Decreto Sostegni: Reddito di Emergenza

Con il Decreto Sostegni viene ufficializzato il rinnovo per il 2021 del Reddito di Emergenza (REm), con nuova tranche pari a 3 mensilità (Marzo, Aprile e Maggio) grazie a un finanziamento complessivo di 1,5 miliardi.

Si andrà da un minimo di 1.200 euro (tre mensilità da 400 euro) fino ad un massimo di 2.400 euro (maggiorato per le famiglie che hanno un componente in condizione di disabilità grave, si può arrivare fino a 840 euro mensili), a seconda del reddito del nucleo familiare.

Due novità importanti nell’ambito dei requisiti di accesso:

  • cresce la soglia massima per i nuclei familiari che risiedono in abitazione in affitto (aumenta di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione dichiarato ai fini Isee), e
  • il sussidio viene esteso a soggetti che hanno terminato tra il 1 luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 l’indennità Naspi e Dis-Coll.

Ma vediamo nel dettaglio.

CHE COS’È

Il Reddito di Emergenza è una misura di sostegno economico istituita con il decreto legge n. 34/2020 (articolo 82) in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Successivamente (decreto legge 14 agosto 2020, n. 104) è stata introdotta la possibilità di richiedere un’ulteriore mensilità di Rem, indipendentemente dall’avere già richiesto, ed eventualmente ottenuto, il beneficio precedente. In questo caso il valore del reddito familiare, verificato con riferimento al mese di maggio 2020, deve essere inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio stesso.

Il decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137, ha previsto due ulteriori quote per i mesi di novembre e dicembre 2020. Il beneficio in questo caso viene riconosciuto:

  • d’ufficio, quindi senza bisogno di presentare domanda, per i nuclei familiari già beneficiari del Rem;
  • a domanda, per i nuclei che non hanno mai beneficiato del Rem (perché non hanno presentato domanda o perché non è stato loro riconosciuto) oppure hanno ottenuto solo il Rem iniziale previsto dal decreto legge 34/2020 (Decreto Rilancio). Anche in questo caso il valore del reddito familiare, verificato con riferimento al mese di settembre 2020, deve essere inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio stesso.

Infine, il Decreto Sostegni ha previsto 3 ulteriori mensilità (Marzo, Aprile e Maggio 2021): in questo caso il valore del reddito familiare, verificato con riferimento al mese di Febbraio 2021, deve essere inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio stesso. Sono previste alcune novità.

I REQUISITI

Il Reddito di emergenza è rivolto ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 che siano in possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:

1) Innanzitutto abbiamo gli stessi requisiti già previsti dalle precedenti disposizioni sul Reddito di emergenza e in particolare dall’articolo 82 del decreto Rilancio (art. 82, commi 2, 3 e 6, L. n. 34/2020). Cioé:

  • residenza in Italia al momento della domanda, verificata con riferimento al solo componente richiedente il beneficio;
  • un valore del patrimonio mobiliare familiare (riferito all’anno precedente) inferiore a 10.000 euro. La soglia è accresciuta di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo (fino a un massimo di 20.000 euro). In presenza di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini ISEE la soglia viene accresciuta di ulteriori 5.000 euro;
  • un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento di presentazione della domanda, inferiore a 15.000 euro.

2) — Il decreto Sostegni modifica il requisito del reddito familiare (somma dei redditi complessivi di tutti i componenti del nucleo familiare), il quale è riferito al mese di febbraio 2021: questo deve essere inferiore a una soglia pari all’ammontare del reddito di emergenza. In particolare il nuovo requisito prevede che «per i nuclei familiari che risiedono in abitazione in locazione, fermo restando l’ammontare del beneficio, la soglia è incrementata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione come dichiarato ai fini ISEE».

3) — E’ inoltre richiesta l’assenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito altre indennità in quanto il reddito di emergenza (anche per i titolari di Naspi scaduta) non è compatibile con altre indennità previste dal decreto percepite da un componente del nucleo familiare né con il reddito di cittadinanza. È compatibile invece con l’assegno ordinario di invalidità (AOI) e altre prestazioni con la medesima natura giuridica.

