Decreto Rilancio: Indennità Covid-19 e Reddito di Cittadinanza

Le indennità Covid-19 sono compatibili con un beneficio del Reddito di Cittadinanza, ma in forma di integrazione al reddito stesso. Ciò vale sia per il mese di Aprile che per quello di Maggio 2020, come stabilito dal Decreto Rilancio, contrariamente a quanto invece aveva chiaramente previsto il Decreto Cura Italia per il mese di Marzo 2020 all’ art. 31 (Incumulabilità tra indennità) che:

1. Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 non sono tra esse cumulabili e non sono altresì riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza ai sensi decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26.

Il comma 13 dell’articolo 84 (Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19) recita testualmente:

“Ai lavoratori nelle condizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10, appartenenti a nuclei familiari già percettori del reddito di cittadinanza, di cui al Capo I del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a quello dell’indennità di cui ai medesimi commi del presente articolo, in luogo del versamento dell’indennità si procede ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità” — (facendo riferimento alle mensilità di Aprile e Maggio 2020).

Le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10 non sono compatibili con il beneficio del reddito di cittadinanza in godimento pari o superiore a quello dell’indennità.”

Se ne ricava che ai beneficiari delle indennità Covid-19, qualora fossero titolari di un Reddito di Cittadinanza di importo inferiore a 600 € mensile (500 € per i lavoratori agricoli), verrà riconosciuto un incremento del reddito di Cittadinanza di cui sono titolari così determinato:

  • qualora il reddito di cittadinanza sia inferiore a 600 €, spetterà la differenza tra 600 e l’importo del beneficio;
  • qualora il bonus sia di 1000 € spetterà la differenza tra 1.000 e la cifra del Reddito di Cittadinanza che è comunque sempre inferiore (il massimo infatti del sussidio personale è 780 €).
  • per i lavoratori agricoli, qualora il reddito di cittadinanza sia inferiore a 500 €, spetterà la differenza tra 500 e l’importo del beneficio.

Ne deriva che le domande di indennità Covid-19 respinte esclusivamente in ragione della titolarità del Reddito di Cittadinanza, sulla base di quanto prevedeva l’art. 31 del Decreto Cura Italia, saranno riesaminate d’ufficio ed accolte, con il conseguente riconoscimento dell’indennità, in funzione integrativa del Reddito di Cittadinanza, relativamente al mese di Aprile 2020.

Inoltre, i lavoratori che non hanno presentato domanda per il riconoscimento dell’indennità, di cui a suddetti artt. 27, 28, 29, 30 e 38 del Decreto cura Italia, in quanto titolari del Reddito di Cittadinanza, ritenendo di non poter accedere alle stesse proprio in ragione della titolarità dello stesso, possono presentare domanda per il riconoscimento delle suddette indennità Covid-19 per il mese di Aprile nel termine di 15 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio (19 Maggio 2020).

Ai lavoratori che presenteranno nel suddetto termine la domanda di indennità Covid-19, qualora ne ricorrano tutti i requisiti legislativamente previsti, verrà erogata l’indennità per la mensilità di Aprile 2020,

Agli stessi lavoratori non sarà invece erogata l’indennità Covid-19 per il mese di Marzo 2020, in quanto per questa mensilità permane la non cumulabilità e la incompatibilità del reddito di Cittadinanza con le indennità Covid-19.

Ricordiamo infine che i potenziali beneficiari delle indennità Covid-19 previste dal Decreto Rilancio, a cui stiamo facendo riferimento, sono gli stessi beneficiari previsti dal Decreto Cura Italia, ossia:

  • liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa secondo l’articolo 27 del Cura Italia (commi 1, 2 e 3);
  • ai soggetti lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (art. 28 Cura Italia) (comma 4);
  • ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali (art. 29 Cura Italia). Anche in somministrazione (commi 5 e 6);
  • operai agricoli (comma 7).

A costoro, a cui spettava già l’indennità Covid-19 nel mese di Marzo, viene riconosciuta la stessa indennità per il mese di Aprile. Agli stessi, per il mese di maggio 2020, viene riconosciuto il bonus di 1.000 € se hanno riscontrato una riduzione del fatturato del 33% per il secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

A questi potenziali beneficiari, il comma 8 dell’ art. 84 del Decreto Rilancio introduce nuove categorie di beneficiari (beneficiari anche eventualmente del reddito di cittadinanza) per i quali è riconosciuto il bonus di 600 € per i mesi di Aprile e Maggio:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • lavoratori autonomi privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020 e alla stessa data devono risultare iscritti alla Gestione separata con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

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