DECRETO-LEGGE 28 ottobre 2020 , n. 137 (c.d. D.L. Ristori)

DECRETO-LEGGE 28 ottobre 2020 , n. 137. Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Titolo I - Sostegno alle imprese e all’economia

ART. 1. — (Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove
misure restrittive)

1. Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici
interessati dalle misure restrittive introdotte con il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 per
contenere la diffusione dell’epidemia “Covid-19”, e’ riconosciuto un
contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del
25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e, ai sensi
dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972 n. 633, dichiarano di svolgere come attivita’ prevalente
una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al
presente decreto. Il contributo non spetta ai soggetti che hanno
attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.
2. Ai soli fini del presente articolo, nel limite di spesa di 50
milioni di euro per l’anno 2020, con uno o piu’ decreti del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, possono essere individuati ulteriori codici ATECO
riferiti a settori economici aventi diritto al contributo, ulteriori
rispetto a quelli riportati nell’Allegato 1 al presente decreto, a
condizione che tali settori siano stati direttamente pregiudicati
dalle misure restrittive introdotte dal decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020.
3. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che
l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020
sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei
corrispettivi del mese di aprile 2019. Al fine di determinare
correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di
effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione
dei servizi.
4. Il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di
fatturato di cui al precedente comma ai soggetti riportati
nell’Allegato 1 che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1°
gennaio 2019.
5. Per i soggetti che hanno gia’ beneficiato del contributo a fondo
perduto di cui all’articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,
che non abbiano restituito il predetto ristoro, il contributo di cui
al comma 1 e’ corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante
accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul
quale e’ stato erogato il precedente contributo.
6. Per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a
fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del
2020, il contributo di cui al comma 1 e’ riconosciuto previa
presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la
procedura web e il modello approvati con il provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020; il
contributo non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui partita IVA
risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza.
7. L’ammontare del contributo a fondo perduto e’ determinato: a)
per i soggetti di cui al comma 5, come quota del contributo gia’
erogato ai sensi dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020;
b) per i soggetti di cui al comma 6, come quota del valore calcolato
sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e dei criteri
stabiliti dai commi 4, 5 e 6 dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34
del 2020; qualora l’ammontare dei ricavi o compensi di tali soggetti
sia superiore a 5 milioni di euro, il valore e’ calcolato applicando
la percentuale di cui al comma 5, lettera c), dell’articolo 25 del
decreto-legge n. 34 del 2020. Le predette quote sono differenziate
per settore economico e sono riportate nell’Allegato 1 al presente
decreto.
8.In ogni caso, l’importo del contributo di cui al presente
articolo non puo’ essere superiore a euro 150.000,00.
9. Per i soggetti di cui al comma 5, in possesso dei requisiti di
cui al comma 4, l’ammontare del contributo e’ determinato applicando
le percentuali riportate nell’Allegato 1 al presente decreto agli
importi minimi di 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro
per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
10. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui
all’articolo 25, commi da 7 a 14, del decreto-legge n. 34 del 2020.
11. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono
definiti i termini e le modalita’ per la trasmissione delle istanze
di cui al comma 6 e ogni ulteriore disposizione per l’attuazione
della presente disposizione.
12. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto
dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della
Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro
temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia
nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.
13. E’ abrogato l’articolo 25-bis del decreto legge 19 maggio 2020,
n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.
77.
14. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 2.458 milioni di
euro per l’anno 2020, e dal comma 2, pari a 50 milioni di euro per
l’anno 2020, si provvede quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2020,
mediante utilizzo delle risorse rivenienti dall’abrogazione della
disposizione di cui al comma 13 e, quanto a 2.503 milioni di euro per
l’anno 2020, ai sensi dell’articolo 34.

Art. 2. — (Rifinanziamento comparto del Fondo speciale di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 24 dicembre 1957, n. 1295)

1. Per le finalita’ di cui all’articolo 14, comma 2, del
decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni,
dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, l’apposito comparto del Fondo
speciale di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 24 dicembre
1957, n. 1295, e’ incrementato di ulteriori 5 milioni di euro per
l’anno 2020.
2. Agli oneri di cui al comma precedente si provvede ai sensi
dell’articolo 34.

Art. 3. — (Fondo per il sostegno delle associazioni e societa’ sportive
dilettantistiche)

1. Al fine di far fronte alla crisi economica delle associazioni e
societa’ sportive dilettantistiche determinatasi in ragione delle
misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19, e’ istituito nello stato di previsione
del Ministero dell’economia e delle finanze il “Fondo per il sostegno
delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Societa’
Sportive Dilettantistiche”, con una dotazione di 50 milioni di euro
per l’anno 2020, che costituisce limite di spesa, le cui risorse,
sono trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio
dei ministri, per essere assegnate al Dipartimento per lo Sport.
2. Il Fondo di cui al comma 1 e’ destinato all’adozione di misure
di sostegno e ripresa delle associazioni e societa’ sportive
dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attivita’
istituzionale a seguito dei provvedimenti statali di sospensione
delle attivita’ sportive. I criteri di ripartizione delle risorse
cosi’ stanziate sono stabiliti con provvedimento del Capo del
Dipartimento per lo Sport che dispone la loro erogazione.
3. Agli oneri di cui al presente articolo si provvede ai sensi
dell’articolo 34.

Art. 4. — (Sospensione delle procedure esecutive immobiliari nella prima casa)

1. All’articolo 54-ter, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020,
n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.
27, le parole “per la durata di sei mesi a decorrere dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”
sono sostituite dalle seguenti “fino al 31 dicembre 2020”. E’
inefficace ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare,
di cui all’articolo 555 del codice di procedura civile, che abbia ad
oggetto l’abitazione principale del debitore, effettuata dal 25
ottobre 2020 alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto.

Art. 5. — (Misure a sostegno degli operatori turistici e della cultura)

1. Il fondo di parte corrente di cui all’articolo 89, comma 1, del
decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito dalla legge 24 aprile
2020, n.27, istituito nello stato di previsione del Ministero per i
beni e le attivita’ culturali e per il turismo e’ incrementato di 100
milioni di euro per l’anno 2020.
2. Il fondo di cui all’articolo 182 del decreto-legge 19 maggio
2020 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2020, n. 77, istituito nello stato di previsione del Ministero per i
beni e le attivita’ culturali e per il turismo, e’ incrementato di
400 milioni di euro per l’anno 2020.
3. Il fondo di cui all’articolo 183, comma 2, del decreto-legge 19
maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
luglio 2020, n. 77, istituito nello stato di previsione del Ministero
per i beni e le attivita’ culturali e per il turismo e’ incrementato
di 50 milioni di euro per l’anno 2020.
4. Limitatamente ai contratti di acquisto di titoli di accesso per
spettacoli dal vivo, le disposizioni di cui all’articolo 88, commi 1
e 2 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, si applicano anche
a decorrere dalla data di entra in vigore del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020 e fino al 31 gennaio 2021
e i termini di cui al medesimo comma 2 decorrono dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.
5. Agli oneri di cui dai commi 1, 2 e 3, pari a 550 milioni di euro
per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 34.
6. All’articolo 176 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole “Per il periodo di imposta 2020 e’
riconosciuto” sono sostituite dalle seguenti: “Per i periodi di
imposta 2020 e 2021 e’ riconosciuto, una sola volta,” e le parole “1
luglio al 31 dicembre 2020” sono sostituite dalle seguenti: “1 luglio
2020 al 30 giugno 2021”;
b) dopo il comma 5, e’ inserito il seguente “5-bis. Ai fini della
concessione dell’agevolazione sono prese in considerazione le domande
presentate entro il 31 dicembre 2020, secondo le modalita’
applicative gia’ definite ai sensi del comma 6”.
7. Agli oneri derivanti dal comma 6, pari a 280 milioni di euro per
l’anno 2021 e a 122,5 milioni di euro per l’anno 2022, si provvede
quanto a 280 milioni per l’anno 2021 ai sensi dell’articolo 34,
quanto a 50 milioni di euro per l’anno 2022 mediante riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 200, della
legge 23 dicembre 2014, n. 190 e quanto a 72,50 milioni di euro per
l’anno 2022 mediante utilizzo del Fondo per interventi strutturali di
politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto legge
29 novembre 2004, n. 282 convertito, con modificazioni, dalla legge
27 dicembre 2004, n. 307.

Art. 6. — (Misure urgenti di sostegno all’export e al sistema delle fiere internazionali)

1. Le disponibilita’ del fondo rotativo di cui all’articolo 2,
comma 1, del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, sono incrementate
di 150 milioni di euro per l’anno 2020.
2. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 72, comma 1, del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e’ ulteriormente incrementata di
euro 200 milioni per l’anno 2020, per le finalita’ di cui alla
lettera d) del medesimo comma.
3. All’articolo 91, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126,
sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, primo periodo, dopo la parola “capitali” sono
aggiunte le seguenti: “nonche’ delle imprese aventi come attivita’
prevalente l’organizzazione di eventi fieristici di rilievo
internazionale”;
2) al comma 3, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “A valere
sullo stanziamento di cui al primo periodo e nel rispetto delle
vigenti disposizioni in materia di aiuti di Stato, possono essere
concessi, per il tramite di Simest SpA, ai soggetti di cui al comma
1, contributi a fondo perduto commisurati ai costi fissi sostenuti
dal 1 marzo 2020 e non coperti da utili, misure di sostegno erogate
da pubbliche amministrazioni o da altre fonti di ricavo, secondo
termini, modalita’ e condizioni stabiliti con delibera del Comitato
agevolazioni di cui all’articolo 1, comma 270, della legge 27
dicembre 2017, n. 205.
4. Agli oneri di cui al presente articolo, pari a 350 milioni di
euro, si provvede ai sensi dell’articolo 34.

Art. 7. — (Misure di sostegno alle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura)

1. Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici
interessati dalle misure restrittive introdotte dal decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 per
contenere la diffusione dell’epidemia “Covid-19”, sono riconosciuti,
in via straordinaria e urgente, nel limite complessivo di 100 milioni
di euro per l’anno 2020, contributi a fondo perduto a favore delle
imprese operanti nelle filiere agricole, della pesca e
dell’acquacoltura.
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto
dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della
Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro
temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia
nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche e
integrazioni.
3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
sentita la Conferenza permanente dello Stato, Regioni e province
autonome di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono
definiti la platea dei beneficiari e i criteri per usufruire dei
benefici. All’attuazione della misura provvede l’Agenzia delle
Entrate, secondo le modalita’ previste dal medesimo decreto.
4. Agli oneri di cui al presente articolo, pari a 100 milioni di
euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 34.

