Il Bonus Mamma Domani (Premio alla Nascita — 800 €) [ 2021 ]

Dal 2017 lo Stato riconosce alle famiglie un aiuto importante, divenuto strutturale dal 2018, per far fronte alle spese affrontate durante la gravidanza e dopo il parto: si tratta del bonus Mamma Domani (premio di natalità) di 800 euro, a prescindere dal reddito della futura mamma, erogati in una soluzione unica, al momento dell’evento (parto, adozione, affidamento).

Tale bonus non viene riconosciuto automaticamente ma sarà l’interessata a dover farne richiesta all’Inps.

  • Bambini nati, adottati o affidati a partire dal 1° gennaio 2021 (nel caso di adozione o affidamento preadottivo sarà la data di ingresso in famiglia il giorno a partire dal quale calcolare il termine di un anno);
  • Donne in stato di gravidanza. Possono inviare la domanda al completamento del 7° mese di gravidanza (quindi all’inizio dell’8°) e in maniera improrogabile entro un anno dalla nascita (o anche adozione o affidamento);
  • Donne che hanno partorito prima dell’inizio dell’8° mese di gravidanza.

Questo bonus per la famiglia si prefissa di sostenere le spese per il corredo del bambino e gli accertamenti medici dell’ultima fase della gravidanza con un sostegno alle famiglie pari a 800 euro, indipendentemente dal reddito.

La domanda per il bonus Mamma Domani è unica per ogni madre ma gli 800 euro sono erogati per ciascun bambino prossimo alla nascita, nato o adottato nel 2021; pertanto in caso di gravidanze gemellari o plurime spetteranno alla mamma 800 euro per ogni figlio, per esempio nel caso di un parto gemellare la donna farà un’unica richiesta per l’accredito di 1.600 euro, che verranno erogati comunque in una unica soluzione.

  • Residenza in Italia
  • Cittadinanza italiana o comunitaria
  • Possesso del permesso di soggiorno UE (soggiornanti non comunitarie, di lungo periodo)
  • Carte di soggiorno per familiari di cittadini dell’UE
  • Status di rifugiato politico (le cittadine non comunitarie sono equiparate a quelle italiane)
  • Cittadine extracomunitarie in Italia da almeno 5 anni.
  • Documento di riconoscimento della mamma.
  • Tessera sanitaria della mamma.
  • Le mamme in attesa devono allegare il certificato sullo stato di gravidanza rilasciato dal medico, attestante lo stato di gravidanza al 7° mese compiuto (si deve essere entrati nell’ 8° mese) o oltre, e all’interno del quale sarà indicata la data presunta del parto. Per le sole madri non lavoratrici è possibile indicare il numero identificativo a 15 cifre e la data di rilascio di una prescrizione medica emessa da un medico del SSN o con esso convenzionato, con indicazione del codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso. La veridicità di tale autocertificazione sarà verificata dall’INPS presso le competenti amministrazioni.
  • Nel caso il parto sia già avvenuto, è necessario autocertificare data del parto e generalità del nascituro (codice fiscale del bambino nato nel 2021). In caso di parto plurimo è richiesta l’indicazione di più minori in quanto la prestazione è riconosciuta per ogni minore (v. messaggio n. 4252 del 13–11–2020).
  • Se si tratta di adozione o affidamento, è indispensabile indicare: tipologia e numero del provvedimento, data e autorità che lo ha emesso.
  • IBAN
  • Numero di cellulare e/o indirizzo email della richiedente

Le modalità di pagamento previste sono:

  • bonifico domiciliato presso ufficio postale;
  • accredito su conto corrente bancario;
  • accredito su conto corrente postale;
  • libretto postale;
  • carta prepagata con IBAN.

Per tutti i pagamenti, eccetto bonifico domiciliato presso ufficio postale, è richiesto il codice IBAN.

La mamma stessa deciderà in che modo ottenere il pagamento, infatti, all’interno della domanda per il bonus mamme domani, la richiedente sarà chiamata ad indicare la forma di pagamento prescelta.

La domanda deve essere presentata dopo il completamento del settimo mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).

Normalmente l’importo è erogato in tempi relativamente brevi, ma va segnalato che ci sono stati casi di attesa superiore a 3 mesi

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