Il Decreto Agosto in sintesi

A partire dal 15 Agosto è in vigore il c.d. “Decreto Agosto”, ossia il D.L. 104/2020. Ecco i punti fondamentali.

I trattamenti di cassa integrazione ordinaria e in deroga e di assegno ordinario possono essere richiesti a decorrere dal 13/07/2020 e fino al 31/12/2020 per un periodo di 9 settimane incrementate di un ulteriore periodo di 9 settimane, per un periodo complessivo di 18 settimane, che costituisce la misura massima che può essere richiesta con causale Covid-19.

La principale novità consiste nella possibilità per i datori di lavoro di accedere ai nuovi trattamenti, indipendentemente dal precedente ricorso e dall’effettivo utilizzo degli stessi nel primo semestre del corrente anno.

Viene, infatti, rideterminato il numero massimo di settimane richiedibili entro il 31/12/2020 (fino a 18 settimane complessive), azzerando il conteggio di quelle richieste e autorizzate per i periodi fino al 12 luglio 2020, ai sensi della precedente normativa.

I periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi del D.L. n. 18/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 12/07/2020 sono automaticamente imputati, ove autorizzati, alle prime nove settimane del nuovo periodo di trattamento previsto dal presente decreto legge, che pertanto assorbono i precedenti periodi autorizzati.

Le ulteriori nove settimane di trattamenti, concesse solo previa autorizzazione del periodo precedente e decorso il periodo autorizzato, sono assoggettate a contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre 2019, nella misura del:

  • 9% per i casi di riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • 18% in caso di fatturato non in calo.

Il contributo addizionale non è dovuto laddove il fatturato sia diminuito in misura pari o superiore al 20%, nonché per coloro che abbiano avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.

Il calo di fatturato è autocertificato dal richiedente e soggetto a verifiche incrociate tra Inps e Agenzia delle Entrate.

Il termine di presentazione delle domande, a pena di decadenza, è fissato alla fine del mese successivo all’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività (ed in sede di prima applicazione entro il mese successivo alla data di entrata in vigore del Decreto in esame).

Fino al 31 dicembre 2020, ai datori di lavoro che, successivamente al 15/08/2020, assumono o trasformano a tempo indeterminato lavoratori subordinati, con esclusione dell’apprendistato e del lavoro domestico, è riconosciuto l’esonero totale dai contributi previdenziali per un periodo massimo di 6 mesi (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL), nel limite di 8.060 euro annui riparametrato e applicato su base mensile.

Sono esclusi dall’esonero i lavoratori che abbiano avuto nei sei mesi precedenti l’assunzione un contratto a tempo indeterminato con la stessa impresa.

E’ riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro alle seguenti categorie:

  • lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI;
  • lavoratori in somministrazione presso imprese utilizzatrici del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI;

nonché ai seguenti lavoratori che abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro e che alla data di presentazione della domanda non siano né titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato diverso dal contratto di lavoro intermittente né di trattamento di pensione:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° Gennaio 2019 e il 17 Marzo 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020;
  • lavoratori autonomi occasionali (privi di partita IVA) non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali e che non abbiano un contratto in essere alla data entrata in vigore del presente Decreto, a patto che siano già iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata al 17 marzo 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali in possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:

a) titolarità nel periodo compreso tra il 1° Gennaio 2019 e il 17 Marzo 2020 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;

b) titolarità nell’anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore di cui alla lettera a), di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;

c) assenza di titolarità, al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente. Le varie indennità non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l’indennità collegata al Fondo di ultima istanza, mentre sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità. Tutte le indennità previste nell’articolo non concorrono alla formazione del reddito e sono erogate dall’INPS.

Lo stesso Decreto Agosto prevede che i lavoratori che hanno già presentato domanda dell’indennità Covid-19 ed abbiano già beneficiato dei bonus Inps di marzo, Aprile e Maggio 2020, non devono presentare ulteriore domanda, in quanto l’Inps stessa provvederà in automatico ad istruire la domanda e a verificare i requisiti previsti dal decreto Agosto.

