Il frontespizio [Guida alla compilazione del Mod. 730/2017]

In questa sezione devono essere indicati i dati essenziali del contribuente.

In caso di dichiarazione singola, barrare solo la casella DICHIARANTE.
In caso di dichiarazione congiunta (con il modello 730 è possibile, per i coniugi non legalmente ed effettivamente separati, presentare insieme la dichiarazione dei redditi. In questo caso la dichiarazione sarà composta di due modelli, uno per il dichiarante e uno per il coniuge), il contribuente che intende far eseguire le operazioni di conguaglio al proprio datore di lavoro deve barrare entrambe le caselle DICHIARANTE e DICHIARAZIONE CONGIUNTA, mentre il coniuge, nel secondo modello, deve barrare solo la casella CONIUGE DICHIARANTE.

La dichiarazione congiunta può essere conveniente nel caso in cui solo uno dei coniugi abbia un sostituto d’imposta in grado di erogare o liquidare ritenute o rimborsi.

Non è possibile la presentazione del 730 congiunto quando:

  • uno dei due coniugi è titolare di redditi che non consentono la presentazione del Mod. 730
  • uno dei due coniugi è deceduto prima della presentazione della dichiarazione;
  • i coniugi si sono separati prima della presentazione della dichiarazione;
  • la dichiarazione viene presentata per conto di persone minori o incapaci.

Importante sottolineare che da quest’anno è possibile presentare dichiarazione congiunta anche per le persone dello stesso sesso unite civilmente ai sensi della legge 76 del 2016.

Barrare nel rigo “Contribuente” la casella “Rappresentante o Tutore” e compilare soltanto i riquadri “Dati anagrafici” e “Residenza anagrafica” riportando i dati del rappresentante o tutore o all’amministratore di sostegno. Si precisa che in questo caso non è necessario compilare il rigo “data della variazione” relativo alla residenza anagrafica, né la casella “Dichiarazione presentata per la prima volta”.

La casella “Soggetto fiscalmente a carico di altri” deve essere barrata dal contribuente con reddito complessivo non superiore a € 2.840,51 al lordo degli oneri deducibili, che è tenuto o ha interesse a presentare la dichiarazione dei redditi.

La casella “730 Integrativo” deve essere compilata dal contribuente che presenta una dichiarazione integrativa indicando:

  • il codice 1, se l’integrazione comporta un maggior credito, un minor debito o un’imposta pari a quella determinata con il mod. 730 originario;
  • il codice 2, se l’integrazione riguarda esclusivamente le informazioni da
    indicare nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”;
  • il codice 3, se l’integrazione riguarda sia le informazioni da indicare nel
    riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” sia i dati relativi alla determinazione dell’imposta dovuta, se dagli stessi scaturiscono un maggior importo a credito, un minor debito o un’imposta pari a quella determinata con il mod. 730 originario.

Da considerare che Il modello, con la documentazione relativa, deve essere presentato entro il 25 ottobre 2017.

Nel caso di 730 presentato dai lavoratori dipendenti privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio, va indicata la lettera “A” nella casella “730 senza sostituto”.

La casella “Situazioni particolari” può essere compilata solo se l’Agenzia delle Entrate comunica (ad esempio con circolare, risoluzione o comunicato stampa) uno specifico codice da utilizzare per indicare la situazione particolare.

La casella “Quadro K” deve essere barrata se il contribuente è amministratore di condominio ed è tenuto a:

  • effettuare la comunicazione annuale all’Anagrafe Tributaria dell’importo complessivo dei beni e servizi acquistati dal condominio nell’anno solare e dei dati identificativi dei relativi fornitori;
  • comunicare i dati catastali del condominio nel caso di recupero del patrimonio edilizio.

La casella “codice fiscale del rappresentante o tutore” va compilata, indicando il codice fiscale del rappresentante o tutore nel caso di dichiarazione presentata da un soggetto diverso dal contribuente.

Anche i minori, gli incapaci e i beneficiari possono presentare il modello 730, ma lo devono fare tramite un loro rappresentante, tutore o amministratore di sostegno.
In questo caso la dichiarazione si comporrà di due modelli:
• il primo contiene i dati anagrafici e reddituali del minore, incapace o beneficiario e viene barrata la casella “dichiarante” e riportato anche il codice fiscale del rappresentante o tutore
• il secondo contiene i soli dati anagrafici del tutore, rappresentante legale,
amministratore di sostegno. Su questo secondo modello dovrà essere barrata
la casella “rappresentante o tutore”.

