Il credito di imposta

Il credito d’imposta è un’agevolazione fiscale, o meglio, un credito che, un contribuente (che sia persona fisica o impresa), vanta nei confronti dello Stato italiano (rappresentato non soltanto dall’Erario ma qualsiasi ente pubblico — Inps o Inail — che abbiano il poter di applicazione della pretesa impositiva) e che può essere utilizzato per compensare qualsiasi debito verso quest’ultimo. Si tratta, in definitiva, di uno sconto che il Fisco italiano ci applica sulle tasse da versare.

Un credito d’imposta può essere destinato a compensare i debiti, a diminuire le imposte dovute oppure, quando ammesso, se ne può richiedere il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi.

In certi casi determinati non si può liberamente scegliere la destinazione del credito, ma deve essere necessariamente incanalato verso progetti specifici, ad esempio per finanziare la ricerca e lo sviluppo, la bonifica di amianto, gli investimenti al Sud.

Il credito d’imposta non è un finanziamento. Il primo strumento ha a che fare con le imposte (si acquisisce o si genera un credito che permette di pagare meno tasse o contributi), il secondo, invece, ha l’obiettivo di ricevere una provvista di capitale (liquidità, titoli, altro) da enti pubblici, banche, investitori, persone fisiche. Tuttavia, oggi, vista la crisi attuale, sempre più spesso viene concessa anche la possibilità di effettuare la cessione del credito per reperire subito soldi liquidi.

Il credito di imposta solitamente può nascere per 2 motivi: o quando per un errore di calcolo vengono addebitate più tasse rispetto a quelle dovute che devono essere restituite. In questo caso nasce un credito da utilizzare in compensazione; oppure, come sempre più spesso accade oggi, il credito nei confronti dell’Erario o ente impositivo, nasce anche grazie ai numerosi incentivi messi a disposizione dallo Stato per spingere gli investimenti o le spese.

Il credito di imposta può essere utilizzato in compensazione attraverso 2 modalità: o inserendolo in dichiarazione dei redditi, o attraverso i pagamenti mediante modelli F24.

Indipendentemente da come viene utilizzato, la sua funzione è sempre quella di andare a compensare, e a pagare, le eventuali imposte a debito risultanti durante l’anno.

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