Art. 8. — (Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda)

1. Per le imprese operanti nei settori riportati nella tabella di
cui all’Allegato 1 al presente decreto, indipendentemente dal volume
di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente, il
credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non
abitativo e affitto d’azienda di cui all’articolo 28 del
decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, spetta altresi’ con riferimento a
ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre.
2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al
medesimo articolo 28 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto
dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della
Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro
temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia
nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.
4. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 259,2
milioni di euro per l’anno 2020 e in 86,4 milioni di euro per l’anno
2021 in termini di fabbisogno e indebitamento netto, si provvede ai
sensi dell’articolo 34.

Art. 9. — (Cancellazione della seconda rata IMU)

1. Ferme restando le disposizioni dell’articolo 78 del
decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni,
dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, in considerazione degli effetti
connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, per l’anno 2020,
non e’ dovuta la seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU)
di cui all’articolo 1, commi da 738 a 783, della legge 27 dicembre
2019, n. 160, concernente gli immobili e le relative pertinenze in
cui si esercitano le attivita’ indicate nella tabella di cui
all’allegato 1 al presente decreto, a condizione che i relativi
proprietari siano anche gestori delle attivita’ ivi esercitate.
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano nel rispetto dei limiti
e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione
europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro temporaneo per
le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
emergenza del COVID-19», e successive modifiche.
3. Per il ristoro ai comuni delle minori entrate derivanti dal
comma 1, il Fondo di cui all’articolo 177, comma 2, del decreto-legge
19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
luglio 2020, n. 77, e’ incrementato di 101,6 milioni di euro per
l’anno 2020. I decreti di cui al comma 5 dell’articolo 78 del
decreto-legge n. 104 del 2020 sono adottati entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 3 pari a 121,3 milioni di
euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 34.

Art. 10. — (Proroga del termine per la presentazione del modello 770)

1. Il termine per la presentazione della dichiarazione dei
sostituti d’imposta di cui all’articolo 4, comma 1, del Decreto del
Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, relativa all’anno
di imposta 2019, e’ prorogato al 10 dicembre 2020.

Titolo II — Disposizioni in materia di lavoro

Art. 11. — (Finanziamento della prosecuzione delle misure di sostegno al reddito per le conseguenze dell’emergenza epidemiologica)

1. Al fine di consentire l’attuazione di quanto disposto
dall’articolo 12 nonche’ l’accesso anche nell’anno 2021 a
integrazioni salariali nei casi di sospensione o riduzione
dell’attivita’ lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza
epidemiologica da COVID-19 nei limiti delle risorse disponibili,
all’articolo 265, comma 9, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e’
aggiunto alla fine il seguente periodo: “Le disposizioni di cui al
primo periodo del presente comma non trovano applicazione per
l’importo complessivo di 3.588,4 milioni di euro per l’anno 2020 con
riferimento all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 19, comma
9, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con
modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e all’autorizzazione
di spesa di cui all’articolo 1, comma 11, del decreto-legge 14 agosto
2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre
2020, n. 126, in relazione ai quali e’ consentita la conservazione in
conto residui per il relativo utilizzo nell’esercizio successivo.”.

Art. 12. — (Nuovi trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga. Disposizioni in materia di licenziamento. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione)

1. I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attivita’
lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da
COVID-19 possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di
Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione
in deroga di cui agli articoli da 19 a 22 quinquies del decreto-legge
17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24
aprile 2020, n. 27, per una durata massima di sei settimane, secondo
le modalita’ previste al comma 2. Le sei settimane devono essere
collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31
gennaio 2021. Con riferimento a tale periodo, le predette sei
settimane costituiscono la durata massima che puo’ essere richiesta
con causale COVID-19. I periodi di integrazione precedentemente
richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 14
agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13
ottobre 2020, n. 126, collocati, anche parzialmente, in periodi
successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, ove autorizzati, alle
sei settimane del presente comma.
2. Le sei settimane di trattamenti di cui al comma 1 sono
riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato gia’ interamente
autorizzato l’ulteriore periodo di nove settimane di cui all’articolo
1, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con
modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, decorso il periodo
autorizzato, nonche’ ai datori di lavoro appartenenti ai settori
interessati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del
24 ottobre 2020 che dispone la chiusura o limitazione delle attivita’
economiche e produttive al fine di fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19. I datori di lavoro che presentano domanda
per periodi di integrazione relativi alle sei settimane di cui al
comma 1 versano un contributo addizionale determinato sulla base del
raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello
del corrispondente semestre del 2019, pari:
a) al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al
lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o
riduzione dell’attivita’ lavorativa, per i datori di lavoro che hanno
avuto una riduzione del fatturato inferiore al venti per cento;
b) al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al
lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o
riduzione dell’attivita’ lavorativa, per i datori di lavoro che non
hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.
3. Il contributo addizionale non e’ dovuto dai datori di lavoro che
hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al venti
per cento, dai datori di lavoro che hanno avviato l’attivita’ di
impresa successivamente al primo gennaio 2019, e dai datori di lavoro
appartenenti ai settori interessati dal Decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020 che dispone la chiusura o
limitazione delle attivita’ economiche e produttive di cui al comma
2.
4. Ai fini dell’accesso alle sei settimane di cui al comma 1, il
datore di lavoro deve presentare all’Inps domanda di concessione,
nella quale autocertifica, ai sensi di quanto previsto dall’articolo
47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000,
n. 445, la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato di cui
al comma 2. L’Inps autorizza i trattamenti di cui al presente
articolo e, sulla base della autocertificazione allegata alla
domanda, individua l’aliquota del contributo addizionale che il
datore di lavoro e’ tenuto a versare a partire dal periodo di paga
successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione
salariale. In mancanza di autocertificazione, si applica l’aliquota
del 18% di cui al comma 2, lettera b). Sono comunque disposte le
necessarie verifiche relative alla sussistenza dei requisiti
richiesti e autocertificati per l’accesso ai trattamenti di
integrazione salariale di cui al presente articolo, ai fini delle
quali l’Inps e l’Agenzia delle Entrate sono autorizzati a scambiarsi
i dati.
5. Le domande di accesso ai trattamenti di cui al presente articolo
devono essere inoltrate all’Inps, a pena di decadenza, entro la fine
del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di
sospensione o di riduzione dell’attivita’ lavorativa. In fase di
prima applicazione, il termine di decadenza di cui al presente comma
e’ fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in
vigore del presente decreto-legge.
6. In caso di pagamento diretto delle prestazioni di cui al
presente articolo da parte dell’Inps, il datore di lavoro e’ tenuto
ad inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento o per
il saldo dell’integrazione salariale entro la fine del mese
successivo a quello in cui e’ collocato il periodo di integrazione
salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni
dall’adozione del provvedimento di concessione. In sede di prima
applicazione, i termini di cui al presente comma sono spostati al
trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore del presente
decreto, se tale ultima data e’ posteriore a quella di cui al primo
periodo. Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della
prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del
datore di lavoro inadempiente.
7. La scadenza dei termini di invio delle domande di accesso ai
trattamenti collegati all’emergenza COVID-19 e di trasmissione dei
dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che, in
applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il
10 settembre 2020, e’ fissata al 31 ottobre 2020.
8. I Fondi di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 14
settembre 2015, n. 148, garantiscono l’erogazione dell’assegno
ordinario di cui al comma 1 con le medesime modalita’ di cui al
presente articolo. Il concorso del bilancio dello Stato agli oneri
finanziari relativi alla predetta prestazione e’ stabilito
complessivamente nel limite massimo di 450 milioni di euro per l’anno
2021 ed e’ assegnato ai rispettivi Fondi con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze. Le risorse di cui al presente comma
sono trasferite ai rispettivi Fondi con uno o piu’ decreti del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministero dell’economia e delle finanze, previo monitoraggio da parte
dei Fondi stessi dell’andamento del costo della prestazione,
relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel rispetto del
limite di spesa e secondo le indicazioni fornite dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali.
9. Fino al 31 gennaio 2021 resta precluso l’avvio delle procedure
di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e
restano altresi’ sospese le procedure pendenti avviate
successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le
ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, gia’ impiegato
nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo
appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di
lavoro, o di clausola del contratto di appalto.
10. Fino alla stessa data di cui al comma 9, resta, altresi’,
preclusa al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei
dipendenti, la facolta’ di recedere dal contratto per giustificato
motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3 della legge 15 luglio 1966,
n. 604, e restano altresi’ sospese le procedure in corso di cui
all’articolo 7 della medesima legge.
11. Le preclusioni e le sospensioni di cui ai commi 9 e 10 non si
applicano nelle ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione
definitiva dell’attivita’ dell’impresa, conseguenti alla messa in
liquidazione della societa’ senza continuazione, anche parziale,
dell’attivita’, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si
configuri la cessione di un complesso di beni od attivita’ che
possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa
ai sensi dell’articolo 2112 del codice civile, o nelle ipotesi di
accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni
sindacali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale,
di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente
ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo, a detti lavoratori
e’ comunque riconosciuto il trattamento di cui all’articolo 1 del
decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. Sono altresi’ esclusi dal
divieto i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non
sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia
disposta la cessazione. Nel caso in cui l’esercizio provvisorio sia
disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal
divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello
stesso.
12. Il trattamento di cui al comma 1 e’ concesso nel limite massimo
di spesa pari a 1.634,6 milioni di euro, ripartito in 1.161,3 milioni
di euro per i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria e Assegno
ordinario e in 473,3 milioni di euro per i trattamenti di Cassa
integrazione in deroga L’INPS provvede al monitoraggio del limite di
spesa di cui al presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio
emerga che e’ stato raggiunto anche in via prospettica il limite di
spesa, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande.
13. All’onere derivante dai commi 8 e 12, pari a 582,7 milioni di
euro per l’anno 2020 e a 1.501,9 milioni di euro per l’anno 2021 in
termini di saldo netto da finanziare e a 1.288,3 milioni di euro per
l’anno 2021 in termini di indebitamento netto e fabbisogno delle
amministrazioni pubbliche si provvede a valere sull’importo di cui
all’articolo 11, comma 1.
14. In via eccezionale, al fine di fronteggiare l’emergenza da
Covid-19, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore
agricolo, che non richiedono i trattamenti di cui al comma 1, ferma
restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, e’
riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a
loro carico di cui all’articolo 3, del decreto-legge 14 agosto 2020,
n. 104, per un ulteriore periodo massimo di quattro settimane,
fruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di
integrazione salariale gia’ fruite nel mese di giugno 2020, con
esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, riparametrato e
applicato su base mensile.
15. I datori di lavoro privati che abbiano richiesto l’esonero dal
versamento dei contributi previdenziali ai sensi dell’articolo 3, del
decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, possono rinunciare per la
frazione di esonero richiesto e non goduto e contestualmente
presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione
salariale di cui al presente articolo.
16. Il beneficio previsto dai commi 14 e 15 e’ concesso ai sensi
della sezione 3.1 della Comunicazione della Commissione europea
recante un “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a
sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” e nei
limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione.
L’efficacia delle disposizioni del presente articolo e’ subordinata,
ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea, all’autorizzazione della
Commissione europea.
17. Alle minori entrate derivanti dai commi 14 e 15, valutate in
61,4 milioni di euro per l’anno 2021 si provvede con le maggiori
entrate contributive derivanti dai commi da 2 a 4 del presente
articolo. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo
valutate in 3 milioni di per l’anno 2022, si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200,
della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Art. 13. — (Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e
assistenziali e dei premi per l’assicurazione per i dipendenti delle
aziende dei settori economici interessati dalle nuove misure
restrittive)