La “Residenza Anagrafica” deve essere indicata in 2 soli casi:

· se il contribuente ha variato la propria residenza (anche in caso di cambio indirizzo all’interno dello stesso comune) tra il 1° gennaio 2016 e la data di presentazione della dichiarazione. In questo caso deve essere indicata la DATA DELLA VARIAZIONE; si ricorda che la residenza si considera cambiata anche nel caso di variazione dell’indirizzo nell’ambito dello stesso Comune.

· se il contribuente presenta per la prima volta la dichiarazione dei redditi. In questo caso deve essere barrata la casella DICHIARAZIONE PRESENTATA PER LA PRIMA VOLTA.

In assenza di variazioni, la sezione “Residenza anagrafica” deve essere lasciata in bianco, semprechè non si tratti della prima presentazione della dichiarazione dei redditi.

N.B.: la mera variazione della toponomastica non si considera come variazione di indirizzo.

A differenza della residenza anagrafica, il DOMICILIO FISCALE va sempre indicato.

  • Se NON è stata variata la residenza o se la variazione è avvenuta all’interno dello stesso Comune è sufficiente compilare solo il rigo DOMICILIO FISCALE AL 01/01/2016 (tale rigo va sempre compilato, quindi).
  • Se invece è stata variata la residenza, trasferendola in un comune diverso, è necessario compilare anche il rigo DOMICILIO FISCALE AL 01/01/2017.

Poiché gli effetti della variazione di residenza decorrono a partire dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui essa si è verificata, il contribuente dovrà attenersi alle seguenti istruzioni:

  • DOMICILIO FISCALE AL 01/01/2016: — se la variazione è
    avvenuta a partire dal 3 novembre 2015 indicare il
    precedente domicilio
    , — se invece è avvenuta entro il 2
    novembre 2015
    indicare il nuovo domicilio.
  • DOMICILIO FISCALE AL 01/01/2017: — se la variazione è
    avvenuta a partire dal 3 novembre 2016 indicare il
    precedente domicilio
    , — se invece è avvenuta entro il 2
    novembre 2016
    indicare il nuovo domicilio.

La casella “Casi particolari addizionale regionale” va barrata esclusivamente da coloro che hanno il domicilio fiscale in Basilicata, Lazio o Veneto e si trovano nelle condizioni per fruire dell’aliquota agevolata prevista da tali Regioni.

La sezione — Coniuge e familiari a carico

In questo prospetto vanno indicati i dati relativi ai familiari che nel 2016 sono stati fiscalmente a carico del contribuente. Il codice fiscale del CONIUGE deve essere sempre indicato, anche se non è stato fiscalmente a carico.

Sono considerati FAMILIARI FISCALMENTE A CARICO i membri della famiglia che nel 2016 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore ad € 2.840,51 lordi.

Possono essere considerati familiari fiscalmente a carico del contribuente:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (anche adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dall’età o dal fatto che siano o meno dediti agli studi o ad un tirocinio gratuito. I figli non rientrano mai nella categoria ALTRI FAMILIARI.
  • gli altri familiari elencati dall’art. 433 c.c.:

— il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
— i discendenti dei figli;
— i genitori (compresi quelli adottivi);
— i generi e le nuore;
— il suocero e la suocera;
— i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
— i nonni e le nonne,

se convivono con il contribuente o se ricevono dallo stesso assegni alimentari (non risultanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria).

Per il calcolo del reddito sono da considerare, oltre all’eventuale reddito da lavoro dipendente:

  • reddito d’impresa o di lavoro autonomo di contribuenti in regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (contribuenti minimi o forfettari);
  • reddito d’impresa o di lavoro autonomo sottoposto a imposta sostitutiva sulle nuove attività produttive;
  • reddito di fabbricati tassati con cedolare secca;
  • quota esente per redditi da lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera o Paesi limitrofi in caso di prestazione fornita in via continuativa (lavoratori frontalieri);
  • retribuzioni corrisposte da enti o organizzazioni internazionali, diplomatiche, consolari o missioni (tra cui anche la Chiesa).

Al contrario, sono esclusi dal calcolo dei redditi dei familiari a carico i redditi a tassazione separata, come ad esempio indennità di accompagnamento, pensioni e assegni di invalidità.

Il familiare, comunque, non deve mai essere considerato fiscalmente a carico, nemmeno per una parte dell’anno, se il suo reddito annuale supera il limite di € 2.840,51.

