DECRETO-LEGGE n. 30 del 13 marzo 2021: Misure urgenti Covid

Misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID19 e interventi di sostegno per lavoratori con gli minori in didattica a distanza o in quarantena. (GU Serie Generale n.62 del 13–03–2021)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/03/2021

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

VISTI gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

VISTI gli articoli 32 e 117, commi 2 e 3, della Costituzione;

VISTO l’articolo 16 della Costituzione, che consente limitazioni della libertà di circolazione per ragioni sanitarie;

VISTO il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

VISTO il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33 convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

VISTO il decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 marzo 2021, n. 29 recante «Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l’anno 2021»;

VISTE le delibere del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, del 29 luglio 2020, del 7 ottobre 2020 e del 13 gennaio 2021, con le quali è stato dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

VISTA la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità dell’11 marzo 2020 con la quale l’epidemia da COVID-19 è stata valutata come «pandemia» in considerazione dei livelli di diffusività e gravità raggiunti a livello globale;

CONSIDERATO l’evolversi della situazione epidemiologica e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia;

RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza di integrare il quadro delle vigenti misure di contenimento alla diffusione del predetto virus, adottando adeguate e immediate misure di prevenzione e contrasto all’aggravamento dell’emergenza epidemiologica;

RITENUTA inoltre la straordinaria necessità e urgenza di prevedere interventi di sostegno per lavoratori con gli minori durante il periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza, della durata dell’infezione da SARS Covid-19, nonché alla durata della quarantena, del figlio;

VISTA la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 12 marzo 2021;

SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della salute, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie, dell’economia e delle finanze, per le pari opportunità e la famiglia, per la pubblica amministrazione e del lavoro e delle politiche sociali;

EMANA il seguente decreto-legge:

Art.1 (Ulteriori misure per contenere e contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19)

  1. — Dal 15 marzo al 6 aprile 2021, le misure stabilite dai
    provvedimenti di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020
    per la zona rossa di cui all’articolo 1, comma 16-septies, lettera
    c), del decreto-legge n. 33 del 2020, si applicano anche nelle
    regioni e Province autonome di Trento e Bolzano individuate con
    ordinanza del Ministro della salute ai sensi dell’articolo 1, comma
    16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, nelle quali l’incidenza
    cumulativa settimanale dei contagi e’ superiore a 250 casi ogni
    100.000 abitanti, sulla base dei dati validati dell’ultimo
    monitoraggio disponibile.
  2. Dal 15 marzo al 6 aprile 2021, i Presidenti delle regioni e
    delle Province autonome di Trento e Bolzano possono disporre
    l’applicazione delle misure stabilite per la zona rossa dai
    provvedimenti di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020,
    nonche’ ulteriori, motivate, misure piu’ restrittive tra quelle
    previste dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 19 del 2020:
    a) nelle province in cui l’incidenza cumulativa settimanale dei
    contagi e’ superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti;
    b) nelle aree in cui la circolazione di varianti di SARS-CoV-2
    determina alto rischio di diffusivita’ o induce malattia grave.
  3. Dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e nella giornata del 6 aprile
    2021
    , nelle regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nelle
    quali si applicano le misure stabilite per la zona arancione, e’
    consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola
    abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale
    compreso fra le ore 5,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone
    ulteriori rispetto a quelle ivi gia’ conviventi, oltre ai minori di
    anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilita’
    genitoriale e alle persone con disabilita’ o non autosufficienti
    conviventi. Lo spostamento di cui al presente comma non e’ consentito
    nei territori nei quali si applicano le misure stabilite per la zona
    rossa.
  4. Nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio
    nazionale, ad eccezione della zona bianca, si applicano le misure
    stabilite dai provvedimenti di cui all’articolo 2 del decreto-legge
    n. 19 del 2020 per la zona rossa. Nei medesimi giorni e’ consentito,
    in ambito regionale, lo spostamento di cui al comma 4, primo periodo.
  5. Le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano,
    nell’ambito del monitoraggio previsto dall’articolo 1, comma 16, del
    decreto-legge n. 33 del 2020, comunicano giornalmente al Ministero
    della salute il numero dei tamponi eseguiti sulla popolazione. La
    cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile
    2020 ne verifica l’adeguatezza e la congruita’ dal punto di vista
    quantitativo in relazione al livello di circolazione del virus in
    sede locale.
  6. La violazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5
    e’ sanzionata ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge n. 19 del
    2020.