1. Per i datori di lavoro privati di cui al comma 2, che hanno la
sede operativa nel territorio dello Stato, sono sospesi i termini
relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e
dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti per la competenza
del mese di novembre 2020
2. La sospensione dei termini di cui al comma 1 si applica ai
datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020, che
svolgono come attivita’ prevalente una di quelle riferite ai codici
ATECO riportati nell’Allegato 1 al presente decreto i cui dati
identificativi verranno comunicati, a cura dall’Agenzia delle
Entrate, a INPS e a INAIL, al fine di consentire il riconoscimento ai
beneficiari delle misure concernenti la sospensione.
3. I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei
premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del comma 1,
sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in
un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione
fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il
versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato
pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza
dal beneficio della rateazione.
4. I benefici del presente articolo sono attribuiti in coerenza con
la normativa vigente dell’Unione europea in materia di aiuti di
Stato.
5. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 504 milioni
di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 34.

Art. 14. — (Nuove misure in materia di Reddito di emergenza)

1. Ai nuclei familiari gia’ beneficiari della quota del Reddito di
emergenza (di seguito “Rem”) di cui all’articolo 23, comma 1, del
decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni,
dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e’ riconosciuta la medesima
quota anche per il mese di novembre 2020, nonche’ per il mese di
dicembre 2020.
2. Il Rem e’ altresi’ riconosciuto, per una singola quota pari
all’ammontare di cui all’articolo 82, comma 5, del decreto-legge 19
maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
luglio 2020, n. 77, relative alle mensilita’ di novembre e dicembre
2020, ai nuclei familiari in possesso cumulativamente dei seguenti
requisiti:
a) un valore del reddito familiare, nel mese di settembre 2020,
inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui all’articolo 82,
comma 5, del decreto-legge n. 34 del 2020;
b) assenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o
hanno percepito una delle indennita’ di cui all’articolo 15 del
presente decreto-legge;
c) possesso dei requisiti di cui ai commi 2, lettere a), c) e d),
2-bis e 3, dell’articolo 82 del decreto-legge n. 34 del 2020.
3. La domanda per le quote di Rem di cui al comma 2 e’ presentata
all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) entro il 30
novembre 2020 tramite modello di domanda predisposto dal medesimo
Istituto e presentato secondo le modalita’ stabilite dallo stesso.
4. Il riconoscimento delle quote del Rem di cui ai commi 1 e 2 e’
effettuato nel limite di spesa di 452 milioni di euro per l’anno 2020
nell’ambito dell’autorizzazione di spesa relativa al Fondo per il
reddito di emergenza di cui all’articolo 82, comma 10, del
decreto-legge n. 34 del 2020, in relazione alla quale resta in ogni
caso ferma l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 265, comma
9, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
5. Per quanto non previsto dal presente articolo, si applica la
disciplina di cui all’articolo 82 del decreto-legge n. 34 del 2020,
ove compatibile.

Art. 15. — (Nuova indennita’ per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo)

1. Ai soggetti beneficiari dell’indennita’ di cui all’articolo 9
del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con
modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, la medesima
indennita’ pari a 1000 euro e’ nuovamente erogata una tantum.
2. Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli
stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto
di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di
entrata in vigore del presente decreto-legge e che abbiano svolto la
prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo
periodo, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro
dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della
presente disposizione, e’ riconosciuta un’indennita’ onnicomprensiva
pari a 1000 euro. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai
lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese
utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti
termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro
nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in
vigore del presente decreto e che abbiano svolto la prestazione
lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non
titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di
NASPI, alla data di entrata in vigore del presente decreto.
3. E’ riconosciuta un’indennita’ onnicomprensiva pari a 1000 euro
ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro
attivita’ o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:
a) lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi
da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato
involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il
1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente
decreto-legge e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per
almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
b) lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del
decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la
prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo
compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del
presente decreto;
c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre
forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1°
gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto
siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili
alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che
non abbiano un contratto in essere alla data di entrata in vigore del
presente decreto. Gli stessi, per tali contratti, devono essere gia’
iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata di cui
all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con
accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo
mensile;
d) incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019
derivante dalle medesime attivita’ superiore ad euro 5.000 e titolari
di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui
all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla
data di entrata in vigore del presente decreto e non iscritti ad
altre forme previdenziali obbligatorie.
4. I soggetti di cui al comma 3, alla data di presentazione della
domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:
a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo
indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli
articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
b) titolari di pensione.
5. Ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del
turismo e degli stabilimenti termali in possesso cumulativamente dei
requisiti di seguito elencati, e’ riconosciuta una indennita’
onnicomprensiva pari a 1000 euro:
a) titolarita’ nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la
data di entrata in vigore del presente decreto-legge di uno o piu’
contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e
degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno
trenta giornate;
b) titolarita’ nell’anno 2018 di uno o piu’ contratti di lavoro a
tempo determinato o stagionale nel medesimo settore di cui alla
lettera a), di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;
c) assenza di titolarita’, al momento dell’entrata in vigore del
presente decreto-legge, di pensione e di rapporto di lavoro
dipendente.
6. Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello
spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1°
gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto al
medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e
non titolari di pensione, e’ riconosciuta un’indennita’, pari a 1000
euro. L’indennita’ di cui al presente articolo non concorre alla
formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La medesima indennita’ viene
erogata anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori
dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati dal 1
gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente
decreto-legge, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.
7. Le indennita’ di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 non sono tra loro
cumulabili e non sono cumulabili con l’indennita’ di cui all’articolo
14. La domanda per le indennita’ di cui ai commi 2, 3, 5 e 6 e’
presentata all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)
entro il 30 novembre 2020 tramite modello di domanda predisposto dal
medesimo Istituto e presentato secondo le modalita’ stabilite dallo
stesso.
8. Le indennita’ di cui al presente articolo non concorrono alla
formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e sono erogate dall’INPS, previa
domanda, nel limite di spesa complessivo di 550 milioni di euro per
l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite
di spesa e comunica i risultati di tale attivita’ al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle
finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di
scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di
spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori. In relazione
all’autorizzazione di spesa di cui al primo periodo del presente
comma trova applicazione di quanto previsto dall’articolo 265, comma
9, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
9. Decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto-legge si decade dalla possibilita’ di richiedere
l’indennita’ di cui all’articolo 9 del decreto-legge 14 agosto 2020,
n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n.
126.
10. L’autorizzazione di cui all’articolo 29, comma 2, del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e’ incrementata di 9,1 milioni di
euro per l’anno 2020.
11. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 559,1
milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo
34.

Art. 16. (Esonero contributivo a favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura)

1. Al fine di assicurare la tutela produttiva e occupazionale delle
filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura e contenere gli
effetti negativi del perdurare dell’epidemia da Covid 19, alle
aziende appartenenti alle predette filiere, comprese le aziende
produttrici di vino e birra, e’ riconosciuto l’esonero dal versamento
dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei
premi e contributi dovuti all’INAIL, per la quota a carico dei datori
di lavoro per la mensilita’ relativa a novembre 2020. L’esonero e’
riconosciuto nei limiti della contribuzione dovuta al netto di altre
agevolazioni o riduzioni delle aliquote di finanziamento della
previdenza obbligatoria, previsti dalla normativa vigente e spettanti
nel periodo di riferimento dell’esonero.
2. Il medesimo esonero e’ riconosciuto agli imprenditori agricoli
professionali, ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni con
riferimento alla contribuzione dovuta per il mese di novembre 2020.
3. Resta ferma per l’esonero di cui ai commi 1 e 2 l’aliquota di
computo delle prestazioni pensionistiche.
4. L’esonero e’ riconosciuto sui versamenti che i datori di lavoro
potenziali destinatari del beneficio devono effettuare entro il 16
dicembre 2020 per il periodo retributivo del mese di novembre 2020.
Per i contribuenti iscritti alla «Gestione dei contributi e delle
prestazioni previdenziali dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni»
l’esonero e’ riconosciuto sul versamento della rata in scadenza il 16
novembre 2020 nella misura pari ad un dodicesimo della contribuzione
dovuta per l’anno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti
all’INAIL.
5. Per i datori di lavoro per i quali la contribuzione dovuta per
il periodo retributivo del mese di novembre 2020, ricadente nel
quarto trimestre 2020, e’ determinata sulla base della dichiarazione
di manodopera agricola occupata del mese di novembre da trasmettere
entro il mese di dicembre 2020, l’esonero e’ riconosciuto sui
versamenti in scadenza al 16 giugno 2021.
6. L’INPS e’ chiamato ad effettuare le verifiche in ordine allo
svolgimento da parte dei contribuenti delle attivita’ identificate
dai codici ATECO, nell’ambito delle filiere di cui al comma 1.
7. Agli oneri del presente articolo, valutati in 273 milioni di
euro per l’anno 2020 e 83 milioni di euro per l’anno 2021, si
provvede ai sensi dell’articolo 34.

