I familiari fiscalmente a carico

Il concetto di “familiare fiscalmente a carico” ai fini Irpef è particolarmente importante ai fini della compilazione della denuncia dei redditi e del conseguente pagamento delle imposte. Per questi familiari, infatti, il contribuente può contare sulle specifiche detrazioni per carichi di famiglia, e detrazioni per spese sostenute (es.: spese sanitarie, veicoli per disabili, ausili ecc.). Vengono tuttavia fissate due condizioni.

Coniuge e familiari a carico

Nella Sezione del Frontespizio dedicata ai familiari a carico devono essere inseriti i dati relativi ai familiari che nel 2020 sono stati fiscalmente a carico, al fine di fruire delle detrazioni dall’imposta per il coniuge, i figli o gli altri familiari a carico.

E’ necessario indicare il codice fiscale anche per i figli a carico residenti all’estero.

Tale indicazione, quindi, da effettuare anche in caso di assenza di variazione dei dati, è necessaria per applicare le corrette detrazioni previste dal TUIR per i carichi di famiglia (art. 12 TUIR). Le detrazioni, infatti, vengono calcolate dal soggetto che presta l’assistenza fiscale.

Sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nel 2020 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Sono considerati fiscalmente a carico i figli di età non superiore a 24 anni che nel 2020 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 4.000 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Nel limite di reddito di 2.840,51 euro (o 4.000 euro) che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, vanno computate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo: 

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni; 
  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica; 
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato; 
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98); 
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (art. 1, commi da 54 a 89, legge 23 dicembre 2014, n. 190).

I redditi esclusi dalla soglia per la verifica dei familiari a carico

Per la determinazione del reddito valevole per l’agevolazione, non devono essere presi in considerazione le seguenti tipologie di reddito:

— Redditi esenti irpef

Classici esempi di redditi esenti sono:

  • Le borse di studio, di dottorato, i corsi di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia;
  • Gli assegni di ricerca conferiti dalle università e dagli enti pubblici e dalla istituzioni di ricerca;
  • Le borse di studio Erasmus, e le somme corrisposte dall’Università, a condizione che l’importo complessivo annuo non sia superiore a €. 7.746,85;
  • Le borse di studio a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
  • Pensioni di invalidità civile e le eventuali indennità di accompagnamento;
  • Pensioni di invalidità civile e le eventuali indennità di accompagnamento;
  • Pensione di invalidità per cause di servizio; indennità di mobilità per la parte reinvestita nella costituzione di società cooperative;
  • Assegno di maternità per la donna lavoratrice; rendite Inail, etc;

— Redditi soggetti a tassazione alla fonte

Classici esempi di redditi soggetti a ritenuta alla fonte sono:

  • Redditi da attività sportiva dilettantistica fino a € 10.000 annue;
  • Interessi delle obbligazioni e dei titoli di Stato, gli interessi dei depositi e conti correnti bancari e postali, premi e vincite al gioco in Italia;
  • Proventi delle quote dei fondi di investimento mobiliare di tipo aperto italiani e stranieri;
  • Riscatto in forma di capitale dei fondi pensione per perdita del posto di lavoro.

In generale, tutte quelle somme che non sono certificate da una CU.

Possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero: 

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; 
  • i figli (compresi i figli adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito; gli stessi, pertanto, ai fini dell’attribuzione della detrazione non rientrano mai nella categoria “altri familiari”.

Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria: 

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato; 
  • i discendenti dei figli; 
  • i genitori (compresi quelli adottivi); 
  • i generi e le nuore; 
  • il suocero e la suocera; 
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali); 
  • i nonni e le nonne.

Se nel corso del 2020 è cambiata la situazione di un familiare, bisogna compilare un rigo per ogni situazione.

Le detrazioni per carichi di famiglia variano in base al reddito, quindi chi presta l’assistenza fiscale dovrà calcolare l’ammontare delle detrazioni effettivamente spettanti tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del TUIR.

A seconda della situazione reddituale del contribuente le detrazioni per carichi di famiglia possono spettare per intero, solo in parte o non spettare.

Computo delle detrazioni

L’importo delle detrazioni deve essere rapportato ai mesi dell’anno per i quali i familiari sono rimasti a carico e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste.

I periodi inferiore al mese, sono, comunque, considerati mese intero.

Ad esempio, nel caso di matrimonio avvenuto il 21 ottobre, la detrazione per coniuge a carico spetta per 3 mesi.

Detrazioni per coniuge a carico

Per il coniuge a carico la detrazione prevista varia da 0 a 800 euro, secondo 3 diverse modalità di determinazione dell’importo in concreto spettante, corrispondenti a 3 classi di reddito.