I requisiti della residenza in Italia, del reddito familiare e del patrimonio mobiliare familiare devono essere autocertificati nel modulo di presentazione della domanda e saranno oggetto di verifiche ai sensi dell’articolo 71 del DPR n. 445/2000. La non veridicità del contenuto delle dichiarazioni comporta la revoca dal beneficio e la restituzione di quanto indebitamente percepito, oltre alle eventuali sanzioni previste dalla legge. Il requisito del valore Isee, invece, viene verificato dall’Inps nella DSU valida al momento della presentazione della domanda.

NOVITA’ PREVISTE DAL DECRETO SOSTEGNI

Il Decreto Sostegni, relativamente al REm prevede 3 novità sostanziali:

  1. innanzitutto viene prevista la proroga di 3 ulteriori nuove rate mensili, già a partire dal mese di Aprile 2021.
  2. La seconda novità riguarda il rafforzamento del REm attraverso l’innalzamento della soglia massima dell’ammontare del beneficio per coloro che vivono in casa di affitto. Fino ad ora, il calcolo della rata del Reddito di Emergenza erogata dall’INPS, prevedeva un importo mensile che va da un minimo di 400 Euro a un massimo di 800 Euro, sulla base della composizione del nucleo familiare. L’importo massimo può essere elevato a 840 Euro in presenza di disabili gravi o non autosufficienti. Il metodo di calcolo degli importi spettanti adotta le scale di equivalenze utilizzate per il calcolo degli importi mensili del Reddito di Cittadinanza.
  3. La terza e ultima novità riguarderà la possibilità di accedere al beneficio anche ai disoccupati che fra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 hanno terminato la NaspI o la Dis-Coll, e che attualmente non godono di altri strumenti di sostegno al reddito, indipendentemente dai requisiti e per il solo importo relativo a un componente del nucleo familiare (quindi 400 euro per 3 mensilità). In questi casi il Rem è riconosciuto nella misura prevista per nuclei composti da un unico componente, ai soggetti con ISEE in corso di validità non superiore ad euro 30.000. In pratica la proroga Naspi si trasforma nelle nuove mensilità di Rem concesse.

INCOMPATIBILITÀ

Il Reddito di emergenza non è compatibile con altre indennità Covid, pensioni, alcuni redditi da lavoro e Pensione/Reddito di cittadinanza. Dunque non possono richiedere il Reddito di emergenza:

  • Beneficiari del bonus partite iva, autonomi e lavoratori co.co.co., stagionali, settore agricolo, spettacolo, intermittenti, incaricati delle vendite a domicilio, del bonus lavoratori turismo e stabilimenti termali, del bonus decreto ristori per lavoratori stagionali e atipici, e delle indennità per lavoratori marittimi e dello sport;
  • coloro che percepiscono il bonus colf e badanti per Coronavirus;
  • percettori di Reddito o Pensione di Cittadinanza;
  • titolari di pensione diretta o indiretta (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità);
  • titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore alla soglia massima di reddito familiare, individuata in relazione alla composizione del nucleo. Nel caso di lavoratori in cassa integrazione (ordinaria o in deroga) o per i quali sia stato richiesto l’intervento del FIS, la verifica del requisito viene effettuata sulla base della retribuzione teorica del lavoratore, desumibile dalle denunce aziendali; tale retribuzione tiene conto delle voci retributive fisse.

Nessun membro del nucleo familiare deve trovarsi nelle condizioni di incompatibilità.

Sono invece compatibili con il Rem i trattamenti assistenziali non pensionistici, quali indennità di accompagnamento, assegno di invalidità civile e assegno ordinario di invalidità (legge 222/1984).

CALCOLO REDDITO EMERGENZA

Il Rem viene calcolato utilizzando il parametro di scala di equivalenza previsto per il Reddito di cittadinanza.

L’ammontare dell’agevolazione è determinato moltiplicando il valore base di 400 euro per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, o di 2,1, ovvero 840 euro, nel caso di presenza nel nucleo familiare di componenti disabili gravi o non autosufficienti.

Dunque l’importo complessivo va da 400 a 800 euro (840 euro per le famiglie con disabili gravi o soggetti non autosufficienti).

VALORE DELLA SCALA DI EQUIVALENZA

Il valore della scala di equivalenza pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare ed incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne.

Ad esempio, per un nucleo familiare composto da due adulti e un minorenne è pari a 1,6 (1+0,4+0,2), mentre per un nucleo familiare composto da tre adulti e due minori viene abbattuta da 2,2 (1+0,4+0,4+0,2+0,2) a 2, che è il limite massimo previsto.

