La DIS-COLL è l’indennità mensile di disoccupazione per i lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata che abbiano perduto involontariamente il lavoro.

Introdotta in via sperimentale dall’ art. 15 del D. lgs. n. 22/2015, ha subito successivamente alcune proroghe, sino a divenire strutturale grazie alla legge sul lavoro autonomo (ex art. 7 della L. n. 81/2017), mentre la Circ. Inps n. 115 del 19/07/2017 ne ha poi illustrato il funzionamento.

L’articolo 2 del decreto legge 3 settembre 2019, n. 101 (Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali — c.d. ) ha modificato, infatti, l’articolo 15, comma 2, del d.lgs n. 22 del 2015, in base al quale, per accedere alla DIS-COLL, occorre avere almeno 3 mesi di contributi nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro a quest’ultimo. In base a tale modifica, per gli eventi di disoccupazione verificatisi a partire dal 5 settembre 2019, data di entrata in vigore del decreto legge 101, per fruire della prestazione DIS-COLL basta avere almeno l’accredito contributivo di una mensilità nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.

Destinatari

Coma appena accennato, destinatari di questa indennità sono, come precisato dalla circ. Inps n. 83/2015, i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps, privi di partita IVA, esclusi gli amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, e pensionati, mentre, a partire dal 01/07/2017 vengono coinvolti anche i ricercatori, borsisti e dottorandi.

Rientrano nell’ambito della normativa sulla indennità di disoccupazione DIS-Coll anche i collaboratori delle Pubbliche Amministrazioni, ex Circ. Inps n. 74/2016.

Requisiti

I requisiti richiesti al soggetto che presenta domanda sono sia lo stato di disoccupazione e sia l’accredito contributivo di 1 mensilità. Infatti l’indennità è riconosciuta ai soggetti che (congiuntamente):

  • siano, al momento della domanda, in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19, co. 1 del D. lgs. n. 150 del 14/09/2015 (in base a tale disposizione di legge si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego che dichiarano, in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. Il successivo art. 21 del richiamato decreto legislativo n. 150 del 2015 ha previsto, tra l’altro, che la domanda di indennità DIS-COLL presentata dall’interessato all’INPS equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro);
  • possano far valere almeno un mese (dal 5/9/2019, ai sensi dell’art. 2, DL n. 101/2019; in precedenza erano necessari 3 mesi) di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (accredito contributivo di una mensilità).

Calcolo e misura della DIS-Coll

La misura della indennità in oggetto è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati (ciò in base al principio, comune anche alla Naspi, per cui chi più paga contributi ha diritto a prestazioni più pesanti), derivante da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi”. In tal modo si ottiene l’importo del reddito medio mensile.

L’indennità, rapportata al reddito medio mensile come sopra determinato, è pari al 75% del suddetto reddito medio mensile nel caso in cui tale reddito sia pari o inferiore, per l’anno 2021, all’importo di 1.227,55 €, annualmente rivalutato (sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati dell’anno precedente).

Se la retribuzione è superiore, si aggiunge il 25% del differenziale tra il reddito medio mensile e il predetto importo di 1.227,55 €.

L’indennità DIS-COLL non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.335,40 € per l’anno 2021, annualmente rivalutato.

La indennità DIS-COLL si riduce in misura pari al 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione, vale a dire dal 91° giorno di fruizione della prestazione.

Modalità di erogazione

La DIS-COLL viene corrisposta dall’Inps agli aventi diritto nelle seguenti modalità:
accredito su conto corrente bancario o postale;
– accredito su libretto postale;
bonifico domiciliato presso Poste Italiane SpA, allo sportello di un ufficio postale di residenza o di domicilio.

Durata

L’indennità di DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.

Ai fini della durata della prestazione, non sono computati i “periodi contributivi” che hanno già dato luogo ad erogazione della DIS-COLL.

L’ indennità non può in ogni caso la durata massima di 6 mesi.

Domanda

La domanda per il riconoscimento dell’indennità DIS-COLL deve essere presentata all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

L’indennità spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Per le domande presentate oltre i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, la prestazione decorre dal sessantottesimo giorno dalla data di cessazione.

Decadenze

Il beneficiario decade dall’indennità nei seguenti casi:

  • perdita dello stato di disoccupazione;
  • rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni;
  • non regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa ed ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti (art. 7 del D. Lgs. n. 22/2015);
  • inizia una attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o di un’attività parasubordinata senza comunicare entro 30 giorni dalla data di inizio attività, il reddito che presume di ottenere da predetta attività;
  • raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata;
  • acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità DIS-COLL. (Circ. Inps n. 138/2011).

Nuova occupazione

In caso di rioccupazione da parte del beneficiario dell’indennità DIS-COLL con contratto di lavoro subordinato di durata inferiore o pari a 5 giorni, la prestazione è sospesa d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie. Al termine del periodo di sospensione la prestazione è corrisposta nuovamente, per il periodo residuo spettante al momento della sospensione.

In caso in cui il beneficiario della indennità di DIS-COLL intraprenda una attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o un’attività parasubordinata o di lavoro accessorio, egli deve comunicare all’INPS entro 30 giorni rispettivamente dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DIS-COLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività.

Qualora il reddito dichiarato sia inferiore o pari al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione (4.800 € per il parasubordinato e 8.000 € per il lavoro autonomo) la prestazione DIS-COLL sarà ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, durante il periodo tra l’inizio e la fine della nuova occupazione e il termine dell’indennità.

La riduzione della prestazione, come sopra determinata, sarà ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.
Nei casi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, il beneficiario è tenuto a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo.
Nel caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la DIS-COLL percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

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