Art. 17. — (Disposizioni a favore dei lavoratori sportivi)

1. Per il mese di novembre 2020, e’ erogata dalla societa’ Sport e
Salute S.p.A., nel limite massimo di 124 milioni di euro per l’anno
2020, un’indennita’ pari a 800 euro in favore dei lavoratori
impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato Olimpico
Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le
federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli
enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico
Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le
societa’ e associazioni sportive dilettantistiche, di cui
all’articolo 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, i quali, in conseguenza
dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, hanno cessato, ridotto o
sospeso la loro attivita’. Il predetto emolumento non concorre alla
formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e non e’ riconosciuto ai
percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza
di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, del reddito di
emergenza e delle prestazioni di cui agli articoli 19, 20, 21, 22,
27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
cosi’ come prorogate e integrate dal decreto-legge 17 maggio 2020, n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,
dal decreto-legge 14agosto 2020, n. 104, convertito con
modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020 e dal presente
decreto-legge. Si considerano reddito da lavoro che esclude il
diritto a percepire l’indennita’ i redditi da lavoro autonomo di cui
all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, i redditi da lavoro dipendente e assimilati di
cui agli articoli 49 e 50 del decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, nonche’ le pensioni di ogni genere e gli
assegni ad esse equiparati, con esclusione dell’assegno ordinario di
invalidita’ di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.
2. Le domande degli interessati, unitamente all’autocertificazione
del possesso dei requisiti di cui al comma 1, sono presentate entro
il 30 novembre 2020 tramite la piattaforma informatica di cui
all’articolo 5 del decreto ministeriale del Ministro dell’Economia e
delle Finanze di concerto con il Ministro per le politiche giovanili
e lo sport del 6 aprile 2020, alla societa’ Sport e Salute s.p.a.
che, sulla base del registro di cui all’articolo 7, comma 2, del
decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, acquisito dal Comitato Olimpico
Nazionale (CONI) sulla base di apposite intese, le istruisce secondo
l’ordine cronologico di presentazione.
3. Ai soggetti gia’ beneficiari per i mesi di marzo, aprile, maggio
o giugno dell’indennita’ di cui all’articolo 96 del decreto-legge 17
marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
aprile 2020, n. 27, all’articolo 98 del decreto-legge 9 maggio 2020,
n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n.
77, e di cui all’articolo 12 del decreto legge 14 agosto 2020, n.
104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n.
126, per i quali permangano i requisiti, l’indennita’ pari a 800 euro
e’ erogata dalla societa’ Sport e Salute s.p.a., senza necessita’ di
ulteriore domanda, anche per il mese di novembre 2020.
4. Per le finalita’ di cui ai commi da 1 a 3 le risorse trasferite
a Sport e Salute s.p.a. sono incrementate di 124 milioni di euro per
l’anno 2020.
5. Ai fini dell’erogazione automatica dell’indennita’ prevista
dall’articolo 12, comma 3, ultimo periodo, del decreto legge n. 104
del 14 agosto 2020, convertito con modificazioni dalla legge 13
ottobre 2020, n. 126, si considerano cessati a causa dell’emergenza
epidemiologica anche tutti i rapporti di collaborazione scaduti alla
data del 31 maggio 2020 e non rinnovati.
6. Sport e Salute s.p.a. provvede al monitoraggio del rispetto del
limite di spesa di cui al primo periodo del comma 1 e comunica, con
cadenza settimanale, i risultati di tale attivita’ al Ministro per le
politiche giovanili e lo sport e al Ministero dell’economia e delle
finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che siano in
procinto di verificarsi scostamenti rispetto al limite di spesa di
cui al predetto primo periodo del comma 1 Sport e Salute s.p.a. non
prende in considerazione ulteriori domande, dandone comunicazione al
Ministro per le politiche giovanili e lo sport e al Ministero
dell’economia e delle finanze. Alla copertura dei costi di
funzionamento derivanti dal presente articolo, provvede Sport e
Salute s.p.a. nell’ambito delle proprie disponibilita’ di bilancio.
In relazione all’autorizzazione di spesa di cui al primo periodo del
comma 1 trova applicazione di quanto previsto dall’articolo 265,
comma 9, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
7. Agli oneri del presente articolo, pari a 124 milioni di euro per
l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 34.

Titolo III — Misure in materia di salute e sicurezza e altre disposizioni urgenti

Art. 18. — (Disposizioni urgenti per l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta)

1. Al fine di sostenere ed implementare il sistema diagnostico dei
casi di positivita’ al virus SARS-CoV-2 attraverso l’esecuzione di
tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e
dei pediatri di libera scelta, secondo le modalita’ definite dagli
Accordi collettivi nazionali di settore, e’ autorizzata per l’anno
2020 la spesa di euro 30.000.000.
2. Alla spesa di cui al comma 1, individuata per ciascuna regione e
provincia autonoma negli importi di cui alla Tabella 1 al presente
decreto, tutte le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
provvedono a valere sul finanziamento sanitario corrente gia’
disposto e assegnato per l’anno 2020 ai sensi della legislazione
vigente.

Art. 19. — (Disposizioni urgenti per la comunicazione dei dati concernenti l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta)

1. Per l’implementazione del sistema diagnostico dei casi di
positivita’ al virus SARS-CoV-2 attraverso l’esecuzione di tamponi
antigenici rapidi di cui all’articolo 18, le regioni e le province
autonome comunicano al Sistema Tessera Sanitaria (TS) i quantitativi
dei tamponi antigenici rapidi consegnati ai medici di medicina
generale e ai pediatri di libera scelta, i quali, ai sensi
dell’articolo 17-bis del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18,
convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
utilizzando le funzionalita’ del Sistema Tessera Sanitaria,
predispongono il referto elettronico relativo al tampone eseguito per
ciascun assistito, con l’indicazione dei relativi esiti, dei dati di
contatto, nonche’ delle ulteriori informazioni necessarie alla
sorveglianza epidemiologica, individuate con il decreto di cui al
comma 2. Il Sistema Tessera Sanitaria rende disponibile
immediatamente:
a) all’assistito, il referto elettronico, nel Fascicolo Sanitario
Elettronico (FSE) e, per agevolarne la consultazione, anche
attraverso una piattaforma nazionale gestita dal Sistema Tessera
Sanitaria (TS) e integrata con i singoli sistemi regionali;
b) al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale
territorialmente competente, attraverso la piattaforma nazionale di
cui alla lettera a), il referto elettronico, con esito positivo;
c) al Commissario straordinario per l’emergenza epidemiologica di
cui all’articolo 122 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il
numero dei tamponi antigenici rapidi effettuati, aggregato per
regione o provincia autonoma,
d) alla piattaforma istituita presso l’Istituto Superiore di
Sanita’ ai sensi dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della
protezione civile 27 febbraio 2020, n. 640, il numero dei tamponi
antigenici rapidi effettuati, aggregati per tipologia di assistito,
con l’indicazione degli esiti, positivi o negativi, per la successiva
trasmissione al Ministero della salute, ai fini dell’espletamento
delle relative funzioni in materia di prevenzione e controllo delle
malattie infettive e, in particolare, del Covid-19.
2. Le modalita’ attuative delle disposizioni di cui al comma 1 sono
definite con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministero della salute, previo parere del Garante per
la protezione dei dati personali.

Art. 20. — (Istituzione del servizio nazionale di risposta telefonica per la sorveglianza sanitaria)

1. Il Ministero della salute svolge attivita’ di contact tracing e
sorveglianza sanitaria nonche’ di informazione e accompagnamento
verso i servizi di prevenzione e assistenza delle competenti aziende
sanitarie locali. A tal fine, il Ministero della salute attiva un
servizio nazionale di supporto telefonico e telematico alle persone
risultate positive al virus SARS-Cov-2, che hanno avuto contatti
stretti o casuali con soggetti risultati positivi o che hanno
ricevuto una notifica di allerta attraverso l’applicazione “Immuni”
di cui all’articolo 6 del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, i cui
dati sono resi accessibili per caricare il codice chiave in presenza
di un caso di positivita’. A tal fine i dati relativi ai casi
diagnosticati di positivita’ al virus SARS-Cov-2 sono resi
disponibili al predetto servizio nazionale, anche attraverso il
Sistema Tessera Sanitaria ovvero tramite sistemi di
interoperabilita’.
3. Il Ministro per la salute puo’ delegare la disciplina
dell’organizzazione e del funzionamento del servizio di cui al comma
1 al commissario straordinario per l’emergenza di cui all’art. 122
del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 oppure provvedervi con proprio
decreto.
4. Per le finalita’ del presente articolo e’ autorizzata la spesa
di 1.000.000 di euro per l’anno 2020 e 3.000.000 di euro per l’anno
2021. Ai predetti oneri si provvede ai sensi dell’articolo 34.

Art. 21. — (Misure per la didattica digitale integrata)

1. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 62, della legge 13 luglio
2015, n. 107, istituito nel bilancio del Ministero dell’istruzione,
e’ incrementato di euro 85 milioni per l’anno 2020.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono destinate all’acquisto di
dispositivi e strumenti digitali individuali per la fruizione delle
attivita’ di didattica digitale integrata, da concedere in comodato
d’uso alle studentesse e agli studenti meno abbienti, anche nel
rispetto dei criteri di accessibilita’ per le persone con
disabilita’, nonche’ per l’utilizzo delle piattaforme digitali per
l’apprendimento a distanza e per la necessaria connettivita’ di rete.
3. Con decreto del Ministro dell’istruzione le risorse di cui al
comma 1 sono ripartite tra le istituzioni scolastiche, tenuto conto
del fabbisogno rispetto al numero di studenti di ciascuna e del
contesto socio-economico delle famiglie.
4. Le istituzioni scolastiche provvedono agli acquisti di cui al
comma 2 mediante ricorso agli strumenti di cui all’articolo 1, commi
449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Qualora non sia
possibile ricorrere ai predetti strumenti, le istituzioni scolastiche
provvedono all’acquisto anche in deroga alle disposizioni del decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
5. Il Ministero dell’istruzione e’ autorizzato ad anticipare in
un’unica soluzione alle istituzioni scolastiche le somme assegnate in
attuazione del presente articolo, nel limite delle risorse a tal fine
iscritte in bilancio e fermo restando il successivo svolgimento dei
controlli a cura dei revisori dei conti delle istituzioni scolastiche
sull’utilizzo delle risorse finanziarie di cui al presente articolo
in relazione alle finalita’ in esso stabilite.
6. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni del
presente articolo il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio e, ove necessario, puo’ disporre il ricorso ad
anticipazioni di tesoreria.
7. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai
sensi dell’articolo 34.

