Il principio dell’automaticità delle prestazioni Inps

Trattiamo di un importantissimo principio esistente nella nostra legislazione sociale, il c.d. “principio dell’automaticità delle prestazioni inps”, di cui agli art. 2116 c.c. e 27 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636 così come modificato dall’art. 40 della Legge 153/69.

Attraverso l’applicazione di questo principio si garantisce al lavoratore dipendente il diritto alle prestazioni previdenziali, di tutela contro la disoccupazione, di malattia e di maternità anche quando il datore di lavoro ha omesso il versamento dei contributi, a meno che i contributi dovuti non siano prescritti. In quest’ultimo caso, invece, il codice civile stabilisce che comunque l’imprenditore è responsabile del danno procurato al lavoratore.

Unica condizione indispensabile perché possa trovare applicazione il principio di automatismo della prestazione è che i contributi siano ancora dovuti all’Ente previdenziale nei limiti della prescrizione (quinquennale o decennale).

E’ tuttavia possibile, per il lavoratore, riscattare gli anni di prestazione di attività lavorativa per i quali il datore di lavoro non ha versato i contributi e sempre che sia già intervenuta la prescrizione.

È consigliabile, comunque, conservare tutti i documenti che attestino la sussistenza del rapporto lavorativo: l’Inps, infatti, prima di erogare l’indennità, se non sussistono altre problematiche, può chiedere la documentazione comprovante la sussistenza dell’attività lavorativa.

Questo principio vale anche per il requisito di contribuzione definito per le prestazioni di vecchiaia, invalidità e superstiti, si può intendere verificato anche nel momento in cui i contributi non siano effettivamente versati, ma risultino dovuti entro i limiti, però, della prescrizione decennale.

Si tratta, in definitiva, di una garanzia di grande importanza per il lavoratore assicurato, che non fa ricadere su di lui il rischio di eventuali inadempimenti da parte del datore, in relazione ai suoi obblighi contributivi.

Questo tipo di garanzia, inoltre, è stata ulteriormente cementata dal legislatore (seguendo una direttiva comunitaria) con l’estensione agli obblighi contributivi non adempiuti e prescritti, che pesano su un datore di lavoro nel momento in cui è coinvolto in procedure fallimentari o di amministrazione straordinaria.

Infine, questo principio sussiste non solo con riferimento al perfezionamento del requisito minimo di contribuzione (necessario per il conseguimento del diritto alle prestazioni), ma per l’incremento delle prestazioni attribuite o da attribuire.

Purtroppo, invece, questa garanzia non si applica nè ai lavoratori autonomi nè agli iscritti alla Gestione Separata: per costoro, infatti, e quindi per i percettori di Dis-Coll, la legge prevede che i contributi siano versati totalmente dal datore di lavoro al fine di poter usufruire della prestazione.

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