Il Reddito e la Pensione di Cittadinanza

Il DL n. 4/2019, convertito nella L. n. 26/2019, ha istituito, a decorrere dal mese di Aprile 2019, il Reddito di Cittadinanza (RdC).

Cos’è

Il Reddito di Cittadinanza per definizione è “concepito quale misura di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro e di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale, volta a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione”.

Si tratta di un’integrazione al reddito destinata alla fascia di popolazione che si trova sotto la soglia della povertà assoluta che, in base alla definizione dell’Istat, comprende chi ha a disposizione meno di 780 euro al mese. Tale integrazione dovrebbe, appunto, permettere di raggiungere questa soglia, puntando contestualmente al reinserimento nel mondo del lavoro.

Il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, adeguata agli incrementi della speranza di vita”: uno strumento, questo, concepito come misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. I requisiti per l’accesso e le regole di definizione del beneficio economico, sono le medesime del RdC. In caso di nuclei già beneficiari del RdC, la Pensione di Cittadinanza decorre dal mese successivo a quello del compimento del sessantasettesimo anno di età del componente del nucleo più giovane.

La Pensione di Cittadinanza può essere concessa anche nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni, convivano esclusivamente con una o più persone in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, di età inferiore al predetto requisito anagrafico.

Chi ne ha diritto: Requisiti

— Cittadinanza, residenza e soggiorno

Il richiedente deve essere cittadino maggiorenne in una delle seguenti condizioni:

  • italiano o dell’Unione Europea;
  • cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso.
  • cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario — come individuato dall’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 — titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • titolare di protezione internazionale;

È, inoltre, necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

— Reddito e patrimonio del nucleo familiare

Il nucleo familiare deve essere in possesso di:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE). Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Relativamente ai requisiti economici appena elencati, i cittadini di Paesi extracomunitari devono produrre apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana. Non è richiesta tale certificazione:

  • ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato politico;
  • qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente;
  • ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea dove è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni. L’elenco dei Paesi rientranti in questa casistica sarà definito in un apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

— Altri requisiti

Per accedere alla misura è inoltre necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda:

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).

Il richiedente non deve poi essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, nonché esser stato condannato in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per i delitti previsti dagli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640-bis del codice penale, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo.

Come viene definito il nucleo familiare?

  • I redditi familiari verranno sommati anche nel caso di coniugi separati o divorziati che continuino ad abitare sotto lo stesso tetto, in modo da limitare eventuali abusi e furberie.
  • Inoltre i figli maggiorenni che non convivono con i genitori fanno parte del nucleo familiare fino ai 26 anni di età quando sono a carico dei genitori ai fini Irpef, non sono coniugati e non hanno figli a loro volta.

Chi non ha diritto al reddito di Cittadinanza?

Non si potrà accedere al beneficio:

  • chi si è dimesso dal proprio lavoro nei 12 mesi precedenti alla richiesta,
  • chi negli ultimi due anni si è acquistata un’automobile oltre 1.600 cc di cilindrata o una moto oltre i 250 cc o un’imbarcazione.
  • chi è in carcere , per tutta la durata della pena
  • chi è ricoverato in una struttura sanitaria pubblica (lunga degenza).

Compatibilità con la Naspi

Il Reddito di cittadinanza è compatibile con il godimento della NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), DIS-COLL (indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata) e di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria.

Importo e composizione del Reddito di Cittadinanza e della Pensione di Cittadinanza

Il beneficio economico si compone di due parti:

  • una integra il reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro moltiplicati per la scala di equivalenza (7.560 euro per la Pensione di cittadinanza),
  • l’altra, destinata solo a chi è in affitto, incrementa il beneficio di un ammontare annuo pari al canone di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro (1.800 euro per la Pensione di cittadinanza). È prevista anche una integrazione per famiglie proprietarie della casa di abitazione, laddove sia stato acceso un mutuo: in questo caso l’integrazione, pari al massimo alla rata del mutuo, non può superare 1.800 euro.

L’importo complessivo, sommate le due componenti, non può comunque superare i 9.360 euro annui (780 euro mensili), moltiplicati per la scala di equivalenza e ridotti per il valore del reddito familiare.

