Decreto-Legge Cura Italia sull’emergenza da COVID-19: punti essenziali

Presentiamo una lettura di alcuni punti essenziali del Decreto Cura Italia presentato dal Governo in data 16/03/2020, a favore dei lavoratori e delle imprese a fronte dell’emergenza Coronavirus COVID-19.

Art. 12 (Misure straordinarie per la permanenza in servizio del personale sanitario)

Per far fronte alle esigenze derivanti dalla diffusione del COVID-19 e garantire i livelli essenziali di assistenza, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, fino al perdurare dello stato di emergenza da COVID, possono trattenere in servizio i dirigenti medici e sanitari, nonché il personale del ruolo sanitario del comparto sanità e gli operatori sociosanitari, anche in deroga ai limiti previsti dalle disposizioni vigenti per il collocamento in quiescenza.

Art. 18 (Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario)

Si estende con questa norma a tutte le aziende — senza distinzioni territoriali e/o dimensionali — la possibilità di presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 e per una durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020.

Art. 22 (Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19)

Per l’anno 2020, a decorrere dal 5 marzo, in conseguenza della sospensione dei servizi nelle scuole per un periodo continuativo o frazionato e per un periodo comunque non superiore a quindici giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire, per i figli di età non
superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione, calcolata secondo quanto previsto dall’articolo 23 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ad eccezione del comma 2 del medesimo articolo. I periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

Gli eventuali periodi di congedo parentale fruiti dai genitori durante il periodo di sospensione di cui al presente articolo, sono convertiti in questo congedo con diritto all’indennità e non computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

I genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata hanno diritto a fruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50% di 1/365 del reddito individuato secondo
la base di calcolo utilizzata ai per l’indennità di maternità.

L’indennità è estesa anche ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.

La fruizione del congedo da COVID è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di quindici giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Il limite di età non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità ex legge 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

I genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, se nel nucleo familiare non vi è altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore,
hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione delle scuole, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Le disposizioni valgono anche per i genitori affidatari.

In alternativa alle prestazioni citate e per gli stessi lavoratori, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo dal 5 marzo 2020. Il bonus viene
erogato mediante il libretto famiglia.

Le modalità operative per accedere al congedo da COVID ovvero al bonus per i servizi di baby-sitting sono stabilite dall’INPS.

Art. 23 (Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104)

Il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui alla Legge 104/1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020.

Art. 24 (Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché del settore sanitario privato accreditato, per emergenza COVID -19)

Il congedo “COVID” spetta ai genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico. L’erogazione dell’indennità, nonché l’indicazione delle modalità di fruizione del congedo sono a cura dell’amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro.

Art. 25 (Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato)

Il periodo trascorso in quarantena (con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva), dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

Per i periodi interessati, il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena.

Sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore della normativa, anche in assenza del provvedimento dell’operatore di sanità pubblica.

Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Art. 26 (Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa)

Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è
riconosciuta un’indennità una tantum pari a 600 euro.

L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ed è erogata dall’INPS, previa domanda.

Art. 27 (Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago)

Ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità una tantum pari a 600 euro.

L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito.

Art. 28 (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali)

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è riconosciuta un’indennità una tantum pari a 600 euro.

Art. 29 (Indennità lavoratori del settore agricolo)

Agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, è riconosciuta un’indennità una tantum pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito.

Art. 31 (Proroga del termine di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nel 2020)
Il termine per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola è prorogato, solo per le domande del 2019, al giorno 1° giugno 2020.

Art. 32 (Proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL)

Per la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, i termini di decadenza sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni.

Per le domande di Naspi e DIS-COLL presentate oltre il termine è fatta salva la decorrenza della prestazione dal sessantottesimo giorno successivo alla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

Sono, inoltre, ampliati di 60 giorni i termini per la presentazione della domanda di incentivo all’autoimprenditorialità.

Art. 33 (Proroga termini decadenziali in materia previdenziale e assistenziale)

Per la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, i termini di decadenza sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni.

Per le domande di Naspi e DIS-COLL presentate oltre il termine è fatta salva la decorrenza della prestazione dal sessantottesimo giorno successivo alla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro.
Sono, inoltre, ampliati di 60 giorni i termini per la presentazione della domanda di incentivo all’autoimprenditorialità.

Art. 34 (Proroga termini decadenziali in materia previdenziale e assistenziale)

A decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL è sospeso. Sono sospesi, per lo stesso periodo e per le medesime materie ivi indicate, i termini di prescrizione.

Art. 36 (Disposizioni in materia di patronati)

Gli istituti di patronato e di assistenza sociale, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono:

  • acquisire, fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, il mandato di patrocinio in via telematica, fermo restando che la immediata regolarizzazione del citato mandato ai sensi della normativa vigente deve intervenire una volta cessata l’attuale situazione emergenziale prima della formalizzazione della relativa pratica all’istituto previdenziale;
  • approntare una riduzione degli orari di apertura al pubblico e, tenuto conto della necessità attuale di ridurre il numero di personale presente negli uffici e di diminuire l’afflusso dell’utenza, il servizio all’utenza può essere modulato, assicurando l’apertura delle sedi solo nei casi in cui non sia possibile operare mediante l’organizzazione dell’attività con modalità a distanza;
  • entro il 30 giugno 2020 comunicare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il rendiconto dell’esercizio finanziario 2019 e i nominativi dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo, nonché i dati riassuntivi e statistici dell’attività assistenziale svolta nell’anno 2019 e quelli relativi alla struttura organizzativa in Italia e all’estero.

Art. 37 (Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria)

Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020.

Non si procede al rimborso dei contributi e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati. I pagamenti, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 10 giugno 2020, senza sanzioni e interessi.

I termini di prescrizione di cui all’articolo 3, comma 9, della legge 8 agosto 1995 n. 335, sono sospesi, per il periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 giugno 2020 e riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine del periodo.

Art. 38 (Indennità lavoratori dello spettacolo)

Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità una tantum pari a 600 euro.
L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito. Non hanno diritto all’indennità i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente.
L’indennità di cui al presente articolo è erogata dall’INPS, previa domanda.

Art. 39 (Diritto di precedenza lavoro agile)

Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile disciplinata dalla legge 81/2017.

Art. 42 (Disposizioni INAIL)
Fino al 30 giugno 2020 sono sospesi i termini di decadenza relativi alle richieste di prestazioni erogate dall’INAIL.
Nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro per le categorie protette (Sanitari, medici ecc.ecc.), l’INAIL considera l’infezione come infortunio sul lavoro pertanto il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all’INAIL che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell’infortunato.
Si veda Nota INAIL del 17 marzo 2020.

Art. 60 (Premio ai lavoratori dipendenti)

Ai titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.

I sostituti d’imposta riconoscono, in via automatica, l’incentivo in questione a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.

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