I cd. lavoratori quindicenni

L’art. 24 della legge n. 214/2011 ha introdotto nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici, prevedendo in particolare il requisito minimo di 20 anni di contribuzione per poter accedere alla pensione di vecchiaia, e l’Inps, con le circolari n. 35, n. 36 e n. 37 del 14.03.2012, ha fornito le istruzioni relative all’applicazione delle nuove disposizioni di cui alla suddetta legge n. 214.

Lo stesso Istituto, come precisato dalla Circolare Inps 16/2013, ha precisato che possono accedere alla pensione di vecchiaia con un’anzianità contributiva minima di 15 anni, come prevedeva la precedente normativa, determinate categorie di lavoratori. Si tratta di persone, in particolare donne, la cui vita lavorativa è stata caratterizzata da una discontinuità lavorativa che li ha portati ad aver maturato 15 anni di contributi entro il 1992, ma poi essere usciti dal mercato del lavoro e quindi non avere più contributi dopo quel periodo (servizi domestici e familiari, lavoratori agricoli, lavoratori dello spettacolo).

La suddetta circolare specifica che possono accedere al requisito dei 15 anni di contributi minimi per ottenere la pensione di vecchiaia le seguenti categorie di lavoratori (c.d. lavoratori quindicenni):

  • dipendenti e autonomi che al 31 dicembre 1992 hanno maturato un’anzianità contributiva di 15 anni (requisiti di assicurazione e di contribuzione previsti dalla normativa previgente). Ai fini della maturazione dei requisiti in parola, sono utili tutti i contributi (obbligatori, figurativi, volontari, da riscatto e da ricongiunzione) riferiti temporalmente a periodi anteriori al 1° gennaio 1993. I contributi figurativi, da riscatto e da ricongiunzione riferiti a periodi che si collocano entro il 31 dicembre 1992 devono essere valutati anche se riconosciuti a seguito di domanda successiva a tale data;
  • dipendenti e autonomi ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione in data anteriore al 31 dicembre 1992 (anche se non hanno effettuato versamenti). La decorrenza dell’autorizzazione alla prosecuzione volontaria deve collocarsi entro la data del 26 dicembre 1992.
  • dipendenti che possono far valere un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni e risultino occupati per almeno dieci anni, anche non consecutivi, per periodi di durata inferiore a 52 settimane nell’anno solare. Il requisito dei 25 anni di anzianità assicurativa e quello dei dieci anni con periodi di occupazione di durata inferiore a 52 settimane nell’anno solare possono essere maturati anche successivamente al 31 dicembre 1992. Per quanto riguarda il requisito dei dieci anni con occupazione di durata inferiore a 52 settimane nell’anno solare, a nulla rileva la circostanza che nell’anno solare nel quale il lavoratore sia stato occupato per periodi di durata inferiore a 52 settimane sussista anche contribuzione diversa da quella obbligatoria (figurativa, volontaria, ecc.) per un numero di settimane tale che, sommato a quello delle settimane di contribuzione obbligatoria, contribuisca a raggiungere le 52 settimane. Tra tali lavoratori non sono ricompresi quelli occupati per l’intero anno ai quali venga attribuito, per l’anno solare, un numero di contributi settimanali inferiore a 52, per effetto delle disposizioni vigenti in materia di accreditamento dei contributi ai fini del diritto alle prestazioni pensionistiche;
  • Lavoratori dipendenti che possono far valere al 31 dicembre 1992 un periodo di assicurazione e di contribuzione inferiore ai 15 anni previsti dalla previgente normativa. Per i lavoratori dipendenti che abbiano maturato al 31 dicembre 1992 un’anzianità assicurativa e contributiva tale che, anche se incrementata dei periodi intercorrenti tra il 1° gennaio 1993 e la fine del mese di compimento dell’età per il pensionamento di vecchiaia, non consentirebbe di conseguire i requisiti assicurativi e contributivi richiesti dall’articolo 2, decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 nell’anno di compimento dell’età pensionabile, i requisiti stessi sono ridotti fino al limite minimo di 15 anni.

E’ bene sottolineare che gli interessati a questa deroga dovranno comunque perfezionare il requisito anagrafico previsto dalla legge Fornero.

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