Art.2 (Congedi per genitori e bonus baby-sitting)

  1. Nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa
    essere svolta in modalita’ agile, il genitore lavoratore dipendente
    di figlio convivente minore di anni quattordici, alternativamente
    all’altro genitore, puo’ astenersi dal lavoro per un periodo
    corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione
    dell’attivita’ didattica in presenza del figlio, alla durata
    dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio, nonche’ alla durata della
    quarantena del figlio. Il beneficio di cui al presente comma e’
    riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilita’ in situazione
    di gravita’ accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge
    5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado per
    le quali sia stata disposta la sospensione dell’attivita’ didattica
    in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per
    i quali sia stata disposta la chiusura.
  2. Per i periodi di astensione fruiti ai sensi del comma 2, e’
    riconosciuta in luogo della retribuzione e, nei limiti di spesa di
    cui al comma 8, un’indennita’ pari al 50 per cento della retribuzione
    stessa, calcolata secondo quanto previsto dall’articolo 23 del testo
    unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno
    della maternita’ e della paternita’, di cui al decreto legislativo 26
    marzo 2001, n. 151, ad eccezione del comma 2 del medesimo articolo
    23. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa.
  3. Gli eventuali periodi di congedo parentale di cui agli articoli
    32 e 33 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, fruiti dai
    genitori a decorrere dal 1° gennaio 2021, e fino alla data di entrata
    in vigore del presente decreto, durante i periodi di sospensione
    dell’attivita’ didattica in presenza del figlio, di durata
    dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio, di durata della
    quarantena del figlio, possono essere convertiti a domanda nel
    congedo di cui al comma 2 con diritto all’indennita’ di cui al comma
    3 e non sono computati ne’ indennizzati a titolo di congedo
    parentale.
  4. In caso di figli di eta’ compresa fra 14 e 16 anni, uno dei
    genitori, alternativamente all’altro, ha diritto, al ricorrere delle
    condizioni di cui al comma 2, primo periodo, di astenersi dal lavoro
    senza corresponsione di retribuzione o indennita’ ne’ riconoscimento
    di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto
    alla conservazione del posto di lavoro.
  5. I lavoratori iscritti alla gestione separata INPS, i lavoratori
    autonomi, il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso
    pubblico
    , impiegato per le esigenze connesse all’emergenza
    epidemiologica da COVID-19, i lavoratori dipendenti del settore
    sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla
    categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio
    biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori
    socio-sanitari, per i figli conviventi minori di anni 14, possono
    scegliere la corresponsione di uno o piu’ bonus per l’acquisto di
    servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 100 euro
    settimanali, da utilizzare per prestazioni effettuate per i casi di
    cui al comma 1. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia
    di cui all’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. Il
    bonus e’ erogato, in alternativa, direttamente al richiedente, per la
    comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per
    l’infanzia di cui all’articolo 2, del decreto legislativo 13 aprile
    2017, n. 65, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con
    funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi
    per la prima infanzia. Il bonus e’ altresi’ riconosciuto ai
    lavoratori autonomi non iscritti all’INPS, subordinatamente alla
    comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del
    numero dei beneficiari. La fruizione del bonus per servizi
    integrativi per l’infanzia di cui al terzo periodo e’ incompatibile
    con la fruizione del bonus asilo nido di cui all’articolo 1, comma
    355, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificato dall’articolo 1,
    comma 343, della legge 27 dicembre 2019, n. 160. Il bonus di cui al
    presente comma puo’ essere fruito solo se l’altro genitore non accede
    ad altre tutele o al congedo di cui al comma 2 e comunque in
    alternativa alle misure di cui ai commi 1, 2, 3 e 4.
  6. Per i giorni in cui un genitore svolge la prestazione di lavoro
    in modalita’ agile o fruisce del congedo di cui ai commi 2 e 5 oppure
    non svolge alcuna attivita’ lavorativa o e’ sospeso dal lavoro,
    l’altro genitore non puo’ fruire dell’astensione di cui ai commi 2 e
    5, o del bonus di cui al comma 6, salvo che sia genitore anche di
    altri figli minori di anni quattordici avuti da altri soggetti che
    non stiano fruendo di alcuna delle misure di cui ai commi da 1 a 6.
  7. I benefici di cui ai commi da 2 a 7 sono riconosciuti nel limite
    di spesa di 282,8 milioni di euro per l’anno 2021. Le modalita’
    operative per accedere ai benefici di cui al presente articolo sono
    stabilite dall’INPS. Sulla base delle domande pervenute, l’INPS
    provvede al monitoraggio comunicandone le risultanze al Ministero del
    lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle
    finanze. L’INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui
    al presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che e’
    stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS
    non prende in considerazione ulteriori domande.
  8. Al fine di garantire la sostituzione del personale docente,
    educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario delle istituzioni
    scolastiche che usufruisce dei benefici di cui al presente articolo,
    e’ autorizzata la spesa di 10,2 milioni di euro per l’anno 2021.
  9. Le misure di cui ai commi 1, 2, 3, 5, 6 e 7 si applicano fino
    al 30 giugno 2021.
  10. Agli oneri derivanti dai commi 8 e 9, pari a 293 milioni di
    euro per l’anno 2021, si provvede ai sensi dell’articolo 3.
  11. Le amministrazioni pubbliche provvedono alle attivita’ di cui
    al presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie
    previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la
    finanza pubblica.