Come si calcola l’integrazione del reddito familiare

L’importo effettivamente erogato dipende dagli altri trattamenti assistenziali e dai redditi eventualmente percepiti dalla famiglia. Il nucleo familiare ha quindi diritto al beneficio massimo solo nel caso in cui non percepisca trattamenti assistenziali e altri redditi rilevati nell’ISEE.

La scala di equivalenza è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementata di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, elevato a 2,2 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.

Tabella: Integrazione reddituale massima in base alla composizione familiare

Ricapitolando: l’importo del Reddito di Cittadinanza, quindi, non può essere inferiore a 480 euro all’anno e può arrivare ad un massimo di 780 euro mensili a persona (9.360 l’anno) moltiplicati per la scala di equivalenza. Tale importo sarà scomposto in una componente massima di 500 euro a famiglia, a cui aggiungere eventuali 280 euro per l’affitto o 150 per il mutuo.

La Pensione di Cittadinanza può raggiungere i 630 euro mensili a persona più 150 euro come sostegno per l’affitto, cifra esclusa se la casa è di proprietà.

Queste 2 componenti vengono erogate a partire dal mese successivo a quello della richiesta e vengono pagate in 12 quote mensili.

La determinazione dell’ammontare del beneficio economico viene effettuata dall’INPS sulla base della dichiarazione ISEE e delle informazioni sui trattamenti erogati ai beneficiari del Reddito di cittadinanza. In caso di variazione della composizione del nucleo familiare il beneficio economico sarà corrispondentemente rideterminato in base al nuovo numero dei componenti.

Nota bene: In presenza di rilevanti variazioni del reddito a seguito di eventi avversi (ad esempio, la perdita del posto di lavoro), può essere presentato l’ISEE corrente, che aggiorna il valore dell’indicatore ISEE prendendo a riferimento i redditi relativi ad un periodo di tempo più ravvicinato. La variazione della situazione lavorativa deve essere avvenuta nei 18 mesi precedenti la richiesta del Reddito di cittadinanza. In tale caso l’importo spettante terrà conto dei minori redditi percepiti dalla famiglia rispetto a quelli originariamente rilevati nell’ISEE. L’ISEE corrente ha validità due mesi, deve pertanto essere periodicamente rinnovato ai fini della prosecuzione dell’erogazione del beneficio.

Il versamento del beneficio decorre dal mese successivo alla richiesta e viene erogato per un periodo continuativo massimo di 18 mesi. Potrà essere rinnovato, previa sospensione di un mese, prima di ciascun rinnovo. La sospensione non è prevista nel caso della Pensione di cittadinanza

Quando potrà essere richiesto e come

La domanda può essere presentata, dopo il quinto giorno di ciascun mese, direttamente all’ufficio postale, per via telematica o tramite Patronato o CAF.

La cifra sarà caricata su una carta prepagata fornita da Poste e ricaricata di mese in mese.

Nel caso in cui uno o più componenti del nucleo familiare svolgano attività lavorativa, avviata durante il periodo di riferimento dell’ISEE o successivamente si dovrà presentare il Modello RdC/PdC Ridotto — Comunicazione ad integrazione della domanda di reddito e pensione di Cittadinanza — attività di lavoro e redditi non interamente rilevati in ISEE.

Per variazioni intercorse successivamente alla presentazione della domanda, è richiesta la compilazione e presentazione del Modello RdC/PdC Esteso — Comunicazione dei beneficiari di reddito e pensione di cittadinanza — attività di lavoro e altre variazioni.

Le informazioni contenute nella domanda del Reddito di cittadinanza sono comunicate all’INPS entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta. L’INPS, entro i successivi 5 giorni, verifica il possesso dei requisiti sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate e, in caso di esito positivo, riconosce il beneficio che sarà erogato attraverso un’apposita Carta di pagamento elettronica (Carta Reddito di cittadinanza) che, attualmente, viene emessa da Poste Italiane.