Sull’argomento è possibile consultare il messaggio Inps n. 3160/2020.

I datori di lavoro che nell’anno 2020 hanno sospeso l’attività lavorativa a causa dell’impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte dei lavoratori alle proprie dipendenze, domiciliati o residenti in Comuni per i quali la pubblica autorità disposto l’obbligo di permanenza domiciliare per l’emergenza covid, per i quali non hanno trovato applicazione le tutele previste, possono presentare domanda dei trattamenti di cigo, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga con causale “COVID 19 — Obbligo permanenza domiciliare”.

I datori di lavoro che nei mesi di maggio e giugno 2020 abbiano fruito dei trattamenti di integrazione ordinaria e in deroga, e di assegno ordinario, e che non facciano richiesta dei trattamenti di integrazione salariale introdotti ai sensi dell’art. 1, sono esonerati dai versamenti dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo massimo di 4 mesi, da fruire entro il 31 dicembre 2020, nel limite del doppio delle ore di cassa integrazione fruite nei predetti mesi di maggio e giugno 2020. Dall’esonero sono esclusi i premi e contributi dovuti all’INAIL.

Possono accedere all’applicazione dell’esonero le aziende che hanno fruito di periodi di integrazioni salariali ai sensi dell’art. 19, D.L. 18/20 anche se collocati successivamente al 12 luglio 2020.

Al datore di lavoro che ha beneficiato dell’esonero contributivo si applica il divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo, disposto dall’art. 46 del decreto-legge n. 18/2020 e successivamente prorogato con il decreto-legge n. 34/2020, con la conseguenza, in caso di violazione, della revoca dall’esonero contributivo con efficacia retroattiva e dell’impossibilità di presentare domanda di integrazione salariale.

E’ prevista la proroga di 2 mesi di Naspi e Dis-Coll per chi ha terminato la Naspi o la Dis-Coll nel periodo compreso tra 1° Maggio 2020 e 30 Giugno 2020.

E’ prevista la proroga di 2 mesi di naspi e Dis-Coll anche per chi ha già usufruito della precedente proroga (quelle scadute tra il 1 Marzo e il 30 Aprile).

Non è necessario inoltrare alcuna domanda all’Inps per richiedere le proroghe.

Viene introdotto un nuovo incentivo a favore dei datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che procedono a nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Infatti per ogni nuova assunzione riceveranno un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di 6 mesi decorrenti dall’assunzione, ma nel limite massimo di un importo di esonero pari a € 8.060 su base annua e applicato su base mensile.

L’assunzione deve avvenire, però, entro il fino al 31 dicembre 2020.

Rientrano in questi esoneri anche le trasformazioni dei contratti di lavoro da tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, mentre sono esclusi i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato con la medesima imprese nei 6 mesi precedenti.

Lo stesso sgravio contributivo che spetta per le assunzioni a tempo
indeterminato viene previsto anche per le assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale limitatamente ai settori del turismo e degli stabilimenti termali, fino al 31 dicembre 2020.

Quindi anche in questo caso, per ogni nuova assunzione, i datori di lavoro riceveranno un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, sempre nel limite massimo di un importo di esonero pari a € 8.060 su base annua e applicato su base mensile. Però la durata massima del beneficio è di 3 mesi.

Viene incrementato il finanziamento da 230 milioni di euro a
730 milioni di euro.

La norma modifica l’art. 93 del D.L. n. 34/2020 prevedendo che, in conseguenza all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è possibile rinnovare o prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato, ferma restando la durata massima consentita di 24 mesi, per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta anche senza indicazione delle causali purché l’atto di rinnovo o di proroga venga sottoscritto entro il 31 dicembre 2020.

La nuova formulazione, quindi, elimina il riferimento ai contratti in corso alla data del 23 febbraio 2020, ampliando il campo di applicazione del regime acausale ed individua la data del 31 dicembre 2020 come limite entro il quale effettuare la proroga o il rinnovo del contratto, consentendo al contratto stesso di proseguire anche nel corso del 2021.