Art.3 (Disposizioni finanziarie)

  1. Agli oneri derivanti dall’articolo 2, comma 11 e dal comma 1 del
    presente articolo, pari a 293,14 milioni di euro per l’anno 2021,
    0,76 milioni di euro nel 2022, 1,07 milioni di euro nel 2023, 1,37
    milioni di euro nel 2024, 1,62 milioni di euro nel 2025, 2 milioni di
    euro nel 2026, 2,28 milioni di euro per l’anno 2027, 2,67 milioni di
    euro nel 2028, 2,87 milioni di euro nel 2029, 3,18 milioni di euro
    nel 2030 e 3,63 milioni di euro annui a decorrere dal 2031, che
    aumentano, ai fini della compensazione degli effetti in termini di
    indebitamento netto, in 1,15 milioni di euro per l’anno 2023, 1,54
    milioni di euro per l’anno 2024, 1,85 milioni di euro per l’anno
    2025, 2,2 milioni di euro per l’anno 2026, 2,59 milioni di euro per
    l’anno 2027, 2,9 milioni di euro per l’anno 2028, 3,19 milioni di
    euro per l’anno 2029, 3,48 milioni di euro per l’anno 2030 e 3,84
    milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2031, si provvede: a) quanto a 293,14 milioni di euro in termini di saldo netto da
    finanziare, 230,6 milioni di euro in termini di fabbisogno e 230,57
    milioni di euro in termini di indebitamento netto per l’anno 2021 e,
    in termini di saldo netto da finanziare e fabbisogno di 0,76 milioni
    di euro nel 2022, 1,07 milioni di euro nel 2023, 1,37 milioni di euro
    nel 2024, 1,62 milioni di euro nel 2025, 2 milioni di euro nel 2026,
    2,28 milioni di euro per l’anno 2027, 2,67 milioni di euro nel 2028,
    2,87 milioni di euro nel 2029, 3,18 milioni di euro nel 2030 e 3,63
    milioni di euro annui a decorrere dal 2031 e, in termini di
    indebitamento netto, 0,66 milioni di euro nel 2022, 1,15 milioni di
    euro per l’anno 2023, 1,54 milioni di euro per l’anno 2024, 1,85
    milioni di euro per l’anno 2025, 2,2 milioni di euro per l’anno 2026,
    2,59 milioni di euro per l’anno 2027, 2,9 milioni di euro per l’anno
    2028, 3,19 milioni di euro per l’anno 2029, 3,48 milioni di euro per
    l’anno 2030 e 3,84 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2031,
    mediante il ricorso all’indebitamento autorizzato dalla Camera dei
    deputati e dal Senato della Repubblica il 20 gennaio 2021 con le
    risoluzioni di approvazione della relazione presentata al Parlamento
    ai sensi dell’articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243; b) quanto a 4,94 milioni di euro in termini di indebitamento
    netto e fabbisogno, mediante utilizzo delle maggiori entrate
    derivanti dall’articolo 2, comma 9.
  2. L’allegato 1 alla legge 30 dicembre 2020, n. 178, e’ sostituito
    dall’allegato 1 annesso al presente decreto.
  3. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal
    presente, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
    apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art.4 (Entrata in vigore)

Allegato 1

+-------------------------------------------------------------------+
| RISULTATI DIFFERENZIALI |
+-------------------------------------------------------------------+
| - COMPETENZA - |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+
|Descrizione risultato differenziale | 2021 | 2022 | 2023 |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+
|Livello massimo del saldo netto da |-196.357 |-157.001 |-138.501 |
|finanziare, tenuto conto degli | | | |
|effetti derivanti dalla presente | | | |
|legge | | | |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+
|Livello massimo del ricorso al | 483.592 | 431.298 | 493.551 |
|mercato finanziario, tenuto conto | | | |
|degli effetti derivanti dalla | | | |
|presente legge (*) | | | |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+
| - CASSA - |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+
|Descrizione risultato differenziale | 2021 | 2022 | 2023 |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+
|Livello massimo del saldo netto da |-279.500 |-208.501 |-198.001 |
|finanziare, tenuto conto degli | | | |
|effetti derivanti dalla presente | | | |
|legge | | | |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+
|Livello massimo del ricorso al | 566.865 | 482.798 | 553.051 |
|mercato finanziario, tenuto conto | | | |
|degli effetti derivanti dalla | | | |
|presente legge (*) | | | |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+
|(*) al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare |
|prima della scadenza o di ristrutturare passivita' |
|preesistenti con ammortamento a carico dello Stato. |
+-------------------------------------+---------+---------+---------+

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