Art. 22. — (Scuole e misure per la famiglia)

1. All’articolo 21 bis, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: “, minore di anni quattordici,” sono
sostituite dalle seguenti: “, minore di anni sedici” e dopo le
parole: “sia pubblici che privati” sono aggiunte le seguenti: “,
nonche’ nel caso in cui sia stata disposta la sospensione
dell’attivita’ didattica in presenza del figlio convivente minore di
anni sedici”;
b) al comma 3, dopo le parole: “plesso scolastico” sono aggiunte le
seguenti: “, nonche’ nel caso in cui sia stata disposta la
sospensione dell’attivita’ didattica in presenza del figlio
convivente minore di anni quattordici. In caso di figli di eta’
compresa fra 14 e 16 anni, i genitori hanno diritto di astenersi dal
lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennita’ ne’
riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di
licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.”.
c) al comma 7, le parole: “50 milioni di euro” sono sostituite
dalle seguenti: “93 milioni di euro”.
d) al comma 8, le parole: “1,5 milioni di euro” sono sostituite
dalle seguenti: “4 milioni di euro”.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 45,5 milioni
di euro per l’anno 2020, si provvede mediante corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui l’articolo 85, comma 5,
del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

Art. 23. — (Disposizioni per l’esercizio dell’attivita’ giurisdizionale nella vigenza dell’emergenza epidemiologica da CIVID-19)

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla
scadenza del termine di cui all’articolo 1 del decreto legge 25 marzo
2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio
2020, n. 35 si applicano le disposizioni di cui ai commi da 2 a 9.
Resta ferma l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 221
del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 ove non
espressamente derogate dalle disposizioni del presente articolo.
2. Nel corso delle indagini preliminari il pubblico ministero e la
polizia giudiziaria possono avvalersi di collegamenti da remoto,
individuati e regolati con provvedimento del direttore generale dei
sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia,
per compiere atti che richiedono la partecipazione della persona
sottoposta alle indagini, della persona offesa, del difensore, di
consulenti, di esperti o di altre persone, salvo che il difensore
della persona sottoposta alle indagini si opponga, quando l’atto
richiede la sua presenza. Le persone chiamate a partecipare all’atto
sono tempestivamente invitate a presentarsi presso l’ufficio di
polizia giudiziaria piu’ vicino al luogo di residenza, che abbia in
dotazione strumenti idonei ad assicurare il collegamento da remoto.
Presso tale ufficio le persone partecipano al compimento dell’atto in
presenza di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria, che procede
alla loro identificazione. Il compimento dell’atto avviene con
modalita’ idonee a salvaguardarne, ove necessario, la segretezza e ad
assicurare la possibilita’ per la persona sottoposta alle indagini di
consultarsi riservatamente con il proprio difensore. Il difensore
partecipa da remoto mediante collegamento dal proprio studio, salvo
che decida di essere presente nel luogo ove si trova il suo
assistito. Il pubblico ufficiale che redige il verbale da’ atto nello
stesso delle modalita’ di collegamento da remoto utilizzate, delle
modalita’ con cui si accerta l’identita’ dei soggetti partecipanti e
di tutte le ulteriori operazioni, nonche’ dell’impossibilita’ dei
soggetti non presenti fisicamente di sottoscrivere il verbale, ai
sensi dell’articolo 137, comma 2, del codice di procedura penale. La
partecipazione delle persone detenute, internate o in stato di
custodia cautelare e’ assicurata con le modalita’ di cui al comma 4.
Con le medesime modalita’ di cui al presente comma il giudice puo’
procedere all’interrogatorio di cui all’articolo 294 del codice di
procedura penale.
3. Le udienze dei procedimenti civili e penali alle quali e’
ammessa la presenza del pubblico possono celebrarsi a porte chiuse,
ai sensi, rispettivamente, dell’articolo 128 del codice di procedura
civile e dell’articolo 472, comma 3, del codice di procedura penale.
4. La partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute,
internate, in stato di custodia cautelare, fermate o arrestate, e’
assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o con
collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del
Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del
Ministero della giustizia. Si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 dell’articolo 146-bis delle
norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di
procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n.
271. Il comma 9 dell’articolo 221 del decreto-legge 19 maggio 2020,
n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.
77, e’ abrogato.
5. Le udienze penali che non richiedono la partecipazione di
soggetti diversi dal pubblico ministero, dalle parti private, dai
rispettivi difensori e dagli ausiliari del giudice possono essere
tenute mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con
provvedimento del direttore generale dei sistemi informativi e
automatizzati del Ministero della giustizia. Lo svolgimento
dell’udienza avviene con modalita’ idonee a salvaguardare il
contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti. Prima
dell’udienza il giudice fa comunicare ai difensori delle parti, al
pubblico ministero e agli altri soggetti di cui e’ prevista la
partecipazione giorno, ora e modalita’ del collegamento. I difensori
attestano l’identita’ dei soggetti assistiti, i quali, se liberi o
sottoposti a misure cautelari diverse dalla custodia in carcere,
partecipano all’udienza solo dalla medesima postazione da cui si
collega il difensore. In caso di custodia dell’arrestato o del
fermato in uno dei luoghi indicati dall’articolo 284, comma 1, del
codice di procedura penale, la persona arrestata o fermata e il
difensore possono partecipare all’udienza di convalida da remoto
anche dal piu’ vicino ufficio della polizia giudiziaria attrezzato
per la videoconferenza, quando disponibile. In tal caso, l’identita’
della persona arrestata o formata e’ accertata dall’ufficiale di
polizia giudiziaria presente. L’ausiliario del giudice partecipa
all’udienza dall’ufficio giudiziario e da’ atto nel verbale d’udienza
delle modalita’ di collegamento da remoto utilizzate, delle modalita’
con cui si accerta l’identita’ dei soggetti partecipanti e di tutte
le ulteriori operazioni, nonche’ dell’impossibilita’ dei soggetti non
presenti fisicamente di sottoscrivere il verbale, ai sensi
dell’articolo 137, comma 2, del codice di procedura penale, o di
vistarlo, ai sensi dell’articolo 483, comma 1, del codice di
procedura penale. Le disposizioni di cui al presente comma non si
applicano alle udienze nelle quali devono essere esaminati testimoni,
parti, consulenti o periti, nonche’ alle discussioni di cui agli
articoli 441 e 523 del codice di procedura penale e, salvo che le
parti vi consentano, alle udienze preliminari e dibattimentali.
6. Il giudice puo’ disporre che le udienze civili in materia di
separazione consensuale di cui all’articolo 711 del codice di
procedura civile e di divorzio congiunto di cui all’articolo 9 della
legge 1 dicembre 1970, n. 898 siano sostituite dal deposito
telematico di note scritte di cui all’articolo 221, comma 4, del
decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nel caso in cui tutte le parti che
avrebbero diritto a partecipare all’udienza vi rinuncino
espressamente con comunicazione, depositata almeno quindici giorni
prima dell’udienza, nella quale dichiarano di essere a conoscenza
delle norme processuali che prevedono la partecipazione all’udienza,
di aver aderito liberamente alla possibilita’ di rinunciare alla
partecipazione all’udienza, di confermare le conclusioni rassegnate
nel ricorso e, nei giudizi di separazione e divorzio, di non volersi
conciliare.
7. In deroga al disposto dell’articolo 221, comma 7, del decreto
legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla
legge 17 luglio 2020, n. 77, il giudice puo’ partecipare all’udienza
anche da un luogo diverso dall’ufficio giudiziario.
8. Per la decisione sui ricorsi proposti per la trattazione a norma
degli articoli 127 e 614 del codice di procedura penale la Corte di
cassazione procede in Camera di consiglio senza l’intervento del
procuratore generale e dei difensori delle altre parti, salvo che una
delle parti private o il procuratore generale faccia richiesta di
discussione orale. Entro il quindicesimo giorno precedente l’udienza,
il procuratore generale formula le sue richieste con atto spedito
alla cancelleria della Corte a mezzo di posta elettronica
certificata. La cancelleria provvede immediatamente a inviare, con lo
stesso mezzo, l’atto contenente le richieste ai difensori delle altre
parti che, entro il quinto giorno antecedente l’udienza, possono
presentare con atto scritto, inviato alla cancelleria della corte a
mezzo di posta elettronica certificata, le conclusioni. Alla
deliberazione si procede con le modalita’ di cui al comma 9; non si
applica l’articolo 615, comma 3, del codice di procedura penale e il
dispositivo e’ comunicato alle parti. La richiesta di discussione
orale e’ formulata per iscritto dal procuratore generale o dal
difensore abilitato a norma dell’articolo 613 del codice di procedura
penale entro il termine perentorio di venticinque giorni liberi prima
dell’udienza e presentata, a mezzo di posta elettronica certificata,
alla cancelleria. Le previsioni di cui al presente comma non si
applicano ai procedimenti per i quali l’udienza di trattazione ricade
entro il termine di quindici giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto. Per i procedimenti nei quali l’udienza ricade tra
il sedicesimo e il trentesimo giorno dall’entrata in vigore del
presente decreto la richiesta di discussione orale deve essere
formulata entro dieci giorni dall’entrata in vigore del presente
decreto.
9. Nei procedimenti civili e penali le deliberazioni collegiali in
camera di’ consiglio possono essere assunte mediante collegamenti da
remoto individuati e regolati con provvedimento del direttore
generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della
giustizia. Il luogo da cui si collegano i magistrati e’ considerato
Camera di consiglio a tutti gli effetti di legge. Nei procedimenti
penali, dopo la deliberazione, il presidente del collegio o il
componente del collegio da lui delegato sottoscrive il dispositivo
della sentenza o l’ordinanza e il provvedimento e’ depositato in
cancelleria ai fini dell’inserimento nel fascicolo il prima
possibile. Nei procedimenti penali le disposizioni di cui al presente
comma non si applicano alle deliberazioni conseguenti alle udienze di
discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio,
svolte senza il ricorso a collegamento da remoto.
10. Le disposizioni di cui al presente articolo, nonche’ quelle di
cui all’articolo 221 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in
quanto compatibili, si applicano altresi’ ai procedimenti relativi
agli arbitrati rituali e alla magistratura militare.