La norma in esame inoltre prevede l’abrogazione del comma 1-bis dell’art. 93, introdotto in sede di conversione del D.l. 34, con cui era stata disposta una proroga ex lege, di una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, del termine dei contratti di lavoro di apprendistato di I e III tipo (duale) e dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di somministrazione.

Fino al 31/12/2020 ai datori di lavoro che non abbiano integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 di cui all’articolo 1 ovvero dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali di cui all’articolo 4 del presente decreto:

  • è precluso l’avvio delle procedure relative ai licenziamenti collettivi e sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola di contratto di appalto;
  • in merito ai licenziamenti individuali, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3, della legge n. 604/1966 e sono sospese le procedure in corso di cui all’articolo 7 della medesima legge (e riguardanti le imprese con più di 15 dipendenti.

Il blocco dei licenziamenti, sia collettivi che individuali, non si applica alle seguenti ipotesi:

  • cessazione definitiva dell’attività di impresa;
  • accordo collettivo aziendale volto ad incentivare la risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono all’accordo stesso. In tal caso ai lavoratori sarà riconosciuta la NASPI;
  • fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione.

Si prevede, infine, che il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nel corso del 2020, abbia proceduto ad un licenziamento per motivi economici, può, in deroga all’articolo 18, comma 10, della legge n. 300/1970, revocare in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta della cassa integrazione, di cui agli articoli da 19 a 22 del D.L. n. 18/2020, dalla data in cui abbia avuto efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.

Esenzione dal pagamento anche seconda rata IMU per attività turistiche (tra cui alberghi, B&B, agriturismo, stabilimenti balneari,lacuali e termali), attività di allestimento eventi fieristici e manifestazioni e spettacoli cinematografici e teatrali, prevedendo in alcuni casi la condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Per il miglioramento e la riqualificazione delle strutture turistiche e ricettive è previsto un credito di imposta del 65% per il 2020 e 2021.

Viene allargata la platea (termali) e prolungato nel tempo (giugno), il credito d’imposta per i canoni di locazione, e vengono inserite anche le guide turistiche come beneficiarie del fondo in dotazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

In alternativa a quanto già previsto dal DL Rilancio (art. 126 e 127) si prevede la possibilità di beneficiare di un’ulteriore rateizzazione per i versamenti già sospesi di imposte, tributi, contributi previdenziali e assistenziali.

In particolare, i versamenti sospesi possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, per un importo pari al 50% delle somme oggetto della sospensione in un’unica soluzione entro il 16/09/2020 o, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16/09/2020, mentre il versamento del restante 50% delle somme dovute può essere effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16/01/2021.

Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Per il solo anno in corso, viene portato a 516,46 euro il valore dei beni e servizi prestati dall’azienda che non concorrono alla formazione del reddito.

Per Invalidi civili totali a partire dai 18 anni di età e non più solo dai 60 anni. Il legislatore risponde ai rilievi contenuti nella sentenza n. 152/2020 della Corte Costituzionale.

La maggiorazione nel 2020 è di 364,71 euro ed è collegata al reddito dell’invalido.

E’ prevista l’erogazione di contributi a fondo perduto alle imprese con attività prevalente individuata dai codici Ateco 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 56.29.10 (mense) e 56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale).

Il contributo, che dovrà essere utilizzato per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio, spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai 3/4 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019. Indipendentemente dalla riduzione del fatturato, il contributo spetta comunque ai soggetti che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Un apposito decreto fisserà le procedure per la richiesta del contributo, ma è da evidenziare che è prevista la possibilità di ottenere il pagamento di un anticipo del 90% al momento dell’accettazione della domanda, presentando i documenti certificanti gli acquisti, anche non quietanzati.

E’ previsto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che, secondo le ultime rilevazioni Istat, presentavano una forte presenza di turisti residenti in paesi esteri.

Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019.

Il contributo è calcolato in percentuale sulla riduzione del fatturato subita.

Il Decreto Agosto interviene sulla normativa in materia di superbonus, prevedendo che le delibere dell’assemblea del condominio siano valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno 1/3 del valore dell’edificio.