In particolare, si detraggono dall’Irpef per carichi di famiglia i seguenti importi:

  • € 800, diminuiti del prodotto tra € 110 e l’importo corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e € 15.000, se il reddito complessivo non supera € 15.000;
  • € 690, se il reddito complessivo è superiore a € 15.000 ma non a € 40.000;
  • € 690, se il reddito complessivo è superiore a € 40.000 ma non a € 80.000. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di € 80.000, diminuito del reddito complessivo, e € 40.000.

La detrazione è poi aumentata di un importo pari a:

  • € 10, se il reddito complessivo è superiore a € 29.000 ma non a € 29.200;
  • € 20, se il reddito complessivo è superiore a € 29.200 ma non a € 34.700;
  • € 30, se il reddito complessivo è superiore a € 34.700 ma non a € 35.000;
  • € 20, se il reddito complessivo è superiore a € 35.000 ma non a € 35.100;
  • € 10, se il reddito complessivo è superiore a € 35.100 ma non a € 35.200.

Detrazioni per figli a carico

La detrazione prevista per ciascun figlio a carico è di € 950,00.

Tale detrazione è sostituita da:

  • € 1220,00 per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni;
  • € 1.350,00 per ciascun figlio disabile di età superiore a 3 anni;
  • € 1.620,00 per ciascun figlio disabile di età inferiore a 3 anni;

Se i figli a carico siano più di 3 le detrazioni appena elencate sono aumentate di € 200,00 per ciascun figlio.

La detrazione effettiva si ottiene moltiplicando la detrazione teorica per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di € 95.000 diminuito del reddito complessivo e € 95.000:

detrazione x (95.000 € — reddito complessivo) / 95.000.

N.B.: Il soggetto che presta l’assistenza fiscale riconosce un’ulteriore detrazione di € 1.200,00 se il numero dei figli a carico è superiore a 3.

La detrazione per i figli non è ripartibile liberamente tra i coniugi, ma va sempre suddivisa al 50% tra i genitori.

Uniche eccezioni sono le seguenti:

a) — contribuente con coniuge a carico: in questo caso la detrazione spetta per intero al genitore con reddito ;

b) — contribuente il cui coniuge ha un reddito basso: per non perdere la possibilità di fruire della detrazione per intero, la stessa può essere attribuita PER INTERO al genitore con reddito complessivo più elevato;

c) — genitori separati — divorziati: in caso di affidamento congiunto o condiviso, la detrazione è ripartita al 50%.

Verificare sempre la sentenza di separazione per capire il tipo di affidamento, se congiunto/condiviso tra i 2 genitori o esclusivo di un solo genitore.

E’ possibile un diverso accordo tra i due genitori solo se uno dei due non può usufruire in tutto o in parte della detrazione per limiti di reddito, e a condizione che sia riversata all’ex coniuge la quota di detrazione fruita in più ( R.M. 143/E 30–12–2011).

Ripartizione percentuale detrazione: la detrazione per figli a carico deve essere considerata unitariamente per tutti i figli dei medesimi genitori e l’eventuale attribuzione della detrazione al genitore con reddito più elevato deve interessare necessariamente tutti i figli dei medesimi genitori.

Solo in presenza di figli nati non dai medesimi genitori, la detrazione può essere applicata in misura diversa (Circ. n.20/E 2011)

Figli senza un genitore: spetta per il primo figlio la detrazione pari a quella del coniuge a carico — lettera “C” nella % detrazione del rigo F1 — nel caso di genitore mancante perché deceduto o perché non ha riconosciuto il figlio.

Detrazioni per famiglie numerose

In presenza di almeno 4 figli a carico, ai genitori, oltre alle detrazioni sopra indicate, è riconosciuta un’ulteriore detrazione di importo pari a € 1.200 (art. 1, co. 15. L.N.244/2007).

La detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, sciogliemento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.

Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione compete a quest’ultimo per l’intero importo.

Detrazioni altri familiari a carico

La detrazione per altri familiari a carico (cioè diversi da coniuge non separato e figli) è pari a € 750, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, per ogni altra persona che convive con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di € 80.000, diminuito del reddito complessivo, e 80.000.

Pertanto la formula è:

750 x (80.000 — reddito complessivo) / 80.000

Detrazioni per cittadini extracomunitari

I cittadini extracomunitari che richiedono la detrazione per familiari a carico devono avere idonea documentazione attestante lo stato di famiglia, quale ad esempio documentazione rilasciata dal Paese di origine tradotta e asseverata dal Consolato italiano o dal prefetto competente.

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