La carta RdC

La Carta consente di:

  • effettuare prelievi di contante entro un limite mensile di 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementato in base al numero di componenti il nucleo);
  • effettuare un bonifico mensile SEPA/Postagiro in Ufficio Postale per pagare la rata dell’affitto, in favore del locatore indicato nel contratto di locazione, o la rata del mutuo all’intermediario che ha concesso il mutuo;
  • pagare tutte le utenze domestiche ed altri servizi quali, a titolo esemplificativo, le mense scolastiche, presso gli Uffici Postali (con bollettini o MAV postali) e presso tutti gli esercizi commerciali abilitati (tabaccai, i supermercati, bar, ecc.).

La carta consente inoltre l’acquisto di ogni genere di beni di consumo e servizi ad eccezione di alcune specifiche categorie elencate di seguito.

È vietato l’utilizzo del beneficio per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità nonché per l’acquisto dei seguenti beni e servizi:

  • acquisto, noleggio e leasing di navi e imbarcazioni da diporto, nonché servizi portuali;
  • armi;
  • materiale pornografico e beni e servizi per adulti;
  • servizi finanziari e creditizi;
  • servizi di trasferimento di denaro;
  • servizi assicurativi;
  • articoli di gioielleria;
  • articoli di pellicceria;
  • acquisti presso gallerie d’arte e affini;
  • acquisti in club privati.

E’ in ogni caso inibito l’uso della Carta Rdc in esercizi prevalentemente o significativamente adibiti alla vendita dei beni e servizi sopra elencati, anche per l’eventuale acquisto di beni diversi.

E’ inoltre vietato l’utilizzo della Carta Rdc all’estero e per gli acquisti on-line o mediante servizi di direct-marketing.

Ai beneficiari della Carta sono estese le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate.

Il beneficio deve essere fruito entro il mese successivo a quello di erogazione. L’importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato. Fanno eccezione gli importi ricevuti a titolo di arretrati. È prevista inoltre la decurtazione dalla Carta degli importi complessivamente non spesi o non prelevati nei sei mesi precedenti, ad eccezione di una mensilità. Le modalità di monitoraggio e verifica della fruizione del beneficio e delle eventuali decurtazioni saranno definite con un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Il rinnovo della domanda di Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza è concesso per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali può essere rinnovato, previa sospensione di un mese. Pertanto — se permangono le condizioni di bisogno — a partire dal mese successivo a quello della scadenza è possibile presentare una nuova domanda. Verificato il rispetto dei requisiti di legge, dal mese successivo alla presentazione della domanda il beneficio sarà accreditato per ulteriori 18 mesi.

Pertanto, chi ha iniziato a percepire il Reddito di cittadinanza ad aprile 2019, dal 1° ottobre 2020 può presentare domanda di rinnovo. Se la domanda è presentata entro il mese di ottobre, in presenza di tutti i requisiti di legge il beneficio sarà nuovamente erogato a partire da novembre. Analogamente, i cittadini che hanno iniziato a percepire il Reddito di cittadinanza a maggio 2019, qualora permangano le condizioni di bisogno, dal 1° novembre potranno presentare domanda di rinnovo e a seguire quelli che hanno iniziato a riceverlo nei mesi successivi.

L’erogazione del beneficio è sempre condizionata alla presenza di un ISEE in corso di validità e al mantenimento dei requisiti e degli obblighi di legge. Si ricorda che l’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui è stato presentato. L’ISEE corrente, invece, ha validità di 6 mesi dalla data di presentazione, salvo che intervengano variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti; in quest’ultimo caso, l’ISEE corrente è aggiornato entro 2 mesi dalla variazione.

La procedura di presentazione delle domande di rinnovo è la stessa utilizzata per le nuove domande. Anche il modulo da utilizzare è lo stesso.

Nel caso in cui la domanda di rinnovo sia presentata dallo stesso richiedente, il beneficio sarà erogato sulla medesima Carta di pagamento. Se la domanda di rinnovo è presentata da un altro componente del nucleo familiare, sarà invece necessario ritirare una nuova Carta.

Si ricorda che il rinnovo non è previsto per la Pensione di Cittadinanza, che continua a essere erogata in presenza di tutti i requisiti di legge senza limite temporale.