Viene prevista la proroga, tra gli altri, del termine del 30 settembre, previsto dall’articolo 56, comma 2, lett. a), b) e c), D.L. 18/2020, al 31 gennaio 2021.

Pertanto:

a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti, gli importi accordati non possono essere revocati fino al 31 gennaio 2021;

b) per i prestiti non rateali i contratti sono prorogati fino al 31 gennaio 2021 alle stesse condizioni;

c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing è sospeso sino al 31 gennaio 2021.

A seguito delle disposizioni introdotte dal Decreto Agosto, non è dovuta la seconda rata Imu relativa a:

a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;

b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;

c) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;

d) immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;

e) immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Si ricorda che le fattispecie di cui ai punti a), b) e c) avevano già beneficiato dell’esclusione del pagamento dell’acconto Imu.

Con riferimento, invece, agli immobili di cui alla lettera d), il Decreto Agosto prevede la non debenza dell’Imu anche per gli anni 2021 e 2022.

Viene reintrodotto il credito di imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, riconoscendolo nella misura del 65%, per i due periodi di imposta successivi a quello in corso alla data del 31 dicembre 2019.

Viene rafforzato con 500 milioni di euro per il 2020, il fondo di sostegno per l’acquisto di autoveicoli a basso impatto ambientale.

Si riconosce, per l’anno 2020, un credito d’imposta alle imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, nei confronti

  • di leghe che organizzano campionati nazionali a squadre nell’ambito delle discipline olimpiche,
  • ovvero società sportive professionistiche, Ssd e Asd iscritte al registro Coni operanti in discipline ammesse ai Giochi Olimpici e che svolgono attività sportiva giovanile.

Il credito d’imposta è pari, al massimo, al 50% degli investimenti effettuati (è infatti previsto un limite massimo di spesa, e, quindi, una ripartizione del credito in caso di insufficienza delle risorse disponibili).

L’investimento in campagne pubblicitarie deve essere di importo complessivo non inferiore a 10.000 euro e rivolto a leghe, società sportive professionistiche, Asd e Ssd con ricavi 2019 almeno pari a 200.000 euro e fino a un massimo di 15 milioni di euro.

Sono escluse dal beneficio in esame le sponsorizzazioni nei confronti dei soggetti che aderiscono al regime previsto dalla L. 398/1991.

I versamenti sospesi in considerazione dell’emergenza sanitaria ad opera degli articoli 126 e 127 D.L. 134/2020 possono essere eseguiti con le seguenti modalità:

  • 50% delle somme: in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, o, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo,
  • restante 50%: mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021.

Il Decreto Agosto proroga al 30 aprile 2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap per i soggetti Isa che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Viene differito al 15 ottobre 2020 il termine finale di sospensione dell’attività di riscossione, precedentemente fissato al 31 agosto 2020.

Pertanto:

  • sono sospesi i pagamenti in scadenza dall’8 marzo al 15 ottobre 2020 che dovranno essere effettuati entro il 30 novembre 2020,
  • è differito al 15 ottobre 2020 il termine di sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione,
  • sono sospesi fino al 15 ottobre 2020 gli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati, prima del 19 maggio 2020, su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilati,
  • sono sospese dall’8 marzo al 15 ottobre 2020 le attività di verifica di inadempienza da parte delle Pubbliche Amministrazioni e delle società a prevalente partecipazione pubblica, da effettuarsi prima di disporre pagamenti (articolo 48 bis D.P.R. 602/1973).

Resta invece fermo al 10 dicembre 2020 il termine ultimo previsto per il pagamento delle rate dalla rottamazione-ter e del saldo e stralcio.

Viene prevista la possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

La rivalutazione, che deve essere eseguita nel bilancio dell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, può avere:

  • effetti soltanto civilistici e contabili,
  • effetti anche fiscali, a seguito del pagamento dell’imposta sostitutiva del 3%.

La rivalutazione può essere effettuata distintamente per ciascun bene.

