Decreto Sostegni, la sintesi delle misure

Il Decreto Sostegni (DL n. 41/2021), approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì 19 marzo 2021 e pubblicato in G.U. n. 70 del 22 marzo 2021, introduce misure urgenti di sostegno alle imprese e ai commercianti, di lavoro e contrasto alla povertà, salute, sicurezza e servizi territoriali.

Il provvedimento, composto da 43 articoli e suddiviso in 5 aree di intervento, stanzia risorse per circa 32 miliardi di euro al fine di contrastare la diffusione del contagio da Covid-19 e contenere l’impatto sociale ed economico delle misure di prevenzione adottate.

In particolare, tra le disposizioni in materia di lavoro e contrasto alla povertà, il decreto ha previsto il rinnovo dell’indennità onnicomprensiva, per un importo pari a 2.400 euro, per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo. In favore dei lavoratori dello sport viene erogata una specifica indennità.

Viene previsto, inoltre, il rifinanziamento del fondo per il Reddito di cittadinanza per 1 miliardo di euro e rinnovato, per ulteriori tre mensilità (marzo, aprile e maggio 2021), il Reddito di emergenza (ReM). Le quote di ReM sono altresì riconosciute a coloro che hanno cessato, tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, Naspi e Discoll e non hanno né un lavoro subordinato, o un contratto di collaborazione, né una pensione diretta o indiretta.

Ai fini della concessione dell’indennità mensile di disoccupazione Naspi, il decreto ha eliminato il requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Il DL Sostegni ha, inoltre, prorogato al 30 giugno 2021, per i lavoratori pubblici e privati che si trovano in condizione di fragilità, l’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero. L’assenza non è computata nel c.d. periodo di comporto.

Facciamo una prima sintesi delle misure.

L’ art. 1 contenuto del Decreto Sostegni del 18/03/2021 disciplina le modalità di accesso al “Contributo a fondo perduto” per l’anno 2021.

Tale norma ricalca sostanzialmente quella contenuta nel Decreto “Rilancio” per l’ottenimento del primo contributo a fondo perduto per l’anno 2020, e riguarda circa 3 milioni di imprese e partite Iva, con 11,1 miliardi di rimborsi che potrebbero arrivare dalla seconda metà di aprile.

Il contributo spetta a tutti i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività di impresa, arte, o professione o producono reddito agrario residenti o stabiliti nel territorio dello Stato. Sono esclusi esplicitamente:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del Decreto Sostegni;
  • i soggetti che abbiano attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del Decreto Sostegni;
  • enti pubblici di cui all’articolo 74 del Tuir (gli organi e le amministrazioni dello Stato, compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica, i comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo, le comunità montane, le province e le regioni);
  • soggetti di cui all’articolo 162-bis del Tuir (gli intermediari finanziari e le società di partecipazioni).

I commi 3 e 4 dell’articolo in questione dettano le condizioni per l’ammissione al contributo:

  • che i ricavi (o compensi) siano stati non superiori a 10.000.000 di euro nel periodo d’imposta 2019;
  • che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno
  • che abbiano attivato la partita IVA a partire dal 1^ gennaio 2019, nel qual caso il contributo spetta anche in assenza del rispetto dei due precedenti requisiti.

La base per il calcolo dell’indennizzo è data dal calo di fatturato medio mensile del 2020 rispetto all’anno 2019. A questa base si applicano 5 aliquote diverse variabili dal 20 al 60% a seconda dell’ammontare del fatturato dichiarato, come segue:

  • 60% per soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro
  • 50% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro
  • 40% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1.000.000 euro
  • 30% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 1.000.000 euro e fino a 5.000.000 euro
  • 20% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 5.000.000 euro e fino a 10.000.000 euro

Per i soggetti che abbiano attivato la partita IVA dal 1° gennaio per la determinazione della media del fatturato e corrispettivi rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della posizione IVA.

In ogni caso, all’avente diritto spetta un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le persone giuridiche, mentre l’importo massimo del contributo a fondo perduto determinato secondo quanto sopra esposto non può eccedere 150.000 euro.