Art. 24. — (Disposizioni per la semplificazione delle attivita’ di deposito di atti, documenti e istanze nella vigenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19)

1. In deroga a quanto prevista dall’articolo 221, comma 11, del
decreto-legge n. 34 del 2020 convertito con modificazioni dalla legge
77 del 2020, fino alla scadenza del termine di cui all’articolo 1 del
decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, il deposito di memorie, documenti,
richieste ed istanze indicate dall’articolo 415-bis, comma 3, del
codice di procedura penale presso gli uffici delle procure della
repubblica presso i tribunali avviene, esclusivamente, mediante
deposito dal portale del processo penale telematico individuato con
provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e
automatizzati del Ministero della giustizia e con le modalita’
stabilite nel decreto stesso, anche in deroga alle previsioni del
decreto emanato ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto-legge
29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 febbraio 2010, n. 24. Il deposito degli atti si intende eseguito
al momento del rilascio della ricevuta di accettazione da parte dei
sistemi ministeriali, secondo le modalita’ stabilite dal
provvedimento.
2. Con uno o piu’ decreti del Ministro della giustizia, saranno
indicati gli ulteriori atti per quali sara’ reso possibile il
deposito telematico nelle modalita’ di cui al comma 1.
3. Gli uffici giudiziari, nei quali e’ reso possibile il deposito
telematico ai sensi dei commi 1 e 2, sono autorizzati all’utilizzo
del portale, senza necessita’ di ulteriore verifica o accertamento da
parte del Direttore generale dei servizi informativi automatizzati.
4. Per tutti gli atti, documenti e istanze comunque denominati
diversi da quelli indicati nei commi 1 e 2, fino alla scadenza del
termine di cui all’articolo 1 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, e’
consentito il deposito con valore legale mediante posta elettronica
certificata inserita nel Registro generale degli indirizzi di posta
elettronica certificata di cui all’art. 7 del decreto del Ministro
della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44. Il deposito con le modalita’
di cui al periodo precedente deve essere effettuato presso gli
indirizzi PEC degli uffici giudiziari destinatari ed indicati in
apposito provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi
e automatizzati e pubblicato sul Portale dei servizi telematici. Con
il medesimo provvedimento sono indicate le specifiche tecniche
relative ai formati degli atti e le ulteriori modalita’ di invio.
5. Ai fini dell’attestazione del deposito degli atti dei difensori
inviati tramite posta elettronica certificata ai sensi del comma
precedente, il personale di segreteria e di cancelleria degli uffici
giudiziari provvede ad annotare nel registro la data di ricezione e
ad inserire l’atto nel fascicolo telematico. Ai fini della
continuita’ della tenuta del fascicolo cartaceo provvede, altresi’,
all’inserimento nel predetto fascicolo di copia analogica dell’atto
ricevuto con l’attestazione della data di ricezione nella casella di
posta elettronica certificata dell’ufficio.
6. Per gli atti di cui al comma 1 e per quelli che saranno
individuati ai sensi del comma 2 l’invio tramite posta elettronica
certificata non e’ consentito e non produce alcun effetto di legge.

Art. 25. — (Misure urgenti relative allo svolgimento del processo
amministrativo)

1. Le disposizioni dei periodi quarto e seguenti del comma 1
dell’articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, convertito
in legge, con modificazioni, dall’articolo 1 della legge 25 giugno
2020, n. 70, si applicano altresi’ alle udienze pubbliche e alle
camere di consiglio del Consiglio di Stato, del Consiglio di
giustizia amministrativa per la Regione siciliana e dei tribunali
amministrativi regionali che si svolgono dal 9 novembre 2020 al 31
gennaio 2021 e, fino a tale ultima data, il decreto di cui al comma 1
dell’articolo 13 dell’allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio
2010, n. 104, prescinde dai pareri previsti dallo stesso articolo 13.
2. Durante tale periodo, salvo quanto previsto dal comma 1, gli
affari in trattazione passano in decisione, senza discussione orale,
sulla base degli atti depositati, ferma restando la possibilita’ di
definizione del giudizio ai sensi dell’articolo 60 del codice del
processo amministrativo, omesso ogni avviso. Il giudice delibera in
camera di consiglio, se necessario avvalendosi di collegamenti da
remoto. Restano fermi i poteri presidenziali di rinvio degli affari e
di modifica della composizione del collegio.
3. Per le udienze pubbliche e le camere di consiglio che si
svolgono tra il 9 e il 20 novembre 2020, l’istanza di discussione
orale, di cui al quarto periodo dell’articolo 4 del decreto-legge n.
28 del 2020, puo’ essere presentata fino a cinque giorni liberi prima
dell’udienza pubblica o camerale.

Art. 26. — (Disposizioni in materia di giudizio contabile nonche’ misure urgenti relative allo svolgimento delle adunanze e delle udienze del processo contabile durante l’ulteriore periodo di proroga dello stato di emergenza epidemiologica)

1. Ferma restando l’applicabilita’ dell’art. 85 del decreto legge
17 marzo 2020 n. 18, convertito in L. 24 aprile 2020 n. 27, come
modificato dell’art. 26-ter del decreto legge 14 agosto n. 104,
convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020 n. 126, per
contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli
effetti negativi sullo svolgimento e sui tempi delle attivita’
istituzionali della Corte dei conti, dalla data di entrata in vigore
del presente decreto e fino al termine dello stato di emergenza
epidemiologica da COVID-19, le adunanze e le udienze dinanzi alla
Corte dei conti alle quali e’ ammessa la presenza del pubblico si
celebrano a porte chiuse ai sensi dell’art. 91, comma 2, del decreto
legislativo 26 agosto 2016, n. 174.
2. All’art. 257, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e
all’economia, nonche’ di politiche sociali connesse all’emergenza
epidemiologica da COVID-19”, convertito, con modificazioni, dalla
legge 17 luglio 2020, n. 77, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) le parole “31 dicembre 2020” sono sostituite dalle parole
“termine dell’emergenza epidemiologica in corso”;
b) le lettere “in corso” sono soppresse;
c) dopo le parole “personale della Corte dei conti” sono inserite
le parole “, ivi incluso quello di magistratura”.
Dalle disposizioni di cui al precedente periodo non derivano nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 27. — (Misure urgenti relative allo svolgimento del processo tributario)

1. Fino alla cessazione degli effetti della dichiarazione dello
stato di emergenza nazionale da Covid-19, ove sussistano divieti,
limiti, impossibilita’ di circolazione su tutto o parte del
territorio nazionale conseguenti al predetto stato di emergenza
ovvero altre situazioni di pericolo per l’incolumita’ pubblica o dei
soggetti a vario titolo interessati nel processo tributario, lo
svolgimento delle udienze pubbliche e camerali e delle camere di
consiglio con collegamento da remoto e’ autorizzato, secondo la
rispettiva competenza, con decreto motivato del presidente della
Commissione tributaria provinciale o regionale da comunicarsi almeno
cinque giorni prima della data fissata per un’udienza pubblica o una
camera di consiglio. I decreti possono disporre che le udienze e le
camere di consiglio si svolgano anche solo parzialmente da remoto,
ove le dotazioni informatiche della giustizia tributaria lo
consentano e nei limiti delle risorse tecniche e finanziarie
disponibili. In tutti i casi in cui sia disposta la discussione da
remoto, la segreteria comunica alle parti, di regola, almeno tre
giorni prima della trattazione, l’avviso dell’ora e delle modalita’
di collegamento. Si da’ atto a verbale delle modalita’ con cui si
accerta l’identita’ dei soggetti partecipanti e la libera volonta’
delle parti, anche ai fini della disciplina sulla protezione dei dati
personali. I verbali redatti in occasione di un collegamento da
remoto e i provvedimenti adottati in esito a un collegamento da
remoto si intendono assunti presso la sede dell’ufficio giudiziario.
2. In alternativa alla discussione con collegamento da remoto, le
controversie fissate per la trattazione in udienza pubblica, passano
in decisione sulla base degli atti, salvo che almeno una delle parti
non insista per la discussione, con apposita istanza da notificare
alle altre parti costituite e da depositare almeno due giorni liberi
anteriori alla data fissata per la trattazione. I difensori sono
comunque considerati presenti a tutti gli effetti. Nel caso in cui
sia chiesta la discussione e non sia possibile procedere mediante
collegamento da remoto, si procede mediante trattazione scritta, con
fissazione di un termine non inferiore a dieci giorni prima
dell’udienza per deposito di memorie conclusionali e di cinque giorni
prima dell’udienza per memorie di replica. Nel caso in cui non sia
possibile garantire il rispetto dei termini di cui al periodo
precedente, la controversia e’ rinviata a nuovo ruolo con
possibilita’ di prevedere la trattazione scritta nel rispetto dei
medesimi termini. In caso di trattazione scritta le parti sono
considerate presenti e i provvedimenti si intendono comunque assunti
presso la sede dell’ufficio.
3. I componenti dei collegi giudicanti residenti, domiciliati o
comunque dimoranti in luoghi diversi da quelli in cui si trova la
commissione di appartenenza sono esonerati, su richiesta e previa
comunicazione al Presidente di sezione interessata, dalla
partecipazione alle udienze o camere di consiglio da svolgersi presso
la sede della Commissione interessata.
4. Salvo quanto previsto nel presente articolo, le modalita’ di
svolgimento delle udienze da remoto sono disciplinate ai sensi
dell’articolo 16 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119,
convertito, con modificazioni, dalla legge dicembre 2018, n. 136.