Il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato con il pagamento di un’imposta sostitutiva del 10%.

Sulla concessione della gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale (“Superenalotto”, “Win for Life” e altri) a causa della straordinarietà e imprevedibilità dell’emergenza sanitaria, sono prorogati i termini degli adempimenti previsti dall’aggiudicazione della gara appositamente indetta.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’esercizio delle proprie funzioni di prevenzione e contrasto alle attività illecite nei settori dei giochi e dei tabacchi, ordina ai fornitori di connettività alla rete internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione, o agli operatori che forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, la rimozione delle iniziative di chiunque offra o pubblicizzi prodotti o servizi, secondo modalità non conformi a quelle definite dalle norme, anche di
natura fiscale o a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini, ovvero ponga in essere schemi finalizzati alla realizzazione di
attività illecite.

Previsto l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive in libera professione, con incremento della tariffa oraria, nonché arruolamento di personale attraverso assunzioni a tempo determinato, per recuperare i ritardi dei ricoveri ospedalieri.
La norma cessa al 31 dicembre 2020.

Riduzione delle liste di attesa, avvalendosi anche delle prestazioni aggiuntive con le stesse modalità previste per i ricoveri ospedalieri. Possibilità di incrementare il monte ore dell’assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata interna. La norma resta in vigore fino al 31 dicembre 2020.

Prevista la possibilità per i medici iscritti all’ultimo anno di formazione specialistica, nonché al penultimo anno se di durata quinquennale, di stilare in autonomia i referti delle visite degli esami e delle prestazioni specialistiche , relative ai controlli ambulatoriali, con esclusione di alcune branche.

  • Finanziamento di 32 milioni di euro per il 2020 e 48 milioni per il 2021 destinato tra l’altro a finanziare anche i patti di comunità per l’anno scolastico 2020/2021. Le risorse trasferite agli uffici scolastici regionali sono finalizzate alla sottoscrizione di accordi tra istituzioni scolastiche e Enti locali contestualmente a Patti di comunità di collaborazione con istitu-zioni culturali, sportive e del terzo settore o ai piani di zona previsti dalla Legge 328/2000 al fine di favorire la permanenza a scuola degli allievi alternando attività didattiche a quelle ludico ricreative, culturali e sportive.
  • Incrementato il Fondo di 580 milioni di euro per il 2020 e di 300 milioni di euro per il 2021 in dotazione al Commissario Straordinario per l’acquisizione di apparecchiature e dispositivi di protezione individuale compresi gli arredamenti scolastici.
  • Vengono incrementate le risorse per le scuole della provincia e delle città metropolitane nonché degli enti di decentramento regionale per interventi di manutenzione straordinaria ed incremento efficienza energetica.

Sono messi a disposizione 85 milioni di euro per il 202;, 170 milioni di euro per il 2021; 200 milioni di euro per il 2022; 200 milioni di euro per il 2023, per spese di progettazione relativi ad interventi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici, del patrimonio comunale, nonché per la messa in sicurezza delle strade. Per i progetti ammessi nell’anno 2020 vengono incrementate le risorse per ulteriori 300 milioni di euro.

La costituzione della newco pubblica per Alitalia sarà “ai soli fini dell’elaborazione del piano industriale”, con un capitale sociale da 20 milioni di euro.

Se però la commissione Ue non darà il via libera al piano, la società sarà posta in liquidazione.

Nel decreto entra anche la norma per estendere ai lavoratori AirItaly la cassa integrazione già prevista dai precedenti provvedimenti per altre categorie e da cui i quasi 1.500 lavoratori sono attualmente esclusi perché la compagnia è in liquidazione.

Sono messi a disposizione 85 milioni di euro per il 2020, 170 milioni di euro per il 2021; 200 milioni di euro per il 2022; 200 milioni di euro per il 2023, per spese di progettazione relativi ad interventi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici, del patrimonio comunale, nonché per la messa in sicurezza delle strade.

Per i progetti ammessi nell’anno 2020 vengono incrementate le risorse per ulteriori 300 milioni di euro.