Il comma 3 precisa che la nozione di ricavi include soltanto le voci relative alla cessione di beni e servizi oggetto dell’attività dell’impresa o delle relative materie prime, sussidiarie, semilavorati e altri beni mobili. Sono esplicitamente esclusi tutti gli altri componenti positivi quali quelli derivanti da cessione di beni strumentali, azioni e quote, strumenti finanziari, indennità, contributi, etc..

Il contributo non è soggetto ad IRAP né a imposte sui redditi e non concorre al calcolo degli interessi passivi deducibili né alla determinazione totale dei ricavi dell’impresa.

Il contributo può essere richiesto esclusivamente mediante istanza telematica all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa, presumibilmente mediante i servizi Entratel/Fisconline, accessibili mediante SPID, smart card CNS o le usuali credenziali rilasciate dall’Agenzia.

L’istanza può anche essere presentata, per conto dell’interessato, da un intermediario fiscale (tipicamente un commercialista, un CAF o altro soggetto abilitato) purché sia già precedentemente delegato ai servizi di cassetto fiscale; stranamente, non pare essere più prevista la possibilità di richiesta mediante intermediari delegati ai servizi di fatturazione elettronica.

Relativamente alla procedura di richiesta del fondo perduto, le modalità ed i termini di trasmissione, l’Agenzia delle Entrate ha emanato apposito provvedimento il 23 Marzo 2021.

Il Governo punta a effettuare i versamenti entro la fine di aprile.

C’è anche la possibilità di scegliere, in luogo di ricevere l’accredito del contributo a fondo perduto sul proprio conto corrente bancario, l’utilizzo in compensazione su Modello F24 da presentare all’Agenzia delle Entrate.

Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’art. 25, commi da 9 a 14 del D.L. 34/2020 in relazione alle modalità di erogazione del contributo, al regime sanzionatorio e alle attività di controllo.

Da sottolineare la novità secondo cui il criterio per ottenere i contributi a fondo perduto non sono più i codici Ateco, ma la perdita di fatturato.

Sono quindi comprese tutte le Partite IVA, imprese, autonomi e professionisti iscritti agli ordini.

Anche le startup potranno accedere ai ristori, così come gli enti non commerciali e del terzo settore.

L’articolo 3 del decreto Sostegni aumenta di 1,5 miliardi di euro, portandolo a 2,5 miliardi, il fondo creato dalla Legge di Bilancio 2021 per finanziare il cosiddetto “anno bianco contributivo” riservato ad autonomi e professionisti danneggiati dalla pandemia. A godere dell’esonero dai contributi previdenziali sono gli iscritti a enti previdenziali privati (geometri, avvocati, giornalisti, architetti, ingegneri ) e i commercianti, artigiani e professionisti che fanno capo alla Gestione Separata Inps con reddito professionale 2019 fino a 50.000 euro e un calo di fatturato di almeno il 33% causa Covid.

Ci sono inoltre fondi speciali per gli aiuti ai settori più colpiti dalla pandemia Covid: filiera della montagna, turismo, cultura, spettacolo, le fiere, gli eventi.

Previsti nuovi indennizzi per particolari categorie di lavoratori.

Per i lavoratori stagionali, dello spettacolo e del settore termale sono previsti 900 milioni di euro in tutto che si concretizzeranno in un bonus per un totale di 2.400 euro da versare in 3 rate per 3 mesi (800 euro al mese).

Si tratta di circa 400 mila lavoratori già individuati nel Decreto Ristori oltre ad altri lavoratori che hanno perso il lavoro o lo hanno visto ridursi dopo il 30 novembre 2020.

I beneficiari della misura sono circa 400.000 e sono coloro a cui erano rivolte le indennità previste dal decreto Ristori (n. 137 del 2020). A questi, si aggiungono i lavoratori delle stesse categorie che hanno perso o ridotto il lavoro successivamente al 30 novembre 2020.

In sintesi, i beneficiari sono:

  • dipendenti stagionali del turismo e stabilimenti termali compresi i lavoratori in somministrazione;
  • dipendenti a termine di altri settori produttivi, che abbiano cessato o ridotto l’attivita nello stesso periodo e con lo stesso requisito lavorativo;
  • lavoratori intermittenti (con almeno 30 giornate di lavoro dal 1.1.2019);
  • lavoratori autonomi occasionali senza partita IVA e privi di contratto, iscritti alla Gestione separata;
  • venditori a domicilio iscritti alla Gestione separata con reddito 2019 superiore a 5 mila euro non iscritti ad altre forme previdenziali;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati tra il 1.1.2019, con reddito non superiore a 75 mila euro, non titolari di pensione né altri redditi da lavoro dipendente, oppure con almeno 7 contributi giornalieri versati e reddito non superiore a 35 mila euro.

Alla data di presentazione della domande, le categorie elencate precedentemente, non devono essere:

  • titolari di contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
  • titolari di pensione diretta.

Per tutti loro le domande dovrebbero essere inviate entro il mese di aprile 2021 (si attendono le indicazioni operative dell’Inps).

Ai lavoratori dello sport un’indennità fra i 1200 e 3600 euro.

Nello specifico, rispetto ai compensi del 2019:

  • sopra i 10 mila euro, indennità di 3.600 euro
  • tra 4 mila e 10 mila euro, indennità di 2.400 euro;
  • sotto ai 4 mila euro, indennità di 1200.

Le domande vanno inviate tra il 1° e il 15 aprile sulla piattaforma telematica della società Sport e Salute spa.

Per vaccini e farmaci anti-Covid-19 la spesa prevista è di 2,8 miliardi, nello specifico 2,1 miliardi per l’acquisto di vaccini e 700 milioni per l’acquisto di farmaci. 345 milioni destinati al coinvolgimento di medici di medicina generale nella campagna vaccinale, oltre a specialisti ambulatoriali, pediatri e medici di continuità assistenziale.

51,6 milioni, infine, è la cifra che sarà destinata ai Covid Hospital.

Il decreto Sostegni proroga la cassa integrazione Covid, introdotta dal decreto Cura Italia e poi rinnovata, attraverso gli altri decreti, per ulteriori 12 settimane e fruibili fino al prossimo 31 marzo. Ne consegue che:

  • per la CIGO COVID (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria — Covid) sono garantite ulteriori 13 settimane da utilizzare tra il 1 aprile e il 30 giugno 2021, senza contributo addizionale . Dal 1 giugno si torna all’utilizzo degli ammortizzatori rodinari con addizionale ma con contatore delle ore azzerato
  • per la CIG in deroga, ASO e FIS destinati a piccole imprese artigianato terziario sono finanziate ulteriori 28 settimane da utilizzare dal 1 aprile al 31 dicembre 2021
  • la CISOA (Cassa Integrazione Speciale per gli Operai Agricoli) per il settore agricolo puo contare su altri 120 giorni sempre utilizzabili dal 1 aprile al 31 dicembre 2021

Le domande devono essere presentate, pena la decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.

Prorogato fino al 30 giugno il blocco dei licenziamenti, che si prolunga fino al 31 ottobre per le imprese che utilizzano la cig Covid. Si è scelta come data quella del 30 giugno perché esiste il paracadute della cassa integrazione ordinaria e degli altri ammortizzatori sociali. Nei casi senza tutela, si è fissato come orizzonte di medio periodo — quello del 31 ottobre — ma ovviamente con la consapevolezza che sarà necessario valutare l’andamento della crisi Covid per capire se sarà necessario un nuovo intervento.

Per le nuove Naspi, a partire dalla data di entrata in vigore del decreto Sostegni e sino al 31 Dicembre 2021, non è necessario essere in possesso del requisito dei 30 giorni lavorativi, negli ultimi 12 mesi.

Quindi per richiedere la Naspi, da adesso in poi, è necessario solo il requisito della disoccupazione involontaria e le 13 settimane negli ultimi 4 anni.

Rifinanziato con 1 miliardo il Reddito di Cittadinanza. Qui c’è anche una novità: un lavoro fino a 6 mesi non interrompe più il RdC, e quindi al termine del periodo di occupazione non bisogna fare domanda.

Confermato il rinnovo dei contratti dei navigator fino al 31 dicembre 2021.

