Detrazioni sulle spese d’affitto

Attraverso la presentazione del Modello 730 o del Modello Redditi è possibile detrarre le spese d’affitto sostenute, ma solo per gli immobili adibiti ad abitazione principale.

Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l’autocertificazione effettuata ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000, con la quale il contribuente può attestare anche che dimora abitualmente in luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici.

Queste detrazioni vengono riconosciute e graduate in relazione all’ammontare del reddito complessivo (aumentato del reddito dei fabbricati locati assoggettati alla cedolare secca).

Se la detrazione risulta superiore all’imposta lorda, sarà comunque riconosciuto un credito pari alla quota della detrazione che non ha trovato capienza nell’imposta.

Le detrazioni non sono cumulabili, ma il contribuente ha la facoltà di scegliere quella a lui più favorevole

In caso di contratto di locazione stipulato da due persone, una sola delle quali capiente, quest’ultima non può essere ammessa a beneficiare della detrazione d’imposta per l’intero importo, atteso che al conduttore incapiente sarà comunque attribuita la quota di detrazione di competenza secondo le modalità previste dal D.M. 11 febbraio 2008 (Circolare 04.04.2008 n. 34, risposta 9.4).

Vediamo le diverse casistiche di detrazione previste dalla normativa a tal riguardo.

1 — DETRAZIONI PREVISTE PER GLI INQUILINI A BASSO REDDITO

  • 300 €, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 €;
  • 150 €, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 €, ma non superiore a 30.987,41 €.ù

Tali spese detraibili, andranno indicate nel Rigo E1, Codice 1 del 730.

Se il reddito complessivo supera quest’ultimo importo non spetta alcuna detrazione. Il beneficio può essere fruito anche se il contratto è stato stipulato e automaticamente prorogato prima dell’entrata in vigore della Legge 431/1998, visto che in base all’art. 2, comma 6, si intende rinnovato ai sensi della stessa Legge.

Analogamente, la detrazione può essere fruita anche se nel contratto di locazione non è menzionato il riferimento alla Legge.

Agli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale locati con contratti stipulati o rinnovati secondo quanto disposto dall’art. 2, co. 3, e dall’art. 4, commi 2 e 3 della L. n. 431 del 1998 (c.d. contratti convenzionali o concordati) spetta una detrazione di:

  • 495,80 €, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 €;
  • 247,90 €, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 €ma non superiore a 30.987,41 €.

Per fruire della detrazione cedolare secca sugli affitti occorre compilare il Rigo E1 del 730 e indicare il Codice 2.

Trattasi di contratti stipulati in base ad accordi locali tra organizzazioni della proprietà edilizia e organizzazioni dei conduttori, solitamente della durata di tre anni rinnovabili per altri due, nei quali si fa espresso riferimento a limiti di canoni compresi in parametri riferiti al tipo di immobile e all’ubicazione.

In nessun caso la detrazione spetta per i contratti di locazione intervenuti tra enti pubblici e contraenti privati (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 6.1.2, Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 2.3.2 e Circolare 07.06.2002 n. 48, risposta 1.6).

2 — DETRAZIONE PER CANONI DI LOCAZIONE SPETTANTE AI GIOVANI PER L’ABITAZIONE PRINCIPALE

A costoro spetta (per i primi 3 anni di canone) una detrazione fissa di 991,60 €, a patto però che il reddito complessivo non sia superiore a 15.493,71 €.

La detrazione spetta per i contratti 4+4, 3+2 e transitori. Essa va calcolata sull’intero anno o frazione di anno in cui la casa è stata adibita ad abitazione principale da parte del giovane affittuario.

La spesa per l’affitto di casa per i giovani inquilini va indicata nel Rigo E1, Codice 3 del 730 e nel Rigo RP71 — RP72 dell’Unico.

Il requisito dell’età è soddisfatto se ricorre anche per una parte dell’anno in cui si intende fruire della detrazione.

La detrazione, come detto, spetta per i primi 3 anni dalla stipula del contratto. Ad esempio, se il contratto è stato stipulato nel 2019 la detrazione può essere fruita anche per il 2020 e il 2021.

3 — DETRAZIONE PER CHI TRASFERISCE LA RESIDENZA PER MOTIVI DI LAVORO

  • 991,60 € se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 €;
  • 495,80 € se il reddito complessivo è più alto ma non supera i 30.987,41 €.

In generale si ha diritto alla detrazione a partire dal giorno di trasferimento della residenza nel comune di lavoro o in un comune confinante.

La detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento di residenza, ed è riconosciuta esclusivamente ai lavoratori dipendenti.

Ammessa anche la possibilità che il contratto stipulato sia un contratto a termine, mentre sono escluse altre categorie di lavoratori come per esempio i collaboratori.

Inoltre occorre essere già titolari di un contratto di lavoro, anche appena stipulato, prima di trasferire la residenza.