Il Sistema informativo dei Reddito di cittadinanza, nel ricevere le domande, distinguerà automaticamente quelle di rinnovo, Nel caso il richiedente abbia già beneficiato della misura negli ultimi 12 mesi, sarà re-indirizzato presso i Servizi Sociali del Comune/Ambito territoriale o presso il Centro per l’impiego per proseguire il percorso di inclusione sociale e/o di attivazione lavorativa.

Per quanto riguarda il rispetto delle condizionalità riguardanti l’attività lavorativa, ai sensi della Legge n. 26/2019, in caso di rinnovo dovrà essere accettata la prima offerta utile di lavoro ovunque sia collocata nel territorio italiano, anche nel caso si tratti di prima offerta, a pena di decadenza dal beneficio.

Decorrenza

Il RdC decorre dal mese successivo a quello della richiesta e il suo valore mensile è pari ad 1/12 del valore su base annua.

Limiti ai prelievi

Si potrà anche prelevare ma fino ad un massimo di 100 euro al mese per singolo individuo, mentre chi non spenderà entro il mese i soldi della card, li perderà: il reddito è una misura anche per aiutare commercianti e piccoli negozi.

Durata

Il RdC è riconosciuto per il periodo durante il quale il beneficiario si trova in una delle condizioni previste e, comunque, per un periodo continuativo non superiore ai 18 mesi.

Il RdC può essere rinnovato, previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di 1 mese prima di ciascun rinnovo.

La sospensione non opera invece nel caso della pensione di Cittadinanza.

Centri per l’impiego ed inserimento al lavoro

Per ricevere il Reddito di cittadinanza è necessario rispettare alcune “ condizionalità “ che riguardano l’immediata disponibilità al lavoro, l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi nonché altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale. Al rispetto di queste condizioni sono tenuti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi. Si noti che ai sensi dell’articolo 4, comma 15-quater del DL 4/2019, sono considerati disoccupati i lavoratori a basso reddito, ovvero i dipendenti con redditi da lavoro inferiori a € 8.000 e i lavoratori autonomi con redditi inferiori €4.800.
Sono esclusi invece i beneficiari della Pensione di cittadinanza, i beneficiari del Reddito di cittadinanza pensionati o comunque di età pari o superiore a 65 anni, nonché i componenti con disabilità (fatta salva la possibilità per i componenti del nucleo familiare disabili di richiedere la volontaria adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale).

Possono essere esonerati in occasione della convocazione da parte dei Centri per l’impiego, anche i componenti con carichi di cura legati alla presenza di soggetti minori di tre anni di età o di componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti ovvero i frequentanti corsi di formazione e gli occupati a basso reddito,considerati disoccupati ai sensi dell’articolo 4, comma 15-quater del DL 4/2019.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del Reddito di cittadinanza, il beneficiario è convocato:

  • dai Centri per l’Impiego per stipulare il Patto per il lavoro, se nella famiglia almeno uno tra i componenti soggetti alle “ condizionalità “ sia in possesso di almeno uno tra questi requisiti:

a) — assenza di occupazione da non più di due anni;

b) — beneficiario della NASpI ovvero di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria o che ne abbia terminato la fruizione da non più di un anno;

c) — avente sottoscritto negli ultimi due anni un Patto di servizio in corso di validità presso i Centri per l’Impiego;

d) — a condizione che non abbiano sottoscritto un progetto personalizzato per il REI.

  • dai servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà, per stipulare il Patto per l’inclusione sociale, in tutti gli altri casi.

Patto per il lavoro

Una volta avvenuta la convocazione, il beneficiario deve collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti nel Patto per il lavoro, tra i quali rientra quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo).

La congruità dell’offerta di lavoro viene definita sulla base di tre principi (art. 25 del decreto legislativo 150/2015):

  1. coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;
  2. distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  3. durata dello stato di disoccupazione.