Per la messa sicurezza dei ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza viene fornita al ministero delle Infrastrutture una dotazione di 600 milioni di euro in 3 anni, 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023.

Nasce l’Autorità per la Laguna di Venezia che assorbirà le competenze dell’ex Magistrato delle acque e curerà la gestione e la manutenzione del Mose.

Viene disposta la liquidazione del Consorzio Venezia Nuova.

Si agevola l’operatività del Centro clima a Venezia quale ente di ricerca.

Prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021 e incremento
fondo per le emergenze nazionali di 350 milioni di euro.

Possibilità per le Regioni e gli Enti Locali e Unione dei Comuni di assumere a tempo indeterminato il personale attualmente con rapporto a tempo determinato (prorogato fino al 31/12/2021) in servizio presso gli Uffici Speciali per la Ricostruzione.

Proroga al 2021 delle agevolazioni previste per le attività
imprenditoriali dalle zone franche urbane.

I Comuni del cratere del sisma sono autorizzati fino al 2022 ad effettuare eventuali assunzioni a tempo determinato in deroga ai vincoli previsti dalla legge.

Le risorse provenienti dal Fondo per la Ricostruzioni non sono passibili di sequestro o pignoramento.

Viene istituito un fondo di 20 milioni di euro per compensare i danni subiti dalle imprese esercenti questa attività.

Incremento di 500 milioni di euro per l’anno 2021 assegnati ai comuni per investimenti destinate ad opere pubbliche in materia di efficientamento
energetico, illuminazione pubblica, risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica, oltre ad interventi per
la messa in sicurezza di scuole e patrimonio comunale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Istituito un fondo di 35 milioni di euro per il 2020.

Le risorse sono destinate in favore delle persone fisicamente impedite o comunque con mobilità ridotta, con patologie accertate, anche se accompagnate, ovvero anche al nucleo familiare, o in stato di bisogno, residenti nei capoluoghi delle città metropolitane e di provincia per l’ottenimento di un buono viaggio pari al 50% della spesa e comunque non superiore a 20 euro per ciascun viaggio da utilizzare entro il 31/12/2020 per spostamenti fatti con taxi e ncc.

Incrementato il Fondo di 400 milioni di euro per il 2020.
L’incremento è ripartito con decreto del Mit e del Mef.

Incremento del fondo di 50 milioni di euro per i porti, non solo per quelli nei
quali è presente l’autorità portuale.

Stanziato un miliardo aggiuntivo per finanziare le attività per garantire l’avvio del prossimo anno scolastico in sicurezza.

E’ previsto un aumento del finanziamento per le aree interne di 10 milioni di euro per il 2020 e di 100 milioni di euro per il 2021. Positivo il sostegno a queste aree da sempre in grande difficoltà.

Estensione del fondo di garanzia per le PMI con allargamento della
platea dei beneficiari a tutti gli enti non commerciali (comprese quindi
le organizzazioni sindacali) e del terzo settore riconoscendone il valore
sociale ed economico delle attività svolte.

  • Rifinanziamento bonus baby sitting per il personale sanitario e
    difesa/soccorso pubblico, particolarmente impegnato nell’emergenza pandemica: viene incrementato di 169 milioni di euro lo stanziamento previsto.
  • Semplificazione procedure concorsuali. E’ confermata anche oltre il 31/12/2020 la possibilità per le Amministrazioni Pubbliche di procedere all’espletamento delle procedure concorsuali in forma semplificata. Non si condivide, per queste procedure l’abolizione della possibilità di riserva del 50% delle disponibilità ai dipendenti interni delle PA in possesso dei titoli.
  • Le risorse da destinare all’erogazione dei compensi spettanti ai Centri di assistenza fiscale e ai professionisti abilitati per lo svolgimento dell’assistenza fiscale, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, sono incrementate di 20 milioni di euro per il solo anno 2020;
  • A decorrere dall’esercizio finanziario del 2020 gli specifici stanziamenti previsti per il finanziamento degli istituti di Patronato, sono complessivamente e proporzionalmente aumentati di 20 milioni di euro.

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