L’ammontare delle detrazioni per carichi di famiglia varia in base al reddito complessivo del contribuente, fino ad annullarsi quando detto reddito arriva a € 95.000 per le detrazioni dei figli e a € 80.000 per quelle del coniuge e degli altri familiari.

Per i figli a carico è possibile beneficiare di una detrazione di € 800 che aumenta a € 900 in caso di figli di età inferiore ai 3 anni. Per i contribuenti con più di 3 figli a carico la detrazione aumenta di € 200 per ciascun figlio a partire dal primo. Nel caso di figlio portatore di handicap, ai sensi dell’art. 3 della legge 104/92 è prevista una maggiorazione sula detrazione di 220 euro.

In favore del coniuge a carico è prevista una detrazione di € 800, che varia con l’aumentare del reddito.

Per gli altri familiari a carico è ammessa la detrazione massimo di € 750 all’anno, sempre proporzionata al reddito complessivo dichiarato con il modello 730.

In particolare, in base all’art. 12 del TIUR dall’imposta lorda sul reddito il contribuente può detrarre i seguenti importi:

a) Detrazione per coniuge non separato legalmente:

— € 800 fino a € 15.000 di reddito.

— € 690, se il reddito complessivo è maggiore di € 15 mila e fino a € 40.000;

— € 690 per i redditi sopra i € 40.000 inferiori a € 80.000. In questo caso la detrazione spetta per la parte eccedente i 40 mila.

La detrazione è aumentata di:

€ 10 se il reddito complessivo supera i 29.000 ma non oltre i 29.200.

€ 20 , se il reddito complessivo è tra i 29.200 e 34.700.

€ 30 se è superiore a 34.700 ma inferiore a 35.000;

€ 20 se superiore a 35.000 ma inferiore a 35.100;

€ 10 , se il reddito è tra 35.100 e 35.200.

b) Detrazione figli a carico:

  • 950 per ogni figlio;
  • 1.220 per ciascun figlio minore di 3 anni;
  • + 400 per ogni figlio disabile.

Per le famiglie numerose con più di 3 figli a carico la detrazione è aumentata di € 200 per ciascun figlio a partire dal primo.

La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di € 95.000 — reddito complessivo/95.000 mentre in presenza di più figli l’importo di € 95.000 è aumentato di € 15.000 per ogni figlio successivo al primo.

c) La detrazione prevista per ogni altro familiare è di € 750,00. Tale detrazione, nei casi in cui l’obbligo del mantenimento fa capo a più persone, va suddiviso in misura uguale tra gli aventi diritto.

Casella Coniuge “C”: barrare la C ed indicare il codice fiscale del coniuge nel caso in cui il dichiarante sia coniugato e non separato.
Si ricorda che il codice fiscale del coniuge deve essere sempre indicato, anche se non è stato fiscalmente a carico.

Non deve essere indicato il codice fiscale del coniuge nei casi di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e di separazione legale ed effettiva.

Rigo relativo al coniuge

Nella colonna mesi a carico indicare 0 (zero) se il coniuge non è stato a carico, oppure indicare il numero dei mesi (da 1 a 12) durante i quali il coniuge è stato effettivamente a carico e per il quale spetta la detrazione. Scrivere “12” se il coniuge è stato a carico per tutto il 2016. Se si tratta di coniuge non fiscalmente a carico, la casella non dovrà essere compilata.

Se il reddito annuale del coniuge supera il limite di € 2.840,51, il dichiarante perde il diritto all’intera detrazione, qualunque sia il momento dell’anno in cui venga superato tale limite.

Caselle relative a figli ed altri familiari

Caselle relative a figli ed altri familiari: barrare la relativa casella ed indicare il codice fiscale del familiare.