Con riferimento alla durata di fruizione del Reddito di cittadinanza ed al numero di offerte rifiutate, il principio di cui al punto 2 come descritto dal DM n. 42 del 10 aprile 2018 viene integrato come segue:

  • nei primi dodici mesi di fruizione del beneficio è congrua un’offerta entro cento chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile nel limite temporale massimo di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta,ovvero entro duecentocinquanta chilometri di distanza se si tratta di seconda offerta, ovvero, ovunque collocata nel territorio italiano se si tratta di terza offerta;
  • decorsi dodici mesi di fruizione del beneficio è congrua un’offerta entro duecentocinquanta chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario nel caso si tratti di prima o seconda offerta, ovvero, ovunque collocata nel territorio italiano se si tratta di terza offerta;
  • In caso di rinnovo del beneficio è congrua un’offerta ovunque sia collocata nel territorio italiano anche nel caso si tratti di prima offerta.

Se nel nucleo familiare sono presenti persone con disabilità, la distanza non può eccedere i 100 chilometri dalla residenza del beneficiario sia per la terza offerta di lavoro che nel caso di rinnovo del beneficio.

Se nel nucleo familiare sono presenti figli minori — anche qualora i genitori siano legalmente separati — non operano le disposizioni previste in caso di rinnovo del beneficio. Inoltre, negli altri casi, con esclusivo riferimento alla terza offerta, l’offerta è congrua se non eccede la distanza di duecentocinquanta chilometri dalla residenza del beneficiario. Queste particolari deroghe operano solo nei primi ventiquattro mesi dall’inizio della fruizione del beneficio, anche in caso di rinnovo.

Fino al 31 dicembre 2021, chi ha stipulato il Patto per il lavoro con il Centro per l’Impiego o ha ottenuto le credenziali di accesso per la piattaforma tecnologica, ottiene l’assegno di ricollocazione da spendere presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati, potendo così ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro.

Patto per l’inclusione sociale

Nel caso in cui il bisogno sia complesso, i servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà procedono ad una valutazione multidimensionale del nucleo familiare al fine di avviare il percorso di attivazione sociale e lavorativa coinvolgendo, oltre ai servizi per l’impiego, altri enti territoriali competenti. La valutazione multidimensionale è composta da un’analisi preliminare e da un quadro di analisi approfondito che mettono in luce bisogni e punti di forza della famiglia al fine di condividere con la famiglia gli interventi e gli impegni necessari a garantire il percorso di fuoriuscita dalla povertà che verranno sottoscritti con il Patto per l’inclusione sociale.

La Pensione di Cittadinanza

La suddetta misura include anche la Pensione di Cittadinanza, che sostanzialmente consiste in un aumento delle pensioni minime, per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o due componenti con età pari o superiore a 67 anni (requisito adeguato negli anni a venire alla speranza di vita).

In questo caso il beneficio economico è riconosciuto ai nuclei con Isee non inferiore a 7.560 euro (in caso di beneficiario unico) e non potrà essere superiore ai 9.360 euro nel caso i beneficiari vivano in casa di proprietà.

Anche in questo caso, vengono fissati limiti e soglie sia per il patrimonio immobiliare che mobiliare:

  • per case, terreni ed immobili in genere, quelli cioè che costituiscono il patrimonio immobiliare di una famiglia, la soglia per poter rientrare tra i beneficiari della pensione di cittadinanza è di € 30.000;
  • relativamente al patrimonio mobiliare, invece, ovvero libretti di risparmio, conti correnti, buoni fruttiferi, carte di credito o debito e per tutti gli altri strumenti di accantonamento e risparmio bancario, assicurativo e postale, la soglia fissata è fino a 6.000 euro per un soggetto singolo e accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino al tetto massimo di 10.000 euro.

La quota di pensione di cittadinanza destinata al sostegno all’affitto è prevista in un massimo di 150 euro mensili (1.800 euro annui).

Come nel caso del Reddito di cittadinanza la somma della quota affitto e della quota integrazione non supera i 780 euro.

Sarà un’integrazione al reddito di 630 euro (882 euro per due componenti), con ulteriori 150 euro di contributo all’affitto (per due componenti, dunque, in totale si arriva a 1.032 euro).

I disabili

La pensione di disabilità verrà contata come entrata, e i paletti per il sussidio saranno gli stessi che valgono per tutti gli altri: l’unica vera agevolazione è un aumento di 5.000 euro per ogni componente disabile della soglia di patrimonio mobiliare oltre la quale non si può avere il beneficio.