I 3 anni dal trasferimento della residenza sono da considerare come tre periodi d’imposta e non come un periodo di 36 mesi. Quindi l’agevolazione può essere richiesta fino al terzo anno successivo a quello nel quale è avvenuto il cambio di residenza, ma non oltre. Per il primo anno la detrazione va calcolata a partire dal giorno in cui è stata trasferita la residenza e in base al numero dei giorni, compresi tra il giorno di trasferimento e la fine dell’anno, nei quali l’immobile locato è stato adibito ad abitazione principale. In sostanza chi si fosse trasferito il primo dicembre 2019 potrebbe beneficiare della detrazione d’imposta per 31 giorni dell’anno in questione e per 365 giorni per gli anni successivi e fino al 2022. Da quella data in poi, però, rimanendo nel tetto annuale di reddito si potrà optare per una delle detrazioni precedentemente viste in riferimento al tipo di canone di locazione.

In caso di contratto di locazione cointestato tra più conduttori, la detrazione va divisa tra tutti gli intestatari del contratto in possesso della qualifica di lavoratori dipendenti, nella misura a ciascuno spettante in relazione al proprio reddito, a patto che, ovviamente, abbiano tutti trasferito la residenza.

Se invece uno solo dei titolari ha i requisiti per usufruirne, la detrazione spetterà solo a quest’ultimo al 100% se gli altri non hanno diritto alla detrazione prima casa spettante in base al reddito e all’età.

Compilazione del Mod. 730

I contribuenti possono indicare le spese da portare in detrazione nel Quadro E, Sezione V (dati per la fruizione della detrazione prevista per i canoni di locazione) nei righi 71 e 72 del Modello 730, dove sarà necessario inserire i dati della locazione degli inquilini e la tipologia contrattuale.

1 — E71 — INQUILINI DI ALLOGGI ADIBITI AD ABITAZIONE PRINCIPALE

Nella colonna TIPOLOGIA indicare uno dei seguenti codici relativo alla detrazione:

  • 1 — contribuenti che hanno stipulato o rinnovato un contratto di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale in base alla legge 9 dicembre 1998, n. 431;
  • 2 — contribuenti che hanno stipulato o rinnovato un contratto di locazione in regime convenzionale di immobili adibiti ad abitazione principale in base all’art. 2, comma 3, e art. 4, commi 2 e 3 della legge n. 431 del 1998 (canone concordato);
  • 3 — contribuenti, di età compresa fra i 20 ed i 30 anni, che hanno stipulato o rinnovato un contratto di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale in base alla legge 9 dicembre 1998, n. 431. Il requisito dell’età è soddisfatto se ricorre anche per una sola parte dell’anno. L’immobile affittato deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitori e la detrazione spetta per i primi tre anni dalla stipula del contratto.

Nella colonna GIORNI indicare il numero dei giorni di locazione, tenendo conto che, in caso di più righi E71 e E72 compilati, la somma dei giorni non può essere superiore a 365.

Nella colonna PERCENTUALE indicare 100 se il contratto di locazione è stipulato da una sola persona, ovvero 50 (o altra percentuale) in caso di contratto cointestato.

1 — E72 — LAVORATORI DIPENDENTI CHE TRASFERISCONO LA RESIDENZA PER MOTIVI DI LAVORO

Questo rigo va compilato dai lavoratori dipendenti che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro, o in uno di quelli limitrofi, nei 3 anni antecedenti quello di richiesta della detrazione e siano titolari di qualunque tipo di contratto di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale situate nel nuovo comune di residenza a non meno di 100 Km di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione. La detrazione può essere fruita nei primi tre anni dal trasferimento della residenza.

DETRAZIONI PREVISTE PER GLI STUDENTI UNIVERSITARI FUORI SEDE

E’ possibile ottenere la detrazione delle spese sostenute per l’affitto per gli studenti fuori sede che stipulano un contratto di locazione per unità immobiliari situate nel comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi.
La detrazione è pari al 19% del canone pagato e si calcola su un importo non superiore a 2.633 €.

Può beneficiarne sia lo studente che il familiare di cui lo stesso risulta fiscalmente a carico.

Per usufruire della detrazione è comunque necessario che:

  • l’università si trovi in un comune distante almeno 100 Km da quello di residenza dello studente;
  • il comune di residenza dello studente appartenga, in ogni caso, ad una provincia diversa da quella in cui è situata l’università;
  • il contratto di locazione sia stipulato, o rinnovato, a canone “convenzionale”, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431.

Con la Finanziaria 2008 la norma è stata estesa anche ai canoni relativi ai contratti di ospitalità e agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative.

A partire dal 2012, la detrazione spetta anche per i canoni delle locazioni derivanti da contratti stipulati dagli studenti “fuori sede” iscritti a corsi di laurea presso università estere con sede in uno Stato dell’Unione europea o in uno dei Paesi aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo.

Per i contratti di sublocazione, la detrazione non è ammessa.

Per ottenere la detrazione, il contribuente deve compilare il Rigo E8/E10, indicando il codice 18. L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica, e non può superare, come detto, la somma di 2.633 €.

Non rientrano tra le spese detraibili, invece:

  • il deposito cauzionale;
  • le spese condominiali o di riscaldamento comprese nell’affitto;
  • il costo per l’agenzia immobiliare.

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