Detrazioni sulle spese d’affitto

La normativa del Tuir (artt. 15 e 16) prevede, in caso di contratto di locazione di immobili abitativi, alcune detrazioni a favore del conduttore; esse, ovviamente, non si cumulano: il contribuente può scegliere quella più conveniente, sempre che sussistano le condizioni richieste dalla Legge. Devono essere sempre rapportate alla durata del contratto ed alla percentuale di intestazione.

La suddetta normativa prevede 5 diverse possibilità di detrazione che variano in funzione dei soggetti che la richiedono e in particolare a seconda del reddito percepito durante l’anno.

Inoltre, se il contratto di locazione è intestato a più soggetti, ciascuno di essi può beneficiare della detrazione “pro quota” (cioè in base alla quota del contratto intestata), facendo riferimento al proprio reddito complessivo.

1.
La prima casistica è quella della detrazione d’imposta per gli inquilini a basso reddito, titolari di contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431 del 9 dicembre 1998. In tali casi:

  • se il reddito complessivo non supera 15.493,71 € la detrazione massima è di 300 €;
  • se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 € e inferiore a 30.987,41 € la detrazione massima è di 150 €.

Se il reddito complessivo supera quest’ultimo importo non spetta alcuna detrazione.

Il beneficio può essere fruito anche se il contratto è stato stipulato e automaticamente prorogato prima dell’entrata in vigore della Legge 431/1998, visto che in base all’art. 2, comma 6, si intende rinnovato ai sensi della stessa Legge. Analogamente, la detrazione può essere fruita anche se nel contratto di locazione non è menzionato il riferimento alla Legge.

2.
La seconda casistica è quella della detrazione per gli inquilini con contratti a canone concordato o equo canone, ossia quando il contratto di locazione viene stipulato sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale. In tali casi:

  • se il reddito complessivo non supera 15.493,71 € la detrazione massima è di 495,80 €;
  • se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 €, ma inferiore a 30.987,41 € la detrazione massima è di 247,90 €.

3.
C’è poi la casistica della detrazione per canoni di locazione per i giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni su contratti ex legge 9 dicembre 1998 numero 431 adibiti ad abitazione principale. In tali casi:

  • se il reddito complessivo non è superiore a 15.493,71 € la detrazione massima è di 991,60 €.

4.
Abbiamo quindi la casistica dei lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro. A vantaggio di questi contribuenti, infatti, è prevista una detrazione:

  • di 991,60 €, se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 €;
  • oppure di 495,80 €, se il reddito complessivo è compreso tra i 15.493,72 € e i 30.987,41 €.

Quest’ultima agevolazione, tuttavia, è applicata a condizione che il contribuente:

  • sia lavoratore dipendente. Sono esclusi i percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Qualora, nel corso del periodo di spettanza della detrazione, il contribuente cessa di essere lavoratore dipendente, perde il diritto alla detrazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello nel quale non sussiste più tale qualifica.
  • abbia trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei 3 anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione,
  • il nuovo comune si trovi ad almeno 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione.

La detrazione, poi, può essere fruita nei primi tre anni in cui è stata trasferita la residenza. Ad esempio, se il trasferimento della residenza è avvenuto nel 2011, la detrazione verrà applicata in relazione ai periodi d’imposta 2011, 2012 e 2013.

5.
C’è infine la casistica dei contratti di locazione stipulati dagli studenti universitari che frequentano atenei situati in Comuni diversi da quello di residenza.

La detrazione, in tal caso, spetta nella misura del 19% ed è calcolabile su un importo non superiore a 2.633 €.

Le condizioni per ottenere l’agevolazione sono:

  • l’università si trovi in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente;
  • il comune di residenza dello studente appartenga, in ogni caso, ad una provincia diversa da quella in cui è situata l’università;
  • il contratto di locazione sia stipulato, o rinnovato, a canone “convenzionale”, ai sensi della legge 431 del 9 dicembre 1998.

Oltre ai contratti stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431 del 9 dicembre 1998, la detrazione si applica anche ai canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

Per i contratti di sublocazione, la detrazione non è ammessa (dal 2012 la detrazione per i fuori sede è estesa anche agli studenti che frequentano corsi di laurea in atenei appartenenti a stati dell’Unione Europea).

/////////////////////////////////////////////////////

||| INDICE |||

Se ti siamo stati d’aiuto, supportaci!

Basta una piccola donazione per permetterci di continuare a darvi informazioni, rispondervi ed aiutarvi:

Grazie!

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX