Decreto Rilancio: Titolo II — Sostegno alle imprese e all’economia
Capo II —
Regime quadro della disciplina degli aiuti (Artt. 53–65)

Art. 53 — Deroga al divieto di concessione di aiuti di Stato a imprese
beneficiarie di aiuti di Stato illegali non rimborsati

  1. In deroga all’articolo 46, comma 1, della legge 24 dicembre
    2012, n. 234, che vieta ai soggetti beneficiari di aiuti non
    rimborsati, di cui e’ obbligatorio il recupero in esecuzione di una
    decisione della Commissione europea, di ricevere nuovi aiuti, i
    suddetti soggetti, in ragione delle straordinarie condizioni
    determinate dall’epidemia da Covid-19, accedono agli aiuti previsti
    da atti legislativi o amministrativi adottati, a livello nazionale,
    regionale o territoriale, ai sensi e nella vigenza della
    comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020, C
    (2020)1863, “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a
    sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e
    successive modificazioni, al netto dell’importo dovuto e non
    rimborsato, comprensivo degli interessi maturati fino alla data
    dell’erogazione

Art. 54 — Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali
    azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle
    Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di
    commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie
    risorse, ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della
    Commissione europea C (2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le
    misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19 “ e successive modifiche e integrazioni, nei
    limiti e alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al
    presente articolo, fino a un importo di 800.000 euro per impresa,
    salvo i diversi limiti per le imprese di cui al comma 3.
  2. L’aiuto puo’ essere concesso sotto forma di sovvenzioni dirette,
    agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi
    rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni, a condizione che
    il valore nominale totale di tali misure rimanga al di sotto del
    massimale di 800 000 euro per impresa; tutti i valori utilizzati
    devono essere al lordo di qualsiasi imposta o altro onere.
  3. Gli aiuti non possono superare l’importo di 120.000 euro per
    ogni impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e
    100.000 euro per ogni impresa attiva nella settore della produzione
    primaria di prodotti agricoli. Tutti i valori utilizzati sono al
    lordo di qualsiasi imposta o altro onere.
  4. Gli aiuti alle imprese attive nella produzione primaria di
    prodotti agricoli non devono essere fissati sulla base del prezzo o
    della quantita’ dei prodotti immessi sul mercato.
  5. Gli aiuti concessi ad imprese operanti nella trasformazione e
    commercializzazione di prodotti agricoli devono essere subordinati
    alle condizioni dettate dal punto 22, lettera e) della Comunicazione
    di cui al comma 1.
  6. Gli aiuti alle imprese attive nel settore della pesca e
    dell’acquacoltura non riguardano nessuna delle categorie di aiuti di
    cui all’articolo 1, paragrafo 1, lettere da a) a k), del regolamento
    (UE) n. 717/2014 della Commissione.
  7. Nel caso in cui un’impresa sia attiva in diversi settori a cui
    si applicano importi massimi diversi, conformemente al comma 2 e al
    comma 3, deve essere assicurato con mezzi adeguati, quali la
    separazione contabile, che per ciascuna di tali attivita’ sia
    rispettato il massimale pertinente e che in totale non sia superato
    l’importo massimo possibile.

Art. 55 — Aiuti sotto forma di garanzie sui prestiti alle imprese

  1. Le Regioni, le Provincie autonome, anche promuovendo eventuali
    azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle
    Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di
    commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie
    risorse, ai sensi della sezione 3.2 della Comunicazione della
    Commissione europea C(2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le
    misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19” e successive modifiche e integrazioni, nei
    limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al
    presente articolo.
  2. Le garanzie riguardano sia prestiti per gli investimenti sia
    prestiti per il capitale di esercizio e sono concesse a favore delle
    imprese in modo diretto o attraverso banche o altri soggetti
    abilitati all’esercizio del credito in Italia, nel rispetto delle
    condizioni di cui alle sezioni 3.2 e 3.4 della Comunicazione di cui
    al comma 1.
  3. Per ciascun singolo prestito i premi di garanzia sono fissati a
    un livello minimo, che aumentera’ progressivamente man mano che
    aumenta la durata del prestito garantito, come indicato nella tabella
    di cui al punto 25, lettera a), della Comunicazione di cui al comma
    1.
  4. L’importo totale dei prestiti per beneficiario non deve superare
    i limiti indicati al punto 25, lettera d), paragrafi i) e ii), della
    Comunicazione di cui al comma 1.
  5. La durata della garanzia e’ limitata a un massimo di sei anni e
    la garanzia pubblica rispetta i limiti e le condizioni indicati nel
    punto 25, lettera f), della Comunicazione di cui al comma1.
  6. Gli aiuti di cui al presente articolo ed ogni altro aiuto
    concesso dagli stessi enti di cui al comma 1 o da qualsiasi altro
    ente, ai sensi della sezione 3.2 della Comunicazione di cui al comma
    1, non possono essere cumulati con nessun altro aiuto concesso ai
    sensi della sezione 3.3 della Comunicazione dagli stessi enti di cui
    al comma 1 o da qualsiasi altro ente sotto forma di tassi d’interesse
    agevolati per i prestiti, per lo stesso prestito sottostante. I
    predetti aiuti possono essere cumulati per prestiti differenti se
    l’importo complessivo dei prestiti per beneficiario soggetti ad un
    regime di aiuto istituito ai sensi della Comunicazione di cui al
    comma 1, non supera le soglie di cui al presente articolo, comma 4 o
    all’articolo 56, comma 5. Un beneficiario puo’ avvalersi di piu’
    aiuti concessi ai sensi della sezione 3.2 della Comunicazione di cui
    al comma 1, se l’ammontare complessivo dei prestiti soggetti ad aiuto
    non supera le soglie di cui al comma 4.
  7. Le garanzie di cui al presente articolo non si applicano a
    prestiti preesistenti, salva l’ipotesi nella quale sussiste l’obbligo
    giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI,
    come definite ai sensi della Raccomandazione della Commissione
    relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese
    C(2003) 1422 del 6 maggio 2003; in tal caso non puo’ essere
    addebitata alcuna commissione di garanzia. Gli enti creditizi o altri
    enti finanziari dovrebbero, nella misura piu’ ampia possibile,
    trasferire ai beneficiari finali i vantaggi della garanzia pubblica o
    dei tassi di interesse agevolati sui prestiti. L’intermediario
    finanziario dovra’ essere in grado di dimostrare l’esistenza di un
    meccanismo volto a garantire che i vantaggi siano trasferiti, nella
    misura piu’ ampia possibile, ai beneficiari finali, sotto forma di
    maggiori volumi di finanziamento, maggiore rischiosita’ dei
    portafogli, minori requisiti in materia di garanzie e premi di
    garanzia o tassi d’interesse inferiori. Quando sussiste l’obbligo
    giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI
    non puo’ essere addebitata alcuna commissione di garanzia”
  8. Le garanzie sono concesse entro e non oltre il 31 dicembre 2020.

Art. 56 — Aiuti sotto forma di tassi d’interesse agevolati per i prestiti alle imprese

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali
    azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle
    Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di
    commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie
    risorse, ai sensi della sezione 3.3 della Comunicazione della
    Commissione europea C(2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le
    misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19” e successive modifiche e integrazioni, nei
    limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione e al
    presente articolo.
  2. Gli aiuti riguardano sia i prestiti per il fabbisogno per gli
    investimenti sia per il capitale di esercizio e sono concessi a
    favore delle imprese in modo diretto o attraverso banche o altri
    soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, nel rispetto
    delle condizioni di cui alle sezioni 3.3 e 3.4 della Comunicazione di
    cui al comma 1.
  3. I contratti di finanziamento sono firmati entro e non oltre il
    31 dicembre 2020 e sono limitati ad un massimo di sei anni.
  4. I prestiti possono essere concessi a un tasso di interesse
    agevolato pari almeno al tasso di base (-31 punti base annui)
    applicabile il 1° gennaio 2020, piu’ i margini per il rischio di
    credito indicati nella tabella di cui alla lettera a) del punto 27
    della Comunicazione di cui al comma 1. In ogni caso, tale tasso di
    interesse agevolato non puo’ essere inferiore a 10 punti base annui.
  5. L’importo totale dei prestiti per beneficiario non deve superare
    i limiti del punto 27, lettera d), paragrafi i) e ii), della
    Comunicazione di cui al comma 1.
  6. Gli aiuti di cui al presente articolo ed ogni altro aiuto
    concesso dagli stessi enti di cui al comma 1 o da qualsiasi altro
    ente ai sensi della sezione 3.3 della Comunicazione di cui al comma
    1, non possono essere cumulati con nessun altro aiuto concesso ai
    sensi della sezione 3.2dagli stessi enti di cui al comma 1 o da
    qualsiasi altro ente sotto forma di garanzie sui prestiti, per lo
    stesso prestito sottostante. I predetti aiuti possono essere cumulati
    per prestiti differenti se l’importo complessivo dei prestiti per
    beneficiario soggetti ad un regime di aiuto istituito ai sensi della
    Comunicazione di cui al comma 1, non supera le soglie di cui al
    presente articolo, comma 5 o all’articolo 55, comma 4. Un
    beneficiario puo’ avvalersi in parallelo di piu’ aiuti concessi ai
    sensi della sezione 3.3 della Comunicazione di cui al comma 1, se
    l’ammontare complessivo dei prestiti soggetti ad aiuto non eccede le
    soglie di cui al presente articolo, comma 5.
  7. Gli aiuti di cui al presente articolo non si applicano a prestiti
    preesistenti, salva l’ipotesi nella quale sussiste l’obbligo
    giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI,
    come definite ai sensi della Raccomandazione della Commissione
    relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese
    C(2003) 1422 del 6 maggio 2003; in tal caso non puo’ essere
    addebitata alcuna commissione di garanzia. Gli enti creditizi o altri
    enti finanziari dovrebbero, nella misura piu’ ampia possibile,
    trasferire ai beneficiari finali i vantaggi della garanzia pubblica o
    dei tassi di interesse agevolati sui prestiti. L’intermediario
    finanziario dovra’ essere in grado di dimostrare l’esistenza di un
    meccanismo volto a garantire che i vantaggi siano trasferiti, nella
    misura piu’ ampia possibile, ai beneficiari finali, sotto forma di
    maggiori volumi di finanziamento, maggiore rischiosita’ dei
    portafogli, minori requisiti in materia di garanzie e premi di
    garanzia o tassi d’interesse inferiori. Quando sussiste l’obbligo
    giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI
    non puo’ essere addebitata alcuna commissione di garanzia.

Art. 57 — Aiuti alle imprese per la ricerca e lo sviluppo in materia di COVID-19

  1. Le Regioni, le Provincie autonome, anche promuovendo eventuali
    azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle
    Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di
    commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie
    risorse, ai sensi della sezione 3.6 della Comunicazione della
    Commissione europea C (2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le
    misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19” e successive modifiche e integrazioni, nei
    limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al
    presente articolo.
  2. Gli enti di cui al comma 1 possono istituire regimi di aiuto a
    favore di progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19 e
    antivirali pertinenti.
  3. Gli aiuti sono concessi sotto forma di sovvenzioni dirette,
    anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali, nel rispetto delle
    condizioni di cui alla sezione 3.6 della Comunicazione di cui al
    comma 1.
  4. I costi ammissibili sono quelli definiti al punto 35, lettere b)
    e c) della sezione 3.6 della Comunicazione di cui al comma 1.
    L’intensita’ di aiuto per ciascun beneficiario rientra nei limiti
    imposti dal punto 35, lettere d) ed e) della Comunicazione di cui al
    comma 1.
  5. Gli aiuti sono concessi entro e non oltre il 31 dicembre 2020.
  6. Gli aiuti di cui al presente articolo, concessi ai sensi della
    sezione 3.6 della Comunicazione di cui al comma 1, quelli concessi ai
    sensi della sezione 3.7 e quelli concessi ai sensi della sezione 3.8
    della stessa Comunicazione, non possono essere cumulati tra loro, se
    l’aiuto riguarda gli stessi costi ammissibili. Gli aiuti di cui al
    presente articolo possono invece essere combinati con il sostegno
    proveniente da altre fonti per gli stessi costi ammissibili, a
    condizione che gli aiuti combinati non superino i massimali di cui
    alle lettere d) ed e) del punto 35 della Comunicazione di cui al
    comma 1.
  7. Il beneficiario dell’aiuto si impegna a concedere licenze non
    esclusive a condizioni di mercato non discriminatorie a terzi nel
    SEE.

Art. 58 — Aiuti alle imprese per gli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling

  1. Le Regioni, le Provincie autonome, anche promuovendo eventuali
    azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle
    Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di
    commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie
    risorse, ai sensi della sezione 3.7 della Comunicazione della
    Commissione europea C (2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le
    misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19”e successive modifiche e integrazioni, nei
    limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione e al
    presente articolo.
  2. Gli enti di cui al comma 1 possono concedere aiuti agli
    investimenti nei limiti di cui alla lettera a) del punto 37 della
    Comunicazione di cui al comma 1.
  3. Gli aiuti sono concessi sotto forma di sovvenzioni dirette,
    anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali e, nel rispetto delle
    condizioni di cui alla lettera h) del punto 37 della Comunicazione di
    cui al comma 1, sotto forma di garanzia a copertura delle perdite.
  4. I costi ammissibili e l’intensita’ dell’aiuto sono definiti al
    punto 37, lettere c), e) ed f) della Comunicazione di cui al comma 1.
  5. Il progetto d’investimento deve essere completato nei termini di
    cui al punto 37, lettera d), della Comunicazione di cui al comma 1.
  6. Gli aiuti sono altresi’ subordinati al rispetto delle condizioni
    di cui alle lettere i) e j) del punto 37 della Comunicazione di cui
    al comma 1.
  7. Gli aiuti di cui al presente articolo, concessi ai sensi della
    sezione 3.7 della Comunicazione di cui al comma 1, quelli concessi ai
    sensi della sezione 3.6 e quelli concessi ai sensi della sezione 3.8
    della stessa Comunicazione, non possono essere cumulati tra loro, se
    l’aiuto riguarda gli stessi costi ammissibili. Gli aiuti di cui al
    presente articolo non possono essere combinati con altri aiuti agli
    investimenti per gli stessi costi ammissibili

Art. 59 — Aiuti alle imprese agli investimenti per la produzione di prodotti connessi al COVID-19

  1. Le Regioni, le Provincie autonome, anche promuovendo eventuali
    azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle
    Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di
    commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie
    risorse, ai sensi della sezione 3.8 della Comunicazione della
    Commissione europea C (2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le
    misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19”e successive modifiche e integrazioni, nei
    limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione e al
    presente articolo.
  2. Gli enti di cui al comma 1 possono istituire regimi di aiuti
    agli investimenti nei limiti di cui alla lettera a) del punto 39
    della Comunicazione di cui al comma 1.
  3. Gli aiuti sono concessi sotto forma di sovvenzioni dirette,
    anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali e, nel rispetto delle
    condizioni di cui alla lettera h) del punto 39 della Comunicazione di
    cui al comma 1, di garanzie a copertura delle perdite.
  4. I costi ammissibili e l’intensita’ dell’aiuto sono definiti al
    punto 39, lettere c), e) ed f) della Comunicazione di cui al comma 1.
  5. Il progetto d’investimento deve essere completato nei termini di
    cui al punto 39, lettera d) della Comunicazione di cui al comma 1.
  6. Gli aiuti di cui al presente articolo, concessi ai sensi della
    sezione 3.8 della Comunicazione di cui al comma 1, quelli concessi ai
    sensi della sezione 3.6 e quelli concessi ai sensi della sezione 3.7
    della stessa Comunicazione, non possono essere cumulati tra loro, se
    l’aiuto riguarda gli stessi costi ammissibili. Gli aiuti di cui al
    presente articolo non possono essere combinati con altri aiuti agli
    investimenti per gli stessi costi ammissibili.

Art. 60 — Aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di
COVID-19

  1. Le Regioni, le Provincie autonome, anche promuovendo eventuali
    azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle
    Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di
    commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie
    risorse, ai sensi della sezione 3.10 della Comunicazione della
    Commissione europea C (2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le
    misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19 “ e successive modifiche e integrazioni nei
    limiti e alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al
    presente articolo.
  2. Gli aiuti di cui al presente articolo sono concessi al fine di
    contribuire ai costi salariali, ivi comprese le quote contributive e
    assistenziali, delle imprese, compresi i lavoratori autonomi, e sono
    destinati ad evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19.
  3. Gli aiuti di cui al presente articolo sono concessi sotto forma
    di regimi destinati alle imprese di determinati settori o regioni o
    di determinate dimensioni, particolarmente colpite dalla pandemia di
    COVID-19.
  4. La sovvenzione per il pagamento dei salari viene concessa per un
    periodo non superiore a dodici mesi a decorrere dalla domanda di
    aiuto ovvero dalla data di inizio dell’imputabilita’ della
    sovvenzione se anteriore, per i dipendenti che altrimenti sarebbero
    stati licenziati a seguito della sospensione o della riduzione delle
    attivita’ aziendali dovuta alla pandemia di COVID-19 e a condizione
    che il personale che ne beneficia continui a svolgere in modo
    continuativo l’attivita’ lavorativa durante tutto il periodo per il
    quale e’ concesso l’aiuto. L’imputabilita’ della sovvenzione per il
    pagamento dei salari puo’ essere retrodatata al 1° febbraio 2020.
  5. La sovvenzione mensile per il pagamento dei salari non supera
    l’80 % della retribuzione mensile lorda (compresi i contributi
    previdenziali a carico del datore di lavoro) del personale
    beneficiario.
  6. La sovvenzione per il pagamento dei salari puo’ essere combinata
    con altre misure di sostegno all’occupazione generalmente disponibili
    o selettive, purche’ il sostegno combinato non comporti una
    sovracompensazione dei costi salariali relativi al personale
    interessato. Le sovvenzioni per il pagamento dei salari possono
    essere inoltre combinate con i differimenti delle imposte e i
    differimenti dei pagamenti dei contributi previdenziali.
  7. Gli aiuti di cui al presente articolo non possono in alcun caso
    consistere in trattamenti di integrazione salariale di cui al decreto
    legislativo 14 settembre 2015, n. 148 e degli artt. da 19 a 22 del
    decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

Art. 61 — Disposizioni comuni

  1. Gli aiuti di cui agli articoli da 54 a 60 non possono essere
    concessi alle imprese che erano gia’ in difficolta’, ai sensi
    dell’articolo 2, punto 18 del regolamento (UE) n. 651/2014 della
    Commissione, dell’articolo 2, punto 14 del regolamento (UE) n.
    702/2014 della Commissione e all’articolo 3, punto 5 del regolamento
    (UE) n. 1388/2014 della Commissione, alla data del 31 dicembre 2019.
  2. Gli aiuti di cui agli articoli da 54 a 60 sono concessi entro e
    non oltre il 31 dicembre 2020. Per gli aiuti concessi sotto forma di
    agevolazioni fiscali, il termine di concessione dell’aiuto coincide
    con la data in cui deve essere presentata da parte del beneficiario
    la dichiarazione fiscale relativa all’annualita’ 2020.
  3. La concessione degli aiuti di cui agli articoli da 54 a 60 e’
    subordinata all’adozione della decisione di compatibilita’ di cui al
    comma 4 da parte della Commissione europea, ai sensi dell’art. 108
    TFUE e al rispetto delle condizioni e dei limiti della Comunicazione
    di cui al comma 1.
  4. Il Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del
    Consiglio dei Ministri provvede, entro 7 giorni dall’entrata in
    vigore del presente decreto, a notificare gli articoli da 54 a 60 al
    fine di ottenere la preventiva autorizzazione della Commissione
    europea, ai sensi dell’art. 107 TFUE, per tutte le successive misure
    che saranno adottate dagli enti di cui al comma 1. Il medesimo
    Dipartimento provvede altresi’ alla registrazione esclusivamente del
    regime-quadro di cui agli articoli da 54 a 60 nel registro di cui
    all’articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, come modificato
    dall’articolo 64, nonche’ nei registri aiuti di Stato SIAN- Sistema
    Informativo Agricolo Nazionale e SIPA- Sistema Italiano della Pesca e
    dell’Acquacoltura.
  5. Gli enti che adottano le misure e concedono gli aiuti, ad
    eccezione degli aiuti nei settori agricoltura e pesca, provvedono
    agli adempimenti degli obblighi inerenti il registro nazionale aiuti
    di Stato di cui all’articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234,
    come modificato dall’articolo 64. Per gli aiuti nei settori
    agricoltura e pesca gli enti di cui al primo periodo provvedono, in
    analogia con il presente comma, attraverso rispettivamente i registri
    SIAN — Sistema Informativo Agricolo Nazionale e SIPA- Sistema
    Italiano della Pesca e dell’Acquacoltura. Restano fermi in capo agli
    enti che adottano le misure e agli enti che concedono gli aiuti gli
    obblighi e le responsabilita’ di monitoraggio e relazione di cui alla
    sezione 4 della Comunicazione di cui al comma 1.
  6. Agli aiuti concessi ai sensi degli articoli da 54 a 60 si
    applica la disposizione di cui all’articolo 53.
  7. Gli aiuti di cui agli articoli da 54 a 60 non devono in ogni
    caso superare le soglie massime per beneficiario ivi previste,
    calcolate tenendo conto di ogni altro aiuto, da qualunque fonte
    proveniente, anche ove concesso da soggetti diversi da quelli di cui
    ai predetti articoli. A tal fine, i soggetti che concedono gli aiuti
    ai sensi degli articoli da 54 a 60 verificano, anche mediante
    autocertificazione, che il beneficiario non riceva aiuti di importo
    complessivamente superiore alle soglie massime consentite. Restano
    fermi gli obblighi di cui all’articolo 63.

Art. 62 — Disposizioni finanziarie

  1. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione degli
    articoli da 54 a 61 a valere sulle risorse dei rispettivi bilanci.
    Gli aiuti degli enti territoriali sono concessi nel rispetto
    dell’articolo 3, comma 17, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Le
    Camere di commercio non possono concedere aiuti sotto forma di
    agevolazioni fiscali e per gli aiuti sotto forma di prestiti e
    garanzie si applica l’articolo 125, comma 4, decreto-legge 17 marzo
    2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020,
    n. 27.

Art. 63 — Adempimenti relativi alla registrazione degli aiuti

  1. Gli aiuti concessi ai sensi della Comunicazione della
    Commissione europea C (2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le
    misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19” e successive modifiche e integrazioni, sono
    concessi in osservanza degli obblighi previsti dal regolamento
    recante la disciplina per il funzionamento del Registro nazionale
    degli aiuti di Stato, di cui all’articolo 52 della legge 24 dicembre
    2012, n. 234 e al decreto del Ministro dello sviluppo economico 31
    maggio 2017, n. 115, fatti salvi gli aiuti nei settori agricoltura e
    pesca che sono registrati nei registri SIAN- Sistema Informativo
    Agricolo Nazionale e SIPA — Sistema Italiano della Pesca e
    dell’Acquacoltura.
  2. Ciascuna misura di agevolazione adottata ai sensi degli articoli
    da 54 a 60 del presente decreto deve essere identificata, attraverso
    l’indicazione del codice unico identificativo «Codice Aiuto RNA -
    CAR», acquisito dal Dipartimento delle politiche europee ai sensi
    dell’articolo 8 del citato decreto 31 maggio 2017, n. 115 ed
    assegnato a ciascuno dei regimi-quadro autorizzati ai sensi dei
    precitati articoli. La registrazione di ciascuna misura di aiuto
    adottata dagli enti di cui al comma 1 dei predetti articoli e degli
    aiuti concessi ai singoli beneficiari e’ operata dai soggetti
    competenti, sotto la propria responsabilita’.

Art. 64 — Adeguamento e modiche al registro nazionale aiuti di Stato e ai registri aiuti di Stato SIAN e SIPA

  1. Entro il 30 maggio 2020, il registro di cui all’articolo 52
    della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e’ adeguato a cura del
    Ministero dello sviluppo economico e i registri aiuti di Stato SIAN e
    SIPA sono adeguati dal Ministero delle politiche agricole alimentari
    e forestali, mediante sezione aggiuntiva, alle disposizioni
    introdotte dalla Comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final — “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” e successive
    modifiche e integrazioni.
  2. Entro il 15 giugno 2020, il Ministero dello sviluppo economico e
    il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
    modificano i registri di cui al comma 1 per consentire la
    registrazione del regime di aiuti autorizzato dalla Commissione
    europea ai sensi degli articoli da 54 a 60 del presente decreto e
    delle misure di aiuti adottate ai sensi degli stessi articoli,
    nonche’ per contenere i dati necessari alla concessione degli aiuti,
    prevedendo modalita’ semplificate per aiuti automatici, sia fiscali
    che non fiscali.
  3. L’adeguamento di cui ai commi 1 e 2 e’ effettuato d’intesa con
    la Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo
    28 agosto 1997, n. 281.
  4. Sono mantenute tutte le funzionalita’ dei registri e in ogni
    caso sono mantenute le funzionalita’ del registro nazionale degli
    aiuti di Stato di cui all’articolo 52 della legge 24 dicembre 2012,
    n. 234, a supporto dello svolgimento delle verifiche di cui agli
    articoli 13, 14 e 15 del regolamento di cui al decreto del Ministro
    dello sviluppo economico del 31 maggio 2017, n. 115.
  5. Le amministrazioni pubbliche provvedono agli adempimenti
    previsti dal presente articolo con le risorse umane, strumentali e
    finanziarie disponibili a legislazione vigente, e comunque senza
    nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 65 — Esonero temporaneo contributi Anac

  1. Le stazioni appaltanti e gli operatori economici sono esonerati
    dal versamento dei contributi di cui all’articolo 1, comma 65, della
    legge 23 dicembre 2005, n. 266 all’Autorita’ nazionale
    anticorruzione, per tutte le procedure di gara avviate dalla data di
    entrata in vigore della presente norma e fino al 31 dicembre 2020.
    L’Autorita’ fara’ fronte alla copertura delle minori entrate mediante
    l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione maturato al 31 dicembre
    2019. Agli oneri di cui al presente comma, valutati in 25 milioni di
    euro per l’anno 2020 in termini di fabbisogno e indebitamento netto,
    si provvede ai sensi dell’articolo 265.

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