Cause di revoca RdC

Vi sono determinate circostanze in cui il Reddito di cittadinanza può essere perso o ridotto.

Si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito.
Se l’interruzione della fruizione del Reddito di cittadinanza avviene per ragioni diverse dall’applicazione di sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto. Nel caso l’interruzione sia motivata dal maggior reddito derivato da una modificata condizione occupazionale e sia decorso almeno un anno nella nuova condizione, l’eventuale successiva richiesta del beneficio equivale a una prima richiesta.

N.B. Per il solo 2021, se la stipula di uno o più contratti a termine comporti un aumento del reddito fino al limite di 10.000 euro annui, il beneficio è sospeso per la durata del rapporto di lavoro ( fino ad un massimo di sei mesi).

Chi sottoscrive un Patto per il Lavoro, dopo un percorso di riqualificazione (se necessario), se rifiuta per tre volte offerte congrue perde il diritto al sussidio. In pratica, dopo la terza volta che non ci si presenta alla convocazione dei centri per l’impiego o dei Comuni (in assenza di giustificato motivo), si perde il RdC. Similmente, si perde il beneficio se non si partecipa alle iniziative di orientamento per più di una volta.

Frodi RdC

Chi «al fine di ottenere indebitamente il beneficio», rende o utilizza «dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni».

Pena detentiva anche nel caso in cui non vengano tempestivamente comunicate variazioni di reddito o di patrimonio («anche se provenienti da attività irregolari») che comportano la perdita del diritto al reddito di cittadinanza: da uno a tre anni.

I termini entro i quali bisogna comunicare le variazioni di reddito sono fissati dall’articolo 3 del decreto: chi inizia un’attività da lavoro dipendente deve comunicarlo all’INPS, utilizzando la piattaforma digitale per il patto per il lavoro, oppure direttamente ai centri per l’impiego, entro 30 giorni.

Stessi termini per comunicare l’avvio di un’attività di lavoro autonomo o di impresa.

Nel momento in cui viene pronunciata la condanna per i reati sopra esposti, il beneficiario deve anche restituire il RdC indebitamente percepito e non potrà più avere accesso al beneficio per dieci anni dalla condanna.

In ogni caso, la revoca e la restituzione di eventuali somme percepite senza diritto, può essere disposta dall’amministrazione che accerta irregolarità.

Decurtazione mensilità RdC

Chi non si presenta alle convocazioni dei centri per l’impiego o dei Comuni una volta sola perde solo una mensilità, se non si presenta una seconda volta perde due mensilità, mentre viene definitivamente revocato il RdC in caso di ulteriore mancata presentazione. Per chi non partecipa alle iniziative di orientamento è prevista la decurtazione di due mensilità la prima volta che non ci si presenta e la perdita dell’agevolazione successivamente. Le decurtazioni per chi non frequenta corsi previsti dal patto per l’inclusione sociale o impegni di prevenzione per la tutela della salute:

  • due mensilità dopo un primo richiamo formale al rispetto degli impegni;
  • tre mensilità al secondo richiamo formale;
  • sei mensilità al terzo richiamo formale;
  • decadenza dal beneficio in caso di ulteriore richiamo.

Nei casi di revoca del Reddito di Cittadinanza, spiega l’INPS nel messaggio 3627/2020, è possibile presentare una nuova domanda da parte del richiedente o di un altro componente il nucleo familiare decorsi 18 mesi dalla data del provvedimento di revoca o di decadenza; laddove però nel nucleo familiare siano presenti componenti minorenni o con disabilità (come definita a fini ISEE), il termine è abbreviato a 6 mesi.

Per il computo dei mesi che bisogna aspettare, si calcolano anche quelli durante i quali eventualmente non sono state accreditate le ricariche per effetto di sanzioni che abbiano comportato la decurtazione di una o più mensilità di sussidio.

E’ comunque importante tenere presente che il nuovo sussidio avrà durata di 18 mesi, come se fosse la prima domanda. Si applica l’articolo 3, comma 14, del decreto legge 4/2019, che esclude il meccanismo di computo delle mensilità pregresse in caso di applicazione di sanzioni.

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