Art. 28. — (Licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di
semiliberta’)

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ferme le
ulteriori disposizioni di cui all’articolo 52 della legge 26 luglio
1975, n. 354, al condannato ammesso al regime di semiliberta’ possono
essere concesse licenze con durata superiore a quella prevista dal
comma 1 predetto l’articolo 52, salvo che il magistrato di
sorveglianza ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della
misura.
2. In ogni caso la durata delle licenze premio non puo’ estendersi
oltre il 31 dicembre 2020.

Art. 29. — (Durata straordinaria dei permessi premio)

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla
data del 31 dicembre 2020 ai condannati cui siano stati gia’ concessi
i permessi di cui all’articolo 30-ter della legge 26 luglio 1975, n.
354 e che siano stati gia’ assegnati al lavoro all’esterno ai sensi
dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354 o ammessi
all’istruzione o alla formazione professionale all’esterno ai sensi
dell’articolo 18 del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, i
permessi di cui all’articolo 30-ter, quando ne ricorrono i
presupposti, possono essere concessi anche in deroga ai limiti
temporali indicati dai commi uno e due dell’articolo 30-ter.
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica ai soggetti
condannati per taluno dei delitti indicati dall’articolo 4-bis della
legge 26 luglio 1975, n. 354 e dagli articoli 572 e 612-bis del
codice penale e, rispetto ai delitti commessi per finalita’ di
terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine
democratico mediante il compimento di atti di violenza e ai delitti
di cui agli articoli 416-bis del codice penale, o commessi
avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al
fine di agevolare l’attivita’ delle associazioni in esso previste,
anche nel caso in cui i condannati abbiano gia’ espiato la parte di
pena relativa ai predetti delitti quando, in caso di cumulo, sia
stata accertata dal giudice della cognizione o dell’esecuzione la
connessione ai sensi dell’articolo 12, comma 1, lettere b e c, del
codice di procedura penale tra i reati la cui pena e’ in esecuzione.

Art. 30. — (Disposizioni in materia di detenzione domiciliare)

1. In deroga a quanto disposto ai commi 1, 2 e 4 dell’articolo 1
della legge 26 novembre 2010, n. 199, dalla data di entrata in vigore
del presente decreto e fino alla data del 31 dicembre 2020, la pena
detentiva e’ eseguita, su istanza, presso l’abitazione del condannato
o in altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e
accoglienza, ove non sia superiore a diciotto mesi, anche se
costituente parte residua di maggior pena, salvo che riguardi:
a) soggetti condannati per taluno dei delitti indicati
dall’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive
modificazioni e dagli articoli 572 e 612-bis del codice penale;
rispetto ai delitti commessi per finalita’ di terrorismo, anche
internazionale, o di eversione dell’ordine democratico mediante il
compimento di atti di violenza, nonche’ ai delitti di cui agli
articoli 416-bis del codice penale, o commessi avvalendosi delle
condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al fine di agevolare
l’attivita’ delle associazioni in esso previste, anche nel caso in
cui i condannati abbiano gia’ espiato la parte di pena relativa ai
predetti delitti quando, in caso di cumulo, sia stata accertata dal
giudice della cognizione o dell’esecuzione la connessione ai sensi
dell’articolo 12, comma 1, lettere b e c, del codice di procedura
penale tra i reati la cui pena e’ in esecuzione;
b) delinquenti abituali, professionali o per tendenza, ai sensi
degli articoli 102, 105 e 108 del codice penale;
c) detenuti che sono sottoposti al regime di sorveglianza
particolare, ai sensi dell’articolo 14-bis della legge 26 luglio
1975, n. 354, salvo che sia stato accolto il reclamo previsto
dall’articolo 14-ter della medesima legge;
d) detenuti che nell’ultimo anno siano stati sanzionati per le
infrazioni disciplinari di cui all’articolo 77, comma 1, numeri 18,
19, 20 e 21 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
2000, n. 230;
e) detenuti nei cui confronti, in data successiva all’entrata in
vigore del presente decreto, sia redatto rapporto disciplinare ai
sensi dell’articolo 81, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 in relazione alle infrazioni di cui
all’articolo 77, comma 1, numeri 18 e 19 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230;
f) detenuti privi di un domicilio effettivo e idoneo anche in
funzione delle esigenze di tutela delle persone offese dal reato.
2. Il magistrato di sorveglianza adotta il provvedimento che
dispone l’esecuzione della pena presso il domicilio, salvo che
ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della misura.
3. Salvo si tratti di condannati minorenni o di condannati la cui
pena da eseguire non e’ superiore a sei mesi e’ applicata la
procedura di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti
tecnici resi disponibili per i singoli istituti penitenziari.
4. La procedura di controllo, alla cui applicazione il condannato
deve prestare il consenso, viene disattivata quando la pena residua
da espiare scende sotto la soglia di sei mesi.
5. Con provvedimento del capo del dipartimento dell’amministrazione
penitenziaria del Ministero della giustizia, d’intesa con il capo
della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, adottato
entro il termine di dieci giorni dall’entrata in vigore del presente
decreto e periodicamente aggiornato e’ individuato il numero dei
mezzi elettronici e degli altri strumenti tecnici da rendere
disponibili, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a
legislazione vigente, che possono essere utilizzati per l’esecuzione
della pena con le modalita’ stabilite dal presente articolo, tenuto
conto anche delle emergenze sanitarie rappresentate dalle autorita’
competenti. L’esecuzione dei provvedimenti nei confronti dei
condannati per i quali e’ necessario attivare gli strumenti di
controllo indicati avviene progressivamente a partire dai detenuti
che devono scontare la pena residua inferiore. Nel caso in cui la
pena residua non superi di trenta giorni la pena per la quale e’
imposta l’applicazione delle procedure di controllo mediante mezzi
elettronici o altri strumenti tecnici, questi non sono attivati.
6. Ai fini dell’applicazione delle pene detentive di cui al comma
1, la direzione dell’istituto penitenziario puo’ omettere la
relazione prevista dall’articolo 1, comma 4, della legge 26 novembre
2010, n. 199. La direzione e’ in ogni caso tenuta ad attestare che la
pena da eseguire non sia superiore a diciotto mesi, anche se
costituente parte residua di maggior pena, che non sussistono le
preclusioni di cui al comma 1 e che il condannato abbia fornito
l’espresso consenso alla attivazione delle procedure di controllo,
nonche’ a trasmettere il verbale di accertamento dell’idoneita’ del
domicilio, redatto in via prioritaria dalla polizia penitenziaria o,
se il condannato e’ sottoposto ad un programma di recupero o intende
sottoporsi ad esso, la documentazione di cui all’articolo 94, comma
1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica
9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.
7. Per il condannato minorenne nei cui confronti e’ disposta
l’esecuzione della pena detentiva con le modalita’ di cui al comma 1,
l’ufficio servizio sociale minorenni territorialmente competente in
relazione al luogo di domicilio, in raccordo con l’equipe educativa
dell’istituto penitenziario, provvedera’, entro trenta giorni dalla
ricevuta comunicazione dell’avvenuta esecuzione della misura in
esame, alla redazione di un programma educativo secondo le modalita’
indicate dall’articolo 3 del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n.
121, da sottoporre al magistrato di sorveglianza per l’approvazione.
8. Restano ferme le ulteriori disposizioni dell’articolo 1 della
legge 26 novembre 2010, n. 199, ove compatibili.
9. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 8 si applicano ai
detenuti che maturano i presupposti per l’applicazione della misura
entro la scadenza del termine indicato nel comma 1.

Art. 31. — (Disposizioni in materia di elezioni degli organi territoriali e
nazionali degli ordini professionali vigilati dal Ministero della
giustizia)

1. Le procedure elettorali per la composizione degli organi
territoriali degli ordini professionali vigilati dal Ministero della
giustizia possono svolgersi con modalita’ telematiche da remoto
disciplinate con regolamento adottato dal consiglio nazionale
dell’ordine, da adottarsi entro il termine di sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto-legge, previa
approvazione del Ministero della giustizia.
2. Con il regolamento di cui al comma 1, il consiglio nazionale
puo’ prevedere e disciplinare modalita’ telematiche di votazione
anche per il rinnovo della rappresentanza nazionale e dei relativi
organi, ove previsto in forma assembleare o con modalita’ analoghe a
quelle stabilite per gli organi territoriali.
3. Il consiglio nazionale puo’ disporre un differimento della data
prevista per lo svolgimento delle elezioni di cui ai commi 1 e 2 non
superiore a novanta giorni, ove gia’ fissata alla data di entrata in
vigore del presente decreto.

Art. 32. — (Misure per la funzionalita’ delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco)

1 .Ai fini della prosecuzione, a decorrere dal 16 ottobre 2020 e
fino al 24 novembre 2020, del dispositivo di pubblica sicurezza
preordinato al contenimento della diffusione del COVID-19, nonche’
dello svolgimento dei maggiori compiti comunque connessi
all’emergenza epidemiologica in corso, e’ autorizzata, per l’anno
2020, l’ulteriore spesa di euro 67.761.547, di cui euro 52.457.280
per il pagamento delle indennita’ di ordine pubblico del personale
delle Forze di polizia e degli altri oneri connessi all’impiego del
personale delle polizie locali ed euro 15.304.267 per il pagamento
delle prestazioni di lavoro straordinario del personale delle Forze
di polizia.
2. Al fine di garantire, per il periodo di cui al comma 1, la
funzionalita’ del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in relazione
agli accresciuti impegni connessi all’emergenza epidemiologica in
corso e’ autorizzata, per l’anno 2020, l’ulteriore spesa di euro
734.208 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario
del personale dei vigili del fuoco.
3. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo, pari
complessivamente ad euro 68.495.755, si provvede ai sensi
dell’articolo 34.

Art. 33. — (Fondo anticipazione di liquidita’)

1. Per l’anno 2020 le Regioni a statuto speciale utilizzano le
quote accantonate e vincolate del risultato di amministrazione senza
operare la nettizzazione del fondo anticipazione liquidita’. Alla
compensazione in termini di indebitamento e fabbisogno, pari a 5
milioni di euro per l’anno 2020, a 83 milioni di euro per l’anno
2021, a 137 milioni di euro per l’anno 2022, a 23 milioni di euro per
l’anno 2023 e a 21 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e
2025, si provvede mediante ai sensi dell’articolo 34.

