagare il resto dopo aver dedotto quanto già pagato e certificato con un’apposita dichiarazione da inserire nella dichiarazione dei debiti. Caso tipico è quello del datore di lavoro che procede alle trattenute IRPEF sullo stipendio dei dipendenti. In tal caso il lavoratore resta obbligato al pagamento dell’IRPEF per i redditi diversi da quelli derivanti da lavoro dipendente.

Il conguaglio di fine anno

  • sommare tutti gli emolumenti corrisposti al sostituito,
  • calcolare l’imposta dovuta applicando le aliquote IRPEF in base agli scaglioni di reddito,
  • attribuire le detrazioni spettanti e richieste.
  • Al risultato ottenuto il sostituto detrarrà le ritenute d’acconto effettuate durante l’anno e conguaglierà la somma risultante a debito o a credito nella busta paga oggetto del conguaglio (dicembre ovvero l’ultima in caso di cessazioni in corso d’anno).

Il sostituto nell’effettuare le operazioni di cui sopra dovrà tenere conto anche dei redditi percepiti dal sostituito nel corso di precedenti rapporti se questi ne ha fatto richiesta: la richiesta si concretizza con la consegna della CU rilasciata dai precedenti sostituti.

Addizionale regionale: il sostituto calcola l’imposta dovuta sulla base del reddito erogato nel corso dell’anno.

La trattenuta verrà effettuata nell’anno d’imposta successivo in un massimo di 11 rate oppure con conguaglio in corso d’anno in caso di cessazione del rapporto.

Addizionale comunale: il sostituto calcola l’imposta dovuta sulla base del reddito erogato nel corso dell’anno detraendo l’eventuale acconto già trattenuto.

Il saldo ancora da versare verrà trattenuto nell’anno d’imposta successivo in un massimo di 11 rate oppure con conguaglio in corso d’anno in caso di cessazione del rapporto. Contestualmente il sostituto calcola anche l’acconto di addizionale comunale che verrà trattenuto in un massimo di 9 rate.

La Certificazione Unica ed il Modello 770

Attraverso la Certificazione Unica il sostituto d’imposta assicura il contribuente/dipendente di aver adempito ai propri compiti e di aver versato le tasse allo Stato o alla Pubblica Amministrazione.

Attraverso il Modello 770, invece, il sostituto d’imposta certifica allo Stato di aver adempito ai propri compito e di aver versato l’imposta annuale.

La Certificazione Unica deve essere consegnata entro il 31 marzo, mentre il Modello 770 deve essere compilato entro la fine di luglio.

Le ritenute d’acconto subite e certificate vanno sempre indicate nella dichiarazione dei redditi.

Non rivestono la qualifica di sostituto d’imposta i privati nei confronti dei propri collaboratori familiari o addetti alla casa (esempio colf e badanti); non tengono contabilità del personale e non effettuano ritenute.

Il sostituto d’imposta ed il soggetto passivo

Al contrario, il sostituto d’imposta è colui che versa alle autorità finanziarie le imposte dovute (in toto o in parte) a nome di un soggetto passivo. In altre parole, egli si sostituisce al contribuente.

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