Ci sono poi 3 nuovi mensilità di Reddito di Emergenza, con un’estensione della platea e importi più alti. Draghi ha specificato che il REm andrà a chi ha perso il lavoro e non ha diritto agli ammortizzatori sociali.

In particolare il REm andrà per i mesi di Marzo, Aprile e Maggio 2021, ai nuclei familiari:

  • con un Isee ordinario e corrente, in corso di validità inferiore a 30.000 euro,
  • che hanno terminato tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 le prestazioni Naspi e Dis-Coll,
  • che non hanno percepito o non percepiscono una delle indennità Covid-19.

Fermo restando che la stessa misura sarà applicabile per 3 mesi (marzo, Aprile, Maggio) anche per chi è in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza in Italia,
  • valore Isee inferiore a 15.000 euro;
  • valore del reddito familiare nel mese di Febbraio 2021, inferiore a 400 euro moltiplicato per il valore della scala di equivalenza del nucleo familiare (in base al numero dei componenti);
  • per coloro che risiedono in una casa in locazione, la soglia è incrementa di 1/12 del valore annuo del canore di locazione, indicato sull’Isee, per coloro che NON hanno percepito, all’interno del nucleo familiare, una delle indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport (articolo 10 del decreto Sostegni);
  • il valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2020, inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000. Il predetto massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159.

Il Reddito di Emergenza è incompatibile con:

  • titolarità di un contratto di lavoro subordinato, da parte di un componente familiare, con esclusione del contratto a chiamata senza diritto all’indennità di disponibilità,
  • il reddito e pensione di cittadinanza, (solo se è intervenuta la riscossione della ricarica Inps, in relazione al periodo di percezione del REM)
  • pensione diretta o indiretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.

Per ricevere il REm, con esclusione per chi ha terminato la Naspi e Dis-coll, bisogna presentare una domanda telematica all’Inps, entro il 30 Aprile 2021.

I pagamenti, come abbiamo visto per le quote precedenti, avverranno ogni mese, entro il 15/19 del mese successivo, alla data di presentazione della domanda

Indennizzi, tassa di soggiorno e trasporto pubblico

Nel dl ci sono 2,5 miliardi di euro da destinare agli enti locali: 1 miliardo alle regioni, 250 milioni alle regioni a statuto speciale, 100 milioni per province autonome e città metropolitane e 250 milioni di euro ai Comuni turistici che non hanno potuto incassare la tassa di soggiorno.

Misure per i Comuni a vocazione montana

Nel decreto c’è un pacchetto di misure ad hoc per i Comuni a vocazione montana appartenenti a comprensori sciistici. Sono 700 i milioni di euro destinati a tutte le attività montane che sono state costrette a chiudere, vale a dire 100 milioni in più rispetto a quanto era stato anticipato nei giorni scorsi.

Il Decreto Sostegno cancella le vecchie cartelle esattoriali fino a 5.000 euro emesse tra il 2000 e il 2010. Ricordiamo che l’anno di riferimento è quello in cui il cittadino è stato iscritto a ruolo proprio per la segnalazione dell’importo non pagato ad un ente di riscossione. La cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali può essere applicata soltanto a chi ha un tetto di reddito fino a 30.000 euro (limite elevato a 50.000 per le aziende).

Rate e nuove cartelle esattoriali vengono sospese fino al 30 aprile con la previsione di una nuova sanatoria ad hoc per le partite Iva in difficoltà.

Restano sospesi fino al 30 aprile i versamenti fiscali e gli avvisi esecutivi.

Prorogato di 12 mesi il termine per le notifiche e di 24 mesi quello della prescrizione.

Più tempo anche per saldare le rate della Rottamazione ter e del saldo e stralcio: i versamenti saltati nel corso del 2020 (5) dovranno essere saldati entro luglio 2021 e quelli previsti fino a luglio di quest’anno (4) dovranno essere pagati entro il 30 novembre.

Inoltre l’Agenzia delle entrate metterà a disposizione dei cittadini la dichiarazione precompilata il 10 maggio, anziché il 30 aprile, con lo slittamento dei termini delle certificazioni uniche a fine marzo.

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