TITOLO IV — Disposizioni finali

Art. 34. — (Disposizioni finanziarie)

1. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui
all’articolo 10, comma 5, del decreto legge 29 novembre 2004, n. 282
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307
e’ incrementato di 246 milioni di euro per l’anno 2021 e di 50
milioni di euro per l’anno 2023.
2. Le minori entrate derivanti dal comma 3, lettera a), sono
valutate in 161 milioni di euro per l’anno 2022.
3. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, 2, 3,5, comma 5, 6, 7, 8,
9, 13, 15, 16, 17, 20, 21, 32 e 33, e dai commi 1 e 2 del presente
articolo, determinati complessivamente in 5.553,096 milioni di euro
per l’anno 2020, 612 milioni di euro per l’anno 2021, 161 milioni di
euro per l’anno 2022 e 50 milioni di euro per l’anno 2023, che
aumentano, ai fini della compensazione degli effetti in termini di
indebitamento netto e fabbisogno, in 881,4 milioni di euro per l’anno
per l’anno 2021, 298 milioni di euro per l’anno per l’anno 2022, in
73 milioni di euro per l’anno per l’anno 2023 e in 21 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2024 e 2025, si provvede:
a) quanto a 860 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente versamento all’entrata del bilancio dello Stato, da
parte dell’Agenzia delle entrate, entro 10 giorni dall’entrata in
vigore del presente decreto, a valere sulle somme trasferite alla
predetta Agenzia per effetto dell’articolo 176, del decreto-legge 19
maggio 2020, n.34, convertito con modificazioni, dalla legge 17
luglio 2020, n.77;
b) quanto a 1.680 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
c) quanto a 1.320 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente riduzione delle autorizzazioni di spesa di cui
all’articolo 19, comma 9, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18,
convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e di
cui all’articolo 1, comma 11, del decreto-legge 14 agosto 2020, n.
104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n.
126;
d) quanto a 32 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di cui all’articolo 27,
comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con
modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
e) quanto a 18,7 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di cui all’articolo 28,
comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con
modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
f) quanto a 18,8 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di cui all’articolo 30,
comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con
modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
g) quanto a 3,4 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di cui all’articolo 38,
comma 3, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con
modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
h) quanto a 101,3 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente riduzione l’autorizzazione di cui all’articolo 44,
comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con
modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. Conseguentemente, il
limite di spesa di cui all’articolo 1, comma 1 del decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze del 30 aprile 2020 per il
riconoscimento dei benefici di cui all’articolo 2 dello stesso
decreto interministeriale, come successivamente rideterminato, e’
ridotto di pari importo;
i) quanto a 804 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
corrispondente riduzione l’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 84, comma 12, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77;
l) quanto a 730 milioni di euro per l’anno 2020, mediante utilizzo
delle risorse di cui all’articolo 2, comma 55, del decreto-legge 29
dicembre 2010, n.225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2011, n.10, come modificato dall’articolo 1, comma 167,
della legge 27 dicembre 2013, n.147;
m) quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2020, a 137 milioni di
euro per l’anno 2022, a 23 milioni di euro per l’anno 2023 e a 21
milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, mediante
corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti
finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti
all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo
6,comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189;
n) quanto a 131 milioni di euro per l’anno 2022, mediante
corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di
politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto legge
29 novembre 2004, n. 282 convertito, con modificazioni, dalla legge
27 dicembre 2004, n. 307;
o) quanto a 30 milioni di euro per l’anno 2022 mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
p) quanto a 887,8 milioni di euro per l’anno 2021, 53,8 milioni di
euro per l’anno 2023 e, in termini di indebitamento netto e
fabbisogno di 34,43 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dagli
articoli 5, 12, 13, 22, 32 e dal comma 3, lettera a) del presente
articolo;
4. Il Ministero dell’economia e delle finanze effettua il
monitoraggio delle risorse destinate alle misure previste dal
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, dal decreto-legge 9 maggio 2020,
n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n.
77, e dal decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n.40, dal decreto-legge 14
agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13
ottobre 2020, n. 126 e dal presente decreto, al fine di assicurare il
rispetto del limite complessivo massimo delle autorizzazioni al
ricorso all’indebitamento per l’anno 2020 approvate dalla Camera dei
Deputati e dal Senato della Repubblica con le relative Risoluzioni e,
ove necessario, l’eventuale adozione delle iniziative previste
dall’articolo, 17, comma 13 della legge 31 dicembre 2009, n.196 e
successive modificazioni e integrazioni.
5. Le risorse destinate all’attuazione da parte dell’INPS delle
misure di cui al presente decreto sono tempestivamente trasferite dal
bilancio dello Stato all’Istituto medesimo.
6. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal
presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio, anche nel conto dei residui. Il Ministero
dell’economia e delle finanze, ove necessario, puo’ disporre il
ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione e’
effettuata con l’emissione di ordini di pagamento sui pertinenti
capitoli di spesa.

Art. 35. — (Entrata in vigore)

1.Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 28 ottobre 2020

Allegato 1

=============================================================
| Codice ATECO | % |
+===========================================+===============+
|493210 - Trasporto con taxi | 100,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|493220 - Trasporto mediante noleggio di | |
|autovetture da rimessa con conducente | 100,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|493901 - Gestioni di funicolari, ski-lift e| |
|seggiovie se non facenti parte dei sistemi | |
|di transito urbano o sub-urbano | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|551000 - Alberghi | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|552010 - Villaggi turistici | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|552020 - Ostelli della gioventu' | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|552030 - Rifugi di montagna | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|552040 - Colonie marine e montane | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|552051 - Affittacamere per brevi soggiorni,| |
|case ed appartamenti per vacanze, bed and | |
|breakfast, residence | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|552052 - Attivita' di alloggio connesse | |
|alle aziende agricole | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|553000 - Aree di campeggio e aree | |
|attrezzate per camper e roulotte | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|559020 - Alloggi per studenti e lavoratori | |
|con servizi accessori di tipo alberghiero | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|561011-Ristorazione con somministrazione | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|561012-Attivita' di ristorazione connesse | |
|alle aziende agricole | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|561030-Gelaterie e pasticcerie | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|561041-Gelaterie e pasticcerie ambulanti | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|561042-Ristorazione ambulante | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|561050-Ristorazione su treni e navi | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|562100-Catering per eventi, banqueting | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|563000-Bar e altri esercizi simili senza | |
|cucina | 150,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|591300 - Attivita' di distribuzione | |
|cinematografica, di video e di programmi | |
|televisivi | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|591400-Attivita' di proiezione | |
|cinematografica | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|749094 - Agenzie ed agenti o procuratori | |
|per lo spettacolo e lo sport | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|773994 - Noleggio di strutture ed | |
|attrezzature per manifestazioni e | |
|spettacoli: impianti luce ed audio senza | |
|operatore, palchi, stand ed addobbi | |
|luminosi | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|799011 - Servizi di biglietteria per eventi| |
|teatrali, sportivi ed altri eventi | |
|ricreativi e d'intrattenimento | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|799019 - Altri servizi di prenotazione e | |
|altre attivita' di assistenza turistica non| |
|svolte dalle agenzie di viaggio nca | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|799020 - Attivita' delle guide e degli | |
|accompagnatori turistici | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|823000-Organizzazione di convegni e fiere | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|855209 - Altra formazione culturale | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|900101 - Attivita' nel campo della | |
|recitazione | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|900109 - Altre rappresentazioni artistiche | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|900201 - Noleggio con operatore di | |
|strutture ed attrezzature per | |
|manifestazioni e spettacoli | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|900209 - Altre attivita' di supporto alle | |
|rappresentazioni artistiche | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|900309 - Altre creazioni artistiche e | |
|letterarie | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|900400-Gestione di teatri, sale da concerto| |
|e altre strutture artistiche | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|920009 - Altre attivita' connesse con le | |
|lotterie e le scommesse (comprende le sale | |
|bingo) | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|931110-Gestione di stadi | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|931120-Gestione di piscine | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|931130-Gestione di impianti sportivi | |
|polivalenti | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|931190-Gestione di altri impianti sportivi | |
|nca | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|931200-Attivita' di club sportivi | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|931300-Gestione di palestre | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|931910-Enti e organizzazioni sportive, | |
|promozione di eventi sportivi | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|931999-Altre attivita' sportive nca | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|932100-Parchi di divertimento e parchi | |
|tematici | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|932910-Discoteche, sale da ballo night-club| |
|e simili | 400,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|932930-Sale giochi e biliardi | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|932990-Altre attivita' di intrattenimento e| |
|di divertimento nca | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|949920 - Attivita' di organizzazioni che | |
|perseguono fini culturali, ricreativi e la | |
|coltivazione di hobby | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|949990 - Attivita' di altre organizzazioni | |
|associative nca | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|960410-Servizi di centri per il benessere | |
|fisico (esclusi gli stabilimenti termali) | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|960420-Stabilimenti termali | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+
|960905 - Organizzazione di feste e | |
|cerimonie | 200,00% |
+-------------------------------------------+---------------+

Tabella 1

===================================================================
| | Quota accesso | RISORSE PER MMG TAMPONI |
| Regioni | 2020 | RAPIDI |
+=====================+===============+===========================+
| PIEMONTE | 7,36% | 2.209.433,59|
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| V D'AOSTA | 0,21% | 63.013,50|
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| LOMBARDIA | 16,64% | 4.993.267,96|
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| BOLZANO | 0,86% | 257.461,47|
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| TRENTO | 0,89% | 267.069,57|
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| VENETO | 8,14% | 2.442.545,00|
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| FRIULI | 2,06% | 619.330,03|
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| LIGURIA | 2,68% | 804.230,97|
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| E ROMAGNA | 7,46% | 2.237.377,56|
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| TOSCANA | 6,30% | 1.889.704,34|
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| UMBRIA | 1,49% | 447.008,12|
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| MARCHE | 2,56% | 769.003,80|
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| LAZIO | 9,68% | 2.903.510,03|
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| ABRUZZO | 2,19% | 656.940,83|
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| MOLISE | 0,51% | 153.958,45|
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| CAMPANIA | 9,30% | 2.790.545,16|
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| PUGLIA | 6,62% | 1.986.526,10|
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| BASILICATA | 0,93% | 280.312,58|
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| CALABRIA | 3,19% | 957.153,68|
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| SICILIA | 8,16% | 2.448.426,26|
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| SARDEGNA | 2,74% | 823.181,00|
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| TOTALE | 100% | 30.000.000,00|
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