La stessa cosa succede nel caso di componenti con disabilità grave: se la scala di equivalenza supera il limite previsto di 2,1 viene ridotta a 2,1.

ESEMPI CALCOLO REM

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda per le quote di REM (Reddito di Emergenza) è presentata all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) entro il 30 Aprile 2021 tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.

La domanda può essere presentata attraverso i seguenti canali:

  • online, attraverso il servizio dedicato, autenticandosi con le proprie credenziali;
  • tramite i servizi offerti dai CAF e dai Patronati.

Prima di presentare la domanda è necessario essere in possesso dell’attestazione riportante il calcolo dell’ISEE 2021.

Nel caso in cui almeno un componente del nucleo familiare abbia perso o ridotto la propria attività lavorativa, è possibile richiedere l’ISEE “corrente” al fine di aggiornare il proprio calcolo ISEE con redditi riferiti all’ultimo periodo e non ai due anni precedenti così come previsto dall’ISEE ordinario.

EROGAZIONE DEL BENEFICIO

Probabilmente le 3 mensilità prorogate del Reddito di Emergenza verranno erogate automaticamente dall’INPS a tutti i nuclei familiari che già in passato hanno percepito la rata.

Il beneficio è erogato dall’INPS, a scelta del beneficiario, mediante bonifico bancario o postale, con accredito su libretto postale oppure con bonifico domiciliato. In quest’ultimo caso il pagamento avviene in contanti presso lo sportello di Poste Italiane designato in sede di domanda di REM.

Potrebbe tuttavia accadere che nel corso del beneficio, o nei giorni precedenti la sua erogazione, sia necessario variare l’Iban su cui si desidera l’accredito del REM.

Dal portale INPS, accedendo alla propria posizione, o ancora meglio, rivolgendosi a un intermediario abilitato (patronato o CAF) è possibile comunicare la variazione del conto di accredito.

Teniamo però a mente che potrebbero essere necessari tempi tecnici da parte dell’Istituto previdenziale per portare a buon fine la variazione della modalità di pagamento. L’erogazione della mensilità potrebbe allora avvenire nel momento di transizione fra una posizione bancaria e l’altra. Questo è il motivo per cui è opportuno effettuare le variazioni di Iban in tempi rapidi e con un po’ di anticipo rispetto al momento in cui si presume avvenga l’erogazione del sussidio.

Per il medesimo scrupolo cautelativo, conservare per qualche tempo il vecchio conto corrente bancario anche dopo la comunicazione del nuovo Iban all’INPS, è sicuramente un’azione da non sottovalutare. Avremo allora la possibilità di verificare eventuali accrediti delle mensilità di REM sul conto corrente prossimo a essere estinto.

In ogni caso, la Circolare INPS 69/2020, che disciplina il Reddito di Emergenza, in qualche modo ci rassicura, garantendoci che i soldi a noi destinati non andranno persi.

Nell’ipotesi in cui l’Iban indicato in domanda non sia corretto, in quanto formulato in modo errato, oppure ancora nel caso in cui il codice fiscale del beneficiario della prestazione non corrisponda a quello del titolare del conto corrente, l’INPS provvederà a pagare il REM con bonifico domiciliato presso gli sportelli di Poste Italiane.

Una volta disposto il pagamento, il beneficiario riceverà un SMS di notifica del pagamento, e successivamente da POSTEL la comunicazione di liquidazione all’indirizzo di residenza o domicilio.

A questo punto il beneficiario di Reddito di Emergenza potrà recarsi presso qualsiasi ufficio di Poste Italiane del territorio nazionale ed esibendo la comunicazione ricevuta, un documento di identità in corso di validità e un documento attestante il codice fiscale, potrà riscuotere in contanti la mensilità del Reddito di Emergenza.

Un errore molto comune che viene riscontrato dall’INPS a questo riguardo è la mancata corrispondenza fra il codice fiscale del richiedente del Reddito di Emergenza e il titolare del conto corrente indicato designato per l’accredito.

I due dati devono sempre fare riferimento allo stesso soggetto. In caso contrario l’INPS interpreterà questa incongruenza come un motivo valido per utilizzare l’ultima modalità di accredito appena descritta: il bonifico domiciliato del Reddito di Emergenza.

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