La Norma Tributaria: Struttura

Norme Tributarie: Norme Impositrici e Norme Procedimentali (o Formali)

Fondamentalmente possiamo distinguere le Norme Tributarie in:

  • Norme Impositrici

Le Norme Impositrici individuano chi deve pagare, al verificarsi di quale fatto e in quale misura. Contengono gli elementi sostanziali del Tributo ex art. 23 Cost. ed individuano i c.d. criteri di riparto dei carichi pubblici ex art. 25 Cost..

Le Norme Formali o Procedimentali disciplinano gli obblighi strumentali del singolo (la presentazione della dichiarazione dei redditi, i versamenti, la tenuta delle scritture contabili…), disciplinano le modalità con cui l’Amministrazione Finanziaria effettua controlli e verifiche, e in generale disciplinano la fase dinamica del tributo, quella fase in cui si dà attuazione alla norma impositrice, con comportamenti del singolo e della Amministrazione Finanziaria.

Struttura della Norma Impositrice

La struttura classica della Norma Impositrice è costituita da:

  • Presupposto

— Il Presupposto è il fatto o il complesso di fatti al cui verificarsi si rende dovuto il Tributo. Esso manifesta la capacità contributiva del Soggetto.

— Il Soggetto Passivo è un concetto abbastanza complesso ma in linea generale possiamo dire che per soggetti passivi si intendono tutti coloro che vengono sottoposti alla capacità tributaria dello Stato e che, quindi, pagano il tributo o, in caso di inadempimento, subiscono l’esecuzione forzata.

Generalmente, il soggetto passivo coincide con l’obbligato al materiale pagamento del tributo, ma talvolta nella fase di adempimento dell’obbligazione d’imposta, la legge prevede il coinvolgimento di altre figure soggettive. Tale è il caso del:

  • Sostituto d’imposta;

Ai sensi dell’art. 64, c. 1, Dpr. n. 600/73 il Sostituto d’Imposta è colui il quale “in forza di disposizioni di legge, è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili ed anche a titolo di acconto, deve effettuare la rivalsa salvo che sia diversamente stabilito in modo espresso”.

Nel meccanismo della sostituzione d’imposta, il legislatore addossa la prestazione impositiva su un soggetto (c.d. Sostituto) diverso da quello cui è riferibile la concreta manifestazione di capacità contributiva (c.d. Sostituito).

Il soggetto passivo sostituito adempie il proprio obbligo tributario mediante una decurtazione della somma di cui è creditore nei confronti del sostituto che questi versa successivamente all’erario.

A seconda dei casi il Sostituto d’Imposta può identificarsi nel datore di lavoro di un dipendente, nel committente di un lavoratore autonomo, nell’ente pensionistico ecc.

La sostituzione avviene normalmente in due modi:

A titolo d’imposta, ovvero quando il sostituto deve trattenere e versare tutta l’imposta, con l’azzeramento del debito del sostituito, il quale è libero da qualsiasi altro adempimento. Si verifica il totale subentro del sostituto nella posizione che sarebbe propria del sostituito nella fase di attuazione della norma tributaria e nell’adempimento dell’obbligazione d’imposta.

In tal caso, il soggetto che effettua i pagamenti (Sostituto) trattiene l’imposta da versare ed esaurisce l’attuazione del prelievo; il Sostituito, sul cui reddito è stata effettuata la ritenuta, viene esonerato anche dall’adempimento degli obblighi strumentali all’attuazione del tributo (es. dichiarazione).

Un esempio è quello di premi e vincite, dove chi eroga il premio opera una ritenuta a titolo d’imposta a carico del vincitore. Altro esempio è quello delle ritenute operate dall’ente poste italiane e dalle banche sugli interessi ed altri
proventi corrisposti ai titolari di conti correnti e depositi.

A titolo di acconto, cioè quando l’obbligazione del sostituito non si estingue, ed egli rimane soggetto passivo dell’imposta.

A differenza della sostituzione a titolo d’imposta, il meccanismo della sostituzione a titolo d’acconto prevede una attiva partecipazione del contribuente sostituito.

In tal caso il Sostituto, all’atto del pagamento della somma costituente reddito per il Sostituito, opera la ritenuta cui è obbligato per legge, provvedendo a versarne l’importo all’ente impositore nei termini e secondo le modalità stabilite dalla legge; il Sostituto rilascia apposita certificazione al
sostituito di quanto effettuato (CU) dalla quale risultino gli emolumenti
corrisposti nell’anno, le corrispondenti ritenute operate ed ogni altro elemento previsto dalla certificazione stessa, che deve essere utilizzata dal sostituito per la compilazione della propria dichiarazione dei redditi.
Gli stessi dati devono essere trasmessi da parte del Sostituto all’Agenzia delle entrate.

Esempio classico è quello del datore di lavoro che opera le trattenute IRPEF e addizionali all’IRPEF sullo stipendio del lavoratore. Si parla di acconto perché il lavoratore sarà tenuto al pagamento dell’IRPEF e delle addizionali derivanti da eventuali conguagli e da redditi diversi da quello da lavoro dipendente.

Ai sensi dell’art. 64, Dpr. n. 600/73 il Responsabile d’Imposta è colui il quale in forza di disposizione di legge è obbligato al pagamento della imposta insieme con altri (il contribuente) per fatti o situazioni esclusivamente riferibili a questi e ha diritto di rivalsa.

A differenza del Sostituto di imposta che è obbligato al pagamento in luogo del contribuente, il Responsabile è obbligato solidalmente con il contribuente e vanta nei confronti di quest’ultimo il diritto di rivalsa per l’intera somma pagata. Un esempio tipico di Responsabile d’Imposta è il notaio che ha redatto l’atto o ne ha autenticato le firme, per l’imposta di registro.

— La maggior parte dei tributi ha come Soggetto Attivo lo Stato o gli Enti
territoriali (Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni), che li
utilizzano a copertura delle proprie spese.

Base Imponibile è il valore su cui viene applicata l’aliquota per calcolare l’imposta, quindi l’importo sul quale, teoricamente, potrà essere calcolata e applicata un’imposta.

Aliquota è il tasso applicato alla base imponibile per liquidare l’imposta.

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