  • F1 si riferisce al PRIMO FIGLIO, vale a dire quello con l’età anagrafica maggiore tra quelli a carico. — Analogamente a quanto detto per il coniuge, se il reddito complessivo del figlio o altro familiare supera il limite di € 2.840,51, il dichiarante perde il diritto all’intera detrazione, qualunque sia il momento dell’anno in cui viene superato tale limite. — Il codice fiscale del primo figlio deve essere comunque indicato, anche se non si fruisce delle relative detrazioni, quando queste sono attribuite interamente ad un altro soggetto. — Il primo figlio non fiscalmente a carico di nessun contribuente, a differenza del coniuge, non dovrà essere indicato nel presente quadro. — E’ necessario indicare il codice fiscale anche per i figli a carico residenti all’estero. — I cittadini extracomunitari che richiedono le detrazioni per familiari a carico devono essere in possesso di una documentazione attestante lo status di familiare.
  • F si riferisce ai FIGLI successivi al primo.
  • A si riferisce ad ALTRO FAMILIARE e cioè il coniuge legalmente ed effettivamente separato, i discendenti dei figli, i genitori (compresi quelli adottivi), i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle, anche unilaterali, i nonni e le nonne, purché siano conviventi con il contribuente oppure lo stesso corrisponda loro un assegno alimentare non risultante da provvedimento dell’autorità giudiziaria.
  • D si riferisce ad un FIGLIO CON DISABILITÀ. Se viene barrata questa casella non è necessario barrare anche la casella F.

N.B.: E’ considerato portatore di handicap la persona riconosciuta come tale ai sensi della legge 5 febbraio 1992 n. 104.

Si ricorda che il codice fiscale dei figli (e degli altri familiari a carico) deve essere indicato anche se non si fruisce delle relative detrazioni poiché esse sono attribuite interamente ad un altro soggetto.

Colonna mesi a carico: In presenza del codice fiscale la casella mesi a carico dovrà essere sempre compilata.

Si dovrà scrivere “12” se il figlio o l’altro familiare è stato a carico per tutto il periodo d’imposta considerato.

I mesi indicati potranno essere inferiori a 12 soltanto in caso di nascita, decesso, matrimonio, o altra situazione soggettiva, mai con riferimento al limite di reddito.

Si considera mese intero anche la frazione di mese, indipendentemente dal numero dei giorni.

— Ad esempio: in caso di nascita il 5 febbraio, i mesi indicati saranno 11; in caso di decesso il 5 febbraio, i mesi indicati saranno 2.

— Oppure: In caso di matrimonio di una figlia senza redditi, sposata il 10 maggio dell’anno d’imposta considerato, potrà essere indifferentemente

  • a carico dei genitori per 5 mesi e del marito per 7 mesi, oppure
  • a carico dei genitori per 4 mesi e del marito per 8 mesi.

Si ricorda che la colonna mesi a carico non può mai assumere il valore 0 (zero): se non si fruisce delle detrazioni (ad es. poiché esse sono attribuite interamente ad un altro soggetto) occorre indicare comunque il numero di mesi, ma con percentuale 0 (zero).

La colonna minore di 3 anni non va barrata, ma vanno indicati il numero di mesi dell’anno durante i quali il figlio a carico ha una età inferiore a 3 anni.

Nella colonna percentuale indicare la percentuale di detrazione spettante.

Per i genitori non legalmente ed effettivamente separati, la percentuale di detrazione per i figli a carico è normalmente ripartita nella misura del 50% ciascuno.

Tuttavia i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire il 100% della detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato (per evitare che la detrazione non possa essere fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore).

Si ricorda che se un genitore fruisce al 100% della detrazione per figlio a carico, l’altro genitore non può fruirne, e che non è mai possibile attribuire il 100% della detrazione al genitore con reddito più basso. Inoltre la detrazione spetta per intero ad uno solo dei genitori quando l’altro genitore sia fiscalmente a carico del primo.

Ricapitolando, indicare nella colonna 7 “%”,

— per ogni figlio a carico:

  • 100 se la detrazione è richiesta per intero;
  • 50 se la detrazione è ripartita tra i genitori;
  • 0 se la detrazione è richiesta per intero dall’altro genitore;
  • la lettera ‘C’ nel rigo 2 se per il primo figlio spetta la detrazione per coniuge a carico per l’intero anno. Se questa detrazione non spetta per l’intero anno occorre compilare il rigo 2 per i mesi in cui spetta la detrazione come figlio e il rigo 3 per i mesi in cui spetta la detrazione come coniuge. Il contribuente può, se più favorevole, utilizzare la detrazione prevista per il primo figlio;

— per ogni altro familiare a carico:

  • 100’ se l’onere grava per intero;
  • la percentuale nel caso in cui l’onere gravi su più persone. Si ricorda che la detrazione deve essere ripartita in misura uguale tra i soggetti che ne hanno diritto.

N.B.: La detrazione per figli a carico spetta per intero (100%) ad uno solo dei genitori nel caso in cui:

— l’altro genitore sia fiscalmente a carico;

e nei seguenti altri casi:

— figli del contribuente rimasto vedovo/a che, risposatosi, non si sia poi legalmente ed effettivamente separato;

— figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente, se questi è coniugato e non è legalmente ed effettivamente separato.

La detrazione per il primo figlio è pari a quella spettante per il coniuge a carico (“C”) e per gli altri figli spetta l’intera detrazione (100%) nei seguenti casi:

  • quando l’altro genitore manca perché deceduto e il contribuente non si è risposato o, se risposato, si è legalmente ed effettivamente separato;
  • quando l’altro genitore non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato;
  • figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o è legalmente ed effettivamente separato.

Si deve ritenere che la mancanza del genitore sia ravvisabile, oltre che nell’ipotesi di figlio naturale non riconosciuto, solo nel caso di decesso e non semplicemente quando il genitore manca perché separato o divorziato.

L’esistenza in vita dell’altro genitore impedisce la possibilità di usufruire di tale deduzione (circ. 55 del 14/06/2002).

N.B.: Da tener presente che in questi casi va indicata, nella casella “percentuale” (%) la lettera “C” in corrispondenza del primo figlio, e la percentuale (100) di detrazione in corrispondenza degli eventuali altri figli.

N.B.2: Se per il primo figlio spetta la detrazione per coniuge a carico per un periodo inferiore all’intero anno occorre compilare il rigo 2 per i mesi in cui spetta la detrazione come figlio e il rigo 3 per i mesi in cui spetta la detrazione come coniuge.

Nella Colonna “Detrazione 100% affidamento figli” La casella va barrata nel caso di affidamento esclusivo, congiunto o condiviso dei figli, dal genitore che fruisce della detrazione nella misura del 100 per cento. Si ricorda che la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori.

Se il genitore affidatario o, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non può usufruire in tutto o in parte della detrazione per limiti di reddito, la detrazione è conseguentemente assegnata per intero al secondo genitore.

La sezione — Dati del Sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio

Questa sezione deve essere compilata dai lavoratori dipendenti, o dai possessori di redditi di collaborazione coordinata e continuativa, che presentano il modello 730 direttamente ad un CAF o a un professionista abilitato.

Non è obbligatoria l’indicazione dei dati del datore di lavoro in caso di assistenza diretta, vale a dire nel caso in cui i lavoratori dipendenti presentino il modello 730 all’azienda la quale svolge in prima persona tutte le attività di assistenza fiscale.

In caso di rapporto di lavoro dipendente, di pensione o di reddito assimilato a quello di lavoro dipendente tali dati sono rilevabili dalla Certificazione Unica 2017 rilasciato dal sostituto d’imposta/ente pensionistico e devono essere quelli del datore di lavoro presso cui il contribuente è in forza al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi modello 730. Il dipendente di società estera deve indicare i dati relativi alla sede della stabile organizzazione in Italia che effettua le ritenute.

Se il datore di lavoro al momento della presentazione della dichiarazione è diverso da quello che ha rilasciato la CU2017 (es. in caso di cambio lavoro), i dati del sostituto d’imposta vanno richiesti al nuovo datore di lavoro.

Nel caso di contemporaneo rapporto con più datori di lavoro vanno indicati i dati del soggetto che eroga il trattamento economico più elevato.

I dati essenziali sono il codice fiscale e la denominazione.

Nel caso di dichiarazione congiunta, vanno indicati i dati del sostituto d’imposta nel solo modello del “Dichiarante”, mentre sul modello del “Coniuge dichiarante” non si deve indicare alcun dato.

Nel caso di dichiarazione presentata da rappresentante o tutore per conto di altri vanno indicati i dati del sostituto d’imposta del minore o del tutelato, mentre nel modello del rappresentante o tutore non va compilato il riquadro.

La casella Mod. 730 dipendenti senza sostituto deve essere barrata dal contribuente che si trova nelle seguenti condizioni:

  • nel 2016 ha percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;
  • non ha un sostituto d’imposta che sia tenuto a effettuare il conguaglio;
  • presenta il Mod. 730 a un centro di assistenza fiscale (Caf-dipendenti) o a un professionista abilitato.

In questo caso non vanno compilati gli altri campi della sezione.

Firma della dichiarazione

Il modello 730 deve essere obbligatoriamente firmato.

In caso di dichiarazione congiunta, il dichiarante e il coniuge firmeranno ognuno la sua copia.
Non possono essere ritenute valide firme apposte a matita o con colori diversi da blu e nero.

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